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mercoledì 18 febbraio 2009

E l'Africa venne a Walter

Allegria di naufraghi

Anche su questo sito, nei mesi scorsi, è stato pubblicato qualche paragrafo un po' critico nei confronti di Veltroni. Qualche lettore più affezionato se ne ricorderà.
Oggi che la disistima degli elettori del PD nei confronti del segretario dimissionario è gridata da tutti i cantoni, quelle mie critiche possono sembrare un po' facilone; eppure rammento che fino a un paio di mesi fa chiedere un cambio al vertice il più presto possibile era un discorso tutt'altro che banale. Tutt'intorno era un fioccare di pareri più ponderati e saggi, del tipo: Veltroni aveva perso oggi per vincere domani; Veltroni aveva fatto qualche errore ma il progetto era buono; Veltroni aveva sbagliato tutto, ma non c'era nessuna alternativa; eccetera. È interessante osservare come le solide convinzioni si sgretolino in fretta, ultimamente.

Va bene, acqua passata. Adesso però tocca anche a me cambiare discorso.
Fino a ieri mi sembrava giusto smontare il mito del carisma di Veltroni, l'idea che nessuno potesse occupare il suo posto: oggi credo che sia giunto il momento di far presente che chiunque sostituirà Veltroni si troverà alle prese con la stessa situazione e gli stessi errori pregressi, e che quindi non potrà effettivamente fare molto meglio di lui. Mi contraddico? Sì, probabilmente, portate pazienza.
Riassumendo a chi non ha tempo: il problema non è Veltroni, ma il PD: un partito che è nato male, con tare ereditarie che sarà difficile correggere.

Il difetto strutturale, a ben vedere, è uno solo: la democrazia. Dopo aver rifiutato ogni altra denominazione sociale che non fosse la Democrazia, i fondatori del PD hanno dato vita a una struttura che oltre il nome, di democratico, non è che abbia molto. La tragedia delle elezioni politiche del 2008 parte anche da qui: il 75% di elettori democratici che alle primarie incoronò Veltroni, sapeva che egli intendeva rompere l'alleanza storica con le sinistre e andare avanti solo con Di Pietro? Se ne fossero stati al corrente, lo avrebbero votato ugualmente? Insomma: WV ha davvero avuto un mandato democratico per combinare il disastro che ha combinato?

Domande vecchie: facciamocene di nuove. Per esempio: ora che Veltroni si dimette, chi prenderà il suo posto? Al Coordinamento nazionale pensano a dare un incarico pro tempore a Franceschini. Il Coordinamento Nazionale, però, chi lo ha nominato? Walter Veltroni. E quindi in teoria con le sue dimissioni anche il coordinamento perde, se non la sua legittimità, perlomeno la credibilità.

In teoria, perché in pratica Veltroni aveva nominato i membri del coordinamento non in base alle sue profonde convinzioni (quello era l'esecutivo, e non sembra che abbia eseguito parecchio), ma su indicazione delle principali correnti di DS e Margherita. In pratica, dimettendosi, Veltroni mette il PD in mano ai vecchi apparati. Certo, farebbero un bel gesto ad andarsene anche loro, ma poi chi resta?

A ben vedere l'unica struttura formata da persone che non sono state cooptate o designate, ma elette da chi andò a votare le Primarie, è l'Assemblea Nazionale. L'Assemblea però è un organo oceanico, costituito da più di duemila persone, che senza la guida dell'apparato probabilmente avranno difficoltà anche semplicemente a deliberare a chi tocchi prendere in mano un microfono. Tutto quello che potrebbero fare è indicare candidature: in pratica, inaugurare la fase congressuale. Ma non c'è tempo, perché tra un po' ci sono le Europee. E se non ci fossero le Europee, ci sarebbe qualche altro voto amministrativo o referendario, come c'è tutti gli anni in primavera: proprio per questo bisognava cominciare a pensarci prima.

Comunque è meglio adesso che mai. La fase che si apre ora è talmente caotica che propongo di trovarla divertente.
(Tra i vari interrogativi, ce n'è uno così demenziale che non mi fa dormire: e adesso chi lo farà il Presidente del Consiglio Ombra?)

42 commenti:

  1. Mi ha fatto un po' senso sentire qualcuno dire che "l'unica sintesi possibile era Veltroni" (non ricordo da chi ma si e' sentita dire ieri sera), pur avendo ragione.
    La questione a questo punto dovrebbe essere a riguardo dell'esistenza stessa del PD, non della prossima segreteria.

    Io comunque ci vedrei bene Bersani, come gia' avrei preferito un anno e mezzo fa. Solo che c'e' tutta la parte TeoDem (che personalmente manderei a quel paese una volta per tutte) che non credo sia molto d'accordo.

