mercoledì 7 gennaio 2015

Tutti un po' più fanatici, domani

Stéphane Charbonnier nel 2011, quando esplose la sede
di Charlie Hebdo. Oggi l'hanno ammazzato.
Stamattina tutti i vignettisti francesi che ancora riconoscevo sono stati uccisi, sul posto di lavoro, mentre difendevano un principio sul quale resto dubbioso - ma perdio, conoscevano il rischio e sono andati avanti fino alla fine. Se questo non è eroismo, non so cosa l'eroismo sia. Probabilmente su di loro nessuno sputacchierà dalla sua postazione internet le battutine ciniche che molti in questi tempo riservano per chiunque abbia ogni mattina più coraggio di quanto ne abbiamo noi in tutta la nostra vita. Io spesso sono scettico sull'eroismo, su quanto possa servire a una determinata causa - ma spero di essere ancora in grado di riconoscerlo quando lo vedo. Non so quanto Charb o Wolinski e gli altri fossero consapevoli che difendendo un punto d'onore si candidavano a diventare il casus belli di una guerra di religione europea: siccome non erano stupidi, e hanno avuto molte mattine per pensarci, credo che tutto sommato la cosa per loro andasse bene. Ora sono martiri della libertà di vignetta e di espressione, e adesso il problema passa a noi sopravviventi. Che facciamo?

Il buon proposito per il 2015, che ancora stamattina mi sembrava in un qualche modo plausibile: riporre in archivio l'antirenzismo spicciolo e l'antigrillismo ormai pleonastico, aprire le finestre; dare aria agli ambienti; studiarsi Piketty; concentrarsi su concetti nient'affatto nuovi ma colpevolmente snobbati come disparità sociale; prepararsi alla fine dell'eurozona come la conosciamo; metter la barra a sinistra a costo di navigare per un bel pezzo quasi solo.

Il 2015 che ci si prospetta ora somiglia più a un 2003 o a un 2004: si parlerà di eurabia e islamofascismo e islamofobia e antisemitismo, la Le Pen volerà nei sondaggi, Salvini esulterà e speculerà sulla morte di gente che da viva lo avrebbe spernacchiato a sangue, si litigherà nelle scuole e nelle case su una cosa per cui abbiamo litigato dieci anni fa e anche allora non servì a niente. Invece che tra ricchi e poveri litigheremo tra cattolici e no, islamici e no, e Huntington, ancora Huntington, quella roba che sapeva già allora di muffa.

Voi come fate a distinguere i fanatici su internet? Al giorno d'oggi è quasi un vantaggio evolutivo. Io ne seguo alcuni, giusto per tenermi in allenamento. Quello che mi rassicura è che in qualsiasi momento tu li vada a trovare stanno sempre scrivendo le stesse cose, alla stessa gente, linkando gli più o meno le stesse vignette che magari gli ha appena segnalato qualcuno a cui un anno fa loro stessi le avevano segnalate, e in questo modo si confortano tra loro. Possono essere filoisraeliani o antisemiti; non ha così importanza: quel che importa è la loro prassi quotidiana, monomaniacale. Io credo di non essere così; cerco in effetti di essere l'esatto opposto - il che magari non equivale alla normalità, ma a qualche altra sindrome. L'importante è che mi stanco. Mi è capitato spesso di prendermela coi miei simili per lo stesso limite - il solito problema per cui certi problemi passano di moda prima di essere risolti (il riscaldamento globale, Berlusconi). Ma anch'io sono un po' così in fin dei conti.

A volte è un limite ma sempre più sono propenso a considerarla una liberazione. L'ho pensata in un modo e poi mi sono stancato di pensarla così; l'ho pensata in tanti modi e ogni volta l'ho scritta - e appena scritta, e riletta, e apprezzata, mi sembrava già il momento di pensarla in un modo diverso. Ho riso per vignette che oggi mi farebbero ribrezzo e viceversa. Nel 2006, quando scoppiò il caso delle vignette, gestivo due blog. Su questo scrissi che forse non andavano ripubblicate, nell'altro furono furono pubblicate e non le cancellai. Poi successe qualche altra cosa e parlammo d'altro. Su un blog funziona così - sul blog di una persona normale, perlomeno. Sono superficiale? Un po' mi rincresce, ma è meglio che essere un fanatico. Chi è un fanatico? Chi è rimasto al 2006, o al 2001, o al 1989, e non schioda. Può aver cambiato anche un paio d'abiti nel frattempo, ma scrive le stesse cose, alla stessa gente, ridendo o incazzandosi per le stesse battute. Le stesse vignette.

Come andrà a finire? Non finisce mai, oppure se preferite c'è qualcosa che finisce tutti i giorni. Oggi finisce forse una certa idea di Europa come ponte tra il mondo ricco e il povero; chi voleva minarlo ha avuto tutto il tempo, mentre noi forse eravamo distratti. Finisce magari l'esiguo spazio rimasto per una critica da sinistra alla società in cui viviamo: se si va verso lo scontro una certa polarizzazione è inevitabile. Ci diranno - lo stanno già dicendo: o sei con le vignette o sei coi terroristi. Poi: o sei con le misure che prenderemo per difendere le vignette, o sei coi terroristi. O ti fai leggere le mail, o sei coi terroristi. O accetti di vivere in un determinato Occidente blindato, in cui incidentalmente le disparità sociali si vanno accentuando, o sei coi terroristi (dall'altra parte del tavolo i terroristi annuiscono, sono perfettamente d'accordo). È inteso che, dovendo difenderti, questo Occidente blindato non ti garantirà il benessere che garantiva ai tuoi genitori (era un'offerta lancio, un dumping colossale). D'altro canto la guerra creerà qualche posto di lavoro, e nel tempo libero potrai consolarti con le vignette satiriche su Maometto o Kim Jong-un. Spero naturalmente di sbagliarmi, e buon 2015 a tutti.

67 commenti:

  1. La cosa atroce è che da stamattina sto cercando disperatamente, nei commenti dei quotidiani italiani e stranieri, i musulmani che condannino con forza e con disgusto i fatti di Parigi.
    Tuttavia, il massimo che leggo sono distinguo come "comunque non avrebbero dovuto offendere il profeta" oppure "e gli USA allora?"
    Perché nessuno trova il coraggio e la dignità per dire "non in nome mio"?
    Hanno ragione coloro i quali dicono che sono tutti uguali?
    Io sono sicuro solo di una cosa: in Europa molto sangue è stato versato per garantire la libertà di espressione e io non sono assolutamente disposto a barattarla con il politicamente corretto e vivere sotto il ricatto di un pugno di barbari fascisti.

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    1. Beh, bastava dare un'occhiata al CFCM (http://www.lecfcm.fr/?p=3908)

      Ok, una cosa è la voce istituzionale e una cosa è la vox populi, ma pensa cosa direbbe un indiano se cercasse tra i commentatori dei quotidiani italiani un parere spassionato sui marò. Le persone ragionevoli di solito hanno di meglio da fare che commentare sui quotidiani.

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    2. Condanna da parte del Conseil Français du Culte Musulman, il cui testo può essere riassunto in "non in nome mio"
      http://www.lecfcm.fr/?p=3908

      Stessa condanna da parte dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia
      http://www.ucoii.org/category/comunicati-stampa/

      Hai provato a dare un'occhiata anche qui? Alle volte aiuta
      http://www.giyf.com/

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  2. Spero anch'io ti sbagli, ma temo tu avrai ragione. E non sarà una soddisfazione averla.

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  3. quanto accaduto e' un episodio gravissimo che dimostra una volta di piu', se ancora ce ne fosse bisogno, l'urgenza di smarcare l'essere francesi dall'essere giornalisti, con quelle leziosita' sulla liberta' di parola che non ingannano piu' nessuno.
    steiumanne

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    1. Zanardo, capisco la tua contentezza: hanno ucciso della gente che disegnava nasi grossi e la Torah arrotolata come carta igienica.

