mercoledì 24 agosto 2016

Ogni santa ha il suo burqini

23 agosto - Santa Rosa da Lima, vergine (1586-1617)

Isabel da Lima, decima di tredici figli, ribattezzata "Rosa" per la tenerezza dell'incarnato che in America Latina più che altrove era indizio di origini europee e quindi di bellezza e nobiltà (anche se secondo un'agiografia fu proprio una serva india a chiamarla così) (secondo un'altra fu il vescovo che la cresimò) (chi le ha contate dice che in giro ci sono 400 agiografie diverse di Santa Rosa patrona di Lima) (e comunque il cambio di nome fu ratificato da una visione mariana) Isabel da Lima, dicevo, a vent'anni si fece costruire una casetta nel cortile di famiglia e non volle più uscirne.

Il volto di Santa Rosa, ricostruito dal grafico Cícero Moraes
 a partire dal cranio, custodito in un convento di Lima,
via Wiki.

Da bambina aveva letto di Caterina da Siena, che volendo restare sola con Dio, invece di entrare in un convento era rimasta a casa coi suoi: Isabel scelse di seguirne le orme. Caterina da Siena morì di digiuni e anche Rosa non arrivò a compiere 32 anni. È patrona di Filippine, India, Perù, Spilamberto (MO), giardinieri e fioristi: ma voi vi preoccupate del burqini.

No, avete ragione. È senz'altro un argomento più fresco. Cosa importa se da una parete vi pende ancora un calendario affollato di nomi di vergini anoressiche che spesso sfidarono l'autorità famigliare per autorecludersi a vita: ieri era ieri, oggi è oggi, e dalla Storia non s'impara mai niente. In questi giorni leggo molto discorsi che cominciano per "noi" o per "loro". Noi siamo quelli liberi di stare in ispiaggia come vogliamo. Noi il velo ce lo siamo tolto, salvo le nostre suore che però lo sono per libera scelta, mentre chi si infila un burqini no. Tra parentesi: voi l'avete mai vista davvero una bagnante in burqini? Io due o tre in Francia o in Turchia. In nessuno dei casi era accompagnata da un maschio barbuto e arcigno che la sorvegliava. Ok, tre episodi non fanno statistica. Ma insomma ho il sospetto che molti siano convinti che il meccanismo della prevaricazione funzioni sempre nel modo più banale: se qualcuno le costringe a portare un velo, noi le obblighiamo a togliersi il velo e saranno libere. Però se fossimo entrati con la forza nella casa di Isabel, se avessimo scardinato la porta della sua cella, lei non sarebbe uscita. Nessuno l'aveva rinchiusa con la forza: nessuno riusciva a farla uscire. Per Isabel la libertà era dentro la cella, la gioia era recitare maratone di rosari e strimpellare laude alla chitarra: evadere sarebbe stata una costrizione. Nel Giappone di oggi il fenomeno degli adolescenti che rifiutano di uscire di casa si chiama hikikomori.

D'accordo, Isabel-Rosa era una vittima dei tempi, del patriarcato, ecc.. Ma come la maggior parte delle vittime, aveva interiorizzato la propria condizione. Era stata condannata dalla società prima ancora che nascesse, ma il carcere se l'era fatto costruire su misura. Quando cominciò a manifestare i suoi propositi claustrali, era ormai chiaro che la famiglia versava in difficoltà finanziarie. Se sei la decima di tredici figli sai benissimo cosa significa: che i soldi per la dote non ci sono e per sposarsi ci si dovrà accontentare. Caterina da Siena aveva visto tante sorelle accasate a uomini brutali, aveva visto una sorella morire di parto. In famiglia già si chiacchierava di farle sposare il vedovo. Caterina preferiva digiunare. Fu una libera scelta? Visse poco ma divenne famosa, tutti gli alti prelati leggevano le sue lettere, un Papa avignonese si fece persino convincere a tornare a Roma. È sui libri di storia e nelle antologie di letteratura: altre avrebbero preferito scodellare figli al vedovo.


Ah vabbe' ma si era portata la chitarra.
Anch'io sono rimasto tappato in casa
qualche anno con la chitarra
(poi per fortuna hanno inventato l'internet).

A me piace che nelle spiagge ci siano persone molto diverse da me. La spiaggia è il luogo in cui ho imparato da bambino che esistono gli stranieri, esistono i mutilati e infinite altre forme di diversità. Ultimamente vedo molti tatuaggi, una forma di creatività per la quale ho una repulsione fortissima, pre-razionale, chi può mi perdoni. Se avessi passato gli ultimi vent'anni in coma, e se al risveglio mi avessero raccontato che il Pessimo Gusto è salito al potere e costringe la gente a tatuarsi contro la propria volontà, ci crederei: voglio dire, per crederci mi basta andare fare due passi in ispiaggia. Se poi qualcuno mi dicesse: no, guarda che queste frasette motivazionali o queste cornicette da diario delle medie me li sono iniettati sottopelle a mie spese, è stata una mia libera decisione che ho deciso di difendere finché campo, io scrollerei la testa: è quel che ti costringono a credere, dai. Sei solo una vittima, anche se non hai il coraggio di ammetterlo. Se una persona mi dice che si mette il velo per libera scelta, sono libero di non crederci. Ma se invece di manifestare il mio scetticismo le strappo il velo, o le ordino di non presentarsi più in ispiaggia o a scuola, cosa ottengo? Isabel, ti ordino di uscire dal convento.

