lunedì 25 ottobre 2004

Squilla la storia, ovvero: come ho imparato ad amare anche le suonerie polifoniche, tanto ormai.

(Continuerebbe da qui, ma ecco un rapido riassunto: l'altra sera ho visto uno spot di suonerie per cellulare su rai2, e mi sono preoccupato, tutto qui).

Rai2, se qualcuno se l'è dimenticato, sarebbe ancora servizio pubblico, ma qui non voglio aprire una discussione su cosa è servizio pubblico e cosa no. Sì, la paghiamo noi, e pazienza. Tante cose, paghiamo.
Dall'altra sera, però, paghiamo per un canale che rubacchia denaro ai nostri figli scemi, e la cosa, scusate, faccio ancora fatica a mandarla giù. Ho anche problemi a spiegarmela, fisicamente. Ho provato a fare uno schizzo, come se fosse un circuito elettrico.
Nel disegno c'è un ipotetico padre e un ipotetico figlio scemo: il padre paga il canone, il figlio paga la suoneria scema. Uno paga, l'altro paga. Se fosse un circuito elettrico, andrebbe in corto e incendierebbe la casa. Ma è un circuito di soldi, che entrano soltanto. Da qualche parte ci dev'essere una massa di soldi, che non passa più né per figlio né per babbo. E continua a crescere! E se scoppia? Sono molto preoccupato.

Poi penso al destino delle suonerie. Sono come i divani, i set di stoviglie in alluminio, Gianfranco Fini, i Cugini di Campagna. Roba che stava nei ghetti delle tv locali, e pensavi non mai e poi mai sarebbe uscita da lì. E invece a un certo punto le telepromozioni dei divani sono diventati roba mainstream, sdoganata. E Fini fa il vicepresidente, e spiega San Francesco ai francescani.

Quando c'era la new economy, tutti avevano professioni divertenti e interessantissime, e le suonerie erano la feccia della feccia, in confronto i siti porno facevano cultura. A bolla scoppiata ci siamo resi conto che quel che restava della new economy si reggeva sul porno e sulle suonerie. I pochi soldi che giravano ancora, erano tutti usciti dalle tasche di erotomani o ragazzini scemi, che con le loro paghette hanno salvato quel poco di baracca.

Il problema è che la crisi non si è fermata alla new economy. Metti il comparto musicale: non vendono più un CD neanche per sbaglio. Tanto che un mercatino come quello delle suonerie equivale al 10% di un mercato storico, consolidato come quello musicale. Qualcuno comincia a chiedersi se le suonerie per cellulare non siano il futuro della musica pop: Madonna ha già attivato il suo servizio, magari spera di vendere più suonerie che dischi. Magari ce la farà pure. Ma avete presente la situazione? È come se gli scrittori e i loro editor cominciassero a pensare che il futuro della letteratura stia nei biglietti da visita, e Baricco aprisse un sito con i suoi biglietti migliori da scaricare a pagamento (non una brutta idea, pensandoci).

A questo punto mi chiedo se non sia il caso di rivalutarla, questa moda delle suonerie. Prima ha salvato un pezzo di Internet; ora, un pezzo di mercato musicale. Già due mondi salvati dai ragazzini scemi. Mica male Non è che le suonerie sono un po' le nostre sveglie di Topolino? Mi spiego.

In questi giorni si festeggia il 75° del grande crack della borsa di New York, una cosa che ormai è in tutti i programmi scolastici. Sappiamo tutti più o meno come andarono le cose: a Wall Street c'era una grossa bolla: quando scoppiò, trascinò nel cratere buona parte dell'economia reale.
Sappiamo anche più o meno come finì: perlomeno, esistono diverse narrazioni in merito. La più accreditata sui libri di testo e riviste del settore parla di revisione del capitalismo, delle teorie economiche di Keynes e del programma politico di Franklin Delano Roosvelt, di uno slogan che cade in disuso ("Laissez faire!"), temporaneamente rimpiazzato da uno nuovo e ambizioso: Welfare State.
Un'altra narrazione, che circola piuttosto sui libri illustrati e sulle riviste non specializzate, rammenta l'importanza della Sveglia di Mickey Mouse. Un simpatico oggetto che più o meno tutti abbiamo visto almeno una volta nella vita: una sveglia raffigurante Topolino (ancora seminudo, come nei suoi anni ruggenti), i suoi braccini come lancette. Niente più che un simpatico oggetto di merchandising, salvo che fu uno dei primi a essere immaginato e prodotto. Proprio durante la Grande Depressione: chi l'avrebbe mai comprato?

C'era da dire che uno dei pochi comparti a essersi salvati dalla crisi successiva al crack era stato proprio la carta stampata: la gente perdeva il lavoro e cominciava a saltare i pasti, ma in qualche modo continuava a leggere i quotidiani, con le strisce di Mickey Mouse.
Questo non deve stupire. Anche oggi, che lesiniamo sulla spesa, non per questo economizziamo sulla luce per guardare la tv. Senza la finestra sul mondo ci sentiremmo molto, molto più poveri. Un'intuizione ben più antica del 1929: i poveri hanno bisogno di circenses quanto di panem. Così, si narra, uno dei primi oggetti a essere fabbricato in serie e a vendere sensibilmente, dopo la crisi del '29, fu proprio la sveglia di Topolino: un oggetto (quasi) del tutto inutile, e di dubbio gusto. Più o meno come le suonerie polifoniche di oggi: (quasi) inutili, e piuttosto pacchiane, ma guai a sottovalutarle.

Anche perché la sveglia di Mickey e le suonerie hanno anche un'altra particolare in comune: squillano. Come a dire: in campana, la Storia passa anche un po' da qui. E ha qualcosa da dirci: sulla saturazione dei mercati, per esempio. Sul meccanismo di spremitura del consumatore occidentale: vediamo quanti diritti possiamo ancora togliergli e quante cazzate riusciamo ancora a vendergli (pochine, temo). Sul ruolo fondamentale che giocano le "giovani generazioni", come fascia di consumatori incalliti, che molto spesso non conoscono il valore di quello che spendono. Come dire che buona parte della nostra economia si basa sul plagio. E che, moralismo a parte, un sistema di questo tipo dovrebbe produrre tensioni intergenerazionali fortissime.

Mentre invece (e questo mi sorprende sempre) tutta questa tensione non c'è, e se guardiamo alle "giovani generazioni" del passato, ci accorgiamo facilmente che esse destavano molto più panico di quelle attuali, pur consumando molto meno (e forse divertendosi di più). Sì, d'accordo, avranno i pantaloni a vita bassa, il piercing e tutto quanto: ma non si fanno più in vena, non gridano più slogan incomprensibili, non prospettano più rivoluzioni. Tutto sommato hanno il ruolo in un sistema un po' più grande, che si basa anche sui loro consumi futili.

Fioretto per la prossima volta che senti una suoneria scema: chiudi gli occhi, conta fino a dieci, e pensa che quella suoneria sta facendo andare avanti il sistema, sta salvando qualche comparto dell'economia, sta finanziando la musica che ascolti, la tv che guardi, il sito internet che leggi, e magari tante altre cose futilissime che ti fanno sentire molto, molto meno povero di quanto tu non sia.
E ringrazia.

1 commento:

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).