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    2. Bravo, cosi' si fa. Attribuire agli altri felicita' per la morte di qualcuno. Che poi sappiamo bene che squadracce di ebrei armati minacciano la liberta' di stampa.
      E mi raccomando, non protestare quando i fondamentalisti islamici se la prendono con gli ebrei, come a Tolosa. I giovani arabi delle periferie, tu lo hai spiegato quando ci vivevi, non sono razzisti.
      Dopotutto, se solo gli ebrei si smarcassero dal sionismo, finirebbero tanti di quei problemi. Lo dice uno che se ne intende.
      Ed ecco una notizia fresca dalla Francia: spari in un supermercato kasher. http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4613267,00.html Bah: fanatici che sparano ad altri fanatici.

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    3. Più che felicità è l'allegria di un tizio che, di fronte a notizie brutte e dolorose, corre qui o su IPI a sfottere il nemichetto di turno. Ma so che è ingiusto pretendere sensibilità da una persona nelle tue condizioni.

      Col tempo ti sei fatto questo personaggio che scherza sempre - soprattutto quando lo prendono a retoriche pedate - e adesso non credo tu sia in grado di levarti il costume quando vuoi. Anche in questo momento, con quale identità mi stai scrivendo? Con quella di Rabbi Andrea Zanardo che ha paura delle misteriose buste antisemite o col tizio che posta messaggi antisemiti scrivendo da qualche altra parte che lo ispiro io?

      > "I giovani arabi delle periferie, tu lo hai spiegato quando ci vivevi, non sono razzisti."

      Quando ci *vivevo* non avevo un blog: qualche anno dopo ho raccontato proprio il contrario, in un pezzo che tu non hai letto - o hai fatto finta di non capire - non è che sia così importante. Un pezzo in cui c'è scritto, tra l'altro: "Se parliamo di antisemitismo in Francia, l'antisemitismo in Francia c'è, ed è soprattutto di matrice islamica".

      È un pezzo del 2004 (undici anni fa!), ma tu hai cominciato a segnalarlo compulsivamente nel 2012 e non hai ancora smesso. A proposito di ossessioni.

      Forse se lo leggessi, finalmente, riusciresti a liberartene. Io ovviamente non la penso più come undici anni fa su tante cose, ma in quel pezzo parlavo di un razzismo che avevo vissuto, brevemente, sulla mia pelle.

      Non era necessario che tu venissi qui a dimostrare di persona l'assunto del post, ma grazie in ogni caso.

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    4. Sei ancora convinto che smarcarsi dal sionismo sia una cosa urgentissima per gli ebrei, che sia il modo migliore di rispondere quando sinagoghe e scuole ebraiche sono sotto attacco?

      Lo hai scritto qualche anno fa, magari nel frattempo hai cambiato idea.

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    5. Non scrissi che era il modo migliore; scrissi che se ne sentiva l'esigenza.

      È inutile discutere con te, Zanardo: deformi qualsiasi cosa ti si dica. Un po' lo fai per tuoi limiti oggettivi, un po' ci giochi perché è l'unico gioco che sai. Non è la giornata per venire qui a ridacchiare, ma tu lo stai facendo.

      Per fortuna non sei neanche molto rappresentativo del sionismo.

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    6. E sei ancora convinto che questa esigenza si senta.
      Oggi.
      Con ebrei uccisi nel centro di Parigi, e la grande sinagoga di Parigi chiusa per la prima volta dalla fine della WWII. Quando ogni persona razionale capisce che gli ebrei hanno bisogno di essere difesi, quando centinaia di migliaia di ebrei francesi se ne vanno in Israele, tu invece sei ancora convinto che esista questa esigenza di smarcare ebraismo da sionismo.
      Perche'?
      Per rendere gli ebrei piu' deboli?
      Perche' se avviene questa famosa smarcatura., allora piu' nessuno assalterebbe sinagoghe, scuole e negozi ebraici?
      Oppure perche' ti da' proprio fastidio che gli ebrei abbiano uno Stato in cui rifugiarsi?

      Dai, continua ad arrampicarti sui vetri.

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    7. Scusa, ma tu cosa ne sai di quel che pensano le persone razionali?

      Gli ebrei oggi in Francia li ha difesi la polizia francese, non Israele - che non è poi il Paese più sicuro del mondo per i suoi cittadini, diciamocelo.

      Ovviamente c'è chi ha tutto l'interesse a far sì che gli ebrei francesi emigrino in Israele: sia tra i sionisti che tra gli islamisti. Non a caso, mentre ammazzano tuoi correligionari, tu sei qui a giocare alla polemichetta e a segnare un punto per te.

      Lo so che non puoi credermi, ma fuori del tuo circoletto di amici e nemici immaginari la discussione su chi sia nato prima tra l'antisemitismo di matrice islamica e l'antislamismo di ispirazione sionista non appassiona più di tanto. Sono due estremi che si autoalimentano, e se ne rendono conto benissimo anche tanti musulmani ed ebrei.

      (Ora ovviamente vorrai sapere di che ebrei parlo, prego identificare, numero di matrice ecc. ecc.)

      A me non dà nessun fastidio che gli ebrei abbiano uno Stato, anche se tu mi hai messo in bocca mille volte in contrario. Che questo Stato possa sempre essere un valido rifugio, ecco, questo è un articolo di fede che io non condivido con te.

      Questo ti è sufficiente per dichiararmi antisemita in tutti i luoghi e in tutti i laghi: c'è il piccolo problema che io non ho mai torto un capello a un ebreo, né scherzato mentre muoiono: come a te senza volere scappa di fare.

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    8. La domanda era: perche' si dovrebbe smarcare ebraismo da sionismo?
      Quali sono i vantaggi?
      In che modo questa famosa smarcatura dovrebbe servire a far diminuire gli attacchi alle sinagoghe e alle istituzioni ebraiche?
      Non hai risposto.

      Lo so che la cosa ti sembra strana, ma il mondo ebraico e' democratico, i consigli vengono eletti e ogni volta che si presentano degli antisionisti prendono delle sonore batoste. Questo famoso e tanto benefico smarcamento e' una cosa difficile da far comprendere. Al di la' di auspicarlo, dovresti provare a immaginare come renderlo appetibile. Dovresti provare, insomma, a metterti nei panni degli ebrei. Sai, quelli che portano a scuola i bambini ogni mattina e vedono la macchina della polizia. Che a volte funziona come protezione, a volte no (e abbiamo Tolosa, tragedia per cui non hai versato molte lacrime).

      La Francia ha difeso gli ebrei. In maniera non proprio efficientissima, diciamo.

      Tant'e' che gli ebrei francesi non si sentono affatto difesi, ed emigrano in Israele (a migliaia: ovviamente, sono tutti fanatici e irrazionali). Evidentemente Israele sembra a loro piu' sicuro della Francia.

      Non conosco molti islamisti che sono a favore della emigrazione ebraica in Israele. Te li sarai inventati. Pero' ricordo di aver letto un tale, sedicente laico, che riteneva razionale abolire il diritto degli ebrei europei di diventare cittadini di Israele. Perche', diceva il sapientone, non bastano le risorse naturali a sfamare tutti. E poi ci resta male il famoso Contadino della Galilea.

      Ovviamente, sono disposto a parlarne con le schiere numerosissime di ebrei per i quali Israele non e' cosi' importante. Sono tantissimi, eh. Magari si trovano la domenica mattina, a messa. Quando li incontri diglielo pure, eh.

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    9. Credo che in generale gli ebrei di tutto il mondo non abbiano colpe degli errori oggettivi che hanno fatto i sionisti e Israele; perché un tizio che va a fare la spesa in un negozio kosher deve rischiare di essere sequestrato da un tizio che ce l'ha con USA e Israele? Tu dirai che il sequestratore sarebbe stato antisemita anche se non avesse visto il piombo fuso o Abu Ghraib, ma stai semplicemente tirando acqua al tuo mulino. E non esistono controprove.

      Io se incontro un ebreo non lo considero immediatamente responsabile di quello che succede in Israele e in Palestina; purtroppo molti lo fanno. Non ha neanche senso pretendere che gli ebrei vadano in giro con il cartello Not in my name. Sarebbe auspicabile che tutti imparassero la differenza ("smarcare"). Naturalmente a te converrebbe l'esatto contrario.