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  2. Mah, dubito fortemente che il PD andrà a congresso anche visto il modo poco coerente in cui il congresso è pensato e la tradizione congressuale non esattamente democratica dalla quale proviene (alludo non tanto all'ala ex-PCI, quanto piuttosto ai congressi della Margherita che erano qualcosa di clownesco... più di quelli del PCI!). La necessità è evidentemente quella di ri-scrivere da capo anche lo statuto, di mettere su un congresso che porti gli elementi propri di un congresso: mozioni, emendamenti locali, voti dei delegati, elezione di un organo direttivo, scelta per votazione democratica di uno statuto, etc... tutte forme che sono state elegantemente scalzate dall'incedere verticistico del gruppo-Veltroni. Quest'ultimo - identificato come l'Unico Traghettatore Possibile - è risultato essere il principale responsabile (lui col suo entourage, ovviamente) dei destini di quello che - invece che essere un partito - sembra sempre di più essere un'accozzaglia elettorale. Si è dimenticato un punto fondamentale della dialettica progressista, che purtroppo non serve alle destre: la credibilità. Veltroni - e chi lo sostituirà dovrà rendersene conto - non ha saputo essere credibile con quelli che non possono essere solo elettori, ma quantomeno sostenitori. Se c'è qualcosa di anche solo vagamente positivo nell'elezione di Obama (processo elettivo talmente sovraesposto ed iperpropagandato come "momento storico" da figurare come Unico Argomento Interessante e Santo Alibi dei "democratici" da salotto italiani e - cosa non trascurabile - che ha finito per scocciarmi) è la capacità del suo entourage di creare una rete di sostenitori che fossero realmente partecipi del momento elettorale, del processo di costruzione del programma, del dialogo vertici/base. Invece, una volta di più, in questo Paese sempre più malato di fascismo e di deleghe in bianco, il PD cosa propaganda come Massimo Momento di Democrazia? L'apposizione di una X su di un nome piutosto che un altro (Letta vs. Veltroni? o Rosy Bindi?? Ma scherziamo?) pagando, peraltro, un euro. Ma andiamo! Veramente siamo al punto che il massimo della democrazia sia questo?
    Ora, viste le premesse, penso appaia inevitabile che il soglio vuoto di Veltroni sia occupato attraverso un gioco di vertici, senza consultazione e senza referenze il che allontanerà una volta di più il vertice dalla base, scollerà di un'altro pochetto la "politica" (nome di facciata di qualcosa che col senso del politico non ha nulla a che vedere) dal "Paese Reale" che - in quanto appunto "Reale" - ha un po' più diritto a non credere ai "democratici" ed ha un po' più il diritto di cedere al suo Re, coi suoi cavalieri, i suoi vassalli ed i suoi cani da guardia mediatici.
    D'altra parte, direbbe mia nonna "o' scuorn' è bell' addo' tenè, ma na vot' ca l'e perz, staje 'ngrazie 'e ddie" (trad.= "è una bella cosa curarsi del proprio pudore, ma una volta che l'hai perso, stai più tranquillo").
    Scusate la tirata (che non vuole essere uno sfogo... ne avrei molta di più, di rabbia da sfogare... :D), ma è dalle primarie del PD che c'avevo questo sassolino nella scarpa.
    Alle prossime.

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  3. Carissimo Leonardo,

    nel mio piccolo paesello tutti quanti (ex Ds ex Margherita, ex FI ex AN Lega, Ccd, Repubblicani, Socialisti ecc) sapevamo che il nascente PD avrebbe rotto con l'estrema sinistra e che quest'ultima sarebbe stata lasciata affondare finalmente senza le toppe degli ex Ds. Direi, che almeno per una buona parte dei paeselli romagnoli nei quali bazzico politicamente, il 99,9% degli elettori (ad esclusione dei bertinottiani) sapevano questo.

    Cmq ti do ragione sul riguardo scarsa democrazia nel PD. La Finocchiaro è stata mandata in parlamento con i voti emiliano-romagnoli. Cosa c'entra?
    Moltissimi romagnolo ed emiliani, già il giorno dopo le elezioni, erano scettici e dubbiosi se rivotare PD proprio per questo motivo. Anche da noi già si parlò di Ccd....figurati.

    La sinistra italiana ed anche i vari cervelli "nulli" (che si tramutano in schede nulle o in assenze alle urne) che si bevono le dietrologie grillesche o di altre amene scatole virtuali (perciò vuote, come questa del resto) restano però il vero problema democratico.

    C'è una destra autoritaria e neo-fascista, arrogante e ladrona, violenta e ni-potona, falsa e oligarchica?

    Allora dovrebbe essere naturale una unione di intenti degli uomini di buona volontà.

    I grilloniani (termine inventato per indicare un 'gruppo' e non solo il povero Grillo) fanno bene quando scovano il marcio (io seguo grillo da quando era un comico con i capelli neri e ricci) fanno bene ad essere fustigatori di malcostume, fanno bene a proporre idee nuove...ma fanno malissimo, quando dicono che i partiti (Pd e PdL ecc), siano la stessa cosa, facciano le stesse cose.

