lunedì 1 dicembre 2014

Cosa fa il tuo prof oggi pomeriggio?

Fa molto reality La7 anni '00, una cosa tipo
"Prof per un giorno" o "Tata Lucia va al liceo".
Non siamo topolini (forse)

I nostri insegnanti sono pagati poco o troppo? Ci sono tanti modi di rispondere, quasi tutti sbagliati. Possiamo confrontare i loro mensili con quelli di altri paesi europei, o dei metalmeccanici italiani. Possiamo contare le ore di lezione e confonderle con le ore di lavoro, come fanno spesso i giornalisti e a volte anche qualche tecnico al ministero. Possiamo lamentarci che non ci sia meritocrazia e che gli insegnanti non si possano licenziare (chi parla di meritocrazia spesso ha più in mente i licenziamenti che gli emolumenti). Possiamo parlarne in tanti modi; proviamo a parlarne partendo da un angolo diverso, raramente illuminato dalla discussione. I pomeriggi. Cosa fanno gli insegnanti in questo esatto pomeriggio (mentre, in teoria, li paghiamo)? Dipende. Voi cosa vorreste che facessero?

Li preferireste intenti a organizzare lezioni, o a riempire la lavatrice e brandire il ferro da stiro? Chini a correggere i compiti dei vostri figli, o in giro a scortare i propri al parco? Seduti in prima fila a un corso d’aggiornamento come si deve, o in casa a dare lezioni di latino in nero a studenti che non sono più i vostri figli? E però, diciamola tutta, i soldi per una collaboratrice domestica, o di una baby sitter, un docente statale non li ha. E quindi al pomeriggio dovrà pulire, lavare, stendere, badare alla prole. Oppure potrebbe ingegnarsi e guadagnare qualche soldo in più, con lezioni o con altri lavoretti. In ogni caso, molto del tempo che in teoria dovrebbe dedicare a vostro figlio, anche a distanza, molti insegnanti lo impiegheranno in un altro modo. Non perché sia giusto, e nemmeno perché sia necessario: semplicemente perché conviene. La dura legge del mercato, la mano invisibile, quelle cose lì. E quindi: i nostri insegnanti sono pagati poco o tanto? Diciamo non abbastanza perché molti di loro abbandonino le loro attività part-time.

Siccome le cose vanno così anche da prima della legge Casati, è difficile immaginare che cambino in futuro. Abbiamo sempre dato per scontato il doppio status maestra-casalinga di chi ha allevato noi e i nostri figli. Abbiamo sempre chiuso un occhio di fronte a uno dei più fiorenti traffici in nero, quello delle lezioni private. Abbiamo lottato per salvare materie anacronistiche - il latino, il greco - col pretesto che ‘aprono la mente’ e formano la classe dirigente… fingendo di ignorare che le lingue morte sono soprattutto le galline dalle uova d’oro di tutti i prof che ti rifilano un quattro al mattino e ti scuciono cinquanta euro per una ripetizione al pomeriggio. C’è un tacito patto, tra noi contribuenti e la classe docente italiana, una cosa che nessun sindacalista o ministro si è mai sognato di mettere per iscritto: noi vi paghiamo poco, voi al pomeriggio siete liberi di fare altro. Tra gentiluomini - e gentildonne - ci si capisce al volo. È una verità un po’ fastidiosa, autoevidente ma sempre dietro l’orizzonte della discussione.

Eppure bisogna tirarla fuori, ogni tanto, perché altrimenti si comincia a parlare di meritocrazia come fosse una cosa seria. In questi giorni magari avrete sentito parlare della Buona Scuola di Renzi, e di come voglia portare nelle nostre aule sorde e grigie la meritocrazia. Premesso che la meritocrazia è una cosa bellissima, in cosa consiste essenzialmente per Renzi e i suoi? Ovvero: chi volesse rinunciare ai suoi part-time e magari anche ai lavoretti domestici, cosa otterrebbe in cambio? Uno scatto di sessanta euro al mese ogni tre anni. Una frazione di quello che in passato veniva corrisposto automaticamente a ogni insegnante - un vecchio residuo dei lunghi anni dell’inflazione, quando si dava per scontato che mettendo su famiglia e poi invecchiando un insegnante avrebbe dovuto affrontare spese sempre maggiori, e si cercava di temperare la cosa con scatti e scalette più o meno mobili.

