mercoledì 13 agosto 2014

PAZZESCO: queste scimmie fanno di tutto. Scrivono anche i film!

È più colpa mia che tua - abbiamo troppe cose in comune.
Apes Revolution (Ma il titolo originale è Dawn of the Planet of the Apes), Matt Reeves, 2014.

Un tempo qui era tutto dell'uomo. Ma uomo cattivo, uomo pasticciare con virus ed esplosivi, uomo uccidere uomo, uomo tramontare. Futuro è scimmia. Scimmia non uccide scimmia. Se proprio non necessario, diciamo.

È insolitamente difficile scrivere una specie di recensione dell'ultimo capitolo della saga che mi terrorizzava da bambino nei lunghi pomeriggi del palinsesto estivo rai, scimmie parlanti e scenari postnucleari. È oggettivamente impossibile scriverne una migliore di quella di Gundam sui 400 calci, tanto per cominciare. Poi c'è il problema che il film è piaciuto a tutti, proprio a tutti, mentre e a me, mah, non tanto. E invece avrebbe dovuto piacermi. Quando ha battuto i Transformers ai botteghini, avrei dovuto scrivere un peana entusiasta in onore di Matt Reeves e degli altri sconosciuti di Hollywood che qualche anno fa hanno preso una saga accantonata per 25 anni e poi umiliata da un remake devastante, e l'hanno riavviata con 'pochi' milioni di dollari e tanta passione per il cinema d'avventura fatto bene. Prendi questa, Michael Bay. Un cantico, avrei dovuto sciogliere, a questo western con scimmie più espressive degli uomini, puri mascheroni amplifica-sentimenti, animali fatti di rabbia e orgoglio e amor paterno e invidia e perfidia, più umani dell'umano, agli antipodi di quei robottoni cromati barocchi e inespressivi. E invece guardate qui che cinema si può fare, con un po' di sana apocalisse batteriologica anni '70, due-location-due ma ben costruite, e tanto sentimento: tanta rabbia, tanto orgoglio e amor paterno eccetera. Avrei dovuto scrivere di questo, e di quanto mi sia piaciuto questo film. Se mi fosse piaciuto.

Ma non mi è piaciuto così tanto (continua su +eventi!)

4 commenti:

  1. "Prendi questa, Michael Bay. Un cantico, avrei dovuto sciogliere, a questo western con scimmie più espressive degli uomini, puri mascheroni amplifica-sentimenti, animali fatti di rabbia e orgoglio e amor paterno e invidia e perfidia, più umani dell'umano, agli antipodi di quei robottoni cromati barocchi e inespressivi." Davvero quello che è Apes rispetto a T4. Bravo Leonardo.

    A parte il 'problema' della manualità delle armi (forse un 5minuti, tipo 2001 di Kubrick a capire come funzionano ci starebbe stato) da questo film, per me, esce un messaggio molto più importante: noi non sapevamo di armi, usavamo dei bastoni per sfamarci e difenderci dai pericoli del bosco.
    Trovato (o costruito) armi: Guerra, Inevitabile, prima o poi, e fraticida.

    Giò

    RispondiElimina
  2. non è per fare il saputello, ma le scimmie il pollice opponibile ce l'hanno - anzi, ce l'hanno pure nei piedi...
    Giuliano

    RispondiElimina
  3. Scimmie sabere fare duddo. Negri insomma.

    RispondiElimina
  4. grande Leonardo che coglie l'occasione di una recensione su un film sulle scimmie per fare un attacco a chi si ostina ad insegnare il latino, come diceva un attore da poco scomparso: "carpe diem"

    RispondiElimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).