mercoledì 20 febbraio 2013

Usciamo dal metro, dal chilo, da TUTTTOOO!!!

Nel Paese dei Cazzetti

Io, a differenza di tanti che parlano parlano, io ci sono stato nel Paese dei Cazzetti, e devo dire che è molto meglio di come lo dipingono. La gente perlopiù è gentile, i semafori godono di un certo rispetto; inoltre non ci si spara per strada, in generale, se si dispone di un luogo appartato.

Certo, il primo impatto può essere uno choc, perché i Cazzetti pur assomigliandoci divergono tra noi per tanti piccoli bizzarri particolari, ad esempio le unità di misura. Me ne accorsi il primo giorno, appena entrai in un ascensore col mio accompagnatore. Era un ascensore un po' angusto, così mi capitò di far caso alla targhetta con le specifiche tecniche, di solito non la leggo mai.

"Ehi, ma qui c'è scritto che regge solo..."
"Ottanta chili, sì".
"O mio Dio adesso si pianta".
"Ma no, ma cosa dice".
"Siamo in due, ne faremo come minimo centoventi. Ho anche il bagaglio a mano..."
"Stia calmo. Lei più di trenta chili non pesa..."
"Eh?"
"Io ne faccio quaranta, e il suo bagaglio è leggerissimo. E comunque sono sempre sottostimati questi ascensori, non si preoccupi".
"No, senta, io la ringrazio, ma come può pensare che io pesi trenta chili, mi ha visto?"
"Ah, ma dimenticavo. Lei ragiona in chili internazionali. Questi non sono chili internazionali".
"Come, no?"
"No, sono chili cazzetti".
"Ovvero?"
"Ovvero non saprei... mi sembra che un chilo cazzetto valga due chili internazionali virgola qualcosa".
"Virgola qualcosa?"
"Eh sì, dipende un po' dall'andamento generale".
"Quindi non avete il sistema metrico decimale?"
"Lo avevamo, ma poi abbiamo avuto dei problemi... vede? Siamo arrivati. La sua stanza è in fondo al corridoio. La accompagno?"
"Se non le dispiace. Ma che genere di problemi?"
"Ecco, non so se se n'è accorto, ma noi Cazzetti tendiamo a essere un po' corpulenti".
"Eh, sì".
"Questa cosa nel medio-lungo termine rischiava di avvilirci, di deprimerci, e così il nostro governo ha deciso di varare una manovra per farci sentire più leggeri, insomma è uscita dal sistema metrico internazionale".
"E avete rivalutato il chilo".
"All'inizio era solo di un decimo, però si è visto che la gente tendeva a mangiare di più, e si è pensato che serviva una manovra più drastica, insomma... adesso siamo a due e qualcosa. Le piace la stanza?"
"Molto spaziosa".
"Ah sì, è la più larga del piano, sono cento metri quadri".
"No, mi scusi, questo è impossibile".
"Come no? C'è anche qui nella targhetta sulla porta, vede?"
"Guardi a me va benissimo così, come vede ho solo un bagaglio a mano, però non sono cento metri quadrati. Sarebbe un appartamento. Questa è una bella camera, tutto qui".
"Ah già, giusto, lei pensa ai suoi metri quadrati".
"Perché, non mi dirà mica che..."
"Eh sì, i nostri valgono un po' di meno".
"E come mai? Qual era il problema?"
"Eh, è un po' imbarazzante".
"Vi sentivate stretti? Bassi di statura? Suvvia, a me può dirlo".
"Lei non ignorerà l'etimologia del termine Cazzetti".
"Ahem, aspetti, ricordo che me ne parlò una volta il mio professore di filologia arcaica, era qualcosa che aveva a che fare con l'apparato riproduttivo, mi pare".
"Piselli piccoli. Cazzetti significa Piselli piccoli".
"Ah già, giusto! Dall'italico cazzo, di etimo incerto!"
"Ecco".
"Ma sarà senz'altro un nomignolo che vi è stato appioppato da qualche nemico invidioso della vostra prestanza".
"Sì, la teoria ufficiale è quella. Però c'è un'altra ipotesi che gode di un certo credito presso l'opinione pubblica".
"Ovvero?"
"Forse ce l'abbiamo veramente piccolo".
"E quindi avete pensato che..."
"Il governo ha pensato che accorciare i righelli avrebbe fatto bene alla nostra autostima".
"E così avete svalutato i centimetri?"
"Sì, di parecchio".
"Non è che la cosa abbia molto senso, eh".
"Non mi dica che non le sarebbe piaciuto, quand'era giovane, poter vantare una trentina di centimetri con gli amici".
"Mah, boh, può darsi, però... senta, quanto le devo?"
"Niente, per carità".
"Come niente, una mancia la prenderà. Non mi dica che i cazzetti si offendono, se gli si offre una mancia".
"Beh, se insiste..."
"Dieci euro?"
"Non sono nella posizione per dire di no. Con questa maledetta crisi..."
"È dura come dicono?"
"Durissima, si immagini che è crollato tutto il settore immobiliare, ormai un metro quadro non vale più nulla. La gente non compra più, siamo tutti terrorizzati. Con quest'euro maledetto..."
"Ma non avete mai pensato di svalutarlo?"
"Eh?"
"Sì, voglio dire, non avete mai pensato di uscire dall'euro e stampare una moneta diversa, abbassandone progressivamente il valore in euro? Non potrebbe essere un sistema per stimolare i consumi, rilanciare l'economia? Sto pensando ad alta voce, però..."
"Scusi, ma lei per chi ci ha preso?"
"In che senso?"
"Cioè, è vero, siamo i Cazzetti, non siamo famosi per la nostra intelligenza media. Siamo dei maledetti obesi e probabilmente abbiamo il pisello così piccolo che abbiamo dovuto rimpicciolire i centimetri per misurarlo; però questo non vuol mica dire che siamo del tutto coglioni, sa?"
"Mi scusi".
"Si figuri".