    Questa si che è la vera fase di annullamento, questo è il vero reset...ma non per ricominciare...se i grilloniani ci pensassero meglio potrebbero notare che la storia ci ha imposto innumerevoli 'reset' ma sono sempre passati per il sangue delle popolazioni e non per le scatole vuote di internet. E penso proprio che nessuno voglia essere causa di nemmeno un goccia di sangue dal naso.

    I bertinottiani hanno un grande vantaggio sui grilloniani, hanno iniziato prima lopera di demolizione democratica (intendo, come anche sopra, demolizione dell'idea di democrazia, di diversità, di alternanza, di buon governo ecc.) e non sul virtuale mondo, bensì in parlamento. Hanno messo in testa ai pochi esaltati che li seguivano che era possibile battere berlusconi stando sempre all'opposizione.
    Infatti quando si sono trovati nell'ultimo governo Prodi (così come anche nel primo) erano spaesati, non sono riusciti a costruire nemmeno un misera azione di governo.

    Gli italiani se ne sono accorti, hanno capito il bluff della sinistra, gli italiani del nuovo millennio avranno mille difetti ma hanno sicuramente un grande pregio, sono centristi, vogliono essere moderati, vogliono prendersi la responsabilità del governo, vogliono essere artefici del futuro e non continuamente in lotta per il presente.

    Purtroppo solo berlusconi (ovviamente aiutato da un buon lavaggio del cervello mediatico) l'ha capito in tempo. Anche se, per la verità, l'hanno capito ancor prima quelli del Ccd (ed in questo hanno dato una grande mano al cavoliere di arcore).

    La sinistra italiana, faziosa, controrivoluzionaria e vagabonda (nel senso politico del termine) ha vissuto all'ombra dell'ex Pc, ha campato di rendita dopo la chiusura del Pc e nell'interregno del PDS e Ds.
    Si è nutrita delle 'briciole' del grande partito, e non si è accorta (unica in Europa) che il mondo si spostava al centro che con l'odore di crisi che si sentiva dal 2001 in poi (ma anche qualcosa prima) la gente rinserrava le file, si chiudeva in casa -per così dire-.

    Ecco allora come sia giusto e doveroso far nascere un Vero e Grande Partito come il PD. Come sia giusto porlo come una alternativa alla destra, come sia corretto posizionarlo con la barra al centro, come sia vero anche che non possa contenere le 'frange' meno adatte al governo se non con accordi 'esterni',
    ma che si prenda comunque la briga di 'trascinarle' con sé.

    La manovra del Pd ha avuto -però- diversi ostacoli:
    -le frange non sono volute essere tali ma hanno voluto essere tessuto;
    -i grilloniani (quasi tutti di destra mi verrebbe da dire per il modo autoritario che usano) hanno fatto opera di demolizione, con la scusa di berlusconi, dei contorni del PD;
    -il Ccd è stato molto scaltro e si è infilato subito nel mezzo prima che il Pd prendesse una posizione solida;
    -la leadership del PD non è stata 'innalzata' sopra tutti da subito ma anzi è stata da subito sgretolata da ameni personaggi dall'interno stesso del PD, ed ha dimostrato -in questo- piedi di argilla.

    Eliminando qualche probelma di comunicazione e mettendo subito le carte sulla tavola dell'Assemblea Nazionale, si potrà -senza dubbio- ricominciare da 'due'.

    Ciao

    RA

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  4. finalmente!

    sulle alleanze sono d'accordo con Roberto, tutti i capaci di intendere e di volere sapevano che, votando Veltroni, avrebbero votato un "riallineamento" (dio bono, che ho scritto! mi propongo per segretario del pd) delle alleanze.

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  5. Che bello, Veltroni se ne va e Leonardo finalmente può fare la sua campagna elettorale per "chiunque"!
    E poi dire che votare Veltroni alle primarie significava non sapere quali sarebbero state le nuove alleanze ...eddai!!
    Comunque concordo con te sul trovare la nuova fase "divertente", per quanto mi riguarda penso che tornerò a votare comunista, voto inutile per voto inutile...
    Grazie comunque per dare spunti di riflessione.
    Fra

