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lunedì 9 febbraio 2009

Il Percome Delle Cose

Per favore, non abradere tua figlia
(Questo mi è venuto un po' cinico, vi avverto).

L'edificio della mia vita assurda è fatto di tanti piccoli mattoni bizzarri, come questo: una pubblicità contro le mutilazioni genitali femminili a pranzo e a cena, da una settimana, con una voce che dice in un accento strano: “Noi padri e madri siamo responsabili, nessuno escluso”. Pagata del Ministero Pari Opportunità, cioè da me. Insomma, io sto pagando per farmi dire a pranzo e a cena che se qualcuno infibula la responsabilità è anche un po' mia di possibile padre o madre. O di mio padre, o di mia madre. Mamma, papà! E vergognatevi un po', no?

E di tutto ciò, io non rinuncio a chiedermi il perché, e soprattutto il per-come. Quest'ultimo in particolare è la mia maledizione. Mi disse l'indovina: Tu Passerai La Tua Vita A Chiederti Il Per-Come Delle Cose. (Sempre meglio di parlare con tutte le iniziali maiuscole, le risposi).

Primo Scenario:
Dopo mesi e anni di appostamenti e ricerche, il Ministero delle Pari Opportunità ha finalmente tracciato l'identikit dei genitori-tipo che praticano le mutilazioni genitali femminili in Italia. Hanno dai 20 agli 80 anni e guardano i canali nazionali, soprattutto i tg di pranzo e cena. A questo punto la geniale Ministro ha un'idea: invece di spendere soldi a pioggia in iniziative di sensibilizzazione, facciamo qualcosa di mirato: parliamo direttamente a loro, negli spazi pubblicitari in cui è più facile sorprenderli! Per dire l'altro giorno mi ero quasi risolto a infibulare la mia bambina, stavo giusto sterilizzando l'ago sul fornello del gas, quando è passata questa pubblicità che mi ha toccato il cuore e... “ho scelto: non condannerò mia figlia”. Certo che al Ministero ne sanno una più del diavolo, eh. Come hanno fatto a capire che quel Messaggio serviva proprio a me?

Secondo Scenario:
Dopo mesi e anni di indagini e ricerche, il Ministero delle Pari Opportunità ha tracciato l'identikit dei genitori-tipo che praticano le mutilazioni genitali femminili in Italia. Si tratta di famiglie giovani di origine africana, che difficilmente guardano i canali Rai in chiaro, e andrebbero dissuase attraverso un'azione capillare di assistenza sociale e medica che... costa uno sfruculione di soldi, non li abbiamo! Ci servono per gli sgravi alla Fiat e gli aiuti al digitale terrestre! Ma per un po' di spazi pubblicitari in Rai, per quelli sì, tanto è una partita di giro, e nessuno potrà dire che non facciamo niente per il problema. Per cui mi raccomando, commensali italiani, memorizzate: il Ministero e la Presidenza del Consiglio stanno facendo qualcosa di molto concreto contro: Escissione, Asportazione, Abrasione, In-fi-bu-la-zio-ne... ve ne siete persi uno? Non vi preoccupate, a ora di cena replichiamo. E se vostro figlio vi chiede di che si tratta? Ma voi glielo spiegate, tanto i rigatoni ormai li avete sputati comunque dal disgusto.

Terzo Scenario:
A un certo punto qualcuno avrà anche pensato che è senz'altro un peccato che tutti 'sti immigrati neri escidano, asportino, abradano, infubulino... ma soprattutto è un peccato che lo facciano senza che i loro vicini bianchi ne sappiano niente. Che c'è poi il rischio, tra un po', di trovarsi al prossimo linciaggio di un negro senza nemmeno sapere perché abbiamo voglia di ammazzarlo. Forse valeva la pena di investire in uno spot che facesse capire: Ehi, bianchi, ma lo sapete cosa fanno i neri alle loro bambine? Ehi, la vedete la bimbetta tanto carina che gioca col cerchio sottocasa? Beh, lo direste mai? I loro genitori sono dei mostri! Non sentite che è la loro voce che parla nello spot? “Noi padri e madri siamo responsabili, nessuno escluso”. Capito? Sono tutti uguali!
E quindi? C'è qualcosa che potete fare? No, no, niente, ci pensa il Ministero, voi dovete solo avere un po' più paura di loro, tutto qui. Fine dello spot. Digerite pure con ansia.