      Insisti a contare le mie lacrime per i morti di Tolosa, ma nel frattempo è morta della gente (anche ebrei!) e tu non ritieni necessario esprimere pubblicamente il tuo lutto in nessun modo. E dire che hai tanto spazio per farlo, tanti blog, tanti account. Perché invece è così importante per te il mio?

      So che ci tieni tanto, a riuscire a dimostrare che Israele sia più sicuro della Francia e dell'Europa; ed è il triste motivo per cui se ammazzano ebrei in Francia tu invece di piangere vai in giro a festeggiare sfottendo i tuoi nemici immaginari. Forse è anche il motivo per cui ti inventi strane persecuzioni di cui saresti oggetto in UK (fammi immaginare: hai chiesto che ti mettessero il telefono sotto osservazione e poi stai implorando su IPI che qualcuno ti chiami? Sei proprio un geniaccio).

      Ah, e poi non c'è niente da fare: le risorse naturali sono limitate per definizione; è uno dei motivi per cui si combattono le guerre. La religione (e in questo caso la libertà di espressione) è solo un pretesto, o come si diceva ai tuoi tempi, sovrastruttura. Lo so, non lo sopporti.

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    10. Ma sei impagabile. Siccome ci sono in giro delle teste di cazzo che ritengono che gli ebrei siano colpevoli di qualcosa commesso da Israele, allora gli ebrei devono distaccarsi da Israele. Spettacolare che non ti venga nemmeno in mente che sono le teste di cazzo da prendere a legnate, non le loro vittime (ebrei, che caso).

      Proviamo a ripetere il tuo ragionamento. Siccome ci sono delle teste di cazzo che vogliono massacrare i disegnatori, allora i disegnatori satirici dovrebbero smarcarsi dalla satira. Smettere di disegnare Maometto (che e' pericoloso) Mose' o Cristo (questo, caso strano, molto meno pericoloso). Ti funziona?

      Ripeto la domanda: in che modo questa famosa "smarcatura" tra ebrei e sionismo, dovrebbe rendere gli ebrei piu' sicuri?
      Nella realta' e' esattamente il contrario. Israele offre agli ebrei delle sicurezze che la Diaspora non offre. E' per quello che gli ebrei emigrano.

      Quindi perche' ti ostini a ripetere qualcosa che non ha fondamento nella realta'?

      Oltre che per la simpatia che provi per chi attacca ebrei e li considera responsabili delle politiche di Israele. Certo, tu spieghi, gli islamisti sbagliano, ma anche Israele e' tanto cattivo, figurati che esiste persino un anti-islamismo di matrice sionista (questo tuo tentativo di mostrare equidistanza, a cadaveri caldi, fa davvero pena. Lascia perdere, che ci fai una figura migliore: tu dei morti ebrei di Tolosa non hai mai parlato, ma hai versato fiumi di inchiostro per i morti di Gaza. Eccotela, la tua equidistanza)

      Non vedo la risposta alla domanda. Vedo solo i mantra a cui sei affezionato: gli errori del sionismo, i voli pindarici su quel che riterrebbe il tuo interlocutore. Inutile, in questa sede, indagare su cosa si basano le tue speculazioni.

      Restiamo sul punto: in che modo "smarcare ebraismo da sionismo" renderebbe gli ebrei piu' sicuri? E come procedere? Mettendo in prigione i leader ebrei sionisti, democraticamente eletti dalla maggioranza degli ebrei? E' una strada gia' provata.

      E non funziona. Il sionismo e' ancora adesso maggioritario tra gli ebrei della Diaspora (e per le buone ragioni che vedi sopra) Vuoi che ti spiego quando e chi ha provato a proibire il sionismo o, come dici, tu a incoraggiare lo "smarcamento"?

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    11. La "risposta" alla tua "domanda" non la vedrai mai, perché non è, come sempre, la risposta che vorresti leggere tu.

      - Mai preteso di essere equidistante.
      - Mai versato "fiumi di inchiostro" per i morti di Gaza; mi è capitato di qualche ragionamento su Gaza, che non hai capito o non hai voluto capire.

      Ma il sabato non hai sul serio niente di meglio da fare? neanche una vittima da piangere?

      Io ti capisco. Dopo anni che ci provi, o riconosci di avere buttato via tanto tempo e tanta energia cercando antisemiti dove non c'erano, o non ti resta che insistere ancora di più. Ti sei ridotto a scriverti i papelli antisemiti da solo, una cosa abbastanza lurida se solo tu fossi in grado di rifletterci.

      Io non la penso come te, e non la penso neanche come vorresti tu. Stai girando in tondo, come al solito. Buon lavoro.

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    12. Qualche anno fa una scuola ebraica e' stata assediata. Invece di scrivere che gli assedianti andavano presi a mazzate (forse perche' gli assedianti dicevano di essere di sinistra? mboh), tu hai scritto che c'era l'urgenza di smarcare ebraismo da sionismo. Da allora ti si chiede come mai, dove sarebbe il vantaggio, che beneficio porterebbe agli ebrei questo famoso smarcamento da te auspicato. E tu non rispondi. Percio', ecco, e' vero che la tua risposta non la si legge. Per il semplice fatto che non la scrivi.

      Non e' che io voglia per forza leggere una risposta precisa. E' che proprio tu non rispondi del tutto.

      D'altra parte cominci a ammettere che qualcosa di antisemita c'e', nella manfrina del Contadino della Galilea depredato da cattivi ebrei (e, come da te scritto con inimitabile classe: professorini italiani). Se solo trovassi il tempo di rispondere a cortesi richieste di chiarimenti...

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    13. Ma me lo chiedi solo tu, povera stella, tutti gli altri hanno capito subito.

      Il motivo per cui quella scuola fu assediata è che i manifestanti consideravano gli ebrei (anche studenti) dei sionisti tout court. Il che non è semplicemente vero, anche se forse a te piacerebbe.

      Invece a me piacerebbe che tutti sottolineassimo che ebraismo e sionismo sono due cose diverse. Non opposte, ovviamente; ma neanche perfettamente sovrapponibili. Per cui non posso considerare il primo ebreo che incontro per strada un rappresentante di Israele e delle sue politiche.

      Te l'ho spiegato tante volte, e tante volte hai fatto finta di non capire. Nel frattempo scrivi cose antisemite e dici che te le ispiro io, il che naturalmente è falso. ("Cominci ad ammetterlo": che mattacchione).

      Ma sul serio al sabato un rabbino non ha niente di meglio da fare oggi? Sei in vacanza?

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    14. Quindi, siccome ci sono delle teste di cazzo che assediano una scuola, occorre prendere sul serio le loro argomentazioni. Io credevo fosse piu' importante prendere a mazzate le teste di cazzo. Ma la sicurezza di quei bambini non e' cosi' importante (dice il Tondelli, che dei bambini di Tolosa preferisce non parlare).

      E se ci sono delle teste di cazzo che assaltano la redazione di un periodico satirico, i disegnatori devono prendere sul serio le argomentazioni delle dette teste di cazzo. E smarcare l'essere disegnatori dall'essere satirici. Magari smettere di disegnare.

      Vero?

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    15. Guarda che le "argomentazioni" delle "teste di cazzo" non sono così diverse dalle tue.
      Per loro ebreo = sionista.
      Per te pure.

      Misery acquaints a man with strange bedfellows, diceva il tale.

      Io non sono d'accordo.

      Poi, sai, alla tua età una certa retorica barricadera non so quanto ti s'addica. Hai paura persino di accludere il tuo nome sotto le sciocchezze che scrivi, che "mazzate" vuoi dar?

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    16. Non credo tu abbia capito un granche' delle mie argomentazioni. Pero' hai scritto che, se una scuola ebraica e' attaccata, occorre ascoltare le ragioni di chi attacca. E "smarcarsi".

