martedì 1 aprile 2014

La fabbrica delle bufale

Qualche giorno fa un parlamentare - non ha importanza di che partito - ha esordito un discorso col memorabile sfondone Sarò breve e circonciso, reso celebre (credo) da Diego Abatantuono in Eccezziunale veramente. La gaffe è stata coperta dagli organi di stampa con molta più attenzione di quanta non meritasse, mettiamo, l'Accordo Commerciale Transatlantico. Ne riparlo soltanto perché domani è il primo aprile, e molti lo celebreranno pubblicando qualche bufala pescata in giro. È una tradizione ormai antica, e forse meno inutile di quanto sembri: un'occasione per esercitare la nostra capacità di distinguere il falso dal vero, e per identificare chi tra i nostri Amici o Contatti non ne è in grado: sono quelli che domani rilanceranno la bufala più smaccata senza accorgersene. E tuttavia.

E tuttavia proprio qualche giorno fa leggevo da qualche parte uno studio(*) che, partendo dall'impressionante mole di dati che mettiamo su internet, cercava di dimostrare da dove nascono le teorie del complotto. È una domanda interessante, anche perché chi se la pone rischia di ricadere nei confini della sua stessa ricerca (non si tratterà per caso di un complotto?)

Lo studio in questione ovviamente non commetteva quest'errore, anzi difendeva un'ipotesi affascinante: i complotti nascerebbero dai malintesi. Ogni tanto qualcuno su internet scrive una storia smaccatamente falsa, volutamente paradossale (ad esempio un popolo rettile extraterrestre ha invaso la terra secoli fa e si nasconde tra noi); qualcuno la legge, la apprezza, la segnala ai suoi contatti; la storia si propaga finché non incontra esponenti di quella minoranza statistica che non riesce a capire la differenza tra cronaca e fiction. Purtroppo sono più di quelli che crediamo, e se a loro manca il senso critico, non manca tuttavia l'energia per indignarsi e trasmettere la loro indignazione: una volta arrivata fino a loro, la storia si spoglia di tutti quei tratti che ci consentivano di identificarla immediatamente come finzionale, e viene irradiata sotto forma di storia vera, da condividere con chi non crede alla realtà ufficiale!!1!

Per intenderci: se oggi Jonathan Swift pubblicasse Una modesta proposta, tra qualche mese qualcuno su internet comincerebbe a parlare di un complotto di massoni irlandesi infanticidi e antropofagi. L'informazione arriverebbe a loro in modo talmente indiretto che sarebbero incapaci di riconoscere la fonte originaria anche se gliela mettessimo sotto il naso: costretti a leggere il testo di Swift, direbbero che beh, sì, è chiaro che Swift scherza, ma... sta soltanto coprendo qualcuno che i bambini li vuole cucinare lo stesso, ne ho sentito parlare su facebook.

Non so se le cose vadano sempre così; ma in certi casi mi è capitato di assistere a qualcosa di simile (continua sull'Unita.it, H1t#225).

