mercoledì 8 ottobre 2014

Come dar ragione alle Sentinelle

Trentino - Corriere delle Alpi, 5 ottobre
È molto difficile immaginare ormai come sarebbe la mia vita senza social network - senz'altro più piena, più soddisfacente, e chissà quanti libri avrei letto in più eccetera - in particolare credo che questa settimana non avrei sentito parlare delle Sentinelle, un gruppo non particolarmente numeroso o interessante di attivisti pro-life e anti-gay, che a quanto pare si ritrova nelle piazze a legger libri. Svanito l'effetto novità, un tipo di manifestazione del genere è destinato a scivolare nelle pagine locali dei quotidiani, dove senz'altro non me lo sarei andato a cercare: e probabilmente a questo punto me le sarei anche dimenticate, le Sentinelle. 

Invece è da sabato che sento soltanto parlare di Sentinelle sui social network, il che è molto interessante dal momento che come tutti tendo a selezionare, più o meno consapevolmente, i contatti che condividono con me informazioni e sensazioni. Chi continua a farmi sapere quanto siano fasciste le Sentinelle, intolleranti le Sentinelle, stupide e ignoranti le Sentinelle, è una persona che più o meno la pensa come me su tante cose. Nello specifico, considera l'aborto un diritto, e il matrimonio pure, e ritiene che finché quest'ultimo non sarà esteso anche ai gay, essi saranno vittima di una grave discriminazione. Io perlomeno la penso così, e così più o meno la pensa la nuvola di contatti che mi circonda sui social. Ed è da tre giorni che gran parte di questi contatti mi sembrano scandalizzati, piccati, in alcuni casi persino arrabbiati, perché un gruppo di attivisti che non la pensa come loro sta manifestando in alcune piazze nel modo più pacifico possibile.

È come se l'abitudine di circondarsi di persone che la pensano come noi ci stesse in un qualche modo disabituando a convivere con un dato di fatto: là fuori c'è un mondo, che molto spesso (quasi sempre) non la pensa come noi. In particolare l'omofobia delle Sentinelle, per quanto penosa, si attesta probabilmente intorno alla media nazionale: che è poi il banale motivo per cui in altri Paesi i gay si sposano tranquillamente da anni, ormai, e da noi i politici fanno ancora un po' di fatica a parlarne. Però con le Sentinelle avviene una curiosa inversione: quando sento parlarne sui social, mi sembra quasi che la minoranza siano loro. Insomma, tutti gli danno addosso. Tutti li prendono in giro. Li trovano ridicoli, irridono le loro fisionomie e i libri che leggono, li paragonano a nazisti o mullah, eccetera. Un'altra caratteristica dei social, proprio perché formano comunità più o meno lasche di individui, sono le dinamiche di branco; non importa quanto siamo in pochi, c'è da qualche parte in rete uno spazio in cui siamo la maggioranza, la pensiamo tutti uguale, e quindi possiamo infierire sulla pecora nera. Con le Sentinelle il meccanismo scatta fin troppo facilmente, anche perché pur muovendo da premesse fasciste e omofobe, ostentano in piazza l'atteggiamento più passivo possibile. Si mettono lì in piedi e leggono un libro (va bene uno qualsiasi). Troppo facile prenderli di mira, no? Appunto. Così facile che basta rifletterci appena un po' per fiutare il trabocchetto. Il tizio che va in piazza, e nemmeno ha uno slogan da comunicare; nemmeno prova a convincerti; si mette lì impalato e sfoglia un libro, che altro sta facendo se non offrirsi proprio al tuo sdegno? E se ti sdegnerai, come in fondo è normale che sia se solo accetti di dargli un po' della tua attenzione, non gli starai per caso facendo un favore?