      Non e' affatto chiaro in che modo, ne' e' chiaro come mai da questo "smarcamento" deriverebbero dei benefici. L'unica cosa chiara e' che gli ebrei in Francia si smarcano assai poco. Chissa' se e' questa la ragione per cui qualche testa di cazzo ne ha ammazzati un certo numero (che e' un altro modo di dire che l'antisemitismo e' colpa delle scelte degli ebrei).

      Ma soprattutto, chissa' se il tuo argomentare si applica anche a chi attacca la redazione di un periodico satirico. Forse anche i disegnatori dovrebbero "smarcarsi"?

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    17. Lo so, lo so: nella tua testa hai puntato il faretto, e continuerai a farmi le tue terribili domande finché non confesserò che volevo anch'io ammazzare i vignettisti. Le altre volte non ci sei riuscito ma stavolta, stavolta sarà diverso.

      Purtroppo stavolta è come tutte le altre volte: la cella in cui vuoi interrogarmi è solo nella tua testa, alla tua domanda ho già risposto un numero esauriente di volte, adesso esco e ti lascio qui.

      Le mie opinioni le trovi scritte dappertutto in questo blog: è da anni che cerchi di contorcele o di leggere a rovescio per scoprire la trova che odio gli ebrei. Purtroppo (per te) le cose non stanno semplicemente così: non odio gli ebrei, non volevo ammazzare i vignettisti anche se non la pensavo come loro. Datti pace, e se sei davvero in vacanza, fatti un giro.

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    18. Non c'e' nessun faretto. Hai espresso una opinione, che trovo personalmente originale ed interessante, e ti ho chiesto di chiarirla. Ma il problema e' che i tuoi chiarimenti non chiariscono un bel nulla.

      Non si vede infatti perche' le argomentazioni (violente) di chi vuole far chiudere i periodici di satira non vadano prese sul serio. Ed anzi, per te, i giornalisti di CH sono degli eroi (piu' o meno degli insegnanti ebrei e sionisti che continuano a lavorare nelle periferie francesi? e chi lo sa).

      Invece le argomentazioni di chi attacca le scuole ebraiche vanno prese sul serio ed e' anzi importante cogliere l'occasione di mettere in atto uno smarcamento tra ebraismo e sionismo Come? E chi lo sa. Il sionismo e' maggioritario tra gli ebrei della Diaspora [1], e nemmeno la polizia di Stalin e' riuscita a farlo diventare corrente minoritaria. In Francia, certamente non lo e'. Lo dicono i numeri.

      [1] fatti salvi, naturalmente, le migliaia di amici tuoi, ebrei anonimi. Che festeggiano il giorno sacro, la domenica, raccogliendo firme a supporto del povero Contadino della Galilea, depredato da professorini italiani in cerca di privilegi.

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    19. Non ti sentire aggredito, ti ho solo chiesto di chiarire una tua opinione espressa en passant.

      A proposito, stamattina la redazione di un periodico tedesco che aveva ri-pubblicato le vignette di CH e' stata devastata.

      Probabilmente anche quei redattori avrebbero potuto evitare i danni se si fossero... come era l'espressione? smarcati, ecco.

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    20. Quale opinione? A me sembra tutto chiarissimo.

      Sentiti libero di esprimere il tuo cordoglio per le vittime (sarebbe anche ora, diciamo).

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    21. "La domanda era: perche' si dovrebbe smarcare ebraismo da sionismo?
      Quali sono i vantaggi?
      In che modo questa famosa smarcatura dovrebbe servire a far diminuire gli attacchi alle sinagoghe e alle istituzioni ebraiche?"
      Le risposte a queste domande sono abbastanza ovvie. Il che, per carità, non significa che siano giuste.
      Però, fingere che non ci siano, che non siano state esposte in modo chiaro e coerente, è tipico del fanatismo. Merce niente affatto rara al giorno d'oggi.

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    22. Zanardo fa così: si incrosta e continua a ripetere la stessa domanda, sperando di innervosire l'interlocutore. Siccome il trucchetto non gli funziona mai, dopo un po' si inventa la rispostina antisemita e la posta da qualche altra parte.

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    23. Povero Zanardo, tutto sommato mi fa pena in quanto il suo maleinterpretare tutto deve creargli non pochi problemi nella vita quotidiana.

      Cameriere: "Ecco il conto, signore: sono cinque e sessanta"
      Zanardo: "Lei con quei baffetti da cristiano mi vuole fregare, ma io non le darò mai sessanta euro!"

      Bigliettaio: "Deve prendere l'interregionale per Roma Termini e scendere a Montepescali"
      Zanardo: "Antisemita truffatore! Non è a Roma che devo andare, ma in Maremma: prova un po' a negarmi questo fatto!"

      Hostess: "Vi preghiamo di tenere le cinture allacciate sino a quando l'apposito segnale verrà spento"
      Zanardo: "Anche le cinture? Cosa non si inventano su quest'aereo pur di nascondere il proprio antisemitismo!"

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    24. E invece non e' affatto chiaro come questo "smarcamento" andrebbe promosso, visto che:
      a) la maggioranza degli ebrei non ne e' tanto incline
      b) le istituzioni ebraiche sono democratiche

      Anche i benefici, davvero, non si vedono. A meno di non accettare che i terroristi abbiano delle ragioni e che essere sionisti significhi sostenere un progetto criminale e pericoloso e che ogni mezzo sia lecito per contenerlo (vero che qui nessuno condivide una simile strampalata opinione?)

      Invece il sionismo e' una ideologia del tutto legittima, tanto quanto la liberta' di satira. Non vedo perche' cosa ci sia di positivo nel tentativo di rendere pericoloso il diventare sionisti (o di disegnare Maometto, Buddha, Cristo ecc.).

      Ma magari qualcuno degli anonimi lettori ebrei di Leonardo ha voglia di venire allo scoperto e spiegarne per benino i benefici. Dovrebbe essere finita la Messa, adesso.

      (attendo speranzoso che Tondelli esprima qualche forma di cordoglio per le vittime ebree. Quelle di Tolosa, per esempio).

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    25. Ma perché vuoi che Leonardo esprima cordoglio per le vittime di Tolosa?

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    26. Per fare un esempio - mesi fa mi è arrivata una notifica.
      Su un forum pubblico Andrea Zanardo aveva scritto che io andavo in giro a sghignazzare "sui morti di Tolosa".

      Quindi, visto che hai avuto una risposta pertinente e chiarissima a tutte le tue domande, ora permettimi di rovesciare il faretto e di domandarti:

      - Ricordi di aver scritto una cosa del genere?
      - Puoi documentare in qualche modo i miei "sghignazzi" per gli attentati di Tolosa?
      - Io scrivo molte cose. Puoi linkare qualche mio pezzo o commento su blog o social forum in cui io mi esprimo nei confronti degli attentati di Tolosa in modo "sghignazzante"?

      Perché c'è sempre questa opinione strisciante in giro secondo cui il rabbino Andrea Zanardo andrebbe in giro sghignazzante a diffondere informazioni false su chi non la pensa come lui, e io voglio combattere in ogni modo questa brutta fama.

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    27. @Heavimachinegun Tondelli continua (anche qua sopra) a chiedere che il sottoscritto esprima cordoglio per i morti di Parigi. Ma, a distanza di qualche anno, non ha scritto un granche' sui morti ebrei di Tolosa. I bambini di Gaza gli importano di piu'.

      A rendere la cosa parecchio antipatica e' che il killer di Tolosa sosteneva di agire per difendere i bambini di Gaza.

      A rendere la cosa ancora piu' antipatica e' che le scuole ebraiche in Francia sono obiettivi possibili di terroristi islamici e sostenitori della ANP. Ma per Tondelli i coloni sono obiettivi legittimi.
      http://leonardo.blogspot.co.uk/2009/01/e-non-del-tutto-sbagliate.html
      Il caso vuole che tra le vittime di Tolosa ci fossero cittadini di Israele con residenza (appunto) al di la' della Linea Verde. Coloni, appunto.