41 commenti:

  1. Ho avuto più o meno la stessa impressione. Spot inutile anzi, dannoso. Come quelle campagne in cui si crede di parlare ai "giovani" con spot antiviolenza-antidroga-antidiscoteca orrendi, fatti da vecchi che credono di essere gggiovani... A qualcosa serve però: appena lo vedi capisci subito quanto ignoranti e in cattiva fede siano quelli che l'hanno fatto (naturalmente seguendo le indicazioni di chi lo voleva fatto così).
    Certo che di fronte alla totale inadeguatezza, malafede e incapacità politica di questo Governo questo spot potrebbe perfino passare per una cosa decente...

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  2. la terza che hai detto.
    ma non solo.
    mi occupo di bubblicità da un po' perciò sono abituato al sottotesto (che poi è riassunto nel dire a nuora perché suocera intenda, o qualcosa dle genere).
    diciamo che qualcuno pensa che la pubblicità serve davvero a qualcosa, ma solo per certe cose e mica sempre.
    esempio 1: com'è che si vendono poche macchine nonostante ci stanno sfracellando le palle di pubblicità?
    esempio 2: com'è che hanno venduto stramilioni di iphone con pochissimi spot?

    però al governo sanno che un tot di pubblicità a spese del contribuente (cioè io, te e chiunque paga le tasse: quindi in proporzione più io e te che berlusconi) fa pensare (a qualcuno) che il governo abbia a cuore il problema (dando per scontato che qualcuno penserà che se il governo ha a cuore un problema lo sta risolvendo...)

    altro punto: come può il partito del governo in carica ricordare agli italiani cosa votare facendo spot anche nei periodi non acconci a spese del contribuente? sì, hai indovinato.

    qualcuno penserà che questa campagna, quella antifumo e quell'altra ancora c'entri poco con le elezioni in sardegna?
    e poi c'è l'effetto di dire: questi so' proprio selvaggi rimandiamoli a casa loro.
    ma non solo questi che praticano l'infibulazione: mandiamoli a casa tutti!
    quindi ricapitoliamo: gli immigrati che non sono terroristi sono stupratori e quelli che non sono stupratori fanno l'infibulazione.
    ah, non dimenticate di votare bene in sardegna!

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  3. Quarto scenario:
    Un conoscente di un dirigente del ministero che ha una certo giro di affari e consulenze, a seguito di una serie di pranzi, cene e regalie offerte e promesse al dirigente ministeriale, viene incaricato di mettere in piedi una campagna stampa sullo scottante tema dell'infibulazione. Naturalmente viene pubblicato un bando pubblico ma il dirigente e il fornitore si erano messi preventivamente d'accordo su come procedere e così il fornitore conoscente del dirigente ministeriale ha buon gioco a prendere in carico la commessa per poi subappaltarla ad un'altra azienda che, guardacaso, è gestita dal figlio/nipote/cugino/cognato/parente a caso del ministro/sottosegretario/dirigente ministeriale. Già a questo punto il tema e i canali in cui la campagna dovrebbe essere attivata per essere efficace sono già stati da tempo dimenticati. Ora si tratta solamente di avere un giro di fatture e un qualsiasi genere di prodotto che possa più o meno fare al caso di giustificare la spesa. Il problema è che l'agenzia di comunicazione del parente non si occupa proprio di comunicazione e anche se si occupasse di comunicazione sarebbe comunque incapace di produrre qualsiasi cosa dal momento che è stata fondata solo per via del parente dirigente ministeriale. Intanto il tempo passa e ci si avvicina sempre più alla data in cui soldi a disposizione devono essere spesi; inoltre il parente del dirigente ministeriale, l'incapace che è titolare dell'agenzia che ha in subappalto il lavoro, ha già speso i soldi che deve ancora incassare per cambiare moto e per un nuovo rolex. Quindi cosa si fa? Beh, ovviamente si va da un libero professionista o da un azienda piccola e senza agganci e le si dice: abbiamo dei tempi brevissimi per produrre una campagna televisiva; l'argomento è all'incirca l'immigrazione e la violenza: vuoi due soldi? Allora lavora. La piccola agenzia lavorerà giorno e notte nel tentativo di sodfdisfare l'importante committente che tanto non saprà mai chi ha davvero svolto il lavoro. Se la piccola agenzia (o il libero professionista) è davvero brava non solo sarà puntuale nella consegna ma sarà anche riuscita a sopperire alla carenza e alla erroneità delle infomrazioni che le erano state fornite e quindi riuscirà comunque a consegnare un lavoro accettabile anche se probabilmente come minimo "fuori fuoco" e incompleto. Ma comunque alla fine non ci avrà guadagnato niente, si sarà appena coperta le spese e, anche se non contenta del lavoro propdtto, potrà avere, due volte al giorno, la soddisfazione di sapere che quel suo prodotto è andato sulle reti nazionali. Soddisfazione che vivrà solo per sè perchè comunque il marchio dell'altra agenzia compeggerà inequivoco.