Si fanno chiamare Sentinelle, ma funzionano da esche: si mettono in mostra affinché li odiamo, e in breve riescono a invertire il quadro. Non sono più espressione di una maggioranza silenziosa omofoba o antiabortista, ma eroici difensori di una minoranza perseguitata, vilipesa, e sbeffeggiata. Poi, sì, restano omofobi; ma con poca fatica sono riusciti a dimostrare che sono gli altri a odiarli: gli altri, la maggioranza succube dell'"egemonia omosex". E per farlo è sufficiente passare una mezza giornata in piedi. Non male per un gruppo né particolarmente numeroso né molto interessante. A volte davvero basta avere l'idea giusta. 

Io credo che irridere i propri avversari non faccia avanzare di un passo la lotta per difendere o estendere i diritti civili, e che insomma la migliore risposta alle Sentinelle sia ignorarle. Non mi stupisce che a Bologna si sia fatto l'esatto opposto: nello stemma ideale dei movimenti bolognesi è ormai iscritto il motto "sbagliamo tutto dal '77". Reagire al loro silenzio con un silenzio incomparabilmente superiore: mi rendo conto quanto sia difficile, nel momento in cui pure io sto buttando giù 5000 battute sull'argomento. Da una parte c'è la loro esigenza di trasformarsi in vittime, dall'altra il nostro bisogno di sentirci più intelligenti, più liberi, ma anche più tosti - avrete fatto caso a come una certa goliardica arroganza sia il vestito di ordinanza in ogni comunità che prenda forma su un forum o un network. Ma insomma questi arrivano coi loro libriccini e le loro idee sceme, in sostanza ti supplicano di detestarli - e noi siamo troppo furbi, troppo splendidi per non cascarci a piedi pari. 

39 commenti:

  1. beh, tutto questo dice solo che chi è dietro le sentinelle è furbo. Che la massa sia stupida è sempre stato chiaro.
    (io ci ho scritto 187 parole, di cui quelle dedicate alle sentinelle saranno state una quarantina. Ma si sa che sono laconico)

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  2. In effetti questo fenomeno del circondarsi di persone che la pensano in maniera simile è un rischio inconscio dei vari social network: similia similibus solvuntur.
    E' una cosa inconscia, eppure di grande effetto tanto che molti fanno fatica a rendersi conto che esistono persone che la pensano diversamente da loro.

    Questo però non avviene solo sui social network. Per fare un esempio staccato da internet, io sono cresciuto in un ambiente toscano della costa dove ci si vestiva con estrema semplicità e anzi, colui che si fosse vestito con abiti troppo costosi veniva automaticamente etichettato come superficiale, vacuo, incapace di relazioni sincere. Nel microcosmo romagnolo della mia ragazza, al contrario, era la persona in jeans e felpa ad essere additata come superficiale, all'opposto di colui/colei che investiva tempo e denaro per abiti ricercati, dimostrando attenzione per gli altri. Prima del nosro incontro, eravamo entrambi convinti che il nostro modo di pensare (frutto dell'ambiente in cui eravamo vissuti e cresciuti) fosse universale e l'apprendere che un linguaggio corporeo da noi considerato ovvio era rovesciato nell'altro ci ha mandato in crisi.

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  3. ...se fossi ancora incline alla manifestazione fisica delle mie opinioni penso che mi vestirei da donna* ** e andrei a tentare di leggere un libro in silenzio con loro, pacificamente, nelle loro piazze.
    qualcuno più motivato di me provi, l'idea è in regalo.

    * non da drag queen eh - diciamo più o meno da rosi bindi
    ** risulterei una conchita wurst più cicciotta e con la barba grigia; diciamo - ancora - più o meno una rosi bindi (barba a parte)

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    1. ..basta fare ironia sull'aspetto fisico di bindi, non se ne può più

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    2. Vero, poveretta. Di già è più bella che intelligente, non mi sembra il caso di infierire...

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    3. nessuna ironia, miei ipersensibili signori. io sono un uomo di mezza età dall'aspetto fisico normale, ovvero un rosi bindi al maschile.
      se (anche) i vostri standard estetici sono più elevati mi spiace per voi e per la vostra suggestionabilità.

