martedì 31 ottobre 2017

Come alienare i propri elettori e regalare le elezioni al vecchietto

Quindi Berlusconi nel 2018 potrebbe vincere le elezioni. Negli ultimi giorni chi ha letto i sondaggi – pubblici o riservati, veri o farlocchi (tanto sbagliano tutti) – sembra essersi rassegnato alla cosa. Che Berlusconi decida o no di avvalersi della faccia relativamente nuova di Salvini come candidato premier, la sostanza non cambia; l’ottuagenario già condannato per frode fiscale, già dimessosi da Palazzo Chigi in piena crisi dello spread mentre la stampa mondiale rideva delle sue “cene eleganti”, parteciperà alle sue settime elezioni legislative e potrebbe anche vincerle. Sarebbe la quarta volta in ventiquattro anni. Questo risultato senza precedenti nella storia d’Italia, Berlusconi sembra averlo ottenuto con un minimo sforzo: gli è bastato rimanere vivo, posare ogni tanto per una foto con una fidanzata giovane e un cagnolino, sopportare Salvini e in generale i suoi alleati. Il grosso della fatica sembra averlo fatto il suo apparente antagonista, Matteo Renzi; gli stessi sondaggi danno il suo Pd al terzo posto dietro il centrodestra e il Movimento Cinque Stelle.
Al contrario di B., Renzi in questi quattro anni si è dato molto da fare: nel 2012 ha perso le primarie del centrosinistra, nel 2013 ha vinto quelle del PD; ha vinto le elezioni europee, poi ne ha perse delle altre; ha sostenuto il governo Letta, poi lo ha impallinato; ha sostituito Letta a Palazzo Chigi, ma poi si è giocato la sedia con un referendum perdente; ha sostenuto il sindaco PD di Roma, poi ha impallinato pure lui; ha messo la fiducia sull’Italicum, la Corte Costituzionale gliel’ha bocciato e ha dovuto mettere la fiducia su un’altra legge elettorale che pure lo penalizzerà. Anche il suo probabile piano B (un governo di coalizione col centrodestra) sembra un’opzione disperata, se non un modo di prolungare l’agonia di una carriera politica rapidissima e già in fase calante. Matteo Renzi fino a un certo punto sembrava surfare sulla cresta di una straordinaria onda riformatrice; finché non è successo qualcosa e da lì in poi ha dato la sensazione di annaspare in una piscinetta gonfiabile. Quel che è peggio è che non sembra nemmeno aver capito cosa non abbia funzionato... (continua su TheVision).

6 commenti:

  1. ciao Leonardo, tutto vero, tutto giusto; di base però è sempre così, un po' dappertutto.
    Adesso Silvio ha le televisioni, è un mafioncello e va con le ragazzine, quindi fa un po' più clamore di altri, ma fatti un giro fuori da Modena e trovami un presidente/primo ministro che non sia egli stesso (o manovrato da) un milionario.

    Il problema non sono i potenti che, giustamente, vogliono mantenerlo il potere; il problema siamo noi, la massa, gli impotenti, che al massimo scendiamo in strada a protestare, ma siamo incapaci di organizzarci ed inventare un nuovo sistema di governare; (oppure ci vendiamo ai potenti come un capezzone qualsiasi).

    David Van Reybrouck in "Contro le elezioni: Perché votare non è più democratico", spiega perché eleggere i propri governanti sia futile tanto quanto lagnarsi di chi venga eletto.

    Se ti capita di leggerlo, sarei curioso di sapere che ne pensi.

    Saluti,

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    1. Io sarei curioso di sapere che ne pensa il buon Nanni di Renzie: un girotondo..una sciarpata viola...no? Chiedo eh...

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  2. Lasciare il potere mediatico a chi si occupa di politica è stata davvero una mossa geniale! Davvero geniale!

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  3. Per fortuna che c'è Matteo Renzi. Così quando gli altri vinceranno le elezioni, noi avremo qualcosa su cui rimuginare.

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    1. Perdere sempre e comunque, anche quando si vince, è sempre stato il nostro ruolo. Tafazi ci fa un baffo, un baffino ..eh eh..eh

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  4. ogni volta che risorge berlusconi penso al tuo pezzo sul funerale della volpe

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