    Morale: lavoro fatto di merda, insoddisfazione di tutti, guadagno dei soliti, inutilità del tutto.

    Per me è così tutti i giorni.

    Saluti da F

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  4. Se può consolare, lo spot secondo me è carino.

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  5. solidale con F. anche per me è così tutti i giorni...

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  6. Con tutto quello che sta accadendo, questo post passera' inosservato, purtroppo.
    Pero' te lo devo proprio dire: sei un genio del Per-Come.

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  7. Oh mio Dio...ormai queste cose bisogna prenderle con spirito, ridacchiandoci un pò sopra, ma senza mai smettere di indignarsi. In ogni caso, alla fine si gira sempre intorno agli stessi Topos Italiani: Stupidità, Soldi, Razzismo.
    Vado a rileggermi il primo e secondo scenario così mi faccio 2-3 risate. In-Fi-Bu-La-Zio-Ne ahaaha

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  8. Altro dettaglio: la famigliola è proprio bella e sorridente (ti fa pensare che sia perfettamente integrata, un po' più chiara e potrebbe essere uno spot della barilla).

    Tra tutte le letture di questo dettaglio non riesco a non pensare che la più efficace - probabilmente voluta - sia l'aumento della paura e diffidenza in modo più subdolo: non fidarti! Sono belli, sorridenti, puliti, hanno una bella bimba e magari con le loro tasse ti pagano la pensione, ma sono DIVERSI! Non puoi mai sapere cosa fanno di nascosto!

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  9. hai colto dei punti molti interessanti di questa comunicazione, danaro buttato via, non è uno spot rivolto a chi pratica la mutilazione dei genitali, ma agli altri per informarli di cosa avviene. Se si vuole fare qualcosa sul serio è nesessario coinvolgere le famiglie e le comunita religiose che stimolano questo tipo di pratiche, portandoli con la ragione e il convincimento ad evitare queste pratiche da medioevo, non fare uno spot per fargliele sapere al vicino di casa

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  10. In Toscana alcuni anni fa venne proposta una campagna basata sul principio della riduzione del danno. Si trattava in pratica di convincere le famiglie a sostituire l'infibulazione con una sorta di "rito di passaggio simbolico". Una sorta di puntura o taglietto con versamento di 7 gocce di sangue.
    In Africa sono state realizzate esperienze del genere (non da europei, dalle dirette interessate). Funzionano quando c'è un'alleanza "forte" con i religiosi locali, insomma quando la pratica viene legittimata.
    Perché il problema dellìinfubulazione è che essa è gestita dalle donne. Sono le anziane di solito a praticarla sulle bambine (in verità dovrebbe essere fatta prima del menarca, ma l'età media si è abbassata), e spesso sono le stesse vittime a richiederla, perché una ragazza non-infibulata in molti paesi (come la Somalia) fatica a trovare marito, è considerata impura.

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  11. ma ad un certo punto c'è davvero un urlo stile "scippo" o me lo sono sognato?
    ma perchè?

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  12. Non c'entra ma siccome e' importantissimo lo linko qui.
    In molti giornali non ho trovato neppure l'ombra di questa cosa e mi pare incredibile...

    http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/faith/article5705331.ece

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  13. @Scudy

    io personalmente non ho nessuna prova a favore dell'evoluzione...negli ultimi 3mila anni, ad esempio, abbiamo continuato a fare le stesse identiche cretinate, tipo le guerre o le infibulazioni...abbiamo cambiato, forse, gli strumenti, ma mai le azioni...

    se poi, prendiamo ad esempio i presidenti usa, oppure i capi di governo italiani, possiamo notare una certa evoluzione al contrario che mi fa pensare piuttosto ad un involuzionismo...

    ma, forse, non è la razza umana quella, prescelta dall'evoluzione, adatta per la vita futura del pianeta

    RA

    io sono Roberto che si firma RA
    non l'altro Roberto

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  14. Ciao Roberto RA.
    Siamo offtopic quindi non mi dilungo.

