giovedì 30 ottobre 2014

La colpa del sindacato è che esiste

Credo che le scemenze buttate lì dalla Picierno siano un autogol tale da non meritare nessun tipo di reazione oltre alla replica ufficiale e sorniona della CGIL. Se mi metto qua a parlarne non è perché mi piaccia vincere facile, pescando nel torbido dell'indignazione: mi interessano meno come infamie che come lapsus, proprio come la questione del gettone dell'iphone, che diceva molto di più di quello che intendeva dire. Perché alla fine di cosa stava accusando la CGIL, senza ovviamente prove, l'onorevole Picierno? Di scarsa trasparenza nelle consultazioni interne, e di corriere pagate. Nientemeno.

La prima è un'accusa più volte mossa al PD stesso durante le primarie, quando in effetti nelle sedi a votare possono entrare un po' tutti - e quando arrivano i cinesi o gli africani scoppia sempre il caso, c'è una certa democratica diffidenza per le truppe cammellate non ariane. Usare la stessa freccia per colpire la CGIL significa aver frainteso la consistenza del tuo avversario: non è il partito leggerino che fa entrare chiunque; è un sindacato pesante, novecentesco, con le tessere di cartoncino, le quote associative e i timbri addirittura. Con una frecciata come quella della Picierno ci si stuzzicano i denti - non sono mica simpatici volontari sorridenti che per due euro consegnerebbero una scheda elettorale a Gengis Khan; è una gerarchia di soldati di carriera, c'è gente che per salire i vertici si è dovuta lavorare la base per decenni. Ah, e non so da voi, ma qui è anche uno dei posti dove ti capita di vedere più stranieri: e tutti con le carte in regola. Magari i documenti di identità no, ma le trattenute sì, non è mica un ente di beneficenza.

La seconda accusa è meravigliosa. Corriere pagate. Da chi? Non ci fu dato sapere. Non resta che una congettura: siccome per decenni abbiamo sentito la stessa accusa ogni volta che un movimento riempiva una piazza, "eh sì ma le corriere ce le ha messe la CGIL, troppo facile così", e in effetti c'è sempre stata una bella differenza tra manifestazioni organizzate, o anche solo fiancheggiate dalla CGIL, e quelle in cui il biglietto del treno lo pagavi pieno - ecco, probabilmente la Picierno si è ritrovata in mano lo stesso copione e senza riflettere lo ha recitato fino al corto circuito finale: anche la CGIL, se riempie le piazze, è perché qualcuno paga le corriere. Chi? La CGIL.

No, ma davvero, una vergogna, dove andremo a finire? Un'associazione di cittadini che non solo organizza delle manifestazioni di protesta, ma addirittura è in grado di autofinanziarsele... Ti immagini se anche i partiti facessero così, senza bussare agli sponsor col cappello in mano; ti immagini i poveri lobbisti senza più ragion d'essere? La Picierno vive già in quel partito futuro leggero, leggerissimo, lo diresti di carta velina; il partito che rifugge i rimborsi pubblici e li abolirà persino (un pochino); il partito che di conseguenza per sussistere, per galleggiare, oltre a gonfiarsi d'aria dovrà scaldarla con le generose donazioni di privati cittadini (comunque è tutto on line, fidatevi), tra cui alcuni molto interessati che poi giustamente vengono a parlare alla Leopolda e a spiegare che futuro hanno in mente per noi; e dall'alto di quel partito leggero non può che irridere le sbuffanti e novecentesche corriere sindacali. Ma dove credono di andare quelli là, che ingenui: ancora a pagarsi la benzina nel 2014.

***

Io credo che se siamo in questa situazione in cui siamo oggi, nessuno sia esente da colpe responsabilità: e meno di tanti il sindacato, a cui tanti errori si possono rinfacciare: strategici, tattici, davvero, quanti se ne vuole; e però di questi errori non sento quasi mai parlare.

La maggior parte delle accuse che sento rivolgere al sindacato - sia uno che trino - non riguardano la tattica o la strategia: riguardano il sindacato in sé. La CGIL non si è sbagliata in questa o quella occasione; la CGIL è sbagliata perché è, semplicemente, la CGIL: un sindacato. E fa le cose che fanno i sindacati (ad esempio, i cortei con le corriere pagate).

