lunedì 27 luglio 2015

Come fanno le scuole private a far risparmiare 6 miliardi allo Stato (senza neanche pagare le tasse)?

Ciao, mi chiamo Leonardo e come forse qualcuno saprà soffro di un disturbo cognitivo. Non riesco a capire come fanno le scuole private a far risparmiare lo Stato. Sul serio, ogni volta che qualcuno prova a spiegarmelo, mi gira la testa. Ci sono dei tizi (= scuole private) che chiedono soldi allo Stato (= bonus scolastici, sgravi fiscali) per far risparmiare lo Stato. Come diavolo è possibile? Eppure pare che sia proprio così. Ogni volta che si va a toccare questo tasto, qualche diretto interessato spara dei numeri. Ogni volta sono numeri diversi. Ogni volta non si capisce come li abbia calcolati.

Questa volta è il monsignor Nunzio Galantino, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, che ha saputo della sentenza che obbliga una scuola cattolica di Livorno a pagare l'ICI. Una sentenza che per il monsignore è discriminatoria. Ha detto proprio così: discriminatoria. Sei un privato? Ti fanno pagare le tasse? Ciò per il monsignore è discriminazione. Inoltre c'è il rischio che ci abbia messo il suo zampetto satanico l'Ideologia.

Dati alla mano, il segretario generale della Cei ricorda che "ci sono un milione e 300 mila studenti nelle scuole paritarie. Bisogna anche sapere che a fronte dei 520 milioni che ricevono le scuole paritarie, lo Stato risparmia 6 miliardi e mezzo. Attenzione, dunque, a non farsi mettere il prosciutto sugli occhi dall'ideologia"

Ecco, dati alla mano il segretario ha detto così: 1 milione e 300 mila studenti, 520 milioni di euro ricevuti dalle paritarie. Sono 400 euro a studente. In questo modo lo Stato risparmia 6 miliardi e mezzo: 5000 euro a studente. Ma come fa? Io continuo a non capire come fa. Se davvero lo Stato spende 5000 euro all'anno per ogni studente - e tutto quello che riesce a offrire a quello studente sono strutture mediamente fatiscenti e insegnanti demotivati - come diavolo fanno le scuole paritarie a farti risparmiare così tanto? Perché le rette di solito sono un bel po' inferiori ai 4600 euro. E quindi come fanno queste scuole a trovare insegnanti più motivati? Beh, in effetti non li trovano: gli insegnanti delle private hanno in media stipendi inferiori, e a giudicare dai risultati degli studenti, prestazioni inferiori. Ma basta questo a spiegare il miracolo? No, deve esserci qualche altro trucco da qualche parte, ad esempio gli edifici. Una scuola cattolica che utilizzi gli stabili di una curia, magari può risparmiare parecchio... se poi non ci paga nemmeno le tasse...

Ricapitolando: c'è un tizio che non pagando le tasse risparmia; e risparmiando offre un servizio allo Stato. Però chiede allo Stato un aiuto ulteriore (= bonus scolastico), perché sennò lo Stato non... ce la farebbe a risparmiare. No, scusate, è proprio una cosa che non mi entra in testa. Leggo Lupi e ho il capogiro. Secondo lui la sentenza "invece di fare giustizia discrimina pesantemente queste scuole e genera una pericolosa diseguaglianza. Le scuole paritarie e le scuole statali per legge fanno entrambe parte del sistema pubblico, perchè entrambe svolgono un servizio pubblico. Perchè le paritarie pubbliche devono pagare l'lmu e le statali pubbliche no?

Non fa una grinza: perché i privati devono pagare le tasse allo Stato, e lo Stato no? Non le può pagare lo Stato le tasse, invece di farcele pagare a noi? Chi è che ha deciso che le tasse, invece di pagarle lo Stato, le pagano i privati? Chiunque sia stato, era sicuramente oscurato dalle fette di prosciutto dell'Ideologia.