      E a rendere la cosa davvero davvero antipatica c'e' che io, oltre a esprimere cordoglio per gli ebrei morti (checche' ne dica Leonardo), sono alquanto preoccupato per gli ebrei che rimangono in vita. Tant'e' che appoggio la loro decisione di trasferirsi in Israele, dove troveranno di che vivere grazie alla Legge del Ritorno. Ma guarda che strano, quella Legge a Tondelli non piace. Se fosse abolita lascerebbe diverse migliaia di ebrei europei al loro destino di possibili bersagli di qualche integralista islamico. Magari per questo a Tondelli quella legge non piace: dice che danneggia i contadini della Galilea, favorendo i professorini italiani.

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    28. No, Leonardo, non leggo alcuna tua risposta chiara su questa faccenda dello "smarcamento" tra ebrei e sionismo di cui si sentirebbe, nientemeno, l'urgenza.

      Non spieghi come dovrebbe attuarsi. Ne' quali benefici dovrebbe portare, per gli ebrei o per chiunque altro, vivere nel terrore di dichiararsi sionisti.

      Far vivere i disegnatori satirici nel terrore di disegnare Maometto non aiuta granche' i musulmani, e nemmeno i disegnatori. Chissa' se almeno questo ti e' chiaro.

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    29. Hai letto benissimo qui.

      Ora che finalmente abbiamo risolto la questione che tanto ti tormentava, ti prego, vorrei sapere:

      - neghi di avere scritto che sghignazzavo per i morti di Tolosa?
      - puoi dimostrare che io abbia scritto qualcosa di "sghignazzante" sui morti di Tolosa?

      Perché sembra proprio che Andrea Zanardo vada in giro a scrivere cose false, e piuttosto infamanti sul mio conto: proprio lo stesso rabbino che, con la scusa della "satira", scrive cose antisemite in giro, sostenendo che invece le scriverei io. È tutto molto curioso, e forse necessiterebbe di spiegazioni.

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    30. Ah intendi questo?
      ---
      Invece a me piacerebbe che tutti sottolineassimo che ebraismo e sionismo sono due cose diverse. Non opposte, ovviamente; ma neanche perfettamente sovrapponibili. Per cui non posso considerare il primo ebreo che incontro per strada un rappresentante di Israele e delle sue politiche.
      ---
      Traduciamo:
      Siccome ci sono in giro degli assassini che impallinano ebrei per rappresaglia contro Israele, il dovere dello Stato non e' proteggere il diritto degli ebrei ad essere sionisti, ma incoraggiare gli ebrei a non appoggiare piu' Israele. Dando ragione agli assassini. Beninteso, per proteggere gli ebrei stessi.

      Proviamo cosi':
      Siccome ci sono in giro degli assassini che impallinano disegnatori satirici per rappresaglia contro la blasfemia, il dovere dello Stato laico non e' proteggere il diritto dei disegnatori a pubblicare quel che pare a loro, ma incoraggiare i disegnatori a non offendere piu' Maometto (o Buddha, o Geova, o Padre Pio). Dando ragione agli assassini. Beninteso, per proteggere i disegnatori.

      Beh, grazie del contributo. In effetti sembra proprio satira.

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    31. @Zanardo:
      << Tondelli continua (anche qua sopra) a chiedere che il sottoscritto esprima cordoglio per i morti di Parigi. Ma, a distanza di qualche anno, non ha scritto un granche' sui morti ebrei di Tolosa. I bambini di Gaza gli importano di piu'. >>
      Mah, se permetti, i motivi di questa accesa discussione mi sembrano alquanto infantili.

      Fra l'altro, anche il post di Leonardo che hai linkato ha dell'uggioso:
      http://leonardo.blogspot.co.uk/2009/01/e-non-del-tutto-sbagliate.html
      Nel punto 6 dice che è vero che l'Iran finanzia Hamas MA il tutto si riduce a pochi spiccioli. Quindi insistere sul finanziamento dell'Iran ad Hamas ha solo il fine di additare l'Iran come next big villain.

      L'uggia me la fa venire quel "MA". In che senso "ma"? E' vero o no che l'Iran finanzia Hamas? E se lo fa con pochi spiccioli, perché lo fa? Forse perché vuole essere considerato "big villain". E allora perché negargli questo desiderio? Se si comporta come un big villain, è un big villain.

      Tutto il conflitto isrealo-palestinese ha il carattere dell'infantilità. Siamo lungi dal risolvere qualcosa. Affinchè si risolva qualcosa devono passare i decenni, così che gli uomini che abitano lì (di entrambe le fazioni) muoiano e siano rimpiazzati da una nuova generazione, meno infantile. Questo è quello che tutti, sotto sotto, pensano. E non raccontiamoci storie.

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    32. Se tutti pensano così, forse dovrebbero considerare la cosa in modo diverso. Perché la prossima generazione dovrebbe essere meno infantile delle altre?
      Se il conflitto israelo-palestinese fosse semplicemente il conflitto tra israeliani e palestinesi, entrambi avrebbero esaurito le energie da un pezzo. Entrambi vengono invece fortemente incentivati a proseguire da alleati e amici interessati.

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    33. @Zanardo, mi dispiace che tu abbia capito male... ma non mi sorprende affatto.

      Ci provo in un modo semplice semplice (che fraintenderai comunque):

      Sai cosa fanno i terroristi? Considerano ogni ebreo un sionista.
      Sai cosa fai tu? La stessa cosa.
      (E infatti spacci in giro cose antisemite con relativa facilità).

      Vedo un'identità di vedute, che porta allo stesso risultato (un conflitto religioso), che il terrorista spera di combattere per vincere, o andare in paradiso nel tentativo. Tu invece confidi che lo combatta qualcun altro al posto tuo: il tuo ruolo nel grande conflitto di civiltà è infamare i tuoi presunti *avversari* su internet.

      Il che ci porta alla domanda che tu stai scantonando già da un po':

      hai davvero affermato che io ho sghignazzato sui morti di Tolosa? Ti risulta?

      Puoi dimostrare che io andavo in giro sghignazzando sui morti di Tolosa?

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    34. Beh, so anche che i terroristi considerano ogni cartoonist un blasfemo. E' una buona ragione per imporre loro di smettere di disegnare Maometto?

      O forse, in democrazia, il diritto degli ebrei di essere sionisti, e quello dei cartoonist di essere rompicoglioni, dovrebbero essere difesi?

      (Non sono io che considero ogni ebreo un sionista; e' solo molto piu' probabile incontrare un ebreo sionista che uno antisionista. E' un dato di realta', confermato ogni volta che una qualche elezione ha luogo nelle istituzioni ebraiche, in cui si vota spesso. Ti conviene prenderne atto)

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    35. @Heavymachinegun. Il link al post di Leonardo era per mettere in evidenza quel che lui pensa dei coloni. Per lui sono per lui un obiettivo legittimo, pare. Anche se minorenni. A rendere la cosa complicata, per lui almeno, ci sta il fatto che le vittime di Tolosa erano, appunto, "coloni". Dal che si capisce come mai non ci pianga moltissimo su quei morti.

      Discorso infantile? A me sembra, francamente, un discorso surreale. Tu come lo definisci uno che si oppone alla immigrazione degli ebrei (e solo degli ebrei) perche' potrebbero far finire le risorse idriche? Ci sono dozzine di Stati che hanno una legge del ritorno simile a quella israeliana, ma in quel caso Tondelli non paventa immigrazioni di massa. Ne ha una anche l'Irlanda, che non mi sembra esattamente un posto tranquillo, e con i confini riconosciuti da ambo i contendenti, da moltissimo tempo. Eppure ogni irlandese americano che lo voglia (e sono milioni) potrebbe trasferirsi in Irlanda e diventare cittadino in tempi assai piu' rapidi di quelli richiesti a cittadini di altri Paesi europei (Schengen? ciao ciao). E addio alle risorse idriche irlandesi. Ma Tondelli non protesta. Si vede che conta moltissimo su Giove Pluvio.

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    36. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    37. @ Leonardo
      >> Se tutti pensano così, forse dovrebbero considerare la cosa in modo diverso. Perché la prossima generazione dovrebbe essere meno infantile delle altre?