Ma in generale, quello che risulta intollerabile ai più è che la CGIL lotti per tutelare i propri iscritti (e contribuenti). Invece di avere un'idea di futuro, di bene in comune, una speranza per i giovani e per l'umanità, tutte queste belle cose che producono i partiti e più sono leggeri meglio è, la CGIL si ostina a difendere la posizione di chi paga ogni mese la CGIL.

Ciò risulta a molti insopportabile, come osa la CGIL tutelare i suoi iscritti? Magari a discapito - summa iniuria - di chi alla CGIL iscritto non è? Ma non si vergogna?

È un po' come prendersela con Marchionne perché cerca di ottimizzare i profitti - ha diritto di farlo, no? Arricchirsi - nei limiti definiti dalle leggi - è un diritto. Lo sanno tutti. Qualcuno forse sta dimenticando che anche associarsi per difendere o migliorare le proprie condizioni di lavoro è ancora un diritto. Conquistato parecchio tempo fa, a un prezzo ragguardevole: per toglierlo servirà abolire qualcosa di un po' più profondo di questo ormai mitologico articolo 18.

Si accusa il sindacato di conservatorismo, come se la diffidenza del lavoratore per le novità non fosse un dato acquisito sin dai tempi in cui i braccianti distruggevano le trebbiatrici a vapore - o più su, fino a Re Ludd. (Peraltro la Cgil è stata, nella maggior parte dei casi, molto più reattiva alle novità del mondo del lavoro dei partiti che la sostenevano o osteggiavano: ha iniziato a fornire servizi a precari e stranieri molto prima che diventassero soggetti di un qualche discorso politico: e non per filantropico disinteresse, ma perché per quei servizi i precari e gli stranieri sconosciuti alla politica erano disposti a pagare). Si invoca a gran voce una Thatcher italiana; lo si fa più o meno dai tempi della Thatcher vera: quarant'anni in cui non è che siano sempre stati costantemente al governo i comunisti - no, davvero, è un gran torto quello di non essersi abbassata quel tanto da permettere a Berlusconi o qualunque altro liberista alle vongole di camminarle in testa. In sostanza, il gran torto della CGIL è di aver protetto i diritti acquisiti dei suoi iscritti, ovverosia di aver funzionato: magari un po' meglio di tante altre imprese in questi anni.

La CGIL si può accusare di cento cose, ma non è che possa sciogliervi per farvi piacere. È il frutto di lotte lunghe dolorose e complicate: se ve la trovate tra i piedi, non è un incidente di percorso che si possa risolvere con due battute in tv o due manganellate in piazza. La CGIL ha degli obiettivi che non sono necessariamente i vostri, proprio come i vostri non sono necessariamente quelli della società in toto. Può anche darsi che voi sappiate meglio della CGIL ciò di cui l'Italia ha bisogno per crescere, o semplicemente per vivacchiare all'ombra di qualche potenza economica che se continuiamo ad abbassare le tutele magari potrebbe essere tentata a delocalizzare qui da noi. Capisco anche che Renzi e i suoi non la possano metter giù così brutale, che debbano per esigenze narrative tirar fuori in tv il Futuro, la Speranza, il Crederci e altre puttanate. Può benissimo darsi insomma che voi abbiate capito molte più cose di quante ne sanno giù alla Camera Del Lavoro.

Io, quando ci entro, continuo a vedere più varietà di facce che nelle adunate dei vostri partiti di carta velina. Facce giovani, adulte, anziane; bianche, scure, asiatiche; tanta gente che alla Leopolda per un motivo o per un altro ancora non ci va. Ma questo magari non significa nulla: in bocca al lupo.

32 commenti:

  1. Criticare la Pina, una delle teste pensanti più valide del pd ci vuole un bel po' di pelo sullo stomaco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono lieto che sia una testa pensante, non resta che collegare la lingua.

      Elimina
  2. Ehi Marcello, cosa ne pensi della polizia che manganella gli operai?
    Chi è il presidente del consiglio ora?
    O ce la vogliamo ancora prendere con Berlusconi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come avevo detto in tempi non sospetti, il problema è che Berlusconi ha generato tanti Berluschini. Alcuni di questi Berluschini in questo momento sono al governo ed uno in particolare è il ministro dell'Interno. Vorrei anche fare notare che essere stato in Forza Italia o nel PDL non è condizione necessaria per essere Berluschino.
      Di Berluschini nati in altri partiti ce ne sono un bel po'.



