mercoledì 29 ottobre 2014

Parla per Piccolo

Può darsi che a questo punto la vostra opinione sul Jobs Act - o sulla Buona Scuola - o su qualsiasi altra novità renziana - sia un po' negativa. Può darsi che certe promesse vi lascino perplessi, non solo perché sembrano irrealizzabili, ma perché sorrette da un'idea di società che non è la vostra. E quindi, insomma, credete di avere buoni motivi per non credere a quello che Renzi propone. Beh, vi sbagliate.

Non avete buoni motivi.

Quello che vi ispira a criticare Renzi - qualsiasi cosa dica o faccia - è semplicemente l'ossessione della purezza. A voi Renzi non va perché vi sentite di sinistra, e chi è di sinistra ha questa ossessione che lo spinge a stare da solo con chi la pensa come lui, e a raccogliere, se va bene, il 25% alle elezioni. È la stessa ossessione che vi spingeva in un angolo alle feste.
"Ma io veramente non ci stavo, nell'angolo".
Taci.
"No davvero a volte avrei preferito, perché negli angoli si pomiciava, ma di solito m'invitavano per mettere i dischi e così..."
Zitto. L'ossessione della purezza, dicevamo. Ne parlava giusto ieri, ovviamente, Francesco Piccolo; sul Corriere, ovviamente, della Sera:

La sinistra italiana degli ultimi venti, anzi trenta anni, è stata reazionaria e ha inseguito il mito della purezza, e cioè degli ideali da difendere senza nessuno sconto. Questi due elementi sono stati fondamentali per godere in modo masochistico del terzo, e cioè la propensione alla sconfitta. Soltanto con la sconfitta la purezza è difendibile, soltanto con la sconfitta non si mettono alla prova le idee e quindi si conservano intatte, come sotto i ghiacciai.