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  6. sai Roberto cosa penso? che il Pd è molto peggio del PDL perchè quello non ha mai tentato di fregare il proprio elettorato dicendo una cosa e facendone un'altra. noi a Roma ne abbiamo viste delle belle.... e continuiamo a vederne. Quindi è tutta colpa di Grillo e dei bertinottiani! Interessante: il tuo modo di pensare è la dimostrazione del fatto che il PD non ha speranze. Gli italiani sono centristi: io certamente lo sono: sono al centro con la Costituzione italiana, sono al centro con gli interessi degli abitanti delle città, sono al centro con i lavoratori, italiani o stranieri per me è uguale, sono al centro per la tutela della salute e dell'ambiente (il futuro dei miei figli), sono al centro come il Partito Socialista Europeo, come Zapatero ed Obama. Il Pd non lo so, mi pare tanto orientato a destra!! LE politiche di destra, che hanno sostenute l'economia immorale e amorale dell'ultimo decennio, in Italia le hanno messe in campo anche con il mio voto. Tu eri d'accordo magari e anche nel tuo paesino. Beh se proprio ci tenete tanto a governare nel PDL prendono un po' tutti, perchè se aspetti il giorno in cui tornerà a governare questo PD mi sa che vi fate troppo vecchi: finchè non si arriverà al partito unico i governativi a tutti i costi come te non sono contenti mi pare. Auguri comunque. A proposito (a proposito di democrazia), mi spieghi alle prossime europee come faccio in Italia a votare e ad eleggere qualcuno del più grande partito europeo?
    Renato

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  7. Ora come ora al Pd serve una vittima sacrificale da immolare alle prossime europee, per cui è prevista una batosta elettorale di proporzioni bibliche. Quindi Franceschini ci può anche stare.
    Dopo di che ci vorrebbe un leader giovane, sotto i quarant'anni. Ci vorrebbe un bel ripulisti di una classe dirigente inetta, litigiosa, familiriastica, miope, politicamente inadatta e inadeguata.
    Dubito che tutte e due le cose siano possibili, visto lo status attuale del Pd e più in generale della politica italiana.
    Oddio, c'è sempre la possibilità che Fini si candidi leader del Pd: sono convinto che prenderebbe molti più voti di Veltroni...

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  8. a una leggenda nera come Silvio e alle sue parole di burro si può solo contrapporre una leggenda rossonera che è anche un bell'esempio di ironia e umanità,Gianni Rivera.Visto che di nominare una donna segretario o un radicale nello stesso ruolo non siamo nemmeno capaci di pensarci seriamente senza tremare,da veri idioti quali siamo

    files.fataldelonuestro.com/Musica/Podcasting/Jordi/90s/10-No%20Surprises.mp3

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  9. Il problema è che con quello che succede e parlo di corruzione mafia e razzismo il PD dovrebbe essere incazzatissimo... invece niente non si sente nessuno. Io ho il vomito! mi vergogno e non ho il coraggio di dirlo ai miei figli perchè tutto questo non ha spiegazione logica. Ciao Golia

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  10. Fuori Prodi, fuori Cofferati, fuori Bassanini, e ora fuori Veltroni.
    Ma il baffetto ancora a portare la sua faccia davanti al test degli elettori non se la sente (e si che sono anni!).
    Il prossimo fantoccio messo li sarà Bersani, un ottimo ministro ma assolutamente non in grado di guidare un partito ad una vittoria elettorale.
    In tutto questo a sx si continua a non rendersi affidabili agli occhi degli italiani, ma d'altra parte convincere le masse non è mai stato nella mente di un Bertinotti.
    In tutto questo vedere Berlusconi trionfare nel giorno in cui un suo avvocato prende 6 anni per corruzione... spiega in che paese ci troviamo.

    Penso che purtroppo il pd muoia qui.
    L'opera di d'alema rutelli e marini, che al progetto non hanno mai creduto, è compiuta.
    E comincio a pensare che forse hanno ragione loro.
    Adesso rutelli si unirà nel sacro vincolo del matrimonio con Casini; D'alema potrà continuare a regnare su una sinistra eternamente divisa ma eternamente alla ricerca della sua unità (remember LA COSA ROSSA?).
    Certo Berlusconi continuerà a governare, ma questo ad un parlamentare da xx.000 euro al mese non interessa granchè!

    Walter si fa da parte senza risultati, ma anche con l'impressione di non aver mai potuto lavorare seriamente. Certo è mancato a lui l'istinto del killer nel far fuori subito i vecchi colonnelli, e questi, guarita la ferita del lingotto, sono tornati + forti che mai.
    Mi lascia un pensiero che riporto all'attenzione di tutti: se non si abbassano le tasse pesantemente, il centro sx non vincerà mai +(pagare meno per pagare tutti diceva). Sembra un controsenso ma è l'unico modo per battere berlusca, a cui la gente perdonerà sempre tutto pur che gli aiuti ad evadere un fisco pesantissimo e che nella loro mente è solo sinonimo di sprechi e non di servizi.

    Giulio

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  11. Siamo nella merda. Non fate l'ombra!
    z88

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  12. Il ragionamento di Roberto e' il tipico esempio di perche' il PD non ha speranza: "C'è una destra autoritaria e neo-fascista, arrogante e ladrona, violenta e ni-potona, falsa e oligarchica? Allora dovrebbe essere naturale una unione di intenti degli uomini di buona volontà."