      Elimina
  3. "Il futuro, il crederci e la speranza sono puttanate."
    Leonardo Tondelli

    Questa me la segno, con tanto di data e ora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottimo Tondelli: forse non te ne sei accorto, ma hai fatto un'ottima analisi di cos'è, a cosa serve e chi serve questo sindacato. Alla tutela dei "diritti acquisiti dei suoi iscritti". Un "potere forte" come e più di altri, che se ne fotte degli interessi comuni. Fa piacere che ne prendi atto.

      Elimina
    2. Prendo atto di una caratteristica costitutiva di una libera associazione di lavoratori? E' un po' come la questione dell'acqua, che esposta a determinate radiazioni, si scalda.

      Il sindacato tutela i suoi iscritti, la confindustria tutela i propri iscritti, è il libero mondo in cui viviamo. I cosiddetti "interessi comuni" sono quelli appunto che abbiamo tutti in comune, sindacato compreso. Se tu non hai interessi in comune col sindacato lo combatti.

      Magari sei convinto che a volte il sindacato non sia in grado di capire cosa sia, l'interesse comune - che stia segando il ramo su cui è seduto. Ma non puoi chiedere al sindacato di fottersi dei suoi interessi. Non lo chiederesti a Marchionne, non lo chiederesti a Renzi, perché lo dovresti chiedere alla cgil? A meno che non pensi che siano più scemi, o che dovrebbero esserlo.

      Fin qui si sono difesi molto bene, questo è il guaio. Ma forse è un po' colpa delle controparti che non sapevano attaccare.

      Elimina
    3. Tondelli, il sindacato in Italia e la CGIL più degli altri vive se stessa come istituzione “costituzionalizzata”, alla pari di un potere pubblico, altro che libera associazione di lavoratori. Dopo sessant’anni di “promozione” delle “formazioni intermedie” però quel che ci ritroviamo è una giungla di microinteressi corporativi, in grado di mobilitarsi ogni volta che si tenta una qualunque modifica di quell’antico schema. Naturalmente vale per il sindacato, come per le associazioni datoriali e i partiti. La concertazione, ridotta a interdizione. Se c’è qualcuno che vuol provare a rovesciare quei tavoli allora, per me, bene. Se si chiama Renzi, allora bene anche Renzi.
      Da ultimo: le “facce giovani, adulte, anziane; bianche, scure, asiatiche”, confermo, le incontri in CGIL; fanno la fila al patronato però, di solito. E infatti trovi facce identiche anche negli uffici della Coldiretti o della CNA – provare per credere. E stanno lì perché non possono stare altrove. Per i servizi che rendono, i patronati hanno l’esclusiva. Renzi prima ha tolto la terra sotto i piedi ai CAF con la sostanziale abolizione del 730 ed ora si è inventato che di soldi ai patronati ne vuol dare sempre meno – il che, credo, è il “preludio” all’apertura di quel mercato ad altri operatori. Questa roba non c’entra niente con i diritti dei lavoratori, ma c’entra molto con il potere, le finanze, il patrimonio delle associazioni sindacali e datoriali. Il che spiega un certo nervosismo, molto più di certe sparate sull’art. 18…

      Elimina
  4. ce ne sarebbe da dire sulla democrazia nel sindacato, ma non so chi sia titolato per farlo (confindustria? forza italia? pd? m5strilli?), ho detto democrazia perché sarebbe la precondizione per rappresentare bene i propri iscritti
    io credo che il difetto maggiore del sindacato - in genere - sia proprio quello di non rappresentare - sempre - i propri iscritti, a volte distratto da ragioni politiche (più evidenti in ugl, cisl e uil), a volte da interessi personali o patrimoniali (gestione dei fondi integrativi di categoria, gestione dei caf...)
    comunque far vedere al m5strilli come si organizzano manifestazioni come si deve è davvero apprezzabile, poi... da pendolare direi che se davvero i manifestanti erano diretti alla stazione termini a bloccare i treni... be' allora la polizia ha fatto bene a intervenire

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, ora siamo tutti. Ci mancava il pendolare borghesucccio a invocare le mazzate ai manifestanti.
      Signora mia non si può nemmeno più prendere il treno, madonna che scandalo. La gente deve andare al lavoro e quasti scioperati bloccano i treni.
      Non c'è più morale, Contessa.