Ma quanto ha ragione, non trovate? Il mito della purezza. Quello che ha ispirato tutte le mosse degli ultimi, fallimentari, trent'anni.
"Per esempio?"
Ti devo pure fare degli esempi? E che ne so... Bersani.
"Bersani?"
Sì, Bersani, perché?
"Scusa ma Bersani poteva andare alle elezioni da solo nel novembre dell'Undici e invece ha fatto un governo di unità nazionale con Berlusconi, non mi sembra proprio un esempio così calzante di mito della purezza".
Vabbe' ma che c'entra, lì ce lo chiedeva l'Europa, ma in generale Bersani ha rappresentato quella frangia sconfittista del Pd che...
"Era ministro col Prodi II, hai presente?"
Embè?
"I ministri che sedevano allo stesso tavolo: Mastella, Di Pietro..."
Va bene, forse Bersani non è l'esempio migliore.
"Forse no".
Ma in generale devi ammettere che il mito della purezza è stato, come dice Piccolo, il punto di identificazione di...
"Fammi un altro esempio".
Boh, chi c'era prima di Bersani?
"Franceschini".
Ma che c'entra, Franceschini è mica uno di... di...
"Eh, appunto".
Cioè stiamo parlando degli ex comunisti, cosa c'entra Franceschini?
"C'è che gli ex comunisti se lo sono tenuto segretario per più d'un anno, forse non erano così succubi di un mito della purezza. O vuoi dire Veltroni?"
No, Veltroni no.
"Cioè hai presente cosa ha fatto Veltroni? Ha preso quel che restava del PCI e l'ha ibridato con quel che restava della DC. Non è proprio una cosa da mito della purezza".
Ma infatti, ti sto dicendo: Veltroni no.
"E allora di chi stiamo parlando, fammi un esempio".
Cheppalle con questi esempi, eh.
"Fassino? Prima di Veltroni c'era Fassino".
Ma no...
"Sennò D'Alema".
Ecco, D'Alema.
"Il mito della purezza, Massimo D'Alema".
Precisamente.
"Ma stai bene?"
Benone, sei tu che ti rifiuti di ammettere che coltivavi il mito della purezza e stavi negli angoli delle feste.
"Senti, io non so a che feste andavi tu con Piccolo, ma alle mie ci si divertiva tendenzialmente più agli angoli, e in ogni caso mi stai dicendo davvero che la carriera di Massimo D'Alema è stata ispirata al mito della purezza e della sconfitta salvifica?"
Perché? Non è così?
"Non so, dimmelo tu, stiamo parlando del tizio che ha appoggiato la candidatura di Romano Prodi. Cioè lui era segretario del Partito Democratico della Sinistra, e pur di spuntarla contro Berlusconi è andato a pescarsi un boiardo di Stato di area DC. Che per carità, eh, gran trovata, però: sei proprio sicuro che lo abbia fatto perché ispirato dal mito della purezza?"
Magari in quel caso no.
"Magari no".
Però poi appena ha potuto gli ha fatto le scarpe, a Prodi, ti ricordi?
"Come no, mi ricordo benissimo, il '98".
Lo vedi? Prima o poi il mito della purezza spunta fuori.
"Nel '98, D'Alema, pur di andare a Palazzo Chigi, sai con chi fece l'accordo?"
Ahem...
"Dai che lo sai"
C'era Mastella forse... ma questo non toglie che...
"Con Francesco Cossiga".
E vabbe'.
"Era così sconfittista che pur di vincere le elezioni appoggiò Prodi. Così duro e puro che pur di restare in sella imbarcò Cossiga". 
Va bene, va bene, ho capito.
"Ma te lo ricordi quando faceva gli occhi dolci a Bossi? Massimo MitoDellaPurezza D'Alema che diceva che la lega era una costola della sinistra? Te lo ricordi?" 
Ho capito, ti ho detto che ho capito, D'Alema non è l'esempio migliore.
"E a questo punto mi sa che i vent'anni li abbiamo coperti... a meno che..."
A meno che cosa?
"C'è Occhetto".
Ah, ecco Occhetto, certo.
"Il mito della purezza".
Sì. E lo si vide bene, quando la sua gloriosa macchina da guerra s'infranse contro...
"Tu sei scemo".
Ma come ti permetti.
"Scusa, ma te lo ricordi Occhetto?"
Benissimo. È stato l'ultimo segretario del...
"Partito Comunista Italiano. Quello di Gramsci, di Longo e Berlinguer. Poi arriva Occhetto ed è così pervaso da questa voglia di sconfitte salvifiche e di purezza comunista che DECIDE DI CAMBIARE IL NOME AL PARTITO".
Ah, già, il nome, beh, però...
"Però niente, dai. È una cazzata".
Chi c'era prima di Occhetto?
"Natta".
Ecco, magari Natta.
"Faccio finta di non sentirti. Senti, non so esattamente dov'eri tu o dov'era Piccolo, ma negli ultimi trent'anni che ho vissuto io il principale partito di sinistra le ha provate tutte pur di vincere, altro che sconfitta salvifica. Abbiamo provato la quercia e non funzionava e allora abbiamo provato l'ulivo ma non funzionava, e allora abbiamo provato Kennedy e Don Milani, la bocciofila e infine i rottamatori, le abbiamo provate veramente tutte. Quattro nomi abbiamo cambiato. Cossiga, Mastella, per tacere di quelli che mettemmo in lista nel primo PD, te la ricordi la Binetti? Ci abbiamo fatto un partito assieme, la Binetti! ti rendi conto quanto poco freghi della purezza a noi?"
Ma forse...
"Forse niente. Ora ti dirò un ultimo nome, un nome che chiude la questione. Ti ricordi chi candidammo a inizio secolo? Quello che abbiamo votato perché lo volevamo a Palazzo Chigi, te lo ricordi?"
No, è strano, non me lo ricordo.
"Francesco Rutelli".
Stai scherzando.
"Googla pure se non ci credi. Negli ultimi trent'anni siamo stati le peggio puttane del mondo, senza offesa per le sex workers oneste, capisci? Se qualche sondaggio avesse dato Pietro Maso vincente contro Berlusconi, credi che non l'avremmo candidato? O Pacciani? O Vlad l'Impalatore? Credi che D'Alema non gli avrebbe mandato un bigliettino, Vlad, pensaci, solo tu puoi salvarci? E adesso arriva Piccolo e dice... cosa dice?