    Suppongo che il tuo commento sia del tutto scherzoso, nel caso che mi sbagli e fosse serio magari possiamo discuterne, ma non credo che questa sia la sede dove siamo piu benvenuti (cioe' in un post dove se ne parla, magari sul mio blog).
    Andrea

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  15. Ricordo la campagna Toscana: purtroppo non si trattava di un "taglietto" ma dell'asportazione di un "pezzetto" di clitoride (come se a tutti i maschietti che commentano asportassero un "pezzetto" di glande, diciamo, ma piccolo, dài, non siamo fiscali), che sarebbe stato considerato il "male minore" rispetto a una asportazione totale della clitoride o a volte, anche delle piccole labbra(clitoridectomia, escissione) o addirittura alla cucitura dell'apertura vaginale (infibulazione), effettivamente praticate in Italia sulle bambine, a volte in condizioni igieniche inesistenti. Altre volte le bambine vengon portate nel paese d'origine dei genitori, operate, e riportate qui. Francamente non vedo perché sapere o far sapere questo debba essere visto come razzismo. Fare lo struzzo non mi pare una gran scelta: se si vuole davvero combattere il razzismo bisogna essere pronti ad affrontare anche questioni del genere, che esistono, non preferire il solito "non all'ora di cena, davanti ai bambini". Rivolgersi a tutti, anche agli immigrati, come se fossero ciò che dovrebbero essere, parte della comunità e non solo un'entità da contattare in separata sede, lontano dagli occhi del mondo, come fossero "gente minore" sempre e solo "speciale", non mi sembra sbagliato a priori. Ovvio che ci deve essere anche il lavoro con chi ritiene le mutilazioni femminili sulle donne di famiglia un suo diritto: molte ong e associazioni locali fanno questo in Africa (vedi AIDOS) e non a caso si sono opposte alla "soluzione Toscana" ritenendo che avrebbe vanificato anni di lavoro per convincere a rinunciare a qualsiasi forma di mutilazione. E' vero che la mutilazione è spesso eseguita dalle donne, ma è anche vero che molto spesso sono i padri a decidere, non si chiamano affatto fuori dalla questione.
    La dama del lago

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  16. Dama, la modalità dell'intervento (canali nazionali ore pasti) non sembra dettata dall'esigenza di "rivolgersi a tutti, anche agli immigrati", quanto piuttosto "rivolgersi a tutti meno che agli immigrati".

    Non è che gli immigrati siano gente minore o speciale o lontana dagli occhi del mondo: è che non guardano la Rai, semplicemente.

    Sarò anche uno struzzo nel pensare che le mutilazioni genitali femminili non siano un argomento da ora di pranzo; eppure non mi capita mai di assistere allo stesso orario a spot sulle malattie sessualmente trasmissibili. Non ci trovavo nulla di male: davo per scontato che di argomenti del genere fosse meglio parlare dalle dieci di sera in poi. Ma di mutilazioni genitali femminili no, le fasce protette vanno benone.

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  17. Tra l'altro ho pensato: uno spot rivolto agli stranieri, in italiano?

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  18. Condivido abbastanza ciò che dice la dama del lago, nonostante in genere propenda anch'io per il realismo paranoico. Poi ho un dubbio riguardo al fatto che gli immigrati non guardino assolutamente la Rai, cioè: non ho nessuna informazione di prima mano sull'argomento però non so, mi sembra possibile che ogni tanto la guardino, come passatempo economico

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  19. Guarda, informazioni statistiche precise non ce l'ho, però basta contare le paraboliche ai balconi.

    Per inciso, credo che le paraboliche siano uno dei più grandi ostacoli all'integrazione, e se fossi nominato dittatore pro tempore le segherei tutte. Forse addirittura prevederei il ritorno al canale unico in bianco e nero con le lezioni di italiano di Non è mai troppo tardi, ma a quel punto mi avreste giustamente appeso a una pompa di benzina da un pezzo.

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  20. Ma non potrbbe essere che guardino le reti nazionali proprio per imparare un po' d'italiano?
    Io se stessi in Congo da anni ogni tanto un'occhiata a telecongo ce la butterei

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  21. Magari verificare, prima di basare tutto un post sulla premessa che gli immigrati non guardino la TV italiana?

    "Piace l'informazione italiana e in particolare "Porta a porta" di Bruno Vespa (38%), "Primo Piano" del tg3 (34%) e "Terra" del tg 5 (29%). In media gli immigrati guardano la tv tre ore al giorno, i minori quattro. Il 29% degli immigrati però dedica almeno il 50% della propria giornata televisiva alla visione delle reti del proprio paese via satellite."

    http://bv.diesis.it/259/audiovisivo.htm

    Questo già nel 2003: nel frattempo il dato RAI/Mediaset sarà aumentato, semmai.
    Però vuoi mettere, denunciare il Gomblottone via etere a danno e all'insaputa degli ignari immigrati?

