venerdì 24 novembre 2017

Cosa deve fare un razzista per farsi prendere sul serio in Italia?

Qualche giorno fa è morto un razzista, che era stato il leader di una piccola organizzazione razzista, che faceva discorsi razzisti e profetizzava di una guerra tra le razze al termine della quale lui avrebbe regnato su una razza inferiore; per questo motivo chiedeva ai suoi sottoposti di commettere omicidi a matrice razziale, scegliendo vittime bianche e ricche e facendo in modo che la colpa ricadesse sui neri. 

E i giornali italiani hanno scritto che è morto un satanista.

Insomma cosa deve fare un razzista per farsi accreditare come tale in Italia? Incidersi una svastica in fronte? No, neanche così. Manson non era il diavolo: Manson era un razzista si legge su TheVision.




Qualche giorno fa è morto, dopo una vita in galera, Charles Manson, un personaggio di cui avrete probabilmente sentito parlare. Se la sua storia non vi ha mai particolarmente appassionato, se avete soltanto dato una veloce scorsa ai titoli dei quotidiani italiani, probabilmente sapete che era un serial killer satanista che tra l’altro pugnalò, in modo particolarmente efferato, la giovane attrice incinta Sharon Tate. Eppure Charles Manson non era esattamente un serial killer, non era esattamente un satanista e soprattutto non ha mai pugnalato Sharon Tate. Siamo davanti all’ennesima fake news, penserete. Si e no. Diciamo che siete davanti a una libera interpretazione della stampa italiana.
Charles Manson è un personaggio davvero esistito e nato nel 1934 a Cincinnati, Ohio, in un contesto disagiato – sua madre, sedicenne, fu subito abbandonata dal padre – così com’è davvero entrato in un riformatorio cattolico a 13 anni, per evaderne molto presto su un’auto rubata, e rientrarci poco dopo. Come raccontò ai giurati che lo condannarono, buona parte degli anni Sessanta Manson li osservò da dietro le sbarre, mentre scontava pene per furto e sfruttamento della prostituzione. Questo se da un lato gli impedì di godersi l’esplosione del flower power californiano, dall’altro forse gli diede qualche elemento in più per captare meglio di tanti osservatori le tensioni più distruttive che covavano in quegli anni – in particolare quelle razziali (continua su TheVision).

5 commenti:

  1. Leo, perdonami, si chiama comorbilità.
    O credi ci sia un gomploddo?

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  2. Nel senso che ne soffrono i quotidiani? Di più patologie contemporaneamente, voglio dire.
    Comunque sì, i quotidiani adorano i satanisti.
    Il satanista vince su tutto. Non è naturalmente un complotto, è che so' (mediamente) scarsi e approssimativi i giornalisti.
    Immagina se quel criminale che ha seviziato la poretta per 10 anni, cioè immagina se fosse stato un satanista... riempirebbe i quotidiani per mesi

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  3. Catto-razzisti? Cosa ci sarebbe di 'catto-' nelle schifezze proclamate da Manson? Non è che per confutare la 'linea satanista' dei giornali italiani allora bisogna dire cose gratuite contro il cattolicesimo, eh.

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    Risposte
    1. ...che ti posso dire, ci sono rimasto male anch'io quando l'ho letto.
      Indago.

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    2. Anche perché per dire cose non gratuite contro il cattolicesimo basta guardare Le Iene....

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