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  4. Sì, poi magari anche pensare sempre che ci sia un furbone con la strategia giusta a muovere la massa stupida è un "rischio inconscio" dello stare troppo sui social network. Se si conosce REALMENTE (come ha fatto Claudio sposando una dell'Adriatico)qualcuna di queste persone che fanno le sentinelle, ci si accorge che sono persone VERE, di intelligenza media o superiore (oh, leggono libri, mica pasticciano col cellulare come un hipster qualunque!), stupidi in quanto mediamente fascisti (cioè, hai la vaga sensazione che nel 20ennio avrebbero appoggiato il regime) ma anche no; stupidi in quanto cattolici mediamente più preoccupati della religione che del vangelo, ma proprio non mossi da nessun grande vecchio alle spalle.
    Non sono la maggioranza: la maggioranza degli italiani oggi è abbastanza indifferente ai diritti LGBTeccetera, almeno, qui a Quarto Oggiaro: diciamo che metà non vede di quali diritti abbiano bisogno visto che possono convivere come vogliono (vedono la generazione attuale dei 30enni disinteressata alla prospettiva matrimonio e un po' si chiedono perchè mai una cosa così demodè sia richiesta dai gay); l'altra metà è favorevole a che vengano riconosciuti tutti i diritti che chiedono, basta che non vengano a rompere le palle a loro. Poi c'è 'sta minoranza di persone che si sente minacciata dai diritti chiesti dai gay (molto più minoranza rispetto a quelli che si sentono minacciati dallo "ius soli", per dire) e allora manifesta; ha visto che in Francia facevano quella cosa lì e, un po' per emulazione, un po' per solidarietà coi pari-stupidi d'oltralpe che vedevano parimenti sbertucciati ("cristiano" e "cretino" hanno la stessa radice in francese), molto con la convinzione che dove non arriva la scimitarra coranica ci arrivi il prendersi gli sputi in faccia come il loro Messia evangelico, ed ecco, vedo che lo fanno anche in Italia.
    La strategia migliore, ha ragione Leonardo, è ignorarli (la strategia di Gamaliele in Atti 5, se è per quello) e vedere quando si stancheranno. Invece per la nostra malattia di pensare che chi non la vede come noi è massa stupida mossa dal furbone che sta dietro, per quello non c'è strategia (se non magari quella di Claudio VdA). Da catto-anarchico che frequenta regolarmente sia parrocchie+oratori che centrisocialioccupatiautogestiti+circoliARCI, beh, i dogmatismi e i talebanismi peggiori li ho trovati in questi ultimi.
    Riccoespietato, c'è chi l'ha già fatto, più o meno:
    http://www.vice.com/it/read/intervista-belotti-nazisti-illinois-sentinelle-641

    Martino De Stefani

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    1. @DeStefani: Il "furbone che sta dietro" in realtà esiste e si tratta guarda un po' del famigerato Massimo Introvigne...
      Comunque ero sicuro che Leonardo ci avrebbe fatto il pezzo alla "state buoni se potete"... peraltro sarei anche abbastanza d'accordo sulla strategia di ignorarli piuttosto che attaccarli (verbalmente o fisicamente), ma penso che nulla superi in genialità ed efficacia dell'azione di Giampietro Belotti nazista dell'Illinois, compresa la conclusione dadaista degna del nostro "paese delle meraviglie" col rischio di accusa di "apologia del fascismo" (e il povero Chaplin si rivolta nella tomba): un'azione alla "Amici Miei" che spero sia di ispirazione per contrastare futuri simili raduni (che a certa gente se la sputi la profumi).

