lunedì 10 febbraio 2014

Tempi duri per Llewyn Davis

 A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis, Joel e Ethan Coen, 2013).

Come you ladies and you gentlemen, a-listen to my song.
Sing it to you right, but you might think it's wrong.
Just a little glimpse of a story I'll tell
"Bout an East Coast city that you all know well.
It's hard times in the city,
Livin' down in New York town.


Tempi duri a New York. Senza un dollaro in tasca, senza un posto dove posare la chitarra e il sedere; un partner che ti armonizzi il ritornello; qualcuno che ti spieghi dove stai sbagliando, un gatto fuggito da riportare ai tuoi ultimi amici. Tieni duro Llewyn Davis, il vento freddo che spazza Washington Square forse è un annuncio di primavera. Sta per sbocciare l'ultima grande stagione del folk, non mollare Llewyn Davis. Forse sei vittima di un incantesimo, e un estraneo a migliaia di miglia se la spassa col tuo destino. Forse questo non è semplicemente il tuo show; non sei che la comparsa che fischia nell'ombra e nell'ombra ritorna. Cosa stai facendo della tua vita, Llewyn Davis? (continua su +eventi!)

13 commenti:

  1. http://www.unita.it/politica/foibe-grasso-istria-friuli-jugoslavia-tito-strage-1.550446

    Leo, credo che non ti difetti l'impegno civile.
    Si avvicina la giornata di commemorazione delle vittime delle foibe.
    So che non è nelle tue corde, sarebbe però altamente significativo un tuo pezzo per zittire una volta per tutte fasci e grullini che così la piantano di chiedere: e le foibe?

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    1. ...siccome per allora mi sarò scordato, lo scrivo qui, adesso:

      31 marzo 2014
      ...domani è il Primo Aprile:
      A Leona', facce ride!!!

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    2. Mi dispiace, ma se non ho niente di originale da scrivere di solito preferisco non scrivere niente e leggere gli altri.

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  2. j.j.
    ma lo deve scrivere anche se non ha fatto nessun pezzo sul gioprno della memoria (quello del 27 gennaio)
    dopo quante volte che scrivi di ebrei o zingari devi scrivere obbligatoriamente sulle foibe?
    aspe', ma stai a scherza'?
    oh, ce casco sempre!

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    1. Marcell_o, le vittime delle foibe non hanno dignità?
      Non meritano di essere ricordate?

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    2. certo che sì, solo non credo sia obbligatorio scriverci un post. credo

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  3. Collezionista di dischi di Phil Ochs presente!
    Ma non si è capito se a te il film è piaciuto.
    'sera
    Serena

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    1. Mi è piaciuto molto, ma allo stesso tempo capisco chi ci rimane male e si lamenta. Non è un film per tutti, diciamo.

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    2. Molto significativo il "diciamo" di scuola d'alemiana finale.

      Lascia intendere che può piacere MA solo a chi è superiore antropologicamente...

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    3. Che io sappia, se sei inferiore antropologicamente non ti fanno neanche entrare alle proiezioni. Ci hanno il rivelatore di antropologia vicino ai popcorn: se hai l'antropologia bassa non puoi entrare.

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  4. l'ho visto e mi ha convinta fino ad un certo punto. i personaggi sono tutti belli, gatto in primis, ma ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa alla storia. e non so, il finale doveva interrompersi due minuti prima, con una certa voce e figura sul palco.

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  5. Visto ieri. Classico film che "si racconta male", nel senso che non sai bene cosa dire alla gente per convincerla di quanto sia straordinario.

    Il gatto. Il gatto è la chiave di tutto. Enigmatico. Sfuggente. Che ti sveglia teneramente a suon di fusa e poi sparisce. E tu dietro, con affanno. Forse è una metafora della passione per la musica, o forse della vita stessa, chissà.

    Lo stregone Goodman! Sarà lui il responsabile della maledizione? Forse ha davvero preparato la "scodella di merda" come minacciava di fare...
    (Il gatto! Ho messo sotto il gatto! Ma no, era un sogno... e poi forse non era IL gatto, ma solo UN gatto...)

    O forse ha ragione la ex. Un doppio condom avrebbe risolto tutto. Chissà poi com'è quel figlio perduto, che adesso dovrebbe avere tre anni, più o meno.

    Niente. Non si può proprio spiegare questo film.

    ;-)

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