Faccio un altro esempio. Monsignore possiede un furgoncino. L'ha ereditato, quindi non gli è costato nulla. Non ci paga il bollo né l'assicurazione, perché è roba ideologica, e lui non si fa accecare dall'ideologia. Col furgoncino fa un servizio di minitaxi molto concorrenziale rispetto agli autobus di linea. Però la benzina comunque gli costa un bel po' (anche se non paga le accise. Non le paga. Sono ideologiche). Quindi chiede allo Stato un bonus per i suoi utenti, per aiutarli a salire sul suo furgoncino, invece che sull'autobus di linea. A proposito, il suo conducente non ha nemmeno la patente adatta; è un precario. Gli autobus del comune sono tenuti ad avere conducenti in regola, lui no, non è ideologico. E ci fa risparmiare un sacco, no? Perché insistete a fargli pagare le tasse? Siete proprio ideologici.

Ah, un'altra cosa: il monsignore sul suo furgoncino fa salire chi gli pare. Se ci sono troppi stranieri ne lascia fuori un po'. E i gay, beh, non ha nulla contro i conducenti gay. Purché non lo dicano a nessuno.

13 commenti:

  1. Con «paritarie pubbliche» lupi intende «pubblici esercizi» come ad esempio i bar? A proposito: i Circoli ricreativi (cattolici, tipo MCL, o ARCI) la pagano l'IMU?

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    1. È esattamente così: ci ho lavorato in una privata, pardon pubblica paritaria.

      Il Preside ci teneva moltissimo a rimarcare che l'istituto era "pubblico" poiché svolgeva un servizio pubblico.

      E va aggiunto che, per quanto ne sto capendo, le scuole priv... cioè, paritarie, non se la stanno passando benissimo da 4/5 anni a questa parte. Il che spiega perché siano ancor più attaccate alla mammella statale di quanto già non fossero.

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    2. Ultima considerazione: senza voler difendere la scuola pri.. insomma ci siamo capiti, andrebbe anche detto che l'operazione - condivisibile ma anche tutta da verificare - mi pare strumentale.

      Il governo ha appena fatto approvare la "buona" scuola e diversi amici non sanno che pesci prendere per il casino inenarrabili che è stato creato.

      In sostanza mi pare il classico annuncio di un colpo alla botte; il cerchio invece le mazzate le ha già prese, e siamo solo agli inizi.

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  2. Il monsignor ha la faccia come il culo (di un babbuino: porporata)!
    Non solo spara cifre a cavolo, ma spara cifre relative alle scuole paritarie, quando l'esenzione che chiede non vale per le scuole paritarie ma solo per quelle cattoliche

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  3. non è il mio campo, quindi mi chiedo innanzitutto:
    le scuole paritarie non cattoliche pagano l'imu?
    altra cosa: i centri estivi?
    mi spiego, al mio paesello è pieno di donne incinte e bambini piccoli e gli asili non bastano mai e ci sono alcuni centri estivi (per coprire il periodo dalla fine scuola/asilo all'inizio scuola/asilo)
    questi centri estivi sono perloppiù gestiti da "associazioni culturali" per ragioni fiscali (si potrebbe aprire una parentesi su questo, ma ci porterebbe lontano), e usano come base piscine o palestre o robe così. spazi che immagino siano tassati regolarmente. due di questi centri estivi sono tenuti in 2 parrocchie... pagheranno le stesse tasse degli altri?
    se dovessero cominciare a pagare l'imu sarà una discriminazione?
    però attenzione (secondo me) se lo stato concede di detrarre dalle tasse dentista o palestra non deve far differenza se il dentista o la palestra sono cattolici, ma tutte queste attività dovrebbero pagare le stesse tasse, non è che siccome sono un dentista cattolico, mi apro lo studio dentro la parrocchia e non pago l'imu e roba così perché prima di cavare denti chiedo il certificato di battesimo

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  4. Lasciamo stare la storia del risparmio, io vedo vicino a casa mia, penso che a Carpi le cose siano simili.
    Scuola materna 3-6 anni. Esiste la comunale, la statale e la parrocchiale.
    I genitori anche quelli cattolici vogliono mandare la prole alla comunale, la seconda scelta è la parrocchiale (anche per i laici e stranieri). La statale è per chi è rimasto fuori o per chi (per bisogno o per ignoranza) fa una questione di prezzo anche nell'educazione dei figli.
    Mettiamo che per via della tassazione o per eliminazione dei contributi pubblici la parrocchiale chiuda. Il comune non aumenterebbe certo i posti disponibili, gli esclusi andrebbero tutti alla statale, o meglio tutti tutti no, quelli che potrebbe accogliere.
    Alla fin fine il risultato sarebbe meno bimbi alla scuole per l'infanzia e minor qualità nel servizio.