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    2. Buongiorno, rispondo perché citato. ;)
      Non mi sembra di avere attuato particolari strategie raffinate; semplicemente in vita mia ho avuto l'occasione di spostarmi varie volte (sia geograficamente che socialmente) e ad ogni cambio d'ambiente mi è sempre successo un fenomeno bizzarro.
      Passavo infatti anni ed anni a costruirmi un bozzolo di conoscenze sino ad arrivare alla convinzione di essere esperto, per poi cambiare ambiente e scoprire che ero ignorante come una gallina e che facevo i classici errori del principiante. Nuovo lungo training e infine la sensazione che "stavolta non mi fregano più, ho imparato quello che dovevo imparare", nuovo cambio d'ambiente e nuovo "oh cavolo, ma io non so nulla di come vanno le cose da queste parti!".
      C'è una strategia in tutto ciò? Non ne ho idea, io cerco di sopravvivere, pertanto quando mi trovo in un ambiente nuovo, prima di partire in quarta contro colui che ha comportamenti a me alieni cerco di capirne il background... o almeno ci provo. Forse perché ho picchiato il muso troppe volte.

      L'ultima è stata quando mi son presentato in un ufficio del lavoro tedesco: vestito normalmente (maglione e camicia) sono stato insultato per due ore e trattato come un criminale; il giorno dopo mi son presentato con una cravatta e le stesse persone che il giorno avanti mi avevano insultato erano diventate improvvisamente ossequiose. Non si finisce mai di imparare.

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    3. Il Matrimonio non è un diritto, è un Sacramento. Quello che celebrano in comune non è un Matrimonio, è una farsa di per sè. Estenderlo agli omosessuali sarebbe una farsa ulteriore. L'unico diritto che hanno quei poveretti sarebbe quello di far curare la loro malattia anegli ospedali pubblici.

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    4. Bravo! Così vi voglio, belli duri e puri, e ora, mi raccomando, diccelo anche al tuo papa tanto buono che vuole ammettere all'eucarestia i divorziati...

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    5. Qui ci starebbe bene il nostro bestemmiatore solitario...

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    6. Buongiorno anonimo delle 13:42, vedo che anche tu ti sei imbattuto nel classico problema di una stessa parola che assume significati differenti in contesti diversi. Molte incomprensioni nascono dall'uso ambiguo della parola Matrimonio, che varia di significato a seconda di chi la pronuncia: l'introduzione di un aggettivo specifico potrebbe risolvere le ambiguità.

      Il Matrimonio Cattolico non è un diritto, ma un Sacramento ed esso viene celebrato e regolato dalla Chiesa Cattolica come meglio crede.
      Il Matrimonio Shintoista non è un diritto, ma un'espressione della religione Shinto e viene regolato e celebrato dai monaci Shinto come meglio credono.
      Il Matrimonio Civile, invece, non c'entra nulla con Cattolici, Shinto o quant'altro e viene celebrato e regolato dallo Stato Laico come meglio crede.
      Specifici accordi fra le parti potrebbero riconoscere come equipollenti Matrimoni differenti, ma non è necessario, anzi io quasi quasi ne farei a meno visto che son cose diverse (opinione personale).

      Riconosciuta la diversità degli oggetti che sono erroneamente indicati con lo stesso nome, tutti sarebbero contenti e nessuno darebbe fastidio a nessuno "in difesa della libertà di espressione" come richiesto da un gruppo di lettori che si autodefinisce "una rete apartitica e aconfessionale".

      Leibnitz dinnanzi a queste ambiguità avrebbe detto "Calculemus!" ;)

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    7. Il Matrimonio è solo quello celebrato davanti a Dio. E l'unica che parla in nome di Dio è Santa Romana Chiesa. Quello cosidetto civile non è un matrimonio. É una dichiarazione di convivenza fatta per puro calcolo, come tutte le cose fuori dalla Grazia divina.

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    8. Il matrimonio cattolico è diventato sacramento solo nel 1215, prima tutti concubini? Comunque tranquillo, la maggior parte dei gay (e anche parecchi etero) se ne fottono dei vostri riti tribali medievali, basta qualche leggina per estendere il matrimonio civile (se volete lo chiamiamo anche in altro modo, patto, legame, basta che certi diritti collegati, compresa l'adozione e/o educazione dei figli) vengano garantiti.

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    9. @Anonimo delle 15:10

      Attento a non cadere nei trabocchetti linguistici! Se non usi aggettivi, sei condannato all'incomprensione.

