lunedì 22 giugno 2015

Il gender non esiste; la scuola privata non dovrebbe

Col tempo, se sei un uomo e l'umanità un po' t'interessa, cominci ad apprezzare le bugie per la quantità di cose vere che ci dicono su chi le racconta, e soprattutto su chi se le beve. Il mito del Gender, per fare un esempio, non c'è dubbio che sia un'invenzione, in gran parte magari costruita a tavolino - e forse non sarebbe complicato nemmeno risalire al tavolino in questione. Ma la forza dei miti non sta in chi li inventa, bensì in chi decide di accoglierli: nelle migliaia (milioni?) di persone a cui puoi evidentemente raccontare che in un asilo pubblico si faccia lezione di masturbazione, senza che nessuno faccia un plissé. Come i genitori che a Rignano Flaminio (perdonatemi, mi tornano in mente sempre le stesse cose), nel 2006 si sentirono raccontare che le maestre della scuola d'infanzia aderivano a una setta pedofila e durante il giorno portavano i loro figli col pulmino in un castello dove venivano seviziati - e trovarono l'idea assolutamente plausibile. Cosa c'è nella testa di queste persone, che non ritengo meno capiente e complessa della mia?

Un'enorme diffidenza per l'istituzione scolastica, senz'altro. Ma non è che una faccia della medaglia. Proviamo a voltarla. Dall'altra parte c'è una mostruosa fede nella scuola, nel suo potere di plasmare il fanciullo e il giovinetto, addirittura di farne un maschio o una femmina o altro. Se tu pensi che la scuola possa fare di tuo figlio un gay, la prima cosa che mi viene in mente è che sei pazzo - ma la metto da parte. La seconda cosa è che tu hai già paura che tuo figlio lo sia, e vabbe'. La terza è che stai riconoscendo a me insegnante un potere enorme. Posso creare omosessuali dal niente. Basta decidere che alla terza ora, invece del solito trattato di Campoformio, ci mettiamo a discutere di "amicizia e amore con il partner dello stesso sesso", ed ecco all'improvviso allignare la torbida perversione iridescente là dove fino a un momento prima c'era solo un po' di curiosità per le imprese di Bonaparte - e nessuna pulsione, naturalmente, i ragazzi non avrebbero pulsioni finché non premiamo noi i pulsanti. È chiaro che se davvero fossimo così potenti, saremmo già riusciti a farci pagare un po' di più, in fin dei conti abbiamo in ostaggio tutti i pre-puberi d'Italia cinque ore al giorno. Ecco, il punto è che ci credono. Migliaia, forse milioni di italiani ritengono che noi abbiamo in ostaggio i loro figli, e che possiamo in qualsiasi momento premere un pulsante e omosessualizzarli, transessualizzarli, trasformarli in consumatori seriali di contraccettivi e pillole abortive. Noi.

Che a pena riusciamo a insegnare l'italiano.
Questa per dire dirige un istituto comprensivo - scuole medie,
elementari, d'infanzia - chi le impedirà di selezionare insegnanti anti-gender?
Certo non Renzi.

A questo punto basta rovesciare il mito per trovarne la ratio: chi crede (o vuol credere) che all'asilo si insegna masturbazione precoce, crede o vuol credere altresì che all'asilo queste cose si potrebbero reprimere. Si dovrebbero reprimere. Non all'asilo pubblico, naturalmente: occorrerà procurarsene uno con personale opportunamente specializzato. Chi paventa moduli educativi sulla "scoperta del proprio corpo e dei propri genitali" da quattro a sei anni, considererà necessario che una scuola come si deve crei una barriera tra il seienne e il suo corpo, e soprattutto i suoi genitali. Chi trova scandalo in una lezione sul "diritto all'aborto" riterrà opportuno che una scuola insegni ai figli il contrario, cioè che l'aborto non è un diritto: e così via. Ecco: chi chiede sgravi fiscali o buoni scuola allo Stato invocando la "libertà di educazione", la "libertà di scelta educativa delle famiglie", a volte ha in mente questo. Magari non tutti. Ma alcuni sì. Vorrebbero un asilo che mettesse delle barriere tra i loro candidi bambini e i loro incontrollabili genitali; preferirebbero una scuola che creasse veri Maschi e vere Femmine, ancor prima che buoni cittadini - cittadini di che, poi? Prima viene la famiglia, e la famiglia sa cos'è bene per i propri bambini. Lo sa per definizione.