      Elimina
    2. be' anonimo delle 03:10 CET, dici che aver iniziato a lavorare a 17 anni e aver continuato ininterrottamente (gli ultimi 25 a litigare con la mia rsu) non mi da il diritto di dire la mia sul sindacato?
      neanche il fatto di aver preso il treno tutti i giorni per 10 anni?
      immagino che tu (anonimo delle 03:10 CET) sia abilitato a dare del pendolare borghesuccio e ne abbia i titoli, quali esattamente?
      l'essere uno stronzetto fuori corso da 10 anni?
      non aver mai preso un autobus in vita tua?
      passare le nottate sveglio a giocare a gta?
      dimmi pure...

      Elimina
    3. Non mi interessa quanti anni hai lavorato, chi invoca la repressione delle lotte operaie è un miserabile. Punto.
      Hai passato 25 anni a ligare con la RSU. Ma che bravo, complimenti.
      Poi il padrone te lo ha dato lo zuccherino?

      Elimina
    4. pensavo che stavamo a gioca' a fa' i profiler, perciò provo a indovinare:
      sei un idiota
      superfluo sottolineare che approvare che non si consenta di occupare le stazioni e interrompere il traffico dei treni non è invocare la repressione delle lotte operaie, e se vuoi vedere un miserabile non c'è bisogno di accendere il computer: guardati allo specchio!

      Elimina
    5. Ed ecco il borghesuccio che colto in fallo nel suo essere reazionario si rifugia nell'insulto alla buona.
      L'unica cosa che ti interessa è che non vengano toccati i tuoi piccoli privilegi: il classico elettore di Renzie.

      Elimina
    6. Borghesuccio, reazionario e miserabile. Gli zuccherini del padrone gli avranno fatto venire il diabete.
      E il bello è che lui si venderà come "uomo libero che non si fa condizionare dai sindacati sul posto di lavoro".
      Non c'è più morale, Contessa.

      Elimina
    7. Se posso interferire: l'occupazione della stazione è una cosa che ha detto Alfano, non c'è nessun riscontro (vedi Gazebo che ha ripreso tutto ad altezza uomo: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f0eb3f31-34a3-427f-9baa-d87a3ebce5d3.html )

      (Poi, per esperienza: borghese è chi borghese dice agli altri).

      Elimina
    8. Eccolo il maestrino che difende l'amichetto. Tra borghesucci si parano sempre il culo.

      Elimina
    9. aggiungerei due cose:
      - mi sa che dare del miserabile a qualcuno vale come offesa (rif. anonimo delle 12:00 CET), ma forse non ce l'avevi con me visto che io non invocavo la repressione delle lotte operaie (delle quali tu sarai un esperto, immagino dopo lunghi anni passati in fabbrica, giusto?)
      - io ho detto "da pendolare direi che *se* davvero i manifestanti erano diretti alla stazione termini a bloccare i treni..." che per me non suona come un invito a reprimere le lotte operaie, ma come un invito a non far interrompere la circolazione dei treni (perché consentire di interrompere i servizi pubblici a chiunque vuol manifestare significa abolirli, visto che gente giustamente incazzata ce n'è a bizzeffe)
      - sentirmi dare del pendolare borghesuccio non è particolarmente offensivo, anzi, a sentirmelo dare da un idiota tenderei a considerarlo un merito

      ma avrei tempo per sentire le storie dei lunghi anni passati in fabbrica dagli anonimi delle 01:41 CET e 02:16 CET

      Elimina
    10. Senti, a dare del "borghese" sei credibile come cosa, lì, isabella,
      I proletari non commentano su un blog con la tua, chiamiamola, assiduità.

