mercoledì 15 novembre 2017

Il genere maschile non esiste

(Considerazioni di una non-femmina)

Ho letto che in Francia qualcuno sta seriamente proponendo di cambiare la regola grammaticale più maschilista di tutte, la concordanza mista degli aggettivi al maschile plurale: in pratica quella regola per cui se in una stanza in cui siedono, diciamo, quaranta studentesse brave, entra un solo ragazzo bravo, il risultato è che in quella classe ci sono quarantuno studenti bravi. La regola non è così irragionevole - non sempre è possibile determinare l’esatto numero dei componenti maschili e femminili di un insieme - però è sessista, senza dubbio.

La cosa che più mi ha colpito è che a trovarla non più tollerabile siano stati gli ex studenti, che ricordavano la reazione bullistica degli studenti di sesso maschile: (“Siamo i più forti!”, ecc.). Un insegnante della generazione precedente, diciamo di 50 anni fa, avrebbe zittito tutti quanti: è solo grammatica, stronzetti, ora aprite il diario e scrivete i compiti di punizione. Risalendo ancora un po’ più indietro, il problema non si poneva: studenti e studentesse non frequentavano le stesse aule. È un’idea consolante: la sensazione di vivere in un periodo di ostilità tra i sessi è dovuta soprattutto al fatto che oggi c’è un dialogo, un confronto che pochi anni fa era impensabile.

Che fatica però.

Qualche anno fa durante una lezione di grammatica ho pensato di risolvere il problema così: ok, sul manuale c’è scritto che c’è un genere maschile e uno femminile, ma se ci pensate bene l’unico vero genere ben definito è il secondo. Lo uso ogni volta che sono sicuro che ogni elemento dell’insieme è di sesso femminile. Invece il genere maschile non esiste: fosse per me lo chiamerei non-femminile; infatti si usa ogni volta che in un insieme non sono tutte femmine. “Una classe di studentesse” mi dice con precisione chi c’è dentro. “Una classe di studenti” mi lascia il dubbio: alcune saranno femmine e alcuni no. Ecco qua. Ho detto una bugia? Non proprio. Diciamo che ho esercitato il mio diritto a fornire una spiegazione meno sessista dei fenomeni grammaticali. La regola alla fine resta sempre la stessa, e può darsi che sia sbagliata (ma mica spetta a me cambiarla). Però almeno evito la scenetta dei ragazzi che ridacchiano e festeggiano una presunta superiorità attestata sul manuale. Forse ho solo confuso le acque: forse è tutto quel che posso fare.

È più o meno lo stesso approccio con cui affronto tutte le polemiche che girano intorno al sessismo, e devo dirlo: non è che funzioni benissimo: ma che altro posso fare? Sono un maschio eterosessuale: o sto zitto o è mansplaining. Star zitto alla lunga è faticoso, tocca ascoltare gli altri e non dicono sempre cose intelligenti, allora provo a fare una mossa laterale - mi sgamano, eh, ma almeno ci provo.

Quando mi sento dire: voi maschi avete paura di questa ondata di denunce, della nuova consapevolezza che sta portando a chi fino a qualche mese fa poteva solo sopportare in silenzio, io rispondo che beh, forse sì, ho un po’ paura: ma non in quanto maschio (sapete, il genere maschile non esiste). Quando scopro che un produttore italiano è rivenduto al pubblico delle Iene come “il Weinstein italiano”, ma non c’è nessuna denuncia, e dieci accusatrici su dodici sono anonime mentre le altre due non fanno il nome del produttore, io sì, comincio ad avere un po’ paura. Perché sono un maschio e sento franarmi addosso il patriarcato? Oppure perché sono un cittadin*, e l’idea che in Italia i sospetti molestatori seriali vengano inquisiti non dai magistrati, ma dalla trasmissione che ha difeso per anni il metodo Stamina come una sana alternativa alla chemioterapia dovrebbe spaventare chiunque, maschio, femmina, transgender, polimorfo? Il “Weinstein italiano”, capite. L’Harvey Weinstein originale è stato accusato da più di cento donne, di cui solo una manciata sono anonime. Non si tratta di semplici voci raccolte da un cronista d’assalto: la maggior parte sono denunce circostanziate che risultano agli atti. In Italia per diventare un “Weinstein” ti basta trovare dieci fonti anonime disposte a fare il tuo nome. Non mi devo preoccupare? È solo il pisello in me che si preoccupa?