Qui devo confessare una cosa. Mi è capitato spesso di affermare polemicamente che la scuola privata mi va bene, purché sia privata davvero, vale a dire pagata da chi ci vuole mandare i propri bambini. Si tratta di una manovra retorica che è un classico di questo blog: usare il liberismo contro i liberali, il cattolicesimo contro i cattolici, il marxismo contro i marxisti ecc. Funziona sempre, ma resta una mossa insincera. Cioè alla fine non è vero che le scuole private mi vanno bene. Prendi l'imam che ha parlato al Family Day, beccandosi gli applausi dei buoni cattolici. Io non voglio che lui, con la scusa della "libertà di scelta" iscriva le sue eventuali figlie a una madrasa. Preferirei che le iscrivesse a una buona scuola pubblica, dove sentiranno magari parlare di contraccettivi e aborto, ma anche di Mirandolina e Gertrude. La stessa cosa vale per i genitori cattolici che l'hanno applaudito. Perché ci tengono tanto che i loro figli/figlie vadano a una scuola privata? Per l'ampio parcheggio, o perché il preside può licenziare un insegnante se anche solo sospetta che sia omosessuale? eccetera. Non credo che né la scuola né la famiglia possano trasformare un eterosessuale in un gay o viceversa - ma credo che possano causare un bel po' di sofferenza, e rovinare un bel po' di vite se ci provano. Una scuola che ci provasse, finanziata anche interamente da un gruppo di famiglie che ci credesse, per me andrebbe chiusa d'ufficio. Anzi aperta, nel senso in cui Lutero e Robespierre aprivano i conventi. Fuori tutti - non è che fuori sia il paradiso, anzi. C'è una società mediamente violente e omofoba, ma è l'unica che abbiamo, e sta a tutti migliorarla. Chi cerca di difendersi alzando una siepe intorno al proprio giardino (e magari chiedendoti pure un obolo per innaffiarla) non ci è di aiuto. E poi chi lo sa cosa succede davvero oltre quelle siepi, in quei giardini.

13 commenti:

  1. Complimenti, secondo me è uno dei tuoi post recenti migliori.
    Spellcheck: "a pena", credo che sia un residuo di "a mala pena" di una prima stesura; "civiltà mediamente violente". Se puoi magari cancella il mio commento.

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    1. (leona' è bbbellissimo "a pena". non ti curar...)

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  2. Qua e là ho letto che la manif non proprio pour tous e compagnia bella sfrutta ad arte qualcosa di effettivamente esistente, la queer theory, mettendoci in mezzo genitori e insegnanti.
    Ma se è questo di cui han paura gli abbastanza-conservatori, mi piacerebbe dirgli che con nemici del genere (insegnanti universitari USA che sbroccano, emarginati che usano Tumblr e Reddit in luogo di Twitter, ...), non han bisogno di alleati...
    Non mi ascolterebbero di certo, questa è una mobilitazione della massa che ancora bacia pile, statue alle processioni, versetti, va in pellegrinaggio

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  3. Avevo già avuto modo di leggere ed apprezzare questo blog, specie per gli articoli legati alla questione Rigano e falsi abusi ritualizzati, ma questo articolo merita una standing ovation.
    Chapeau!