Io credo che molte donne che si bagnano in burqini non sappiano cosa si perdono. Cosa posso fare per convincerle a cambiare idea e costumi? (continua sul Post!)

11 commenti:

  1. Ma i papi avignonesi nel '500 non erano tutti estinti come i dinosauri?

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  2. Ma i papi avignonesi nel '500 non erano tutti estinti come i dinosauri?

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  3. Leggere, prima di commentare.

    Caterina da Siena (CATERINA DA SIENA, non Isabel Flores y de Oliva) ... un papa (con la minuscola, por favor) avignonese si fece persino convincere a tornare a Roma.

    Però è un caso interessante per studiare certi cortocircuiti che si creano nella testa quando leggiamo un testo. O la velocità con cui ci precipitiamo a commentare senza rileggere. ;)

    Stefano anch'io

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  4. Pare che alla fine sia successo: a Nizza, quattro poliziotti armati si sono presentati da una tizia che era in spiaggia indossando dei leggins, una larga camicia ed una cuffia obbligandola a spogliarsi.
    Ovviamente le notizie vanno sempre vagliate, cercando di non cadere nelle bufale degli "incredibile!1!! Clicca qui!!!" , però le foto che ho visto mi hanno fatto una bruttissima impressione.

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  5. Pare che alla fine sia successo: a Nizza, quattro poliziotti armati si sono presentati da una tizia che era in spiaggia indossando dei leggins, una larga camicia ed una cuffia obbligandola a spogliarsi.
    Ovviamente le notizie vanno sempre vagliate, cercando di non cadere nelle bufale degli "incredibile!1!! Clicca qui!!!" , però le foto che ho visto mi hanno fatto una bruttissima impressione.

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    1. " - e levate a cammisella
      - a cammisella nonnò nonnò
      - e levate a cammisella
      ...
      (etc.)"

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  6. (ah, e tanto per la visibilità: su ilpost non sei nemmeno in homepage.
    te devi sforza' deppiù a esse' carino con coladdovesipuote, me sa...)

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    1. Ci mettono un po' - oggi poi è una giornataccia.

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  7. «Io credo che molte donne che si bagnano in burqini non sappiano cosa si perdono. Cosa posso fare per convincerle a cambiare idea e costumi? Se (le) GLI vieto/vieto LORO di bagnarsi, in un colpo solo avrò ammesso che il loro abbigliamento mi fa paura, e che la *nostra* spiaggia non le vuole. ... Se invece (la) LE tollero, (le) GLI do/do LORO la possibilità di passare un po’ di tempo con tanta altra gente che ha costumi diversi dai (suoi) LORO. Questo non (le) GLI (cambierà) farà necessariamente cambiare/non farà LORO necessariamente cambiare idea...»
    Capisco che uno possa passare da un plurale a un singolare in corso d'opera e perdere l'orientamento, però rileggersi...

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  8. Finalmente qualcuno che attiva il cervello prima di scrivere/giudicare/blaterare! Bell'articolo!
    Premetto che sono un po' di parte perché: 1-un mussulmano l'ho sposato; 2-mi vesto come mi pare e al mare ci vedo in bikini; 3-proprio per questo credo che se una donna mussulmana vuole mettere o non mettere l'hijab debba essere una sua scelta; 4-in un paese islamico ci ho vissuto e ho visto ragazze al mare in bikini e vestite, allegramente mescolate; 5-bisogna che la si smetta con sta mentalità di dover "liberare" gli altri, magari prima di intervenire chiediamoci se VOGLIONO essere liberati! Last but not least: ma la Francia non era quella di libertéegalitéfraternité?!?
    Grazie dovrei leggerti più spesso, sana ironia per parlare seriamente! Una risata vi seppellirà!

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  9. ce_ripenzo_come_li_cornuti mode /on
    guardatori_di_diti mode /on
    esticazzi mode /on
    lo_metto_qua_che_dellà_i_commentatori_so'_de_un_certo_livello_e_io_me_vergogno mode /on

    "e strimpellare..."

    magari quella nella sua casetta (insonorizzata?) ripiena de
    spiritosanto era mejo de django e jimi messi insieme.
    oltretutto so' passati cinquesecoli.
    macheccazzo ne sai te.

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