Sarà che da un po’ di tempo siamo quasi in deflazione - una cosa che i nostri padri consideravano meno naturale dell’antimateria - sarà che oggi tutti si riempiono la bocca di meritocrazia, fatto sta che questa idea di premiare tutti gli insegnanti indistintamente, bravi o scarsi che siano, appare alla nostra sensibilità quasi perversa. È come premiare l’inerzia, la semplice sopravvivenza; non va bene! Bisogna invece premiare il merito. Non è nemmeno così importante chiarire cosa il merito sia, e chi lo debba giudicare (la “Buona scuola” si fida parecchio del parere dei presidi); importa che di questo merito ce ne sia poco. È una regola fondamentale dell’economia: un bene, per essere ambito, dev’essere scarso. Qualunque cosa sia il merito, si postula dunque che tocchi soltanto al 66% dei docenti. Loro avranno gli scatti, gli altri no. Uno su tre resterà al palo, ma quel che importa è che tutti e tre dovranno lottare. Con che strumenti? Non è così importante. Si ingegneranno: inventeranno progetti, frequenteranno corsi su corsi, verranno a scuola al pomeriggio ma non per correggere i compiti dei vostri figli (non sarà la priorità); piuttosto per acquisire crediti “didattici”, “formativi” o “professionali”.

È un sistema evidentemente sperimentato in laboratorio. Si mettono tre cavie in una cassetta. Se metti sul fondo della cassetta tre piattini con un po’ di cibo, ogni cavia trotterà verso il suo piattino. Se ne metti solo due, le cavie accorreranno molto più velocemente. Risultato: tu hai risparmiato del cibo, e i tre topolini si sono messi a lavorare più sodo. Semplice, geniale. Perché non dovrebbe funzionare con la scuola pubblica? (continua sul Post!)

24 commenti:

  1. Non ho finito di leggere il titolo ma voglio provare ad indovinare.
    Tondelli con questo pezzo intende battere cassa?

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  2. e come farai a sapere di avere inovinato o meno?
    vuoi chiedere a leonardo di fare la versione a fumetti del blog?
    il "contratto" poco lavoro+pensione presto in cambio di stipendi del cazzo stipulato millanta anni fa tra statali e stato è stato stracciato in vari modi (gente che ha inteso "niente" invece di "poco", le pensioni baby abolite, i tentativi di far "produrre" gli statali, ecc.)
    per gli insegnanti esisteva un sistema simile: tanto tempo libero+vacanze molto lunghe in cambio di stipendi così così
    anche qui le mancanze al contratto sono state tantissime da parte dei singoli insegnanti e da parte dello stato
    però non credo che la schifezza della scuola dipenda dai bassi stipendi, voglio dire: se così fosse i nostri docenti universitari sarebbero tutti scienziati di fama internazionale e i dirigenti ospedalieri? i segretari comunali?
    il meccanismo è incriccato e andrebbe riconfigurato, tenendo conto che gli scansafatiche abbondano, i rubastipendi pure (molti di questi sono dirigenti scolastivi) e devono convivere con quelli che il loro lavoro di insegnante lo fanno come si deve, vorrebbero farlo come si deve
    disegnare una riforma come se fossero tutti uguali non ha senso

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  3. commento qui, ché ormai su ilPost me sento "Il cane in chiesa", censura o meno.

    e io che credevo che fossimo un popolo di commissari tecnici! macché, siamo un popolo di ministri dell'istruzione.