Qualcuno comincia a chiedersi: ok, magari c’è stata una sottovalutazione del problema, ma ha un senso combatterla dando credito a qualsiasi voce di corridoio? Vale ancora la presunzione d’innocenza? Qualcuna ha la franchezza di rispondere: no. Non ce la possiamo permettere. È un’emergenza, evidentemente (ma quanto potrebbe durare?) In Italia i limiti temporali per sporgere una denuncia sono troppo brevi, non è che possiamo sempre preoccuparci di essere garantisti con gente che forse, dico forse, molestava. Roviniamogli la carriera e non pensiamoci più. Funzionerà al limite come deterrente - potrebbe davvero funzionare. Ma avete riflettuto un attimo sugli effetti collaterali?

Anche su TheVision leggo che Woody Allen è ancora in libertà malgrado sua figlia lo abbia accusato di cose orribili: come possiamo perdonargli anche solo un sospetto di pedofilia? Oserei obiettare che non spetta a noi perdonargli niente, così come non siamo tenuti a credere a quel che racconta sua figlia: è la rielaborazione di una cosa messa in giro da sua madre (Mia Farrow) nel momento più critico di un divorzio. Il caso Allen però è particolarmente spinoso, perché ammette soltanto due possibilità: o Woody Allen è davvero colpevole di qualcosa di orribile (ma non ci sono prove), o Mia Farrow ha fatto qualcosa di quasi altrettanto orribile, alimentando fino a oggi una voce così infamante su di lui, al punto di crescere una figlia convinta di essere stata vittima delle attenzioni morbose del padre.

Quel che è davvero inquietante del caso Farrow/Allen, è che uno dei due è senz’altro colpevole di aver fatto male a una figlia: ma sono liberi entrambi. Grazie al cielo non spetta a noi scegliere: non siamo giudici - ma se lo fossimo, a quale criterio ci affideremmo? Se mi rispondete che una madre non può mentire in quanto madre, e una figlia non può mentire in quanto figlia, io mi preoccupo. Perché sono un maschio? Forse. Forse tutto il mio raziocinio non è che l’organo di autodifesa del mio pene, ok, non posso escluderlo. Figurati se a vent’anni non ho scambiato #anch’io per un cenno di intesa un semplice sorriso, figurati se non ho allungato una mano che doveva stare al suo posto o fatto qualche altra stronzata che adesso spero di far passare sotto silenzio. Onestamente non ricordo, a volte poi ero bevuto, ah, ma anche Kevin Spacey, no? Non può essere una scusa. No.

Non posso escludere di far parte di un insieme di creature naturalmente infide e prevaricatrici (i maschi), i cui vantaggi evolutivi negli ultimi tempi si sono talmente ridimensionati che non sembra poi così esagerata chi propone di farne a meno. Quel che voglio dire, dopo aver bevuto la mia coppa di bromuro fino alla feccia, è che se pensate di cambiare paradigma semplicemente invertendolo, potreste avere una brutta sorpresa. Se per schiacciare i maschi prepotenti voi calpestate il diritto, e reclamate la legittimità della delazione anonima, alla fine potreste restare calpestate anche voi, e da un piede non necessariamente femminile. Quando si comincia a dar credito a qualsiasi accusa, le donne finiscono per farne le spese quanto gli uomini - di solito anche peggio. Erano donne, non uomini, le maestre che furono accusate di pedofilia a Rignano Flaminio. Non erano famose come Woody Allen e fecero molta più fatica a difendersi. In quel caso non furono le Iene a mobilitarsi, bisogna dirlo: fu un altro programma. Giornalisti iscritti all’albo, in ogni caso. C’erano le testimonianze dei bambini, potevano sbagliarsi i bambini? C’era la rabbia dei genitori, che è sacra: come si poteva anche solo mantenere il beneficio del dubbio? Anche allora non si poteva andare per il sottile: c’erano i satanisti, là fuori.