Per essere di sinistra bisognerebbe essere progressisti, bisognerebbe accogliere il presente e avere voglia di prendersi la responsabilità di guidare il Paese — e questo comporta sia cadere in errore sia collaborare con chi ci sta. Di conseguenza, per essere di sinistra, bisognerebbe non essere come è stata la sinistra negli ultimi 30 anni.

"No vabbe', dai, ma è roba da Corriere. È come Panebianco ormai. Lo sai cos'hanno trovato in Egitto di recente?"
In Egitto?
"Hanno decifrato i geroglifici di una stele appena dissepolta, secondo millennio avanti Cristo, pare sia un editoriale di Panebianco che accusa la sinistra per le invasioni dei popoli del Mare". 
La sinistra?
"C'è scritto così, e che finché la sinistra non saprà fare i conti col proprio passato e con le proprie responsabilità ci saranno inondazioni piogge di rane e cavallette. A me dispiace che Piccolo si sia messo a scrivere roba così".
Lui scrive molto meglio, dai.
"Per carità, lui è bravissimo, poi funziona anche meglio perché ci si mette in mezzo, scrive questi autodafè molto carini... però a un certo punto non ti viene voglia di dirgli: parla per te, Francesco Piccolo?" 
In che senso?
"Nel senso che non siamo mica *tutti* diventati comunisti per dar fastidio a nostro padre. Anzi se vai a vedere in Emilia o in Toscana, è tutta gente che diventava comunista per fargli piacere, a papà. Tutta gente che sperava di sistemarsi col cursus honorum, a sedici anni in Figgicì poi in sezione poi in giunta e poi finalmente a cinquant'anni nelle municipalizzate a intascare like a boss. Guarda che se fai leggere Il desiderio di essere tutti a un modenese, lui ti dice che sembra il Piccolo Principe, cioè non è che "TUTTI" hanno preso la tessera del PCI per sentirsi duri e puri. Magari poteva andare così in posti come Caserta, ma non è che TUTTI si siano iscritti a Caserta. Fidati che a Reggio Nell'Emilia non andava così. Non è mai andata così. I duri e puri andavano da qualsiasi altra parte..."
Ma infatti forse Piccolo non intendeva il PCI-PDS-DS-PD.
"E allora cosa?"
Forse intendeva la sinistra-sinistra, quelli lì, Bertinotti, Vendola...
"Vendola pur di provare a stare in un governo è uscito da Rifondazione, ha fondato un partito, ha imbarcato pure quattro gatti di ambientalisti nel mentre che in Puglia i sindacalisti cercavano di fargli tenere aperta l'Ilva, devo continuare?"
Va bene, Vendola no, ma Bertinotti...
"Ma l'hai capito che se c'è un'ossessione nella sinistra italiana, e io credo che ci sia, non è la purezza ma l'esatto contrario? L'ibridazione, la contaminazione? Cioè hai presente i duri e puri che Vendola mollò, poi, chi sostennero alle elezioni due anni fa? Antonio Ingroia? Cioè te li immagini questi svezzati a Gramsci Togliatti e Longo che poi si ritrovano Ingroia? o la Spinelli? Eddai".
Ammetti però che Bertinotti...
"Quale Bertinotti?"
Fai il furbo?
"No, sul serio, quale? Perché quello del '98, in effetti, si presta alla narrazione che ci costruisce intorno Piccolo. E infatti si ricordano tutti quel Bertinotti lì".
C'è n'è un altro?
"Ma per esempio c'è quello che si cosparge di cenere ed entra nell'Ulivo e si ritrova al governo nel 2006. Non un appoggio esterno, come dieci anni prima: al governo".
Sì, però poi lo fa cadere.
"No. Fu Mastella".
Eddai, se non fosse stato Mastella...
"Ma ti rendi conto cosa fecero i rifondaroli nel 2006-7? Votarono per il rifinanziamento della missione in Afghanistan - tranne due. Tranne due. Cioè pur di restarci, in quel governo che già traballava tantissimo di suo, arrivarono a sostenere una missione Nato. E tu mi racconti dell'ossessione della purezza. Ma parlami di Cicciolina, piuttosto, parlami della sua, di ossessione per la purezza". 
Ma che c'entra, lei era radicale.
"È un modo di dire. E sai qual è la cosa divertente? Che il Bertinotti sconfittista e ossessionato dalla purezza del '98, poi alle elezioni prese un dignitosissimo cinque per cento. Mentre il Bertinotti collaborativo del 2006, il Bertinotti disponibile a calar le braghe, due anni dopo..."
...scomparve dal parlamento.
"E quindi insomma hai voglia a dire che l'ossessione della purezza non paga. A me poi per carità, mescolarmi piace. Ho votato Rutelli, ho votato Renzi, secondo me a un certo punto stavo anche per votare Casini. La politica è così".
Ti trova strani compagni di letto.
"A me va bene, mi piace discutere, scambiare opinioni, mettere sui dischi, stare nel mezzo della festa. Basta che non mi raccontiate che negli angoli ci stiano gli sfigati duri-e-puri. Negli angoli ci si droga, ci si struscia, negli angoli ci sta gente che si diverte".
Magari sono meno responsabili di noi.
"Se la cosa ti consola".