    Si può discutere dell'efficacia: quanti immigrati decideranno di non infibulare le figlie per assomigliare alla famigliola felice dello spot (quanti decideranno di non fumare per assomigliare a Pozzetto? confesso che mi è venuta voglia di farmi due tiri, dopo averlo visto fare 'taaac')? L'unica strategia sicuramente inefficace è non dire niente perché tanto l'immigrato si sa:
    -non guarda/non capisce;
    -se per caso guarda e capisce, s'offende.

    tibi

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  22. Si può discutere sull'efficacia... ed è quello che stavamo facendo.

    Oppure ci si può puntellare su oscure indagini statistiche condotte sei anni fa dallo "dallo psicoantropologo Massimo Cicogna" e condotte "su un campione di 432 famiglie extracomunitarie in età compresa tra i 4 e i 64 anni provenienti dalle aree nord africana, Europa dell'est, Europa centrale, Cina, Giappone e Sudamerica").

    Così la buttiamo direttamente in caciara e tu sei tanto contento.

    Io non so se l'infibulazione sia molto praticata nell'Africa settentrionale, ma l'ho sempre ricollegata soprattutto ai Paesi dell'Africa nera (del resto gli attori dello spot e l'accento che usano conferma questa mia impressione).

    Ora, si dà il caso che nel campione statistico dello "psicoantropologo" gli africani neri non siano menzionati. Non so perché e non ho intenzione di chiederlo a uno psicoantropologo.

    La cosa buffissima è che tu ti rendi perfino conto che quella che stai segnalando è una fonte che non vale nulla, se non altro perché è passato parecchio tempo: ma concludi: "il dato RAI/Mediaset sarà aumentato semmai". Bella, e perché dovrebbe? Perché i programmi sono migliorati? Perché lo hai deciso tu, che con gli immigrati africani hai senz'altro una notevole dimestichezza?

    Ma facciamo anche finta che tu sia una persona seria e quella che hai trovato sia una ricerca recente e interessante e condotta su un campione
    statistico in qualche modo attinente (ne dobbiamo fingere di cose, eh): se sapessimo che ai neri africani piace Porta a Porta, Primo Piano e Terra, potremmo mettere lo spot durante Porta a Porta, Primo Piano e Terra.

    Invece lo spot si vede a pranzo e a cena sulla Rai. Beh, stamattina l'ho visto anche a colazione.

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  23. Leo, non conosco i rilevatori in questione, ma ne conosco altri (per alcuni ho pure lavorato, in passato).
    E so che le indagini le fanno, appunto, a campione (conta molto più come è calibrato che non la dimensione). O a panel, altre volte.
    Ma soprattutto, loro le indagini le hanno fatte, tu no. Tu sei passato subito alla sentenza, basata su...?

    "ma concludi: "il dato RAI/Mediaset sarà aumentato semmai". Bella, e perché dovrebbe?"

    Chessò, per il semplice fatto che nel frattempo l'immigrazione diventa un fenomeno sempre più consolidato e meno recente, quindi aumenta la quota d'immigrati che conoscono l'italiano (e quindi seguono i programmi TV)?
    Tu che non vivi nella Bolla di Mentana ma hai a che fare con decine di immigrati giovanissimi ogni giorno, davvero non li senti mai parlare di programmi TV? E pensi che i loro genitori (che avranno la tua età, per avere dei figli in età da medie) non li guardino, almeno in primetime? o pensi che la famiglia media immigrata abbia una TV in ogni stanza?

    "se sapessimo che ai neri africani piace Porta a Porta, Primo Piano e Terra, potremmo mettere lo spot durante Porta a Porta, Primo Piano e Terra."

    Si vede che hai concluso che "è una fonte che non vale nulla"
    a) avendo competenze zero in materia;
    b) non presentando fonti alternative che dicano il contrario;
    c) senza neppure leggerla, la fonte:

    "Gli extracomunitari che vivono nel nostro paese in tv amano soprattutto lo sport (49%) seguito da informazione (42%), film e telefilm (36%), fiction (29%) e varietà, reality show compresi (22%). [...] Fra le conduttrici le più amate sono Paola Ferrari (42%), Simona Ventura (39%) e Maria de Filippi (37%), mentre fra gli uomini sono apprezzati Paolo Bonolis (32%), Bruno Vespa (31%), Maurizio Costanzo (29%), Michele Santoro (27%)."