    (una menzione speciale a "Emanuela Albano" che, avendo fatto latino e greco, si può permettere di dare dell'ignorante in giro; ma che evidentemente il giorno che hanno spiegato "prolixus" era al cesso a farsi una canna, o altro...)

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  4. Potrebbe scrivere un bel pezzo di attualità?

    http://www.corriere.it/cronache/14_dicembre_03/ho-comprato-gioca-me-rete-che-arruolava-politici-3e01a0a6-7ab4-11e4-825c-8af4d2bb568e.shtml

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    1. Se avessi informazioni in più, od opinioni originali sull'argomento, non esiterei certo a farlo.
      La ringrazio per la fiducia, e la invito a non commentare fuori tema.

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    2. La domanda è: cosa fa oggi pomeriggio il tuo prof.?
      Io ho semplicemente risposto alla sua domanda: potrebbe scrivere un bel pezzo di attualità.
      Perché sarei fuori tema?

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    3. Spesso il titolo è fuorviante; dovrebbe fare il piccolo sforzo di leggersi il pezzo, o commentare altrove.

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  5. OT: Mi è capitato di notare che ormai ad apprezzare il trombonissimo Frank Miller sono rimasti soltanto dei ragazzini che si eccitano a vedere i muscoli ma non hanno il coraggio di ammetterlo.

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    1. Che squallido ragionamento omofobo.

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    2. http://vimeo.com/13119400

      Tono spocchioso e antipatico, barba a nascondere il doppio mento, orribile maglietta verde. E questo sale pure in cattedra sul web.

      Frank Miller gli mangia la pappa in capo. Notate la differenza di stile.

      https://www.youtube.com/watch?v=ejgSp9xarzc

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    3. Credo che di questa tua cosa - che tutti i giorni e tutte le notti vieni qui a prendertela con uno a cui non piacciono i tuoi fumetti preferiti - dovresti davvero parlare con la mamma, il papà e uno bravo.

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    4. Te invece dovresti fare outing e smettere di vergognarti del fatto che ti piacciono i maschi. Non c'è niente di male, davvero. Ma i bambini non ve li facciamo adottare.

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    5. Lo so che non c'è niente di male. È solo che non mi piaci.

      (Magari con altri ha funzionato, che ne so: ma a me non piacciono i tipi molesti).

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    6. Pazienza. L'importante è ribadire il concetto che i veri uomini spendono tutti i loro soldi in whisky, puttane e cimeli nazisti. E apprezzano Frank Miller, il Duce dei fumettari.

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    7. Wow. Puoi essere un po' meno criptochecca di così, per favore?

      (Il tuo duce è un ometto emaciato che maschera la pelata sotto un cappellaccio di feltro in perfetto criptostyle, e non azzecca una tavola da 15 anni).

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    8. Wow. Ecco un uomo che capisce al volo l'ironia.

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    9. Strano pensavo che i veri uomini passassero le notti a fare refresh su un blog per vedere se gli hanno già segato il commentino offensivino.

      (Ma sul serio il birignao di un modenese a una festa di campagna per te è "spocchia"? Fa' capire, vieni da Bedrock, Toscana?)

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    10. La differenza tra il concetto di "spendere dei soldi" e quello di "passare le notti" dovrebbe essere abbastanza evidente, almeno a un normodotato. A un professore delle medie magari no, vabbè.

      Saluti da Bedrock

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    11. Ma proibire i commenti anonimi, no eh?
      Questo blog sta diventando una chat per gente con dei problemi.

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    12. @Anonimo mi dai la tua definizione di "ironia"? Perché la tiri fuori a qualsiasi cazzata, ma sembra proprio che tu non la capisca quando te la ritirano contro.

      PS: purtroppo non sono gay e quindi non avrei tanto gusto a fare le cose che tu implori tutte le notti che ti facciamo. Ma conosco amici, se vuoi te li presento.

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    13. (Che poi chi l'ha provata - farsi abboccare ecc. - sa che è più dolore che altro).

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