36 commenti:

  1. fico. profumo di storia infinita.

    (ah, e grazie, eh: rutelli l'avevo dimenticato anch'io...)

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  2. Bel pezzo! Si poteva andare anche più indietro col Berlinguer del compromesso storico per sfatare ancora di più il mito della purezza della sinistra partitica...

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  3. Mah. A livello di capi-partito l'ossessione della purezza forse non c'è stata. Ma a livello di base? Come la prendeva la base ogni volta che veniva cambiata una virgola? E ogni volta che veniva fatta un'alleanza con qualcuno di un atomo più a destra? Il problema principale del partito non era quello di perdere la purezza, ma di persuadere la base iper-conservatrice che la purezza non era persa.

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    1. Al livello di base c'è stato uno zoccolo duro così "iperconservatore" da mandare giù, nell'ordine: un cambio di nome e di simbolo; Prodi; Cossiga; bombardare la Serbia; Rutelli; Mastella; Di Pietro; rifinanziare la missione afgana; rimescolarsi con gli ex Dc tra cui la Bindi, la Binetti, Fioroni, Calearo, Franceschini segretario, il nipote di Gianni Letta premier, e sei mesi fa hanno votato pure Renzi. Giusto per la voluttà di sentirsi dire da Piccolo che hanno l'ossessione della purezza.

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    2. Quale base iper-conservatrice? Quella che magari mugugnava un po' ma poi tutti in massa a votare allegramente alle primarie Prodi o Walter "io non sono mai stato comunista" Veltroni?

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    3. Non è che hanno mandato giù. Hanno semplicemente continuato a votare, è diverso. E' il fenomeno dei nasi turati. L'ossessione di purezza può spingere all'astensionismo (e quindi uscire dalla base) oppure al naso-turatismo, che è una specie di ossessione compulsiva. Il naso-turatismo spinge sempre e comunque a votare un partito che non piace, soltanto per non darla vinta al nemico (che però vince ugualmente), oppure per una frustrante idea di continuità con la tradizione.