      Non ho detto che la prossima generazione sarà meno infantile. Ho detto che è l'unico modo affinché qualcosa si risolva.

      >>Se il conflitto israelo-palestinese fosse semplicemente il conflitto tra israeliani e palestinesi, entrambi avrebbero esaurito le energie da un pezzo. Entrambi vengono invece fortemente incentivati a proseguire da alleati e amici interessati.

      Qui forse hai ragione. Ma perchè israeliani e palestinesi vengono "fortemente incentivati" a continuare il loro conflitto? E da chi?

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    38. Qui di seguito, giusto per concludere la conversazione, ti riassumo come la vedo io. Anche perche' le reazioni di Leonardo quando viene a contatto con la realta' spiegano molto della sua stizza.

      In prospettiva storica, il conflitto israelo-palestinese e' una scaramuccia minore, in cui ci si contende un pezzo di terra piu' piccolo del Lazio. Pochi kilometri piu' in la', p. es. in Siria, muoiono molte u' persone, senza che i Tondelli di questo mondo scatenino contro le istituzioni siriane, o le moschee in cui reclutano terroristi, meno di un decimo di quello che scatenano contro Israele.

      Ci si puo' chiedere come mai suscita tutto questo bailamme.

      Una delle ragioni e' che ci sono molte piu' informazioni disponibili, perche' Israele e' una democrazia e non censura i media come invece fanno Assad, lo ISIS e tutti gli altri regimi della regione, Hamas e ANP inclusi. Un'altra e' che il conflitto e' cresciuto con la Guerra Fredda ed e' da allora che si sono formate le tifoserie.

      Un altro e' che una di queste tifoserie -quella di Leonardo, che e' andato anche in gita a supportare la sua squadra del cuore- sa benissimo che, in prospettiva storica, sta perdendo. La popolazione ebraica di Israele e' la piu' giovane e la piu' numerosa della Diaspora. La popolazione araba invecchia, le donne sono piu' emancipate (succede, a lavorare negli insediamenti, fianco a fianco con donne israeliane, vivono in una realta' meno retrograda) si sposano piu' tardi, fanno meno figli ecc. ecc. Sono persino diminuite le malattie cardiache, endemiche tra i palestinesi, dovute ai matrimoni tra cugini, arrangiati tra le famiglie. Che sono quasi scomparsi tra i palestinesi cristiani e diminuiscono tra quelli islamici.

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    39. [continua]

      Quanto ad Israele, e' chiaro quel che succedera' in poche generazioni, anche senza le massicce immigrazioni, come quella dalla Francia di cui ci si accorge ora (mesi fa un lettore di Leonardo ancora negava che avvenisse). La realizzazione del progetto del sionismo: la maggioranza degli ebrei in Israele, la fine della Diaspora. Gli arabi saranno una minoranza dentro lo Stato ebraico.

      E' andato in soffitta il sogno di uno Stato palestinese sedicente laico, con gli ebrei ridotti a cittadini di seconda classe, abolizione della legge del ritorno ecc. ecc. Lo riconosce persino Abu Mazen, uno che sull'odio antisemita ha costruito la sua carriera, a cominciare dalla tesi di dottorato in cui strizzava l'occhio a chi negava l'esistenza delle camere a gas ad Auschwitz. Cautamente, stando bene attendo a non dirlo troppo in chiaro (e mai in arabo) Abu Mazen finge di aver accettato quel che Netanyahu propone da anni: due Stati per due popoli. Poi, certo, ci aggiunge la pretesa del ritorno dei sedicenti profughi cosiddetti palestinesi. Sa che la controparte non lo accetterebbe mai (tu accetteresti di venire massacrato?) ed e' esattamente quel che vuole

      Perche' questo Stato di Palestina non ha grandi possibilita' di realizzarsi. I primi a non volerlo sono i palestinesi stessi, che non possono fare a meno del sostegno economico di Israele, e sanno bene che tutti i confini della regione cambieranno nei prossimi anni: si spacchera' l'Irak, avremo uno o due Stati kurdi, chissa' che succedera' in Giordania ecc. La pretesa di creare un nuovo Stato -tra l'altro, al momento, incapace persino di raccogliere le imposte,- e' una roba da lunatici. La ANP, alla morte di Abu Mazen, si spacchera' in tre o quattro fazioni che continueranno la lotta tra di loro con i metodi che usano dagli anni Sessanta (il kalashnikov e la accusa di collaborazionismo). Il nazionalismo palestinese e' finito. Sono sconfitti.

      Questo ovviamente ingenera diverse frustrazioni, che come Leonardo starnazzano sul web. Anche se all'indomani della ultima crisi di Gaza e' stato costretto pure lui ad ammettere quel che nel PCI non si poteva nemmeno dire: che Israele abbia vinto.

      E su questa nota, lo lascio a macerarsi. Per uno che e' stato cosi' vicino al comunismo, scoprire che c'e' un -ismo novecentesco che non e' affatto crollato, ma anzi gode di ottima salute, e' una terribile fonte di sofferenza.

      E non mi piace infierire.

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    40. Ah, ma e' evidente chi incentiva gli israeliani a continuare il conflitto. La lobby sionista. I Bilderberg. I rettilariani. Big Pharma. Big Mechano. Big Jim. Tutta gente grande e forte. Piu' forte di Leonardo.

      Il quale si sente un eroe che combatte per i deboli, quando gli si scaglia contro. Se non ci fossero queste lobby cattive e POTENTISSIME, che tramano nell'ombra contro ... uhm... quale sara' il contrario di potenti? impotenti?., allora gli israeliani ebrei vivrebbero in pace con una maggioranza palestinese che ha solo mostrato buona volonta' verso di loro. E gli ebrei della Diaspora non sosterrebbero Israele in questo modo: ma purtroppo una lobby neocon si e' impossessata di loro e li controlla con i microchip sottocutanei, e in questo modo diventano sionisti, ed e' cosi' difficile farli smarcare

      (sorry, non potevo resistere. E' cosi' buffo, il Tondelli con le sue ossessioni)

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    41. Questa è una di quelle che su IPI chiamavano "trottate", se non sbaglio.

      Quanto scrivi, pur di non dire una verità piccina piccina:
      È vero che stai dicendo in giro delle bugie?


      - sostieni che io consideravo i morti di Tolosa degli obiettivi legittimi: mi sai mostrare dove?
      - racconti che io sghignazzavo per i morti di Tolosa: quando e dove sarebbe successo?

      Sarebbe facile rispondere: sì o no. Eh, no, piuttosto attacchiamo il pippone su Israele che è tanto forte e vincerà. E anche se fosse? Nessuna vittoria di Israele risolverà le tue frustrazioni e riscatterà la tua meschineria.


      Non cominciamo coi bilderberg e i rettiliani: tu stesso parli spesso dei finanziatori di Hamas e ANP, e non si tratta di dietrologie: anche gli amici di Israele fanno tutto alla luce del sole, e lo sai benissimo. Se si trattasse semplicemente di un conflitto regionale, gli attori si sarebbero stancati da un pezzo. Invece c'è gente da lontano, come te, che tifa disperatamente Israele (o Palestina), e si diverte quando ogni tanto si ammazzano. Io non mi divertivo e non mi diverto. Era il senso del pezzo qua sopra, che tu incarni senza probabilmente rendertene conto.

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    42. @Leonardo
      >>Se si trattasse semplicemente di un conflitto regionale, gli attori si sarebbero stancati da un pezzo. Invece c'è gente da lontano, come te, che tifa disperatamente Israele (o Palestina), e si diverte quando ogni tanto si ammazzano.

      Ma infatti è quello che penso anch'io. Quello nella striscia di Gaza è il conflitto più sopravvalutato del mondo. Anche Zanardo lo dice. Le nuove generazioni di lì sono incentivate a combattere, perché così si sentono al centro dell'attenzione mondiale. Come se stessero scrivendo la storia. Questo è sbagliato.
      Un paio di decenni di buona vecchia indifferenza farebbero raffreddare molto il conflitto.