A chi scrive, senza scherzare, che “gli uomini perbene non hanno nulla da nascondere” (una frase perfetta da incidere su qualsiasi videocamera di sorveglianza) posso solo rispondere: ok, magari anch’io non sarò 100% perbene, ma allora chi? Chi può essere sicuro di essere al di sopra di qualsiasi sospetto, di qualsiasi voce? Il primo che mi viene in mente - sarà che è novembre - è San Carlo Borromeo, che si vantava di non avere mai dato udienza a una donna in assenza di testimoni. Dovremmo probabilmente fare tutti così (organizzarci soprattutto negli ascensori). Non è una coincidenza che lo stesso San Carlo avesse separato uomini e donne nelle chiese e piazzato una vera e propria barriera tra le navate, affinché gli uomini non molestassero le donne con lo sguardo. Il momento in cui ogni sospetto diventa reato, in cui ogni voce diventa condanna, precede di poco il momento in cui ci si copre il capo, e ci si divide in navate diverse, in aule separate. E a quel punto non si litiga più, neanche sulla concordanza del genere misto: a qualcuno sembrerà un passo avanti.

29 commenti:

  1. C'è molto di vero in quel che dici. Oh, magari penso questo perché anch'io sono maschio ed etero. Tuttavia...
    'ste storie hanno 2 aspetti: uno positivo e uno negativo.
    Quello positivo è che - forse - da adesso in poi qualunque maschio in posizione di potere dovrà stare attento a quel che dice e fa in orario d'ufficio (e anche oltre)
    La cosa negativa è che se il reato è odioso si tende a soprassedere sui diritti civili.
    Ma appunto sarà che so' maschio, ma continuo a pensare che quando si riducono o restringono i diritti civili ci rimettono prima di tutti le minoranze (immigrati, gay, donne che però sarebbero in maggioranza, le donne voglio dire)

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  2. "o sto zitto o è mansplaning."

    c'è poco da fare, è esattamente così.

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  3. No, mi dispiace, e mi dispiace di avere condiviso questo articolo, ma queste sì sono considerazioni del cazzo. Non ho nessuna simpatia per Le Iene, ma che in italia non si possa denunciare un produttore mettendoci la faccia è palese. Guarda quello che è successo ad Asia Argento. Poi la notizia, semmai, è che due di loro ci hanno messo la faccia e il nome. Che poi le altre, se il produttore sporge denuncia, cosa di cui sono tristemente sicura, le si trova.
    Per quanto riguarda Woody Allen, rimettere in circolazione la storia che è una palla inventata da Mia Farrow è veramente meschino. E non solo perchè la denuncia venne ritirata PROPRIO DA MIA FARROW per non dover danneggiare la bambina. E non solo perchè Woody Allen era già in terapia per il moboso attaccamento alla vittima. E non solo perchè il tribunale ha negato a Woody Allen i diritti di visita su tale attaccamento morboso. E non solo perchè il fratello della vittima, che ha spontaneamente interrotto i rapporti con il padre, le crede. E non solo perchè Woody Allen ha avuto per sua stessa ammissione rapporti sessuali con la figlia della sua compagna, sorella della vittima, che sono cominciati il giorno in cui è diventato legale per lei consentire. Ma perchè la vittima stessa, che è adulta e maggiorenne da tempo, ricorda tutto benissimo. Mi dispiace ma continuare a dire che è colpa di quella strega di Mia Farrow che agisce perchè si sa le donne tradite sono tutte Medea, a questo punto, veramente non è più accettabile.
    Fra l’altro Woody Allen ha difeso Weinsten, tanto per togliere ogni residuo sospetto di che genere di individuo è.

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    1. Be', che fatica fare sempre da sottotitolo. Ma dove hai letto che Leonardo ha dato torto a Mia Farrow? Tocca sempre parlare della luna e del dito?

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    2. Woody Allen non ha difeso Weinstein (ha detto che teme una caccia alle streghe, e sa di quel che parla), ma anche se l'avesse fatto questo non proverebbe nulla. Altrimenti a questo punto io, che secondo lei starei difendendo Allen, potrei essere sospettato di fare cose del genere, capisce?