    Sono coperti vari generi e vari timeslot (compresi i tuoi pasti turbati), come vedi.
    O meglio, come avresti visto se non fossi saltato subito alla conclusione che uno che si chiama Cicogna non può fare una ricerca migliore di quella che tu non hai fatto.

    "Io non so se l'infibulazione sia molto praticata nell'Africa settentrionale".

    Mah. Io sapevo per esempio, da un blog da te molto stimato, che in Egitto si era dovuta spendere la moglie di Mubarak in persona, per cercare di arginare una pratica che, evidentemente, era fin troppo praticata (la moglie di Mubarak, eh: mica la Bonino).

    Certo, se ad uno interessa buttarla direttamente in caciara, si tratta solo di dettagli trascurabili.

    tibi

    tibi

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  24. Riguardo alla "Dama".

    Mi risulta che la campagna promossa in Toscana (che conosco solo per sentito dire) fosse simile a quella realizzata in Somalia da Mana Sultan (che invece conosco molto bene, e sulla quale si trova anche un po' di letteratura accademica) basata su una "Sunna" e che non comportava asportazioni di nulla ma il veramento di 7 gocce di sangue (ricorrendo ad una fonte della tradizione islamica che avrebbe legittimato la pratica). Una campagna basata insomma sul principio della riduzione del danno, rispettosa delle forme ma radicalmente diversa nei contenuti dalle diverse forme di infibulazione/escissione praticate in Africa (4, mi pare, secondo la classificazione dell'OMS).
    Non ho un'idea precisa in proposito, riguardo all'Italia. In Somalia però ha rappresentato una bella svolta rispetto al passato.
    Sul tema del post, l'efficacia di una campagna come questa: penso sia molto bassa. Non so se c'è anche della malizia dietro queste generalizzazioni, del tipo "siamo tutti responsabili". In realtà sono generalizzaazioni che si trovano sempre nelle pubblicità progresso (chiamiamole così), del tipo: in Africa i bambini muoiono di fame, siamo tutti colpevoli. A me personalmente non piacciono, non mi piacciono i messaggi che si basano sulla colpevolizzazione generica, ma penso sia una strategia comunicativa, puntare al senso di colpa ecc. piuttosto che un tentativo di fare passare il messaggio: "Questi immigrati sono tutti dei selvaggi". Io però forse sono un po' ingenuo.

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  25. Sì, la soluzione della puntura è stata proposta in certi paesi (e passiamola, male minore) ma in Toscana si parlava di intervento chirurgico con tanto di medici, un po' sproporzionato per una reiterata puntura di spillo (in Africa credo usino una spina), sia pure su una mucosa molto irrorata dai vasi sanguigni e delicata. Temo si trattasse proprio di un'asportazione parziale (pezzettino di glande, insomma).
    La dama del lago
    P.S.: non ci vedrei niente di male nell'informazione sulle malattie sessualmente
    trasmissibili alle 8 di sera - dato anche l'aumento dei casi di AIDS contratto per via sessuale in questi ultimi anni, scemato l'allarme sociale - ma questo è argomento estraneo e lo lascio qui. In generale penso che il silenzio o la preoccupazione di trattare esculsivamente in separata sede argomenti attinenti alla sessualità rifletta soprattutto un diffuso imbarazzo degli individui, più o meno tutti nell'Italia odierna, su ogni questione che si avvicini alla sfera sessuale in maniera "pubblica", anche su questioni generali come questa che non toccano direttamente la sfera privata dei nostri comportamenti, e mi sembra più efficace, anche ai fini del problema in questione, cercare di capire le ragioni che fanno scattare in noi certi meccanismi di protezione dei cuccioli "non davanti ai bambini" davanti a questo genere di informazioni pur date in modo relativamente anodino e rassicurante. Parlare pubblicamente di qualcosa che succede pure in casa nostra, anche alla tua compagna di scuola, magari, è sempre meglio che tacere (ribadisco: a livello di informazione generale).
    Non sono sicura che gli immigrati di seconda generazione (bambini e bambine) non guardino mai la tv italiana. Nelle classi di Leo cosa succede? Parabole sì, è ovvio ed è importante ricordarsene. Ma solo parabole?
    Purtroppo è vero che in Egitto c'è una recrudescenza delle mutilazioni genitali femminili, legate al diffondersi di un islam revanchista, benché si tratti, a quanto ne so, di una pratica di origine africana e non prettamente islamica. Era diffusa anche nello Yemen e in Arabia Saudita (quindi sull'altra sponda del Corno d'Afrca) ma stava scomparendo negli anni'70-'80.

