Visita <a href='http://www.liquida.it/' title='Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida'>Liquida</a> e <a href='http://www.liquida.it/widget.liquida/' title='I widget di Liquida per il tuo blog'>Widget</a> Leonardo: Un giorno sfondo

martedì 24 agosto 2010

Un giorno sfondo



Diceva d'essere un attore,
e anche un po' fotografo;
la sua vita era una commedia,
perciò era pure un comico.
Avrebbe fatto i milioni,
ormai stavano arrivando...
e nel frattempo cazzeggiava.

Si guardò indietro nello specchio:
tutti quegli anni, formidabili.
Posò lo stuzzicadenti
e rise un po' dei cazzi suoi.
Vedeva l'odio per sé stesso
già inciso nell'autoritratto
che avrebbero esposto a Brera
di fianco a un Tintoretto,
ma era in ritardo con l'affitto.

Spiegava: sono un musicista,
che ha questa ambizione:
che tutti possano ascoltare
il mio ritmo interiore...
Nel frattempo stava immobile
e diceva così:

È una questione di tempo,
vedrai che arriva il mio momento.
Io credo ancora nel mio sogno:
sto per spaccare il culo al mondo,
sto per spaccare il culo al mondo.

Non negava di esser bello,
aveva fatto anche il modello,
ma non mandava giù l'idea
di sfilare in mutande
(rendeva più in Autunno-Inverno).

E lavorava a un portale(*)
che avrebbe aperto a Natale.
Faceva tutto anche da casa
con il suo cellulare,
finché è rimasto senza credito.

Un gran lavoratore,
che non riusciva a stare fermo:
cercava ancora il suo Dio,
senza più credere all'inferno
(ma andava ancora a confessarsi).

Un uomo molto indipendente,
ma con qualche dipendenza;
un vero uomo libero,
(dormiva in case occupate);
aspettava un bonifico,
che ormai stava arrivando,
e nel frattempo cazzeggiando
mi spiegava così:

È una questione di tempo,
ma arriverà il mio momento.
Io ci credo un giorno sfondo,
spaccherò il culo al mondo,
spaccherò il culo al mondo...

Fatti spiegare il mio sistema,
mentre mi offri la cena,
ecco vedi,

Io sono un attore,
e anche un po' un fotografo;
poi la mia vita è una commedia,
il che fa di me un comico.
Vedrai farò i milioni,
vedrai vedrai che arrivano...

(*) Era il 2000, dopotutto. Succedeva persino a me.

7 commenti:

  1. Hai tenuto la metrica e il significato, e la tua traduzione è cantabile sulla base originale. Perciò ti dico bravo.

    RispondiElimina
  2. Le vacanze ci fanno veramente bene.
    Tu non scrivi più teorie deliranti sul re dei nani e parli di ottima musica.
    Io non ho il bisogno compulsivo di leggere le tue teorie e mi riascolto i Jethro Tull.

    Un piccolo scorcio di una vita normale in un paese normale.

    RispondiElimina
  3. Normale? A me sembra il ritratto del fallimento invincibile di un'arrogante mediocre autoilluso e scroccone. Troppo tardi per la verità senza diventare pazzi, forse, o troppo presto se c'è ancora spazio per un'altra illusione. Il terrore e il rifiuto di una vita ordinaria che alla fine ti impedisce di vivere. Minchia, è terribile.

    RispondiElimina
  4. sì rob, hai ragione, adesso però torna a giocare con i tuoi amichetti immaginari

    RispondiElimina
  5. Rob forse si riferiva alla canzone ("normale" nel senso di "ordinary man")

    RispondiElimina
  6. ah, nel caso chiedo scusa, non ho ancora smaltito il fuso orario

    RispondiElimina
  7. Ehm, sì, ho frainteso la chiusa di marcobi.
    Senza nemmeno poter dare la colpa al fuso.
    Pace. Anche da parte del mio amico Harvey.
    Ehi, so scrivere come Ilvo Diamanti!

    RispondiElimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello. Di solito però ci metto molte ore. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un messaggio più breve, appena posso recupero tutto.