    No, non e' naturale; quel ragionamento ha fallito brutalmente tutte le volte che e' stato applicato, da Weimar al pre-NapoleoneIII. Ci sara' un perche'.

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  13. Il cdx ha da vent'anni tre convincenti leader nazionali:Bossi, Fini, Berlusconi.
    Il csx ce aveva uno solo, D'Alema, prestissimo bruciato, e poi il deserto.
    Il cdx ha proposte chiare: sicurezza,efficienza dello stato, meno sprechi, meno tasse.
    Il csx una sola: lotta all'evasione fiscale, che in Italia rompe le scatole a quasi tutti.
    Il cdx ha governato malaccio e ha perso nel 2001.
    Il csx ha dato un impressione nauseante del proprio governo, bastano alcune parole: tesoretto, Turigliatto, scalone, Dal Molin, ricordanti alcune tappe della via crucis di Prodi per far dire a una voce: MAI PIU'! (In mio nome) perfino a chi lo sosteneva.
    Ve l'immaginate l'attuale crisi affrontata da una maggioranza che andava da Diliberto a Mastella? La gente sì, per questo Berlusconi qualunque cosa faccia non ne è toccato.

    Il PD e il csx tutto pagheranno per decenni le tare oggettive di cui sopra, andare a cercare le colpe, le persone, le alleanze elettorali giuste o sbagliate è solo piccolo cabotaggio della politica.
    Qui non ci salva più nessuno.

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  14. "Quello che speravo si potesse realizzare era un partito nuovo e aperto, all'interno del quale la vita democratica fosse una ricchezza, una bellezza", ha detto Veltroni.

    Io al prossimo che dice che le differenze (leggi divisioni) sono una ricchezza gli sparerei volentieri, e questo cretino continua...

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  15. quel che hai detto qui (ma anche prima) è molto vero (anche se non sono d'accordo). io continuo a pensare che il problema è la sinistra. sì, ochei TUTTO il centrosinistra.
    non si sono fatte alleanze per governare, ma per vincere le elezioni. non so sono sottoscritti programmi per attuarli, ma per vincere le elezioni. non si fanno accordi strategici ma tattici, niente che debba sopravvivere a qualche mese.
    non si fondono partiti per farne uno nuovo, si fondono sperando di avere una percentuale più ampia del partito più grande dell'altra parte (il solito giochino a chi ce l'ha più grosso?)

    vorrei però chiedere a tutti quelli che avevamo parlato di nazismo ai tempi della turco-napolitano cosa pensano della bossi-fini e cosa delle ultime robine del pacchetto sicurezza

    si può decidere di fare un partito con poche idee ma chiare e convincere gli italiani a darti la maggioranza (un certo tipo d'idee non è mai stato neanche vicino a essere maggioranza) e intanto berlusconi governa, oppure stringere alleanze (facendo toh! compromessi) e tentare sintesi tra idee diverse (p.e. tra ex democristiani ed ex comunisti). o sì, c'è anche l'altra: fare alleanze che si sfascino pochi mesi dopo le elezioni. vogliamo ignorare perché soru s'è dimesso e s'è andato al voto? ma perché parte della maggioranza ha votato contro alcune delle cose fondamentali per soru. possiamo fare finta che soru non fosse sostenuto da tutto il centrosinistra e che la coalizione ha preso meno voti di lui.
    secondo me il difetto è proprio nella mancanza di far coesistere interessi divergenti: la somma di tante minoranze non fa una maggioranza
    marcell_o

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  16. Anonimo/Giulio, "pagare meno per pagare tutti" non lo diceva il "csx" o il PD o i DS o nemmeno il PDS. Lo diceva il PCI. Trent'anni di partiti nuovi e rifondazioni margheritose non sono riusciti a produrre uno straccio di idea diversa dagli slogan elaborati dal PCI e/o dalla sinistra cattolica del dopoguerra. Tu ti ricordi una frase, un'idea, cha sia stata "inventata" a sinistra in Italia negli ultimi 30 anni? Io no. Io mi ricordo "le tre I", "meno tasse per tutti" e "Roma ladrona". Che il problema stia anche un po' qui?

    No, no, e' solo questione di nomi e alleanze e simboli, continuiamo a seguire queste telenovele (i.e. comprare i giornali che le riportano e guardare le tv che le producono), prima o poi un Obama italiano saltera' fuori e sara' tutto risolto. Giusto?

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  17. In tutta onesta' secondo me se Berlusconi si giochera' bene le sue carte passeremo da una dittatura "morbida" ad una "media" (e solamente perche' una dittatura "dura" non reggerebbe alle relazioni internazionali) prima che il prossimo segretario possa rendersi conto in che covo di serpi si e' andato a sedere.

    Non c'e' uscita... come al solito nella sinistra manca la capacita' di abbandonare gli interessi personali e di corrente. Lo scenario e' sinistramente simile a quello di cento anni prima, e tra una decina d'anni sara' un secolo dal fascismo...

