venerdì 5 agosto 2016

Quanto alto è il tuo ramo?

Riassunto di alcune puntate: c'è un tizio ibernato su un'astronave generazionale in rotta verso un esoplaneta, il viaggio durerà migliaia di anni e lui si sveglia più o meno una settimana al secolo, giusto per controllare che tutto vada come deve andare, in realtà nulla sta andando lì. A un certo punto lo svegliano dei taglialegna che hanno preso il controllo della Nave, sono molto preoccupati per i terroristi che adorano gli alberi, lui chiede che gli portino un terrorista prigioniero. 

ANNO TERRESTRE 32 DELL'ERA LIGNEA - RISVEGLIO STRAORDINARIO (lunedì sera).

Si getta a terra appena restate soli.

"Alzati. Fatti guardare".

È giovane. Questo renderà tutto più difficile. Ha un po' di barba incolta, gli dev'essere cresciuta in prigione, probabilmente i suoi correligionari non ce l'hanno. I membri della casta che ti ha fatto svegliare portano barbe fluenti e curate. D'altro canto sono taglialegna. Questo invece, a quanto dicono, dovrebbe adorare l'Albero.

"Sei un adoratore dell'Albero?"
"Sì, Grande Padre".
"Quanto alto è il tuo ramo?"

Sgrana gli occhi, abbozza una smorfia. La faccia non ti dice niente. È una tua impressione o dopo qualche secolo hanno cominciato tutti a somigliarsi? Per come te lo hanno presentato, è una belva assassina. Risulta implicato in cinque attentati, mai come esecutore materiale. Ma non ha la faccia da eminenza grigia. Ha quell'espressione bovina che a un certo punto hai cominciato a riconoscere su tutti gli impiegati della casta burocratica. Gli occhi tristi, le mani lisce da impiegato. Invece è membro di un'organizzazione che vuole sovvertire tutta la struttura sociale della Nave. E il suo ecosistema.


"Ti ho fatto una domanda. La capisci?"
"Sì, Grande Padre".
"E allora rispondi, figliolo".

La smorfia si espande, la testa comincia a muoversi con buffe convulsioni e tu finalmente capisci quello che intende il poveraccio.

"Puoi parlare in libertà, non ci sono altri occhi in questa camera".
"In tutte le camere ci sono occhi... e orecchi".
"Non in questa. Si schiude solo in casi eccezionali - quando qualcuno riesce a capire come svegliarmi - e nessuno fa in tempo a seminare occhi e orecchi, qui. Sei nella cella criogenica, figliolo. A molti ben più meritevoli di te non è stato concesso un simile privilegio".
"Grande Padre, io..."
"E quindi ora rispondi. Quanto alto è il tuo ramo?"
"Ramo di noce di terzo livello".
"Tutto qui? Non sono riusciti ad arrestare nessuno più in alto di te?"
"Oh sì. Hanno preso un ramo di quercia, una volta".
"E dov'è?"
"Si è lasciato morire in carcere".

Naturalmente. Non puoi aspettarti razionalità da questa gente. Anche se i patti erano chiari: tenete sempre un dirigente d'alto livello in carcere, in qualsiasi momento io potrei tornare. Come un ladro nella notte. Già. Ma poi il tempo passa, il Padre non torna... alla gente piace interpretare... solita storia.

"E poi c'è un quarto livello in cella con me".
"E perché non mi hanno portato lui?"
"Nessuno sa che è un quarto livello".

Vedi com'è il caso alle volte. Questo tizio, per un banale accavallarsi di circostanze, sta per diventare l'uomo più importante della Nave... a proposito, come si chiama?

"Come ti chiami?"
"Vite".

Con tutti gli alberi a disposizione, il più basso e contorto. Non promette bene. Vabbe', dettagli.

"Hai conosciuto Osis Khan Terzo?"
"No, Grande Padre".
"Non hai nemmeno mai sentito parlare di lui?"
"No, Grande Padre".
"Auff. Vecchia Betulla ti dice niente?"
"La sua anima riposa all'ombra degli antenati".
"Non lo hai conosciuto?"
"Il mio fusto non aveva che tre cerchi quando morì, lieve gli sia la terra".
"Devi sapere che Osis... che Vecchia Betulla aveva fornito precise istruzioni agli Adoratori in carcere, affinché le memorizzassero. Tu hai istruzioni precise?"
"So che un giorno tu saresti venuto, Grande Padre, e avresti chiesto di conferire con uno di noi, e che dovevamo essere pronti".

Tutto questo è quasi commovente. Raramente le cose funzionano così bene. Con Osis - nessuno l'avrebbe chiamato "Betulla" ai suoi tempi, e soprattutto "Vecchia" - ti sei messo d'accordo in tre ore, un'ottantina di anni fa. Organizzami una setta di abbraccia-alberi, gli hai proposto. Mi serve una soluzione pratica nel caso andasse di nuovo al potere qualche casta disastrosa per l'ecosistema. Certo, che ci vuole. Sono facili da organizzare le sette. Avresti dovuto pensarci prima. Il Computer sarebbe fiero di te. Il Computer sarebbe fiero di te. 

"Recitami la formula, allora".
"Quale formula?"

Ah, ecco.
Volevi ben dire.
(Non c'è mai niente che vada per il verso giusto. Niente).

2 commenti:

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