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  26. Visto che me lo chiedete: gli stranieri che ho io la rai non la guardano. Giusto un po' Italia1, che lo spot non lo programma.

    Non ne ho parlato perché io conosco dozzine di persone, e dozzine di persone (tutte abitanti nello stesso luogo) non sono un campione statistico.

    Detto questo, nemmeno 432 famiglie, per la stragrande maggioranza provenienti da Paesi dove NON si praticano le mutilazioni genitali femminili, sono un campione statistico di una qualsiasi rilevanza.

    Il punto non è scoprire, alla mia età, che le indagini si fanno a campione: il punto è che il campione non è rilevante, e la ricerca è vecchia.

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  27. "per la stragrande maggioranza provenienti da Paesi dove NON si praticano le mutilazioni genitali femminili"

    Ma infatti, l'Egitto mica e' significativo: in fondo sono solo un'ottantina di milioni (senza contare altri Paesi nordafricani, su cui sono meno informato: qualcun altro qui in giro lo e'?).

    "il campione non è rilevante".
    E chi lo dice? Tu. E chi sei tu? Il cugino piu' furbo di Aldo Grasso? O di cognome fai Nielsen, invece di Cicogna?
    Sai forse come si costruisce un campione per ricerche di questo genere? Sai quando diventa rilevante e quando no?

    "e la ricerca è vecchia".
    Ne hai un'altra piu' recente che la contraddica, magari con un campione piu' 'rilevante'?
    O hai qualche dato che faccia ritenere che:
    -dal 2003 ad oggi, con piu' immigrati di lunga permanenza, magari nati e/o scolarizzati in Italia, gli immigrati guardino meno Rai;
    -gli immigrati dall'Africa nera (che non sono comunque gli unici coinvolti) guardino la Rai meno degli altri;
    oppure mi spiace: Cicogna ha un'opinione precisa e dettagliata, suffragata da dati ricavati attraverso una professionalita' specifica; tu hai solo chiacchiere senza distintivo.
    Laicamente, senza prevenzioni o personalismi, io continuo a fidarmi piu' di Cicogna che di te.

    tibi

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  28. - Siccome non ho dati migliori, non li millanto, come fai tu.
    - Il campione non è rilevante perché 5 sulle 6 provenienze geografiche interpellate non pratica mutilazioni rituali, e manca la provenienza geografica che ne pratica di più (Africa nera).
    - Se continui a difendere una ricerca vecchia su un campione statistico che non c'entra, la discussione è finita.

    RispondiElimina
  29. Io non millanto, cito.
    La fonte che cito potrebbe benissimo essere sballata / obsoleta.
    Pero', in una discussione tra persone serie, starebbe a te dimostrarlo, citando una fonte piu' credibile.

    tibi

    P.S. Nel suo piccolo e non stratificato, persino il tuo campione dice qualcosa sulla realta'. Sono ragazzini, quindi guardano Italia1. Esattamente come i ragazzini italiani: quello che vuole per forza che gli immigrati siano diversi sei tu.
    Semmai, una critica pertinente potrebbe essere che i loro genitori, essendo mediamente piu' giovani dei genitori italiani, guarderanno meno la Rai che (assieme a Rete4) si rivolge ad un pubblico piu' anziano. Quindi Berlusconi dovrebbe liberare spazio per quegli spot sulle reti Mediaset.
    Seeeeee: se era disposto a far agonizzare all'infinito una ragazza italiana, pur d'irrobustire i sondaggi, figurati su quante piccole africane castrate sarebbe disposto a passar sopra, pur di non perdere introiti pubblicitari, quello (per rimanere nello spirito cinico del post).

    RispondiElimina
  30. La fonte che tu citi potrebbe essere benissimo sballata e obsoleta: punto.
    Non è che bisogna trovarne una più credibile per capirlo. Sono trabocchetti retorici in cui cadi solo tu.

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  31. ho trovato questo, non so se può servire:
    http://www.stranierii
    nitalia.it/statistiche-ricerca_su_immigrati_e_tv._bocciati_i_reality_s_a_news_e_sport_1558.html

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  32. Beh, costoro non dicono cose molto diverse dal buon Cicogna, anzi: rassegnati, Leo, agli immigrati piace Vespa. Come a molti italiani, del resto.
    (Non a me: sara' per questo che, oltre a non aver ancora infibulato nessuno, non ho mai visto il famoso spot in TV?)

    Del resto, a parte il non trascurabile fattore-parabola (che infatti ne' il Cicogna ne' questa ricerca trascurano), e' abbastanza ovvio che gli immigrati, vivendo in Italia e avendo la TV, la guardino - addirittura piu' degli indigeni, a quanto pare.