      Elimina
  5. Se un giorno ti dovesse venire voglia di scrivere un bel pezzo dei tuoi all'attacco all'arma bianca su mps ti offro gratis uno spunto.
    Non c'è bisogno che mi ringrazi

    http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_31/montepaschi-tutti-condannati-tre-anni-6-mesi-mussari-13789922-6117-11e4-938d-44e9b2056a93.shtml

    RispondiElimina
  6. Intanto hanno eletto uno zerbino di Manhattan agli Esteri. Non che chiunque sieda alla Farnesina non debba genuflettersi davanti a Black Rock e a Goldman Sachs e comminare sanzioni a noi stessi (cioè sanzioni alla Russia) col sorriso sulle labbra, però almeno potevano salvare le apparenze con un Pistelli. Invece no....siamo al PD partito di centrodestra conclamato, ormai. Con buona pace mia e vostra.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma tutta sta gente (squisitamente anonima) che non riesce a fare un commento inerente che sia uno, a scuola, nei temi di italiano, come diavolo faceva?

      Elimina
    2. La scuola dovrebbe insegnare alcuni concetti di base validi in tutte le circostanze.

      Elimina
    3. Ribadisco, forse che qui siamo a scuola?

      Elimina
    4. Proprio non ci arrivi?
      Qui non siamo a scuola, ma la scuola dovrebbe insegnare concetti validi per tutte le circostanze. Ti faccio un esempio, stai bene attento che forse ci arrivi.

      A scuola ti hanno insegnato a fare le quattro operazioni. Tu vai in banca per ritirare 500 E, l'impiegato ti da 4 banconote da 100 E, tu gli fai notare che a scuola ti hanno insegnato che 4 x 100 non fa 500 e lui ti risponde "Qui siamo a scuola?"

      Ecco, è la stessa cosa.
      Dubito che tu veramente non lo capisca... oppure vuoi veramente cambiare tre pezzi da 20 in quattro da 10? Se per te va bene, tanto non siamo a scuola quindi non necessariamente 3 x 20 > 4 x 10, fammi un fischio.
      Ma dubito ch tu non lo capisca, ergo ci stai prendendo in giro.
      Divertiti e passa una felice nottata.

      Elimina
    5. Ok, mi hai convinto con il tuo ragionamento.
      Però allora perché scrivi dà senza accento?

      Elimina
    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    7. Ti avevo risposto, ma poi ho deciso di eliminare il commento (il vantaggio di non essere anonimi) poiché la risposta è estrmamente semplice e se fai uno sforzo forse potresti arrivarci anche tu.
      Siccome però non ero sicuro che tu potessi arrivarci, ho deciso di lasciarti un indizio in questo post che vado scrivendo.
      Dunque, concentrati bene: una persona scrive un testo mediante una tastiera tedesca che mette gli accenti mediante il sistema del tasto muto ed ecco che un accento misteriosamente scompare... cosa mai potrebbe essere accaduto? Mumble mumble, pensaci profondamente e forse ci arrivi.

      Elimina
    8. Dai Claudio, non te la prendere, a tutti può capitare di sbagliare

      Elimina
    9. Infatti mica ho scritto che andava bene né me la sono presa. Se mi trovi il punto in cui affermo che "da" verbo dare si scriva senza accento ti offro una birra belga ;)

      Ma di fronte all'anonimo che si domanda come sia possibile che una lettera perda l'accento... che dire... mi faceva così pena che ho pensato di dargli un aiutino, in fondo bisognerebbe sempre aiutare le persone in difficoltà.

      Ma mica posso fargli tutto io: adesso faccia uno sforzo anche lui, magari consultando wikipedia su come funzionano i tasti muti e vedrà che trovera (1) la soluzione.
      Forse non è in grado di farsi scambiare i soldi poiché fuori dalla scuola le quattro operazioni vengono dimenticate, però come sia possibile perdere un accento coi tasti muti dovrebbe riuscire a capirlo, ne va della sua intelligenza.

      (1) Ops! È successo di nuovo, ma stavolta me ne sono accorto in fase di rilettura; siccome però voglio aiutare il nostro anonimo imbranato, evito di correggere così magari ha un'illuminazione. :P

      Elimina
  7. Ti leggo più o meno silenziosamente da un bel po', a volte concordo, a volte no, a volte sto in mezzo. Questa volta mi hai davvero commosso, in senso buono intendo. E' un pezzo che IL SINDACATO è attaccato e accusato di aver ammazzato financo Cristo. Grazie.

    RispondiElimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).