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    4. Io mi limiterei a giudicare, se proprio devo, dai risultati e non dalle intenzioni: potranno aver infangato la loro "purezza" col naso turato, ma l'hanno fatto per vent'anni: davvero hai intenzione di esaminare la mia coscienza e scoprire che l'ho fatto senza la giusta convinzione, il giusto entusiasmo? Lascerei questo tipo di interventi agli analisti e ai preti.

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    5. Non c'è bisogno di esaminare le coscienze. Era una cosa alla luce del giorno. I peggiori critici dell'operato della sinistra erano gli stessi elettori di sinistra. Loro stessi hanno inventato la locuzione di "naso turato".

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    6. no. L'ha inventata Montanelli per convincere i conservatori a votare DC

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  4. Lungi dal difendere tutto quello che dice e scrive Piccolo, credo che il problema della "purezza" abbia più a che fare con gli elettori che con le alleanze. Il problema che Piccolo (ma anche Sofri) hanno fatto notare, negli anni, è stato questo trattare gli elettori di B. come italiani peggiori, che avevano meno a cuore il bene comune e più i loro interessi, ecc, insomma come persone da disprezzare e non come potenziali elettori. La purezza in questo senso, quindi: noi siamo i meglio, quelli che leggono i libri, comprano i giornali, loro quelli che guardano amici, le soap opera, ecc.
    Poi non è detto che questa sia una lettura migliore dell'altra, ma secondo me è più fedele all'idea che ha in testa Piccolo.

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    1. Ma tutta 'sta spocchia classista magari ce l'avrà avuta Piccolo o il milieu che frequentava: parlasse un po' per sé.
      Mentre loro leggevano i libri e compravano i giornali c'era un sacco di gente che con gli elettori di centrodx ci conviveva e ci discuteva tutti i giorni.
      Io non ho nulla contro l'autobiografia di Piccolo, finché non me la impone come autobiografia di tutto un popolo.

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    2. Io con gli elettori di B. non avevo mai modo di parlare. C'era una specie di muro. Qualcuno l'ha chiamata "guerra civile fredda". Non mi ricordo chi.

      Una delle rarissime volte che ho parlato di politica con un berlusconiano, io tirai fuori una cosa del tipo "che ne pensi dei processi a carico di B.?" Era più o meno il 2003, l'argomento non era ancora "mainstream". Lui mi rispose tranquillo:

      "MA AGLI ITALIANI QUESTE COSE NON INTERESSANO."

      Al che mi bloccai. Mi bloccai per anni e anni. Non riuscii più a parlare con un berlusconiano, non riuscivo ad entrargli nella testa, a pensare come lui. Niente. Mi facevano paura.

      Avevo difficoltà a decifrare una risposta del genere. Tradotta, voleva dire due cose: (1) l'Italia è un paese a cui non interessa se qualcuno delinque, e questa è una cosa buona; (2) tu non rientri nel novero degli "italiani". Entrambe le cose erano così scioccanti da produrre un blocco psicologico.

      Col senno di poi, probabilmente voleva solo dire: "sì, stanno cercando di incastrarlo, ma non ci riusciranno."

      (PS. non so perché ultimamente scrivo commenti lunghi, forse devo "estroiettare"...)

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    3. Che ne pensi della miriade di processi a carico della sinistra?

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    4. Penso che stanno cercando di incastrarla, ma non ci riusciranno. Agli italiani non interessano queste cose.

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    5. Indovinello per i geni che frequentano questo blog.
      Qual è la vera Sinistra?

      Quella di renzi o quella di landini
      Dai che avete il 50%....

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    6. Facile. Quella del compagno Stalin. Bei tempi quelli...