      Io tra le due uniche opzioni possibili (Allen pedofilo o Farrow bugiarda) reclamo il diritto di non scegliere: non sono né magistrato né avvocato, al massimo un po' curioso. Però a questo punto mi tocca sbilanciarmi per correggere alcune cose tendenziose che ha scritto.

      - Non è esattamente vero che la denuncia venne ritirata "PROPRIO DA MIA FARROW per non dover danneggiare la bambina" (ma a quel punto perché costringerla a reggere un interrogatorio?): è stato il magistrato del Connecticut a prendere questa decisione (http://www.nytimes.com/1993/09/25/nyregion/connecticut-prosecutor-won-t-file-charges-against-woody-allen.html). Vi è una non piccola differenza.

      - Woddy Allen non era in terapia "per il morboso attaccamento alla vittima", Woody Allen è stato in terapia per trent'anni, è praticamente una parte del suo mestiere e del suo personaggio pubblico.

      - Il fatto che il fratello di Dylan creda alla madre non prova nulla: se vogliamo usare come prove gli attestati di fiducia dei famigliari, potremmo citare il figlio che crede ad Allen e non alla Farrow, e quelli che raccontano di essere stati picchiati da lei. Ma anche questo non dimostra un bel niente; così come non prova nulla il fatto che Woody Allen abbia avuto rapporti con la sorella che aveva già passato l'età del consenso; c'è una differenza enorme tra il provare attrazione per una ragazza di 17 anni e per una bambina di 7 anni, è pazzesco anche solo pensare di metterli in relazione. Questi, che apparentemente sono argomenti contro Allen, in realtà squalificano chi lo denuncia.

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    3. Toh guarda: un articolo che parla pacatamente dei pericoli del femminismo con la bava alla bocca, e chi ti trovo nei commenti? Una femminista con la bava alla bocca. Un consiglio (mansplaining alert!): si faccia una tisana e rilegga con calma. Scoprirà ad esempio che l'autore non ha accusato Mia Farrow di niente, che semmai ha detto proprio di non voler accusare nessuno, e che il pezzo parlava di un argomento molto piú ampio e complesso che non il gossip sulle diatribe della famiglia Allen-Farrow (Farrow-Allen é meno patriarcale, se preferisce)

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    4. Sulla questione Allen non so abbastanza per pronunciarmi, ma nessuno ha risposto all'altra questione sollevata da Anna, ovvero che c'è chi la faccia ce l'ha messa.

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    5. Beh, tecnicamente ha torto anche su quella: http://www.ilpost.it/2017/11/13/fausto-brizzi-accuse/ se non ci sono stati sviluppi ulteriori che mi sono perso, quelle che hanno fatto il nome del regista non ci hanno messo la faccia, e quelle che ci hanno messo la faccia non hanno fatto il nome. Il che nulla dice, ancora una volta, sulla fondatezza delle accuse ma, no, la faccia non ce l'hanno proprio messa

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    6. http://www.affaritaliani.it/cronache/fausto-brizzi-la-tatuatrice-vanya-stone-l-ho-denunciato-due-anni-fa-510041.html Faccia e nome.

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  4. (esprit_de_l'escalier_mode /on)

    "è un'emergenza, evidentemente"

    oh, i produttori se inchiappettano (o viceversa) l'attrici dai tempi de Mecenate e Batillo (armeno) e mo è un'emergenza?

    (esprit_de_l'escalier_mode /off)

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  5. E' triste a dirsi, ma siamo un paese dove, se non arrivano le iene o il gabibbo, non arriva la magistratura. Il primo dei tanti esempi che si potrebbero fare: la signora che ha smesso di essere tartassata da Equitalia solo e sottolineo solo, dopo intervento di una iena (....)

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  6. Ecciairaggione. Un milione e mezzo di procedimenti penali all'anno (http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCAR_NUM_PROC_PEN) e son tutti merito delle Iene. Ma tutti tutti, eh. Meno male che ci sono le Iene, signora mia. Ma visto che io non c'ho la tivvì, dimmi un po': ma quanto dura una puntata delle Iene per poter fare tutto 'sto importante servizio alla Nazione?

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    1. 3 ore la domenica
      3 ore il martedì
      Per un totale di 6 ore!