      Che il Matrimonio Cattolico sia celebrato davanti a Dio sono perfettamente d'accordo, ma se continui a confonderlo con quello Civile o con quello Shintoista o con quello dei Marxisti-Leninisti (vedasi [i]Cateratte[/i]) sei condannato all'eterna incomprensione, infatti Dink ha già iniziato a deriderti e fa di molto bene visto che [i]errare humanum est perseverare autem diabolicum[/i]

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    10. Far adottare dei bambini agli omosessuali è un'aberrazione, una violenza psicologica nei confronti dei bambini. Il fatto grave è che voi anteponete i capricci degli omosessuali ai diritti dei bambini. Ma non passerete.

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    11. Sicuro? http://www.internazionale.it/news/italia/2014/08/29/la-prima-adozione-di-una-coppia-gay-in-italia/
      Pallino, non rompete tanto che la breccia di Porta Pia ci si vuole poco a riaprirla, la Santa Romana Chiesa lo sa e ha messo a riposo Palpatine Ratzinger e l'ha sostituito con l'accomodante papa Barzetti Francesco, t'auguro una buona comunione assieme ai divorziati e i conviventi...
      Ma sarai percaso solo un troll?

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    12. Anche far nascere i bambini è una violenza psicologica nei loro confronti, causata dal fatto che la maggioranza degli eterosessuali antepone i propri capricci al sacrosanto diritto dei bambini di non nascere. Non si capisce però perché i capricci degli eterosessuali debbano essere soddisfatti più di quelli dei gay. La Bibbia perlomeno non ne parla.

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    13. Sicuro sicuro che non ne parla?
      Leggi bene dai...

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    14. procreare non è un capriccio. Il fatto è che gli etero sono sani e gli omosessuali malati. Lo dimostra il fatto che se prevalesse l'omosessualità la razza umana si estinguerebbe.

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    15. "sacrosanto diritto dei bambini di non nascere"
      Tu Leonardo cosa insegni? Spero matematica...

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    16. Beh, ci estingueremmo pure se fossimo tutti preti e suore XD
      Con la differenza che gay ci nasci, suora no U.u

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    17. Ma perché dovrebbe "prevalere l'omosessualità"? Hai paura di essere trasformato in un omosessuale?

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    18. Beh, se la razza umana si estinguerà sarà probabilmente per la troppa prolificità che causa sovrappopolazione, quindi in realtà ci sarebbe bisogno di più omosessuali e di gente che non figlia come conigli.
      E sulla questione del matrimonio religioso mi va di citare per interno l'ottimo Malvino:
      "Dal definire «scandaloso concubinato» il matrimonio, quando non celebrato con rito religioso, al trovare «elementi di santità» in un’unione di fatto, chiudendo un occhio sul peccato mortale dei rapporti sessuali extramatrimoniali, sono passati solo 60 anni, che nella vita di un’istituzione vecchia di due millenni equivale al tempo che in un comune mortale intercorre tra il decidere di fare una tonante scoreggia per terrorizzare il mondo e il ritrovarsi cagato addosso per aver sbagliato calcolo. "

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    19. Le mie reazioni nei confronti di alcuni di questi personaggi vanno dall'indifferenza al leggero fastidio, mi ispirano più compassione che rabbia. Perché trovo brutto che per risolvere la loro poca voglia di riconoscere la diversità preferiscano non vedere, e che tentino di far vincere la loro paura piuttosto che tentare di liberarsi da quella stessa paura, che ha poco a che fare con l'omofobia (che è solo una delle tante possibili valvole di sfogo) e tanto con la capacità di riconoscimento dell'altro da sè, e conseguentemente del sè. Insomma, è una vita un po' triste che spesso prevede che la religione venga usata come metodo per ritualizzare (quindi cercare di regolarizzare e controllare) il proprio smarrimento.