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    43. Ma prendi Zanardo: se non esistesse quel minuscolo conflitto, l'intera sua esistenza non avrebbe senso.

      Non saprebbe con chi litigare - ovvero, non saprebbe dove proiettare le ombre con cui litiga probabilmente dalla pubertà. Il suo comunismo è fallito, lui è saltato sul carretto di un altro ismo e saltella contento irridendo gli scettici che secondo lui stanno peggio. Il fatto che il suo ismo preveda la guerra infinita non lo terrorizza: sta comodo nelle retrovie.

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    44. Tondellata simplex. Sionismo = guerra infinita. Chissa' come mai migliaia di ebrei francesi preferiscono spostarsi in quel teatro di guerra anziche' starsene a fare da bersagli per il prossimo attentato in Francia. Domande che Tondelli non si pone, lui il punto di vista degli ebrei non lo tiene in grandissima considerazione.

      Tondellata ritorta. Il conflitto va avanti perche' ci sono dei frustrati immaturi che fanno il tifo per una parte. Oh beh, se fosse vero, dovrebbe valere anche per l'altra parte. Vediamo un po' chi puo' essere un immaturo che proietta le proprie ombre sullo Stato ebraico, che conduce una esistenza professionalmente insoddisfacente e che difatti ci fa sapere dal suo blog quanto son pagati male gli insegnanti. L'autore di questo blog, per esempio.

      Al netto delle Tondellate, comunque, gustose. Durante la Primavera araba sono stati in molti gli intellettuali arabi che hanno scritto che era ora di finirla di incolpare Israele per ogni magagna del mondo arabo -assenza di democrazia, corruzione, analfabetismo, oppressione delle donne... Che i governi arabi avevano giocato per troppo tempo con il conflitto con Israele, raccontando che tutto sarebbe andato a posto dopo la sconfitta dell'invasore sionista, e che sionismo era solo sinonimo di guerra perenne. E insomma, certo, il conflitto viene amplificato per stornare attenzione da altre faccende. Lo capiscono anche nel mondo arabo, dove alle favole dei nazionalisti arabi non crede quasi piu' nessuno. Diversa e' invece la questione per chi invece fa il tifo ... come e' l'espressione? dalle retrovie. E produce Tondellate.

      (ri-sorry, ri-cannot resist)

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    45. Quindi ammetti di essere un frustrato immaturo, purché lo sia anch'io.

      Mah, non saprei. Di sicuro non conduco un'esistenza "professionalmente insoddisfacente": il mio lavoro mi piace e in questo periodo davvero non mi lamento. Il fatto che gli insegnanti siano poco pagati non è certo un problema mio: è un dato che chiunque può verificare.

      Il fatto che io, come tanti, descriva i problemi relativi alla mia professione fa parte del mio tentativo di cambiarli (tentativo che nel piccole mi conduce a qualche piccolo successo ogni tanto): non appartenendo a nessuna chiesa non ho bisogno di mostrare sempre entusiasmo e passare silenzio i miei fallimenti, come fa tu (a proposito, mi dispiace sinceramente per quel negozio di Sodastream. Io ovviamente non ho mai boicottato Sodastream, anche se a un certo punto in mancanza di un appiglio ti sei inventato pure questa cosa).

      Guarda, non è che voglio suggerire di essere un po' più maturo di te: non mi permetterei mai. Però da una parte abbiamo un tizio che cerca col lumicino i suoi "nemici" su internet, e dall'altra no. Da una parte abbiamo un tizio che va in giro a ripetere ossessivamente domandine incriminanti, e dall'altra no (al massimo risponde con calma). Da una parte abbiamo un tizio che approfitta di qualsiasi notizia per venire a sfottere i suoi contatti neanche fosse il campionato, anche quando la 'buona' notizia è che a causa di un eccidio di ebrei in Francia, molti ebrei francesi si sposteranno in Israele (dove sì, si combattono molte più guerre che in Francia). Dall'altra no. A me dispiace per ogni ebreo morto, fuori e dentro Israele. Io e te non siamo simmetrici, e credo che chiunque da fuori lo possa notare e trarre le sue conclusioni.


      Ora però, davvero, vorrei capire come mai da qualche parte hai lasciato scritto che io esultavo per i morti di Tolosa: perché non è vero, sai. È una cosa falsa che tu hai scritto su di me. Io non vado in giro a distorcere le tue parole, o inventarle di sana pianta. Qualsiasi cosa che scrivo su Andrea Zanardo, posso dimostrarla con un link. Tu puoi mostrare con un link quando e come io avrei esultato per i morti di Tolosa?

      Sennò diventa come quella volta che eri arcisicuro di poter sposare i gay in Israele, e poi per un mese hai negato di averlo mai detto, e poi alla fine hai spiegato che li potevi sposare ma solo per finta (tutto documentabile, come sai).

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    46. Pura Tondellata. Prende atto che ebrei francesi si spostano in Israele, dopo mesi che glielo si ripete.
      Ma non si chiede il perche'. Saranno condizionati dai Bilderberg? Dalla lobby sionista? Qualcuno ha infilato loro un microchip sottocutaneo? Ma, andare a chiederlo, no.
      Son mica palestinesi.

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    47. Mesi che mi ripeti cosa? Guarda che la situazione è nota da un pezzo.

      Io continuo a pensare che Israele non sia molto più sicuro della Francia per gli ebrei, anche se è nel tuo interesse insistere nel contrario. Tu stesso non soggiorni così spesso nella pur tranquillissima Gerusalemme, mi pare.
      Le persone non si comportano sempre in modo razionale, soprattutto quando c'è chi li terrorizza. In tempo di terremoto si spostano in zone altrettanto sismiche.

      Senti, ma è davvero così complicato mostrare agli eventuali lettori dov'è che io avrei sghignazzato per i morti di Tolosa? Perché altrimenti rischi di passare per un bugiardo e io preferirei per quanto possibile allontanarti da quest'onta.

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  4. Aggiornamento. Sallusti che dice "Il mio Dio queste cose non le permette" chiude ogni porta alla speranza in una possibile redenzione della razza umana!

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  5. Se non sbaglio o tu a suo tempo ci raccontavi che le vignette e/o il film su Maometto eran figli di un mix di timore insensato e grottescamente amplificato della fine di ogni libertà, della volontà primigenia di calpestare ciò che è vietato, e di crassa ignoranza in materia di usi e costumi dell'Islam (ricordo ancora con sgomento il rimprovero tra le righe al vignettista del turbante-bomba per non aver approfondito i suoi studi in "iconoclastia et calligraphica").

    Ora, se uno si fa ammazzare per una cosa che per me è grosso modo una cazzata (o anche soltanto una mezza cazzata), chessò: la purezza dei fluidi, l'esportazione della democrazia, la sciarpa d'a Roma, il filioque nel credo, io non dico che è un eroe, al massimo che nel suo fanatismo ha dimostrato coraggio.
    Insomma come si spiega questa riabilitazione (postuma) da approssimativo/mistificatore/pasticcione/ignorante/asfaltatore-di-tabù-per-diporto ad eroe? (e che bisogno abbiamo, poi, di questi eroi?)

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    1. Bisogno, per quanto mi riguarda, nessuno; non credo che fossero fanatici (non al livello di chi li ha ammazzati) e senz'altro li avrei preferiti un po' meno eroici ma ancora vivi.

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    2. Io però in quella roba su Voltaire ci leggevo un fastidio anche abbastanza pronunciato verso vignette e/o film profetici. Sbaglio?

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    3. Quella roba su Voltaire era la reazione infastidita a tutto un dibattito che ne era seguito. Non ero d'accordo con Charb, non sarei morto per difenderlo (non molti erano pronti a farlo evidentemente), però aveva un'idea e l'ha portata fino alle sue estreme conseguenze.

      Va anche detto che se proprio deve scoppiare una guerra di religione, Charlie sarà al massimo un casus belli, pretestuoso come qualsiasi altro. Se Charlie avesse interrotto la pubblicazione di vignette islamofobe probabilmente i due tizi se la sarebbero presa con Houellebecq, o qualcun altro.