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  7. La presunzione d'innocenza riguarda la Magistratura, non la Stampa. I giornalisti hanno il diritto-dovere di riportare tutte le notizie che trovano, e poi tocca all'opinione pubblica formarsi un'idea.
    E sai cosa sta facendo l'opinione pubblica in Italia? Sta perlopiù linciando le donne che denunciano, accusandole di mentire per cercare popolarità (pure le anonime).
    Quando invece una denuncia del genere di solito danneggia la carriera (e la vita) di chi la fa quanto quella di chi la riceve, se non di più.

    Nessuno sta proponendo leggi speciali Antiporco.
    Anzi. Gli opinionisti sono ancora una volta tanto preoccupati dei pericoli della libertà di Stampa. E del puritanesimo. Nel 2017.

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    1. La presunzione d'innocenza riguarda la coscienza, finché uno ce l'ha. Altrimenti si può sparlare di chi si vuole, ci mancherebbe altro. Basta restare anonimi e puoi fare tutti i pettegolezzi che vuoi.

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    2. La presunzione d'innocenza non riguarda chi ha già ammesso le proprie responsabilità, cioè gli accusati negli USA e in GB. Quindi tutta la presunta Persecuzione che tanto turba la tua coscienza si ridurrebbe a mr. B. al quale, prendo atto, va tutta intera la tua empatia. Hai già deciso che le accuse delle ragazze sono solo pettegolezzi, maldicenze. Per loro la tua presunzione d'innocenza non vale.

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    3. Un'accusa anonima e infamante è un'accusa anonima e infamante; definirla "pettegolezzo" è soltanto un eufemismo.

      Non provo molta empatia per Brizzi, ma se vuoi dire in giro che è così fai pure: non è la prima voce che mettono in giro su di me. Una volta qualcuno scrisse anche che ero un pedofilo, sempre per via che difendevo la presunzione di innocenza.

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    4. Guarda che non tutte le accuse a Brizzi sono anonime, c'è chi ci ha messo la faccia anche in TV.
      Ma tu continua pure a fare la vittima invece di informarti, eh.

      Se dieci uomini avessero accusato Brizzi di averli truffati o presi a pugni, tu non saresti qui a lamentarti del ritorno della Santa Inquisizione, né a difendere la presunzione della sua innocenza, come non stai difendendo quella di Francantonio Genovese o di Cateno De Luca.
      Tu non dubiteresti tanto della parola di dieci uomini che si dichiarano truffati quanto dubiti della parola di dieci ragazze che si dichiarano molestate.

      Non preoccuparti però, non ho nessuna intenzione di fare pettegolezzi su di te, anzi mi sono anche definitivamente stufata di leggerti. Stai invecchiando male.
      Ciao.

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    5. (P.S. Lo sai che empatia e simpatia sono due cose diverse, vero? Certo che lo sai, sei un prof. Non devo precisarlo io. Bene).

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    6. - Quelle che mostrano la faccia non riferiscono molestie e viceversa.

      - "Se dieci uomini avessero accusato"... se mia nonna avesse avuto le rotelle. Di solito è la mossa di chi non ha un argomento: e infatti non lo hai. Però hai un pettegolezzo.

      - Dal vero sto una favole, ma di' pure in giro quel che vuoi. Qualcosa di vero ci sarà, no?

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  10. "Guarda che non tutte le accuse a Brizzi sono anonime"
    Io ero rimasto alle interviste delle Iene rigorosamente con le facce coperte e le voci camuffate. Ci sono novità?
    "Ma tu continua pure a fare la vittima"
    fare la vittima? E' lui che è stato accusato?

    "Se dieci uomini avessero accusato Brizzi di averli truffati o presi a pugni"
    se qualcuno ti prende a pugni, SI VEDE.

    Ma il punto fondamentale è che nel suo spirito inquisitorio non si rende nemmeno conto di come vengono usate queste storie negli USA. Non certo a favore delle donne, il discorso prevalente è "visto che anche i democratici (Weinstein è un notorio gran finanziatore del partito da decenni) sono dei maiali, e quindi sono ipocriti quando accusano Trump di essere un porco?" 1-1, palla al centro, e le femministe a fare oggettivamente il gioco del presidente più misogino della storia degli USA. MA sicuramente è colpa di Leonardo anche questo.