    Ma uno dice, ma lo stato con l'ICI delle scuole parrocchiali potrebbe avere fondi per aprire più scuole pubbliche. A parte che i conti non tornano non credo proprio che accadrebbe.

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    1. Scusa marcov, ma se alla parrocchiale ci vanno i figli di chi non "fa una questione di prezzo anche nell'educazione dei figli", non si vede perche' quelli della parrocchiale non possano aumentare la retta in modo da farsi pagare l'ICI (o l'IMU, o quel che e').
      Se fai qualche conto, si tratterebbe di 100-150 euro all'anno per alunno e non credo che farebbero la minima differenza per i genitori.

      Detto questo, la differenza di costi fra statale e paritaria sembra esistere.. e sarei curioso di capire a cosa e' dovuta: per capire se c'e' qualcuno che nella statale "ci mangia" (e cosa si possa fare per rendere piu' efficiente il sistema), o se invece la "colpa" stia dalla parte della paritaria (ad es. attraverso stipendi da fame)

      Emanuele Ripamonti

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    2. No, devo dire che a Carpi proprio non è così. E in generale credo non sia giusto che sia così da nessuna parte.

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  5. Non voglio addentrarmi nel problema delle cifre che anche a me pare una panzana ma tutto sommato lo considero irrilevante.
    Tutti quelli che difendono i vari privilegi delle paritarie cattoliche manderebbero i loro figli in una paritaria mussulmana (o ebraica o buddista o voodoo o quello che vi pare) se questo permettesse di far risparmiare soldi allo stato?
    Forse solo allora gli italiani scopriranno i vantaggi della laicità nell'educazione pubblica.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. In tutto questo, io penso che sarebbe molto bello se il ministero ci dicesse quanto costa veramente uno studente di una scuola statale. Magari con i dati scuola per scuola, perché io non ci credo mica che tutte le scuole (pubbliche) costano uguale. Perché finché non ci sono dei numeri affidabili, tutti, anche monsignore, possono sparare le cifre che vogliono.

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    1. Per la verita' il bilancio del MIUR e' pubblico (per es. lo puoi trovare su http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/operazione-trasparenza/bilancio-preventivo-e-consuntivo )
      .. e sono pubblici i dati di spesa, anche se non sono facili da leggere.

      I numeri di monsignore sono un po' "tagliati col falciotto", ma tornano: per l'"istruzione scolastica" nel 2014 spendevamo circa 41 miliardi (di cui 5.2 per "istruzione prescolastica", 12.6 per "istruzione primaria", 8.8 per "istruzione secondaria di primo grado", 13.8 per "istruzione secondaria di secondo grado"; in tutti i casi, gli stipendi rappresentano il 90% della spesa), se dividi per 8 milioni (scarsi) di studenti fanno oltre 5.000 euro a testa.

      Il "tagliati col falciotto" si riferisce al fato che il "mix" di studenti della scuola pubblica e' molto diverso da quello delle paritarie, che e' composto per il 70-80% da bambini della scuola dell'infanzia... e mi aspetto che nella scuola dell'infanzia il costo per studente sia "naturalmente" piu' basso (gli insegnanti della scuola dell'infanzia sono pagati leggermente meno di quelli della secondaria, ed hanno un orario piu' lungo: 24 o 25 ore settimanali, anziche' 18).

      Mi aspetto anche che ci sia un effetto di selezione sugli studenti (tipo che nella paritaria se un bambino ha bisogno dell'insegnante di sostegno, semplicemente lo mandano alla statale..).

      Nonostante questo, la differenza con le rette di cui sento parlare (per la scuola dell'infanzia, attorno a 2.000 euro/anno) e' notevole.. anche se 150 euro/alunno/anno di ICI e 500 euro/alunno/anno di finanziamenti statali un po' riequilibrano le cose..
      Emanuele Ripamonti

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  8. si dicono un casino di balle

    http://www.secoloditalia.it/2015/07/scuole-paritarie-fanno-risparmiare-ogni-anno-65-miliardi/

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