sabato 2 agosto 2014

Quella volta che B si bevve tutto il film


Zoran, il mio nipote scemo (Matteo Oleotto, 2013)

Nel finale dell'ultimo, ahinoi, film di Mazzacurati, a un certo punto Battiston incontra un orso nella foresta e ci va a vivere assieme. Il film è una commedia, ma quella scena vira decisamente verso il demenziale spinto. E però in un certo senso è necessaria. La metamorfosi di Battiston in un orso, intendo. Prima o poi doveva succedere.

Quanto è bravo Battiston. Quanto è bello e buono e morbido, da abbracciare. E quante facce sa fare, quanti ghigni, e sa anche urlare. Quante volte ci siamo detti eh, Battiston, peccato che possa fare solo il comprimario. Il Seymour Hoffman de noantri, pardon, (consulta la wikipedia veneta) de noaltri. Quante volte ci siamo detti che ce lo saremmo visti volentieri un film tutto sulle confortevoli spalle di Battiston. Ed ecco Zoran. Ben ci sta.

Zoran è una coproduzione italo-slovena affidata a Matteo Oleotto, giovane regista goriziano che dopo gli studi a Roma per il suo primo lungometraggio è tornato in quel Friuli liminare al mondo slavo. In realtà, sotto la patina paesaggistica stesa sui raccordi, la scena che circoscrive e quasi claustrofobica: un mondo di una dozzina di persone che lavorano assieme, bevono assieme, e giocoforza dormono anche assieme. Ci sono due solo ragazzi, uno è autistico e l'altra è graziosa e determinata a limonarlo; situazione improbabile, non fosse che effettivamente danno l'impressione di essere rimasti gli unici due adolescenti del Friuli. Non c'è neanche un bar, si beve in una rivendita di damigiane e pneumatici. Persino i divorziati si frequentano assiduamente, addirittura si invitano a pranzo tutte le domeniche anche perché probabilmente c'è una sola tavola imbandita per chilometri e chilometri fino alla frontiera. Insomma è una provincia microcosmo. E Battiston se la beve tutta.

Da bere peraltro ce n'è. Il vino scorre copioso come non accadeva dai tempi di Alcool di Tretti. Il coro canta Chi lassa il vin furlan xè propio un fiol de can...  (continua su +eventi!)

6 commenti:

  1. Leo, ti prego cambia grafica
    questa non si può vedere
    se lascia questa credo che non ti verrò più a trovare

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    1. Ti prego, non mettermi nella condizione di dover scegliere tra te e google analytics.

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  2. si è vero non si può guardare

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  3. Non per voler fare il signor precisini ma in "La sedia della felicità" presumibilmente Battiston muore facendo un volo con la moto in una scarpata. La storia di lui che vive con l'orso è una leggenda favolistica che, ci racconta Mastandrea, nasce dopo il tragico evento

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  4. a me è piaciuto. Telefonato finché vuoi, ma è piaciuto.

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