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  4. Credo tu sappia benissimo che, Islamici o Cattolici, ci sono tantissime famiglie per cui l'unica cosa importante è mantenere le apparenze: sposati, fai un figlio e poi di nascosto scopati i 12 enni. Quello che la (certa) gente vorrebbe è una scuola che ti insegni a non pensare troppo e a seguire le regole, per quanto stupide ti sembrino

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  5. Il tuo post è ottimo e condivisibilissimo.
    Però seguendo il link ho letto le linee guida del documento dell'OMS e sinceramente "trasmettere informazioni" a 6 - 9ENNI su: "Scelte riguardanti la genitorialità, la gravidanza, l'infertilità, l'adozione - L'idea base della contraccezione - I diversi metodi contraccettivi" mi sembra un po' TANTO inutilmente precoce. I bambini hanno altro a cui pensare a quell'età, che hanno fatto di male per essere già rotti le scatole da sti pensieri?

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  6. Non ho capito che intendi per "mito del gender", ma la teoria del genere non è inventata:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Studi_di_genere

    In pratica si basa sull'idea di distinguere il "sex", ovvero il sesso biologico, dal "gender", ovvero la sessualità psicologica. Il sex è dato dai geni, mentre il gender sarebbe solo una costruzione (imposizione?) culturale.
    Qualche università ha anche organizzato corsi di laurea sugli studi di genere, per esempio a Los Angeles:
    http://www.genderstudies.ucla.edu/
    Anche in Svizzera sembra abbiano qualche corso di studio.

    Ovviamente non è una teoria con basi scientifiche, ma una filosofia postmoderna ispirata al femminismo. Il corso di laurea alla UCLA è una ca**ata. Potrebbe benissimo essere un singolo corso della facoltà di Filosofia. Paradossalmente, gli studi di genere sono diventati famosi solo perché hanno stimolato le paranoie dei genitori conservatori.

    Tenere lezioni sulla masturbazione, sull'aborto, sulla contraccezione, e sull'omosessualità non c'entra nulla con la teoria del genere. Questi sono fenomeni reali, quindi è bene che i ragazzi ne sappiano qualcosa. Così come dovrebbero sapere qualcosa sulle droghe e su altre cose del mondo che andranno ad abitare.

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  7. Il finanziamento pubblico alla scuola privata è un bene proprio perché poi lo Stato può condizionarlo a certi livelli di qualità, come nella storiella (e come la vuoi chiamare?) raccontata dal papa in aereo.

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  8. Bellissimo post, come sempre ti capita quando eviti di parlare di leggi elettorali e riforme costituzionali , però a me è rimasto un grosso punto interrogativo.
    Quella lettera che hai allegato è stata scritta da una professoressa , nonchè dirigente scolastico.
    Ecco , questo fenomeno da baraccone come ha fatto ad entrare nella scuola pubblica ? Immagino tramite regolare concorsoe suppongo che avesse tutti i titoli di studio per insegnare.
    Si può pensare ad un qualche meccanismo che ci permetta di mandarla a lavorare da Mc Donald's o dobbiamo tenercela fino alla pensione ?

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    1. Si potrebbe. Nel frattempo la Buona Scuola gli darà più potere nei confronti dei suoi sottoposti, i docenti.

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  9. Certo questo è anche vero ma sai, magari con la buona scuola un preside con un briciolo di cervello avrebbe potuto mandarla a zappare l'orto prima che facesse carriera e diventasse preside a sua volta.
    Sai com'è , il dubbio che le graduatorie e i concorsi non siano proprio il metodo migliore per selezionare la classe docente mi rimane.

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  10. Solita retorica del menga e guercia.

    1) "scoperta del proprio corpo e dei propri genitali" *non* significa che il bambino scoprirà i propri genitali ma che "qualcuno" glie li racconterà.

    Magari succederà alla maniera di quell'insegnante di scienze che decise che era giunto il momento di parlare nella classe di mio figlio 11enne dell'etica dell'aborto arrivando infine ad affermare che la vita compare quando il cuore inizia a battere.

    Questione di sfortuna, mi dirai tu, ma egualitaria. A chiunque, senza distinzione, potrà capitare un insegnate caprone. Non funziona così la vita?

    2) Dio (o una entità superiore a piacere) solo sa in base a quale stramba logica si possa arrivare ad associare la scuola privata al liberismo.

    Se questo è il terreno ideologico che sta alla base dei difensori della scuola pubblica allora mi spiego molte cose.

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