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  5. Il mito della purezza è appunto quello che ha portato, e tuttora porta, a stupirci dei compromessi, delle mediazioni, delle alleanze, di riforme realiste, e ci spinge a denunciare tutto questo come tradimento, "inciucio", ipocrisia dei dirigenti. Piccolo non sbaglia. Che cos'è il movimento cinque stelle, se non l'ultima e tardiva espressione di questa cultura? E' innegabile che esista in seno alla sinistra un'infinita questione sulla purezza, portata avanti come una eterna e dolorosa seduta di analisi, a cui tutta una classe sociale, o intellettuale, o politica si è sottoposta nell'ultimo quarto di secolo. Il tuo post in fondo ne è la riprova, se ce ne fosse bisogno: non fai che elencare una lunga serie di scelte, che per ragioni legate alla purezza, non hai compreso (o fingi di non aver compreso). Credo che questo, più o meno, sia quello che intende Piccolo. Per il resto, condivido: la sua biografia non ha poi molto interesse.

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    1. Ma che altro dovremmo fare esattamente se non interrogarci se le nostre azioni sono coerenti coi nostri principi? Se non discutessimo di questo, di che dovremmo discutere? Il punto è che ogni volta che ne abbiamo discusso, alla fine abbiamo deciso a maggioranza che era meglio compromettersi. Dalla Bolognina in poi non abbiamo mai smesso di comprometterci, e abbiamo fatto benissimo: però abbiamo perso lo stesso, quasi sempre. Nel frattempo, sì, un intero partito è nato dalla fobia dell'inciucio: sta a vedere che pure questa è colpa nostra.

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    2. Ma che principe volete far credere di avere? Chi vuol dare in adozione i bambini agli omosessuali non ha nessun principio. Nessuno. Ma non passerete.

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    3. Toh, guarda chi si vede: nella notte è tornato l'anonimo che ha paura dell'amore.

      Coraggio, le paure si superano crescendo; vedrai che come hai superato la paura del buio e quella dei rumori forti, un giorno supererai anche questo sgomento che provi davanti all'amore.

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    4. bello 'sto commento. in effetti se io fossi dolce e gabbana e mi venisse desiderio di maternità vorrei adottare un principe, magari "il piccolo-" in persona; difficilmente mi accontenterei di qualcosa di meno.
      e se fossi navratilova adocchierei shirley temple.

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    5. Claudio, è così difficile capire che così gli dai corda?

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    6. Gli omosessuali non sono capaci di amore. Sono per definizione aridi, sterili, egoisti. Quello che dice che ho paura dell'amore, poverino, si vede che non ha mai scambiato due parole con un omosessuale, altrimenti saprebbe che pensano soltanto al cazzo, a farsene il più possibile. Atteggiamento che in una donna è funzionale alla specie. In un omosessuale solo alla diffusione dell'AIDS.

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    7. Se un uomo pensa questo di un omosessuale, puoi immaginarti cosa pensa una donna di un uomo? Che gli uomini non sono capaci di amore, che sono per definizione aridi, sterili, egoisti, e che pensano soltanto alla fica, a farsene il più possibile.
      Ti accorgi che pensi degli omosessuali la stessa cosa che una femminista becera pensa degli uomini?

      Secondo me hai una visione distorta del mondo. Io ho conosciuto degli omosessuali e non mi sembravano "incapaci di amore, aridi, sterili ed egoisti". Alcuni mi son sembrati un po' superficiali, tutto qui. Altri invece no. Ma più o meno nella media della popolazione.

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    8. @Anonimo delle 9:15

      Potremmo aprire un lungo dibattito se convenga dare corda ai commentatori anonimi che sparano corbellerie o semplicemente ignorarli. Ad esempio in un paio di miei commenti al pezzo del 17/10 anch'io sostenevo non valesse la pena dar loro corda.
      Poi però in un commento di Leonardo al pezzo del 24/10 si diceva che ce la prendiamo troppo, visto che tanto i commenti son qualcosa di desueto... allora ho deciso che se ho tempo e voglia posso anche rispondere.

      Poi però leggo che il nostro anonimo che non conosce l'amore ha fatto un post come quello di qui sopra... che dire? Non si possono spiegare le derivate ad uno che stenta con le quattro operazioni: deve ancora farsi un'esperienza di anni prima di afferrare il concetto.