    L'unico motivo che mi fa stare allegro e' che sono all'estero. La destra e' invotabile e la sinistra (centro) PD uguale. Come dice Beha, il PD non e' UGUALE al PDL, gli e' sparring partner "complementare". Gli attacchi interni a Di Pietro sono la goccia che lo ha reso invotabile ai cittadini onesti.

    Di speranze, ne vedo poche, e all'orizzonte le nubi sono sempre piu' nere.

    Andrea

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  18. anch'io da tempo lo dicevo, veramente, che questa dirigenza del pd era inguardabile. anche d'alema ovviamente. saluti

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  19. Oggi come oggi, il candidato che più rappresenta lo spirito di una sinistra laica e moderna è Gianfranco Fini.

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  20. C'è da chiedersi che senso abbia affrontare le prossime elezioni con un reggente. Questa scelta (che pare la piu' probabile) porterà ad una sconfitta sonora e disperante e a una ulteriore delegittmazione di tutti i dirigenti.

    Ci si nasconde pare dietro lo Statuto, quando la situazione richiederebbe un plus di coraggio e intelligenza: solo un congresso maschio, aperto e combattuto, prima delle elezioni, potrebbe contenere una sconfitta annunciata con un pupazzo temporaneo.
    Sono pazzi !

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  21. A quelli che dicono "soltanto D'Alema" vorrei far notare che nessuno ha impedito mai a D'Alema di candidarsi e vincere. Potrebbe farlo anche adesso, per esempio.

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  22. nessuno, vero, mai gli l'ha impedito. Ma facendo le mosche cocchiere non si va a sbattere e si naviga meglio.

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  23. eppoi ha sempre cose piu' grandi da svolgere, che gingillarsi nel pollaio della politica italiana.

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  24. La migliore analisi l'ho trovata qui:
    http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/090218-parliamo-con-elefante.mp3
    (soprattutto Folli).

    Dalemiano.

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  25. Sono anni che si va avanti con mito di D'Alema grande intelligenza politica. Non dico che sia falso, ma non ho mai sentito nessuno citare una cosa intelligente fatta da D'Alema. Attendo fiducioso.

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  26. quoto falecius... fate come se l'avessi detto anche io!

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  27. Il principale indizio dell'intelligenza di D'Alema è, purtroppo, la sopravvivenza politica di D'Alema.

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  28. ammappate roberto riesci a far la sintesi delle qualità d'analisi del Pd. il partito che sta governando l'italia.
    oppure..

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  29. @falecius (e non solo)

    mi sembra una bella sintesi:
    http://www.italianieuropei.net/media/libri/RAPPORTO_10anni.pd

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  30. correzione:

    www.italianieuropei.net/media/libri/RAPPORTO_10anni.pdf

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  31. Ecco, ho trovato una sintesi che esprime abbastanza bene quello che (immagino) crede la maggior parte degli elettori.

    http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2174941
    L'autore è Peter Gomez

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  32. D'Alema ai tempi della bicamerale ha fatto di tutto per salvare Berlusconi ... per poter così fare con lui "le riforme" che va sempre minacciando senza mai dire cosa sono da dieci anni. Se proprio vogliamo questo, dal leader...
    Non mi sembra più a sinistra di Veltroni, solo più furbo a sopravvivere.

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  33. Complimenti, ottime analisi!
    Ed è vero, ha proprio ragione Peter Gomez:
    "E dal Pd se ne sono così andati i migliori. Gli elettori."
    Credo che questa sia la strada per la salvezza del Pd: dosi massicce di basso populismo.

    RispondiElimina
  34. Ciao Dalemiano
    non ho mai capito nè condiviso l'aggettivo di "populista" che viene affibbiato a chi, di volta in volta, critica in maniera aperta la classe politica italiana di oggi.

    Se poi vuoi criticare le parole dell'articolo nella loro sostanza, sei liberissimo, e sulla sostanza ci si può confrontare, non su attacchi astratti.

    Ti dico nello specifico quali frasi condivido particolarmente
    "Il tarlo che sta erodendo quella formazione politica ha infatti un nome preciso: credibilità. Il Pd perde perché non è credibile. E non è un problema di idee o di progetti. È invece una questione di uomini e di comportamenti."

    e poco dopo
    "A un situazione del genere il centro-sinistra prima, e il Pd poi, avrebbe potuto (e dovuto) reagire con dei gesti forti e simbolici. Invece non è accaduto nulla."

    E, credimi, è esattamente ciò che sente gran parte di coloro che un tempo sarebbero stati considerati "il bacino di voti" di quel partito.