Io a differenza di tanti che parlano parlano, io ci sono stato nel Paese dei Cazzetti, e devo dire che è più complicato di quel che sembra. Ma la cucina è buona. E il metro quadro, confermo, costa un cazzo. Purtroppo non te lo accettano, vogliono gli euro.

7 commenti:

  1. Leggo spesso questo blog, e lo trovo stimolante e intelligente, spesso concordo con le opinioni espresse dal titolare. La storiella di oggi però dimostra che anche i più aperti e illuminati opinionisti di area PD non sfuggono alla ortodossia dell'euro. Non c'è niente da fare, è proprio un vincolo ideologico: l'euro per una certa sinistra è ormai oggetto di fede. questa

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  2. Leonardo, premetto che, tutto sommato, ritengo che sarebbe disastroso uscire dall'euro, soprattutti per i suoi effetti politici.
    Tuttavia stai trattando l'argomento in maniera più che semplicistica. Non é questione di unità di misura, ma di politica monetaria, che esiste, é una cosa normale che si usa quotidianamente da decenni per smussare le oscillazioni del ciclo economico (confronta i salti e i capitomboli economici della prima metà del '900 con quelli della seconda). In particolare, è cosa risaputa e riconosciuta che gli aggiustamenti economici sono infinitamente più difficili da ottenere senza un minimo di inflazione. In altre parole: é molto più facile ottenere una riduzione del prezzo (reale) d'una merce facendo salire il prezzo di tutte le altre, che non aspettare che si accumulino pile di merci invendute. Allo stesso modo, é più facile ottenere una riduzione di salario (reale) con l'inflazione, che non aspettare d'avere una massa di disoccupati pronti a lanciarsi sulla prima offerta che trovano.
    Chiaramente questo é valido solo con inflazione bassa/nulla. Ma é tutta roba che sappiamo per lo meno dalla fine degli anni '60, perdio.
    Ugualmente, può benissimo darsi il caso che paesi diversi e non perfettamente integrati dal punto di vista economico abbiano bisogno di politiche monetarie indipendenti. Al momento, la Germania ha bisogno di una politica monetaria restrittiva, il resto dell'Europa no - (per di più, la Germania dopo il trauma infantile dell'iperinflazione persegue un tasso di inflazione fin troppo basso, e sarebbe ora di superarlo, questo trauma).

    Poi, é chiaro che uscire e svalutare ora vorrebbe dire la bancarotta, e non sto nemmeno parlando dei cazzoni signoraggisti.
    Ma tu, Leonardo, stai trattando questo tema in modo molto superficiale.

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  3. "i più aperti e illuminati opinionisti di area PD non sfuggono alla ortodossia dell'euro"...
    immagino che siano questi i commenti che ti spingono ad accendere il piccì e a scrivere un post, perché ti stimola il confronto di idee senza pregiudizi, la voglia di spiegare e confrontarsi...
    comunque dire a qualcuno che vuole uscire dall'euro perché ha il pisello piccolo non è carino.
    quando non eri uno tra "i più aperti e illuminati opinionisti di area PD" non scrivevi queste cose

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    1. Chi ha il pisello piccolo non vuole mica uscire; avercelo piccolo non è mica una menomazione cerebrale.

      (Parlo per sentito dire).

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  4. è risaputo che i problemi dell' Italia non sono la mafia,
    l' evasione fiscale,la corruzione,il debito pubblico e Berlusconi
    ma è la moneta , se tornassimo alla lira certamente diventeremo la Norvegia del mediterraneo...

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  5. boo, non lo so, non so quanto sarebbe difficile o cruenta un'uscita dall'euro, non so se ce lo lascerebbero fare, se sarebbe gestita in maniera adeguata. Di sicuro penso che entrarci sia stata una grossa cazzata, probabilmente fatta in buona fede e il cui esito così negativo era difficile da prevedere.
    All'autore, che tra parentesi seguo e apprezzo moltissimo: secondo me fai male ad essere così sicuro di quello che stai dicendo, almeno dei dubbi dovresti averceli

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    1. Quant'è facile scaricare tutta la colpa delle nostre a altrui cazzate sull'euro. Del resto dopo anni interi di campagne politico-elettorali sull'euro cattivo dal cambio sbagliato stabilito a tavolino, l'euro che ci impedisce le esportazioni e via farneticando era ovvio che si sarebbe arrivati a questo punto.

      E' stato un bene entrarci perchè abbiamo evitato di essere massacrati dalla speculazione durante la crisi (e sarebbe stato di gran lunga peggio che nel 1992), se non prima dalla politica dell'indebitarsi e svalutare a tutto spiano che seguivamo e che ci ha portato ad avere un debito colossale. E' una cazzata totale uscirne: oltre a dare un colpo mortale al processo d'integrazione europea, che non è nato per sport ma come reazione all'ultima catastrofe bellica europea, la svalutazione che ne seguirebbe ci farebbe a pezzi sia in termini di minor potere d'acquisto che di esplosione degli interessi sul debito... lo capiscono addirittura in Grecia.

      Svegliamoci un po', cazzo, vediamo di ragionare!

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