      La frase "gli omosessuali pensano solo al cazzo" è sullo stesso livello di "le donne sono tutte porche" o "gli uomini son tutti maiali" o "i genovesi son tutti tirchi" o "gli italiani son tutti mafiosi"... le frasi che i ragazzini di 12-13 anni ripetono per sentirsi grandi. Lo facevo anch'io, poi sono cresciuto. Ciliegina sulla torta, il nostro anonimo confonde il sesso con la riproduzione.

      Potremmo perdere tempo a spiegare che vedere una bella ragazza o un bel ragazzo per la strada e sentirsene attratti fisicamente non è amore, ma è solo una sana (e consapevole?) libidine, magari discutendo del fatto che l'amore è costruire un qualcosa insieme, avere un progetto comune, eccetera... Leggo poi la ciliegina sulla torta, ossia che il nostro anonimo confonde il sesso con la riproduzione. Potremmo spiegargli che i rapporti affettivi e sessuali sono un sistema per rinforzare legami all'interno della coppia o del branco (a seconda del tipo di società) e che una maggiore coesione nella coppia/ nel branco permette di affrontare con maggiore successo situazioni difficili, eccetera, ma temo che per l'etologia si ponga lo stesso problema delle derivate: se non sono chiare le quattro operazioni, difficile introdurre gli insiemi numerici, poi i numeri reali, l'assioma di continuità, i limiti... Lo stesso, per il momento meglio fargli vedere un bel filmino sul leone che preda la gazzella e introdurre l'etologia sessuale solo in seguito.

      Crescerà anche lui, in fondo siamo cresciuti tutti.

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    9. Più gli dai corda più lui continua, vedrai se ho ragione...

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    10. " le frasi che i ragazzini di 12-13 anni ripetono per sentirsi grandi."
      La mia teoria è infatti che sia qualche alunno di Leonardo in incognito che si diverte a trollare il suo prof., magari dopo un brutto voto... sarebbe assai divertente se venisse poi sgamato...

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    11. Ah si eh? Io sarei un alunno di quello la secondo voi?

      Allora sapete cosa vi dico?

      Vi dico

      CULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

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    12. Nah, è un po' più grande.
      La sintomatologia è più quella dei fake.

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  6. Già parlare della sinistra in modo generico è rischioso, figuriamoci fare fare un calderone di partito e base, scelte contingenti, battaglie, ideali, cultura ecc. Un unico calderone che solo una persona di destra o qualunquista (che spesso è la stessa cosa) può fare.

    Che ci sia stato un mito della purezza ai tempi del PCI è indubbio, si parlava addirittura di moralismo anche nella sfera sessuale, le relazioni extraconiugali erano bandite, l'omossessualità non ne parliamo, ecc. Bocca parlava del PCI come di una seconda chiesa.

    Ma parlarne in modo generico riferendosi ad oggi è un'azione tanto cretina quanto accusare i vertici del PD di aver demonizzato per anni Berlusconi per vent'anni. E il Corriere è esperto in questo. E' un po' come dire che a Berlusconi che la smetta di demonizzare il denaro, ce l'ha ed è finalmente il tempo che ne goda.

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  7. ... E il popolo della destra è ora che la smetta con il mito della generosità, Berlusconi costretto continuamente a fare regali a destra e a manca, quasi considerasse una colpa essere così ricco. Essere ricchi è bello e non si può essere sempre generosi con gli altri, è ora che in Forza Italia lo capiscono e che smettano di pretendere che lui paghi tutta la baracca.

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  8. Post molto condivisibile. Il mito della purezza come problema della sinistra è una delle tante balle ripetute ossessivamente dal Corriere. Così come il mito della sinistra massimalista. Se c'è qualcuno che è stato massimalista negli ultimi anni è stata la destra (si veda ad esempio le posizioni di quasi tutta la destra su immigrati, omosessualità etc).

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  9. Quanto ai dischi, "porta pure ma non entri"

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