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venerdì 14 settembre 2012

Il cadavere che nessuno guarda


14 settembre - Esaltazione della Croce

C'è la mamma di Daniele Luttazzi che si fa il segno della croce con un dito. Il papà la vede e le dice: "sei fortunata che non l'hanno impalato, sennò..." Di questa battuta, che ovviamente deve essere completata da un gesto preciso della mano destra, Luttazzi andava (va?) particolarmente fiero. "Mi piace", diceva, "il fatto che da questo momento in poi non riuscirete più a guardare un crocefisso senza pensarci". Qualche anno fa ci fu un caso un po' penoso di cui forse avete sentito parlare: Luttazzi dovette riconoscere che molte battute di cui si arrogava la paternità non erano farina del suo sacco. Il Cristo impalato però continuò a rivendicarlo, ignorando forse che qualche anno prima Paolo Poli era stato molto più sintetico e brutale: "Se Gesù fosse stato impalato, i Santi dove le avrebbero le stimmate?" Che Luttazzi possa non aver conosciuto la battuta di Poli è quasi probabile; difficile che ignorasse quella (già parecchio diversa) di uno dei suoi numi tutelari, Lenny Bruce: "Se Gesù fosse stato ucciso venti anni fa, i bambini delle scuole cattoliche porterebbero intorno al collo delle piccole sedie elettriche". Dove non è chiaro se Bruce ce l'avesse più coi cattolici o più con la pena di morte, ma questo era forse il bello di Bruce. Il quale a sua volta magari pescava da Heinrich Böll: "È una fortuna per gli esteti che la croce fosse lo strumento di morte abituale in Palestina, altrimenti dovrebbero appendere in camera da letto una ghigliottina o una forca". Böll a sua volta non poteva veramente ignorare quel famoso frammento del Discorso veritiero dove il filosofo Celso (II secolo dopo Cristo) scrive:
E dovunque da loro troverai l’albero della vita, e la resurrezione della carne dall’albero: questo, credo, perché il loro maestro fu inchiodato alla croce ed era di professione carpentiere. Così, se per caso egli fosse stato buttato giù da un dirupo, o spinto in un burrone, o strangolato con un capestro, o fosse stato ciabattino oppure scalpellino o fabbro, al di sopra dei cieli vi sarebbe un... dirupo di vita? O un burrone di resurrezione? O una corda di immortalità, o una pietra beata, o un ferro d’amore, o un cuoio santo? Ma quale vecchia intenta a canticchiare una fiaba per ninnare un bambino non si vergognerebbe di sussurrare cose del genere?
Il salto bimillenario tra Celso e Böll è dovuto - oltre alla mia ignoranza - dal fatto che in mezzo c'è stato un periodo in cui in Europa davvero, scherzare sul crocefisso non era molto consigliabile - meno di quanto lo sia oggi satirizzare su Maometto, la sua barba, i suoi costumi sessuali. Lo stesso Celso non ha avuto molta fortuna: la sua opera ha circolato liberamente finché i cristiani non hanno preso il possesso delle biblioteche, poi è rapidamente scomparsa. I frammenti che ci sono rimasti li ha salvati il suo miglior nemico, Origene, che per confutarlo scrisse un intero trattato, in cui non poteva evitare di citarlo. Se solo la Chiesa avesse avuto più apologeti alla Origene, e meno censori e raschiatori di codici antichi... ma raschiare è un risparmio, confutare è faticoso, insomma, è andata così.

Dai che un po' vi manca.
Che il crocefisso, l'effige di un cadavere esposta alla venerazione, sia qualcosa di scandaloso non è dunque una scoperta di Luttazzi. Lo era ai tempi di Paolo di Tarso, (1 Corinzi 22-24) lo era tre anni fa quando una signora italo-finlandese rivolse alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo più o meno il seguente quesito: mio figlio in Italia è costretto a studiare in una stanza dove è appeso il similacro di un uomo torturato e sanguinante, è legale questa cosa? La Corte in un primo momento disse no, sollevando un polverone che si era già abbondantemente posato quando nel marzo 2011 cambiò idea (il che è sempre sbagliato, parlo per me: il crocefisso appeso non mi dà fastidio, me ne danno di più i giudici che cambiano idea). Nel frattempo in molte aule e luoghi pubblici il simulacro continua a essere esposto con i chiodi e le ferite e tutto quanto. A causa di un bizzarro fenomeno di assuefazione culturale, la maggior parte degli italiani (e dei cattolici in generale, forse) non ci fa caso. Ovvero: facciamo tutti caso a un crocefisso, quando c'è, e magari litighiamo sul suo significato politico-storico-religioso-identitario, ma non lo guardiamo mai veramente per quel che è. Il fatto che descriva, con orripilante realismo, l'aspetto di un uomo torturato a morte, non colpisce quasi mai la nostra attenzione. Bisogna che arrivi Daniele Luttazzi con una battuta (o Paolo Poli, o Lenny Bruce, o chi volete). (Continua sul Post...)

6 commenti:

  1. Il crocifisso nelle scuole serve per preservare la nostra culturale dall'invasione dei musulmani.
    O almeno da quella dei musulmani zombie.

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  2. Essendo musulmani, il crocefisso non gli fa nulla (cfr. I am legend)

    (No, aspetta, erano vampiri).
    (Agli zombi il crocefisso non ha mai fatto né caldo né freddo).

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    1. Zombie e vampiri musulmani per me sono tutti uguali: vengono qui solo per delinquere e rubare il lavoro a zombie e vampiri italiani, che sono mostri perbene.

      (Non è vero, ho toppato indecorosamente: è il peggior errore di distrazione della storia.)

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  3. Nel film tedesco del 2011 "Almanya - La mia famiglia va in Germania" (titolo originale: "Almanya – Willkommen in Deutschland") a regia di Yasemin Şamdereli si descrive con ironia una famiglia turca che negli anni '50 emigra in Germania Occidentale.
    Prima di partire, i bambini immaginano l'Europa in base alle poche conoscenze che hanno, commentando la voce circa il fatto che i cristiani siano adusi pregare dinnanzi a un cadavere nudo inchiodato a un pezzo di legno, cosa che a loro pare un abominio pagano.
    La sera prima della partenza, uno di loro fa un sogno apocalittico in cui prima beve beatamente una quantità sterminata di coca-cole (che dicono in Germania Ovest abbondino) per poi venire aggredito da un uomo barbuto sanguinante e incoronato di spine... uno spaventoso crocefisso schiodato!
    Personalmente ho trovato molto interessante tale passaggio del film proprio perché mette in luce l'aspetto macabro del crocefisso cui abitualmente tendiamo a non fare caso.

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  4. be', Yasemin Şamdereli è fortunato che nessuno in germania abbia dato fuoco a qualche ambasciata turca...
    che tristezza la gente strumentalizzata e usata
    che tristezza quando uno dice "Zombie e vampiri musulmani per me sono tutti uguali: vengono qui solo per delinquere". è quel "sono tutti uguali" che proprio non mando giù
    ma ora vado sul post a finire di leggere

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    1. Non sono d'accordo: il film è estremamente ironico sia verso i tedeschi che verso i turchi ed ha dei passaggi abbastanza struggenti sul tema dell'emigrazione.
      Ironia e delicatezza, non critiche distruttive alla Fallaci.

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