mercoledì 11 agosto 2010

Per difendere un'effige

A questo punto si è ormai capito che per me, ex ragazzo triste, l'estate è una grande metafora della solitudine: tappato in casa o in giro per il mondo, io in estate devo forzatamente crogiolarmi in me stesso per estenuanti pomeriggi, ascoltando pezzi astrusi che mettano in fuga pure gli animali da cortile. Può darsi, anche se in realtà ero quasi sempre in campeggio a schitarrare. Comunque. Questa specifica varietà di solitudine è seriamente minacciata dall'ascesa di Youtube. Fate l'esperimento. Cercate quella canzone di cui avete pudore, perché siete convinti che ormai piaccia soltanto a voi. Quella che nessuno sembra ricordare. Su youtube molto spesso c'è. E sotto il video ci sono sempre almeno tre commenti. Di gente entusiasta.

E' una cosa commovente, la coda lunga che scodinzola. Non c'è un solo lurido accrocchio di note dissonanti che non abbia un suo estimatore, qualcuno che l'aveva cercato in lungo e in largo e piange di felicità per averlo finalmente trovato. E agli artisti si perdona tutto. Qui sotto c'è Rino Gaetano, (no, non è Sfiorivano le viole, fuochino) che uccide la sua stessa canzone con un playback criminale. Lo hanno abbandonato sul palcoscenico come un cane in autostrada; si protegge con un cappello e una coreografia stentata, e sembra aspettare che lo vengano a prendere, come gli strumenti che qualcuno ha lasciato lì sullo sfondo. Beh, nei commenti la gente applaude la sua pantomima, lo trova geniale 'come al solito', lo ringrazia per aver "rifiutato il playback". No, non è che lo rifiutasse. Non era capace (o aveva un ritardo in spia, possibile anche questo). Ma non importa, è da anni che sognavamo di vedere Rino che cantava le canzone. Finalmente l'abbiamo trovato. Non canta. Si muove a stento. Ma è Rino. Siamo un po' meno soli.

3 commenti:

  1. beh che non sia capace di cantare in playback mi sembra evidentemente falso, è evidente che muove la bocca come un cavallo appositamente... tu da cosa lo deduci? cmq questa canzone è troppo famosa ed orecchiabile per potere pensare che piaccia solo a te! ciao sergio

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  2. Con quella scenografia sullo sfondo, un'illuminazione di quelle che si manovrano con un interruttore, in un contesto da sagra della provola, mocassino bianco (no calzino) + calzoni corti a vita alta + tshirt condita con tre goccie d'olio, per cantare una di quelle sue canzoni da sgrezzare, che sanno di provincia, neanche del mezzogiorno piuttosto delle 11:45, 11:50 massimo... metterci professionalità nel playback vorrebbe dire non avere il senso della situazione.

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  3. ma quale mocassino, quelle sono ESPADRILLAS

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