    Ma naturalmente, 730 intervistati sono troppo pochi per Leo. E il 2007 e' cosi', come dire, terribilmente _passe'_.

    Si', direi anch'io che basta cosi'.

    tibi

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  33. No, questa ricerca non è passée e il campione è più esteso (anche se non si sa quale sia la percentuale di africani). Il punto è che dice che l'81% hanno la parabola e il 42% (se ho capito bene) la usa esclusivamente.

    Il punto era questo, non che gli piacesse Vespa o no: uno spot sulla Rai non è mirato e la sua utilità è prossima allo zero assoluto.

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  34. Il terzo scenario mi suona familiare.

    Leonardo, mi fai un favore personale? Potresti evitare di rispondere ai commenti polemici, quando sono visibilmente stupidi?

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  35. In effetti non si capisce bene il senso di quel 42% 'costretto, in mancanza di alternative praticabili' a guardare i canali satellitari, subito dopo il dato sul maggior consumo di TV da parte degli immigrati.
    Comunque, se gli piace Vespa è perché lo guardano, che è il punto che mettevo in questione io.

    Mi sembra che 'mirato' per te si traduca in: il più sottovoce possibile, e comunque non udibile dal mio tinello.
    Nel merito, quanti sono i canali potenzialmente ricevibili dagli immigrati in questione, su diverse piattaforme? decine? centinaia? Come si fa un intervento 'mirato' su questi, ammesso e tutt'altro che concesso che siano disposti ad ospitare gli spot?
    Viceversa, i canali Rai ricevuti in chiaro da tutti gli immigrati con un TV (e guardati da molti, secondo entrambe le ricerche) sono 3 e credo siano obbligati a trasmettere campagne di utilità sociale come questa. Inoltre, sono tuttora (credo) controllati dal Tesoro, quindi il costo degli spot è una partita di giro.
    Ma soprattutto, se secondo te il messaggio è stigmatizzante e velatamente razzista, perché rischiare la crisi diplomatica con svariati Paesi africani, con conseguenze economiche e magari sull'incolumità dei cittadini italiani in loco, se l'alternativa è rischiare che vadano di traverso i rigatoni a te?
    Piuttosto, dalle comunità africane in Italia ci sono state proteste / proposte / reazioni allo spot? questo sì che sarebbe interessante.

    tibi

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  36. secondo me, per ogni spesa dello stato (pubblicità compresa), andrebbe vista nel solito modo:
    - a che serve? cosa si vuole ottenere?
    - si raggiunge lo scopo?

    serve a diminuire il ricorso all'infibulazione?
    serve a spaventare gli italiani?
    serve a fare uno spot che alla fine abbia scritto "a cura della presidenza del consiglio"?
    serve a far credere che berlusconi non stia lì solo a farsi gli affari suoi?

    il primo punto è molto difficile da raggiungere con la pubblicità, tutti gli altri punti sono più facili da raggiungere con uno spot. mi chiedo solo perché dovrebbe pagare il contribuente

    la pubblicità non serve a grandi cose, di sicuro è più facile fare una campagna (magari facendo lavorare qualche amichetto) invece che altre cose più utili.

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  37. Mi sembra che qui ormai si stia parlando dell'utilità della pubblicità (progresso) in generale e non dello spot in particolare (che come tale può piacere o non piacere). Argomento un po' vasto...
    Io non escluderei comunque che dietro a questi spot ci siano pressioni di ong che operano nel settore.
    Dopodiché: insomma, lavorando in un'amministrazione pubblica sento dire spesso che TUTTO ciò che fa il pubblico sul versante comunicazione sono soldi buttati, e mi sembra una tesi un po' azzardata, anche se convengo che forse si dovrebbero usare canali più mirati (le associazioni degli immigrati, ad esempio, o i consultori).

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  38. Ma a questo punto Vespa ci potrebbe fare una puntata sull'argomento: dalla pericolosità delle punture di filler (ieri sera) a quella delle mutilazioni genitali

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  39. In Italiano, concordo che lo spot e' inutile. Se fosse stato in Arabo invece (anche solo una o due delle varie "lingue derivate", prendi quella piu' rilevante per il target), allora si' che magari in tanti si sarebbero fermati a prendere nota, anche solo per considerare l'eccezionalita' dell'evento.

    Cosi' com'e', sono soldi buttati. Ma del resto questi al'epoca si inventarono la campagna "FATTO!", di soldi buttati se ne intendono.

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