    Per fare un esempio preso a caso, da La Repubblica web di oggi
    "La netta presa di posizione del papà di Eluana arriva nel giorno in cui la commissione Sanità del Senato ha approvato l'adozione come testo base della proposta presentata dal Popolo della libertà. Il testo di Raffaele Calabrò è passato con 13 voti favorevoli, sei contrari e tre astenuti (i senatori del Pd Dorina Bianchi, Daniele Bosone e Claudio Gustavino). La votazione ha riproposto le divisioni interne al Partito democratico su questo delicatissimo tema. Nel Pd c'è chi, come la capogruppo in commissione Bianchi, fa "un'apertura di fiducia nei confronti del relatore", chi, come il senatore Ignazio Marino, ha già invocato il referendum su una legge che vieterebbe la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, e chi, come la senatrice Paola Binetti, ha già lanciato la mobilitazione contro la "minaccia" del referendum."

    Una "cosa" che si comporta così non è un partito, nè una coalizione. Il termine tecnico è "accozzaglia".
    Un partito democratico credibile avrebbe posto la laicità e la separazione dei poteri talmente nelle proprie retrovie ideologiche da non poter essere mai messe in discussione nelle proprie prese di posizione.

    Tu che ti scrivi Dalemiano, ti prego, aiutami a capire... come si può difendere un partito che stringe alleanza con un secondo (l'IDV) che poi tenta di fregare goffamente sotto gli occhi delle telecamere? Come può porre una questione morale chi partecipa al massacro di De Magistris in Calabria e della procura di Salerno? Un partito che permette a un gruppeto sparuto (i cosiddetti teodem) di mettere in discussione le fondamenta laiche dello Stato? Un Partito che non ha saputo porre la questione del conflitto di interessi e della legge elettorale quando era al governo e ne aveva la responsabilità?

    Andrea

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  35. Caro Andrea,
    io sono impiegato, ho tre figli e siamo una famiglia mono-reddito...da "impiegato del catasto".

    Io sono personalmente molto indignato sulla questione DeMagistris, ma ti chiedo:
    -c'è qualche famiglia di impiegati oppure operai o braccianti o extracomunitari, a cui importa qualcosa di quel che è successo a DeMagistris ed alla procura di Salerno?

    Sei davvero convinto che le problematiche di un partito siano solo quelle?

    (non voglio nemmeno parlare di Eluana essendo queste tematiche assolutamente extra-partito di qualsiasi genere...a meno che anche tu non sia uno di quelli che strumentalizzano Eluana e suo Padre per i propri fini politici o ideologici)

    Se il cavoliere di arcore ha "portato" il csx a queste cose è proprio su questo che ha vinto.

    Leggi la Costituzione e noterai quanto essa sia tutta volta alla concretezza e non agli slogan.

    L'affare DeMagistris è della magistratura, devono pensarci loro. Un partito dovrebbe stare alla finestra e non nominarlo mai. Il partito che lo nomina, perde. Ed infatti nel cdx il nome DeMagistris non viene quasi mai fatto...pensaci.

    Concretezza e rispetto delle leggi, politiche sociali concrete e non 'sparate' in aria ma irrealizzabili...queste sono i semplici ingredienti di una sicura (forse, ricordo a me, a tutti ed a a Leonardo: "Sempre:forse") vittoria politica...altro che paillettes


    ciao

    RA

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  36. Roberto, non sono d'accordo che sia tutto un discorso di concretezza. Silvio, Bossi, Tremonti etc non fanno altro che "sparare" (vaccate) da 20 anni, e vincono.

    Il fatto e' che loro, a porte chiuse, sintetizzano le aspettative e i desideri della loro base politica in chiari (per quanto riprovevoli) slogan, e poi attaccano a testa bassa, duri e compatti, martellando i loro slogan finche' non diventano "sentire comune". Costruiscono l'egemonia culturale, come insegnava Gramsci, ad un livello che la sinistra italiana non sa piu' fare perche' non ha piu' una cultura condivisa.

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  37. L'anomalia e' che siamo ancora a parlare di D'alema quando lo stesso, dopo il miserabile fallimento sulla commissione bicamerale, avrebbe dovuto scomparire dalla scena politica gia' da diversi anni. Il problema vero e' che la SX e' diventata un buon ufficio di collocamento per preziose posizioni di rendita e non e' in grado di proporre e selezionare nuovi leader in grado di competere, anche dal punto di vista della comunicazione (oltre che sui contenuti) con l'inguardabile DX.

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  38. Ciao Roberto

    io credo che la prospettiva "italiana" sulla politica interna verrebbe capita meglio quando allontanandosi di qualche passo come si fa quando si vuole avere una visione d'insieme.

    In nessun paese dell'Europa Occidentale verrebbe permesso al premier e al governo di fare quello che e' permesso in Italia.

    L'errore dell'opposizione, secondo me, e' lo stesso che fai tu. Non facendo mai questioni di principio, scivola inesorabilmente e rapidamente verso posizioni appiattite su quelle del governo.

    Le scelte "forti" e importanti, anche se non rientrano tra le priorita' di molte persone, danno l'idea globale che si abbia a che fare con un soggetto politico. Quali sono state le idee per le quali valeva la pena di votare per il PD?

