mercoledì 30 dicembre 2015

Sei film del 2015 che valeva la pena di vedere ma è troppo tardi (I)

Ringrazio tutti quelli che hanno risposto al sondaggio (siete tantissimi!), compreso chi mi ha scritto: "Ho un figlio di quattro anni e mezzo e non ho tempo di andare al cinema. Tu come fai?"

Che è una domanda veramente buona.

Io con un figlio di quattro anni e mezzo se non avessi avuto un paio d'ore alla settimana per il cinema sarei impazzito. Ecco dunque la lista dei film del 2015 che vi siete quasi sicuramente persi e ai quali invece vale la pena dare una chance - secondo me. Niente capolavori, ma quando non sapete cosa guardare, qui c'è del buono. In ordine più o meno sparso:

Run all night (Jaume Collet-Serra, 2015)

Negli ultimi anni Liam Neeson, già Oskar Schindler e Michael Collins, si è specializzato nel ruolo di 'superpadre che spacca il culo a chi rapisce i suoi figli', scoprendo una nicchia di mercato di tutto rispetto, facendo $ a palate nonché salvandosi dall'alcolismo e dalla depressione - Che vuoi di più? Run All Night è il quinto film del genere, quello che ha incassato meno ma forse anche il più classico - in sostanza è Un dollaro d'onore ambientato a New York tra la mala irlandese. Non sono un patito di questo genere di porno-per-padri, ma guardando Run All Night mi sono divertito parecchio, e se lo trovo una sera sul digitale probabilmente me lo rivedo da capo. In un anno senza western di rilievo, Run All Night fa la sua porca figura.


La regola del gioco (Kill the Messenger, Michael Cuesta, 2014).

Questo è un film che fa incazzare. Non soltanto perché racconta di come Reagan permise ai narcotrafficanti di finanziare i contras in Nicaragua spacciando crack nei ghetti delle metropoli americane; non solo per il modo in cui la più blasonata stampa USA isolò e affondò l'unico reporter che aveva avuto il coraggio di raccontare la storia; ma anche perché avrebbe dovuto essere un gran film e purtroppo non lo è. Onore a Jeremy Renner che ci ha messo i soldi e la faccia, perché era una storia che valeva davvero la pena di raccontare. Ma andava raccontata meglio. 



Giovani si diventa (While We're Young, Noah Baumbach, 2014)
C'è una minuscola percentuale di spettatori di Star Wars VII, che nel momento in cui Kylo Ren si toglie il casco, ha avuto un'illuminazione: il servo del Lato Oscuro della Forza è l'Hipster! Adam Drive in effetti nel 2015 aveva già prestato il volto a un'intelligenza oscura molto più inquietante di quella del nipotino di Darth Vader. While We're Young è il ritratto del Giovane Stronzo, un alieno che arriva dal nulla e si nutre dei ricordi della generazione precedente. È un film passato quasi inosservato, non solo da noi dove è arrivato nella stagione più morta. Avremmo dovuto guardarlo tutti, anche solo per il gusto di criticarlo. Parla di noi 40enni e del modo in cui stiamo invecchiando; dei berretti buffi che ci mettiamo in testa, della paura che ci fa l'artrite e della rabbia che ci fanno i giovani che si impossessano di tutto ciò che c'è di più sacro (ad es. Star Wars), e non c'è nulla che possiamo fare per evitarlo.  (Continua...)

4 commenti:

  1. Grazie della citazione, ma ancora non mi hai risposto: più che i contenuti m'interessano i metodi. E magari anche i tempi: a quali ore e in che giorni vai?
    Attendo fiducioso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro danpetr, credo che lui possa rivendersi "andare al cinema" come "lavoro". Di fatto nessuno può impedirti di uscire di casa per "lavoro". Anche io ho un figlio di 4 anni e mezzo (quasi 5) e lo invidio molto. L'ultimo film che ho visto al cinema è stato INSIDE OUT - dopo ANNI ç_ç

      Elimina
  2. è vero: se vuoi andare al cinema e hai in figlio piccolo puoi farti pagare per fare delle recensioni, oppure rassegnarti a vedere cartoni animati per anni
    comunque, dopo un po' di peppa pig, piangerai anche tu guardando inside out
    un'altra cosa buona è che per anni vedrai in tv i film (per te in prima visione assoluta) che hai mancato al cinema perché avevi un figlio piccolo
    comunque ricordati: le winx sono il demonio!

    RispondiElimina
  3. ah, me stavo a dimentica':
    leona' ce dici i risultati del sondaggio?
    quanti account diversi ha usato il tizio per dire che sei antisemita?

    RispondiElimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).