      Se non è la religione, allora è la politica intesa come tentativo di soppressione del desiderio individuale trasferendolo in una presunta identità collettiva, ed è una volontà di cui vi sono tracce anche in certi commenti che appaiono qui (e altrove), che trasudano un disagio esistenziale per il quale non verrà cercata mai la soluzione corretta, ma solo un triste palliativo che renda meno pesante la vita.

      Ma è un problema, appunto, che appartiene ad altri e non a me; ed essendo eterosessuale in questo caso è un problema che mi danneggia ben poco. Quello che posso fare per dare solidarietà concreta è cercare di demistificare qualche stupida credenza, tipo che la natalità nei paesi in cui il matrimonio gay è riconosciuto sia inferiore che nei paesi in cui non è riconosciuto. O tante altre cose che risultino in affermazioni e non in negazioni, poiché è nel rapporto con la realtà misurabile che le razionalizzazioni degli omofobi si mostrano in tutta la loro incoerenza. E rammaricarmi del fatto che Deleuze e Guattari nella loro rizomaticità siano pressoché incomprensibili alle persone che più avrebbero bisogno di un'epifania, perché certe cose sono già difficili da vedere, figurarsi farle vedere...

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  5. la cosa migliore che questi stronzi possono fare è farsi menare (come succeso a bologna)
    questo fa succedere una cosa paradossale, anzi due:
    - gli stronzi omofobi e supercattoliconi ottengono una visibilità vero chi è già convinto e quindi non smuovono niente (le beghine già lo sono e ai nazisti le botte piace darle)
    - gli stronzi attaccabrighe di sinistra non aumentano la simpatia perché non puoi lamentarti se un giorno ti menano in val di susa e un altro perché la polizia non ti ha lasciato menare degli stronzi
    gli unici a cui frega qualcosa sono quelli già convinti dei diritti gay e però sono anche infastiditi dai trogloditi menastronzi...

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    1. Quelli di sinistra sono tutti stronzi, intolleranti e attaccabrighe. O non sarebbero di sinistra. Basta leggervi per capirlo.

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  6. La dignità e la compostezza delle sentinelle ha già fermato la legge contro le adozioni gay nella Francia di Hollande. Ci metterà molto poco a seppellire voi sinistri anche in Italia. Voi e il vostro livore.

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  7. Io sono assolutamente d'accordo con le Sentinelle. Però sono uno sfaticato, e col cazzo che passo una mezza giornata in piedi. Però se fondassero un ramo del movimento, tipo le Sentinelle sedute, ma meglio stravaccate, mi aggregherei subito.
    Meglio ancora, le Sentinelle Ubriache Marce Semisvenute A Terra.

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  8. A voi filofroci e ai froci che alzano troppo la cresta ci vorrebbe una bella cura di quelle dei tempi andati, stile 1922.

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    1. Tipo Achille che si arrabbio di brutto quando Ettore gli uccise Patroclo?

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    2. No. Tipo come fanno in Serbia e in Russia al gay pride.

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    3. Anche Leonida, ne vogliamo parlare? Non devi aver paura a confessare i tuoi sentimenti.

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  9. Leonardo, non se ne puo` piu` di chi alza le spalle di fronte alla violenza. Non metterci anche tu. Se puo` esser vero che molte Sentinelle abbiano, prima di andare in piazza, una visione romantica del martirio, penso anche che nessuna di loro sia poi contenta di essere malmenata. C'e` un'acredine ideologica in molti ambienti della sinistra italiana che resiste attraverso i decenni e che non e` mai stata presa abbastanza sul serio. Il fatto che sposti l'attenzione sulle sentinelle che si offrono come esche e` indice che anche tu sei influenzato da questa mentalita` minimizzatrice.

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    1. Giusto. In un paese civile verrebbero menati i froci, non le sentinelle. Come appunto in Serbia e in Russia.

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    2. Buffo che sia proprio tu a scriverlo.

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  10. post perfetto, da far leggere a Bordone e a tutti quelli che credono sia colpa delle Sentinelle se in italia i gay non hanno diritti e perciò come ripicca pensano sia giustificato impedirgli di esprimere in modo pacifico le loro idee
    Matteo Z

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