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    4. Mi hai risposto onestamente, e per la verità condivido del tutto la tua risposta.
      Solo qui forse rischiamo di farci sfuggire un punto, che poi a mio parere sarebbe ciò che forse differenzia in maniera massimale questo caso da quello delle vignette danesi. Se lì il busillis consisteva nel rifiuto generalizzato di firmare le illustrazioni per un libro di storia per bambini sulla vita di Maometto; qui, invece, consite, almeno in parte, nel fatto che certuni rivendicano la possibilità di raffigurare sulla prima pagina della loro rivista i tre "altereghi" di un dio molto gettonato mentre si inculano a vicenda.
      Pertanto, la domanda cui innanzitutto dovremmo rispondere forse non è: ci va di morire per Charlie Hebdo?, ma semplicemente: ci va che Charlie Hebdo esista? In altre parole, scomodando al posto dello pseudo-Voltaire i due cattolici di palombella rossa: tu, Leonardo, sei felice che Charlie Hebdo esista?

      Poi naturalmente il discorso può spingersi molto più lontano.
      Si vuole, e prima ancora si può essere per la libertà totale di espressione?, ossia l'assenza di qualunque vincolo, di qualunque divieto che non sia stato "liberamente scelto" da chi ha deciso di sottoporvisi (come, nel caso di un islamico, quello di raffigurare il profeta)?, può esistere una società "stabile" che garantisca una cosa così grossa?, e se sì, qual è il costo?, e si sarebbe attualmente in grado di sobbarcarsi il peso che una scelta così radicale comporterebbe? (e non parlo solo di massimi sistemi: non potrebbe esistere alcun reato di vilipendio di alcunchè, alcun reato di negazionismo di alcunchè, la storia a rischio di riscrittura arbitraria e lo stato continuamente chiamato ad arbitrare la percezione di un'offesa, e chissà quant'altro ora non mi viene in mente). O per contro la libertà di espressione deve piuttosto essere ridimensionata a quella che a rigore ne è la caricatura, ossia un bel "posso dire ciò che voglio purchè entro un determinato recinto"?, nel qual caso cosa può e cosa non può stare entro il recinto?, chi e come lo decide (rapporti di forza, in ultima analisi la legge del più forte?, maggioranze varie?)?, e come funziona la frontiera del recinto (quanto è netta vs sfumata?)?, come ci si dovrebbe disciplinare?, etc.

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    5. Scusa se non mi organizzo per risponderti seriamente, ma ho la sensazione che qualsiasi cosa io scriva non sarà che la rifrittura di una cosa che ho scritto già. Io ero molto felice che esistesse Charlie, era una di quelle cose tipicamente francesi che ho bisogno di trovare a intervalli regolari, come il pain au chocolat. E mi fanno sbellicare proprio le vignette più cretine, quelle che su un piano politico mi sembrano meno opportune e se fossi editore non pubblicherei mai.

      Di mestiere faccio l'insegnante, il che significa che sono abituato ad autocensurarmi continuamente e lo trovo la cosa più naturale del mondo: per me l'autocensura equivale alla professionalità.

      Io ho la sensazione che il paradosso della libertà di espressione (dovremmo imporla in tutto il mondo con la forza?) sia il paradosso di qualsiasi libertà: mi ricordo quel vecchio racconto in cui un governatore coloniale democratico cercava di proibire la pena di morte in una tribù, e di fronte all'ostinato diniego del capotribù non gli restava che metterlo a morte. Credo che la libertà sia sempre e solo relativa; si è liberi solo rispetto a un determinato punto di vista. Pensare di poter essere liberi da tutto è come pensare che esista un punto fermo nell'universo.

      È un'idea per molti versi platonica, forse continentale: si parte da un assoluto e si cerca di realizzarlo sulla terra. La mia sensazione è che gli angloamericani queste pare non le abbiano. Nella loro concezione la libertà è una cosa che si conquista e si difende ogni giorno, molto spesso negoziandola con alleati o nemici.

      Forse un vignettista francese è più portato a domandarsi: ma chi sono queste religioni che offuscano il mio diritto assoluto di scrivere quello che voglio? Il columnist americano intuisce che le religioni esistevano prima del concetto moderno di libertà, e che tutte le libertà che abbiamo avute le abbiamo ottenute mentre le religioni lottavano tra loro (venendo molto spesso anche a patti).

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    6. Nonostante probabilmente doveva essermi tutto chiaro già da prima, penso di aver capito un po' meglio, adesso — sono un po' tufo, mi sa, specie sulle questioni "umane"; o forse ho troppi pregiudizi, chissà.
      Immagino che per "eroico" tu abbia inteso "coraggioso" — ed in effetti m'è difficile non convenire. E mi son levato il dubbio della riabilitazione postuma — m'avrebbe un po' deluso.

      PS spariglio: ricordi mica quella (non so quanto celebre, ero ancora fanciullo ai tempi) trasmissione di rai(credo)3 ogni cui puntata cominciava con la "celebre frase di Voltaire"?, e terminava con la "domanda delle cento pistole"?, e da cui a posteriori è uscito un "grandissimo" della tv contemporanea? [probabilmente avrai già capito tutto dopo un rigo].

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  6. Je ne suis pas Charlie. Non so se è corretto, sia come francese che politicamente. Ma a me questi che tignosamente tengono il punto "vabbè, rischio la vita ma difendo il sacrosanto e inviolabile diritto di sbeffeggiare Maometto" non mi convincono. Coraggiosi certo, ma anche un po' stupidi: da quando in qua prendere in giro i matti fanatici è difesa della libertà d'espressione? Quelli non sono "il Potere", sono matti e basta, si andrebbe in un manicomio a scherzare sui matti? In una curva di ultras a tifare per l'avversario? Se han fatto bene loro allora eroe lo fu anche quel fesso di Calderoli, stigmatizzato invece per le note conseguenze. Che adesso saranno anche peggiori, già si vaneggia di pena di morte, si prevede l'aumento delle destre xenofobe, gran bel risultato per un foglio di sx e libertario.
    Ma la libertà d'espressione è sacra...ma de che..?

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    1. Già, ma tu non hai difficoltà a considerarli "matti" proprio perché qualcuno te ne ha fatto vedere il lato folle e ridicolo. Magari un giornalista, un vignettista, un blogger... Se nessuno lo avesse fatto, li avresti ugualmente considerati matti? O magari li avresti considerati "eroi disperati che credono in un ideale"? La scienza dimostra che i nostri "indipendenti" giudizi non sono affatto così indipendenti, ma al contrario dipendono altamente da ciò che leggiamo, ciò che sentiamo alla tv, ed in generale dal clima culturale in cui viviamo (vignette comprese).

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    2. Interessante obiezione, Heavymachinegun. Io però concordo con Nautilus. Se quindici anni fa si fosse detto a una persona comune: immagina un conflitto fra mondo occidentale e musulmani, e immagina che i musulmani prendano di mira con attentati persone, luoghi ad alta valenza simbolica e mezzi di informazione. Beh, riguardo all'ultimo punto, uno avrebbe pensato a Le Monde, non a un giornaletto di vignette sopravvissuto a se stesso.

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  7. La situazione è complessa e credo valga la pena di ricordare che il primo poliziotto ucciso dagli assalitori di Charlie Hebdo si chiamava Ahmed Mrabet e come testimonia il nome era di origine maghrebina.

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  8. Ormai siamo circondati da tanti “Charlie” che improvvisamente ascoltano Pino Daniele e Mango piangendo miti postumi che non hanno minimamente influenzato la loro vita fino a questo momento; pecore belanti che inneggiano a una libertà che in fondo non vogliono, se non in difesa dei propri miserandi ideali di tifosi. Quanti ne vedo ogni giorno che si offendono per la satira o per un articolo di critica politica, augurandosi la morte degli autori. Questa è solo la scusa giusta che molti aspettavano per attaccare e insultare una parte di mondo. Non è un bel momento per la libertà di parola ma è un florido momento per l’ ignoranza.

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