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    1. Leonardo, le accuse infondate non sono pettegolezzi, sono calunnie.
      Ci sono due possibilità: o le accuse della ragazza sono vere, oppure sono calunnie, ma in nessun caso sono solo "pettegolezzi".
      Io non so quale sia la verità.
      Ma non lo sai neanche tu.

      amaryllide:
      "e le femministe a fare oggettivamente il gioco del presidente più misogino della storia degli USA"

      Quindi è tutto un gomblotto contro i Democratici! Le sciagurate dovevano tacere!
      E qui voi state eroicamente combattendo Donald Trump!
      Beh, allora non oso più interferire con la vostra crociata per salvare il mondo dall'Anticristo.
      Buon divertimento :D

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    2. Vabbè, seriamente. Leonardo, tu mi tratti dall'inizio come se fossi colpevolista, ma se vai a rileggerti i miei commenti t'accorgerai che non lo sono e non ho mai detto di esserlo. Quello che ho osato mettere in discussione è la tua convinzione che sia in atto una sorta di persecuzione misandrica che ci riporterà alle classi separate, alle statue velate, agli affreschi coi braghettoni, e paranoie fallaciane del genere.
      Quello che oso mettere in discussione è l'idea aberrante di Amaryllide che denunciare un crimine sia peggio che commetterlo perché "si fa il gioco di Trump".

      Queste sono le ragioni del mio dissenso, ma le tue risposte stizzose, sprezzanti, vittimiste, non hanno fatto altro che dimostrarmi una tua misoginia di fondo che da tua lettrice decennale (che ha apprezzato anche il tuo pezzo su Battisti) avrei preferito non scoprire.
      La tua non è "presunzione d'innocenza" tu sei certo che le ragazze siano dalla parte del torto comunque, perché o sono delle bugiarde, o sono delle "delatrici", parte della persecuzione misandrica.
      Questo è quello che ho osato contestarti.

      Ma che te lo dico a fare? Tanto adesso mi risponderai di nuovo con una di quelle acide battutine gratuite sul "fare pettegolezzi" la cui unica ratio è il preconcetto misogino che io in quanto donna debba necessariamente essere pettegola.
      No, in realtà non è buffo. È triste.

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    3. Tu non sai la verità, io non so la verità, e quindi?
      E quindi, in una società civile, si sospende il giudizio e si presume l'innocenza. Tutto qui.

      È una concezione misogina? Non credo, ma credici pure tu.
      Se dieci uomini avessero accusato ecc.? Direi la stessa cosa: vedi il caso Rignano, vedi il caso Battisti, eccetera.

      Sono convinto che sia in atto una sorta di persecuzione misandrica? Ma magari. Vedo qualche femminista abboccare alle Iene e mi dispiace per loro; quando salta un certo standard, e i pettegolezzi sostituiscono le prove, le donne ne fanno le spese più che gli uomini. Anche il giorno che si riscoprisse l'utilità sociale del velo, non penso proprio che saranno le donne a imporlo agli uomini.

      Non ho scritto da nessuna parte che le donne devono necessariamente essere pettegole, anche perché davvero, non ce l'ho con le donne: ce l'ho con chi (donna, uomo, bot) si fida delle Iene, dopo tutte le stronzate che ci hanno rifilato negli ultimi anni.

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  11. "e le femministe a fare oggettivamente il gioco del presidente più misogino della storia degli USA"
    Quindi è tutto un gomblotto contro i Democratici! "
    Mai scritto. Ma capisco che chi è ridotto a partite lancia in resta con lo straw man non ha niente di serio da replicare NEL MERITO. E il merito è che la stampa di destra, che è SEMPRE misogina, va a nozze con isteriche che fanno finta di non distinguere tra una cultura consustanzialmente misogina (quella di destra)e quella di sinistra. Ci sono porci a sinistra? Sì. La cultura di sinistra è fondata sulla considerazione delle donne come oggetti (che siano oggetti sessuali, come lo sono per Trump, o forni per fare figli, come vuole la base cristiana della destra yankee, non cambia molto)? NO. Le femministe che mettono tutto sullo stesso piano di chi fanno il gioco? Dei misogini integrali o di chi non lo è?

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