    Come dice Giacomo, la concretezza non sembra essere il metro di paragone usato dagli elettori per scegliere i propri rappresentanti... forse che forse valga la pena di avere invece dei principi?

    Andrea

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  39. Cari Giacomo e Scudy,
    ho apprezzato molto i vostri interventi sopratutto perché sono veri anche per me, in buona sostanza: avete ragione da vendere.

    In effetti anch'io la penso come voi, con un solo distinguo e cioè che -seppur mi dispiace molto ammetterlo- il cdx di oggi è molto più "concreto" del csx.

    Che poi quel "concreto" fra virgolette sia il frutto di bombardamenti mediatici e di fandonie ben impacchettate....beh, su questo non ci piove, come lo chiamo io?:
    Il cavoliere di arcore (scrivo arcore minuscolo per non offendere il paese di Arcore ed i suoi abitanti).

    Io sono iscritto al PD provenendo dal Partito Popolare (di Don Sturzo !?) e voglio anche fare outing: ho militato nella DC ed ero in una corrente fortemente anticomunista!

    Quindi posso dire che conosco molte persone che hanno,(già nel '93) cominciato a votare prima Ccd poi Fi poi Cdl (qualcuno è tornato con il Ccd ultimamente) ma anche molti che sono passati direttamente ad AN e qualcuno alla Lega.

    Tutte queste persone sono eccellenti cittadini, onesti e probi ecc vi posso assicurare che nessuno di questi ha mai pensato di frodare lo stato con elusione oppure evasione (vabbè, fra la mia cerchia di amici c'era anche l'ex manager di ValeRossi, lui proveniva da LC, poi radicali poi Pc ecc, dico "c'era" perché ormai vive solo in UK ci frequentiamo poco).

    Quando scelsero Fi io mi offesi e non me lo spiegai, ci ho messo anni per capire. Perché persone oneste si mettevano con un partito che io chiamo (dal '93) 'impero del male'?

    Qualcuno di loro ha votato una volta per Prodi (solo per lui) perché lo ritenevano una persona più preparata del cavoliere, ma poi sono tornati al CdL perché l'hanno trovato inconcludente!

    Queste sono le vere domande che si dovrebbe fare la Sx, vi giro la domanda che mi ha detto un mio carissimo amico ex Pci:
    "ho due figli, un lavoro da impiegato, mia moglie è precaria, faccio 70 km al giorno, non ho un mio ufficio...che cosa sta facendo Prodi per me?"

    Quando mi disse così gli risposi citandogli dati, leggi, interventi, articoli della finanziaria...lui non mi ha creduto.

    Allora vi chiedo: perché?

    Mi rispondo: perché anche se la "concretezza" (fra virgolette) del Cdx è in realtà composta da molto fumo, nel Csx non ce ne è nemmeno l'ombra e quella reale (reale nel senso più vero) non è 'passata' ai cittadini (questo -mi rendo conto- per il problema mediatico...Ah! se la bicamerale e D'Alema avessero fatto quel che dovevano....).

    Ecco perché ho parlato di concretezza, il csx, se vuol vincere deve diventare "più realista del Re".

    Per parafrasare un grande rappresentante del cattolicesimo moderno (Benedetto Calati priore Camaldolese, tornato al Padre nel 2000) che diceva: "...la Chiesa dovrebbe smettere di guardare nelle alcove...per andare sulle strade a parlare alla gente di Gesù..." (e quasi lo scomunicano);
    Io vorrei dire: "il Csx deve uscire dalle aule dei tribunali, dalle stanze dei malati terminali, dalle alcove degli omosessuali, dalle ville del cavoliere e dagli yacht dei suoi sgherri...ed andare per le strade a parlare di lavoro, di famiglia, di scuola, di sanità, di sicurezza e sopratutto di stato nel senso di appartenenza e di cittadinanza ed un po' anche di educazione civica che non guasta mai".

    Poi ci sarà il tempo per ridare i giusti poteri ai tre cardini della Democrazia: Esecutivo, Legislativo, e Giustizia,
    e ristabilire un patto sociale corroso dal consumismo...questo sì...ma prima mettiamo qualcosa nel piatto dei cittadini!

    ciao

    RA

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  40. Roberto, ti ringrazio dell'apprezzamento.

    E' forse vero quanto dici della assenza di politiche sociali suo territorio (hanno il sapore di parole di altri tempi) e io che vivo all'estero non potrei.

    Però quando penso che il PD ha avuto per l'ultima volta con il governo Prodi la possibilità di fare quello che un governo democratico (non di sinistra, solo democratico) avrebbe fatto ovunque nel mondo, ossia chiudere rete4 e svincolare la RAI dal controllo della politica, mi chiedo: ma non se lo sono cercato questo crollo dei consensi?

    Andrea

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