C’è un gruppo cospicuo di persone, su internet, convinto che ai concessionari di slot machine sia stata “scontata” una multa di cento miliardi. Questa multa non esiste: chiunque può controllare; è vero che per una serie di infrazioni riscontrate la procura aveva quantificato un danno di 98 miliardi, ma alla fine la Corte dei Conti ha inflitto multe per 2,9 miliardi (poi ulteriormente ridotte a 600 milioni). A un certo punto qualcuno – un giornalista, probabilmente – ha iniziato a chiamare la differenza tra i 98 miliardi inizialmente richiesti della procura e i tre miliardi della sentenza uno “sconto”. È soltanto un modo di dire, che identifica un certo atteggiamento nei confronti della giustizia (l’assunzione acritica del punto di vista dell’accusa); una definizione insidiosa, perché gli “sconti di pena” esistono e sono una cosa ben diversa. È triste constatarlo, ma molti lettori non sono equipaggiati per capire la differenza. Hanno letto “sconto” e hanno capito: sconto. Da cui la legittima domanda: chi è che sconta le multe per cento miliardi? Perché già che c’è non ci sconta le cartelle equitalia? Segue l’ondata di indignazione, cavalcata con molta sapienza, tra gli altri, da Grillo e dal Fatto Quotidiano.
In questo caso nessuno si è inventato niente: è stato sufficiente distribuire una metafora a un pubblico che non sa leggere tra le righe. Purtroppo è un pubblico un po’ più folto di quanto non crediamo noi irradiatori di messaggi scritti, già frustrati dalla consapevolezza di poter comunicare soltanto col 53% dei nostri compatrioti in grado di leggere e scrivere. Stima fin troppo ottimistica, che include ancora quella percentuale che leggere sa, ma non tra le righe. Un disagio linguistico che forse non abbiamo ancora studiato abbastanza: la condizione di chi, per esempio, non è in grado di decodificare i messaggi ambigui o ironici, per limiti cognitivi o culturali. La situazione in cui negli USA, al varo di un progetto sanitario denominato Children’s Health Insurance Program (CHIP), qualche voce critica lo ha magari scherzosamente definito intrusivo come un vero e proprio “chip” da iniettare sottopelle, e qualcun altro ci ha creduto – e dopo qualche anno anche questa leggenda è sbarcata nel parlamento italiano.
Qualcosa di analogo può essere capitato allo sventurato parlamentare “breve e circonciso” – ammesso che non si tratti di un più banale lapsus. Un bel giorno, tanti anni fa, Diego Abatantuono o chi per lui inventa un gioco di parole, fondato peraltro sull’idea che il termine “circonciso” sia di uso abbastanza comune: se non sai cosa vuol dire non è divertente. Per molto tempo il gioco di parole rimane davvero divertente: milioni di fruitori lo citano alla noia. Molto presto probabilmente smette di essere divertente in quanto tale e diventa divertente in quanto citazione. Il che significa purtroppo che molti non ridono più per la battuta ma perché ridono gli altri (è la cosiddetta “soglia Ricci”, che i miei coetanei riconoscono perché divideva quelli che ridevano alla prima puntata di ogni stagione di Drive In da quelli che ridevano dalla seconda in poi; la differenza tra chi trova divertente una battuta e chi trova divertente un ritornello). Trent’anni dopo l’espressione è di uso talmente comune da potersi quasi definire una polirematica: sicché può capitare che la ripeta acriticamente anche chi non conosce il senso di “circonciso”. Questa gente vive tra noi: cerca di leggere gli stessi quotidiani e siti che leggiamo noi, ma non è un caso che si incazzi di più, o che rida più sguaiatamente alle battute, proprio come chi intuitivamente cerca di mascherare la sua incapacità di capirle.
Questa gente esiste, e oggi pubblicherà contenuti ridicoli, esponendosi al pubblico ludibrio. La questione però è molto meno divertente di quel che sembra, e forse dovrebbe stimolare un dibattito sull’atteggiamento di chi divulga notizie in rete: quanto è giusto usare l’ironia in un contesto in cui il 20% non la capisce? È chiaro che chi sta qui per far satira continuerà a farla, ma chi invece si veste di una relativa serietà fino a che punto può permettersi di usare un linguaggio figurato? Anche chi accusa Napolitano di golpe probabilmente all’inizio stava scherzando; se dopo qualche mese però si trova costretto a chiedere un procedimento di impeachment, è evidente che qualcosa sta sfuggendo di mano pure a lui. Disseminare storie false su internet è un passatempo che con gli anni mi sembra sempre meno divertente e sempre più pericoloso. È pieno di bambini, qui, e in generale di gente che si beve troppe cose. Oltre a ridere di loro, bisognerebbe preoccuparsi di fornire a loro anche qualche strumento.
(*) La cosa buffa è che non la trovo più. L’ho letta più di una settimana fa e google non mi aiuta. Possibile che me la sia inventata? Al massimo sarà la mia bufala del primo aprile.

42 commenti:

  1. "Non so se le cose vadano sempre così; ma in certi casi mi è capitato di assistere a qualcosa di simile"...per esempio con gli elettori del pd, ancora non del tutto consci di essere al governo con berlusconi da almeno 2 anni e di non trovarlo poi così incredibile dopo i 20 precedenti....

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  2. Forse questo potrebbe essere l'articolo di cui parli

    http://www.npr.org/blogs/health/2014/03/19/291405689/half-of-americans-believe-in-medical-conspiracy-theories

    anche se non sembra che parli del ruolo di Internet nella diffusione/creazione di budale. Qui il link all'articolo vero e proprio (a pagamento)

    https://archinte.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=1835348

    Ps: bell'articolo!

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  3. 1 Aprile 2014

    "Vedrete, agiremo subito
    Ce l'hanno chiesto i cittadini»

    Vi dico subito che stavolta non è il Bomba..

    Chi è?

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  4. Io credo che chi ha una superiorità antropologica la debba mettere al servizio di chi ha meno strumenti. Credo che sia un dovere e sociale e civile.
    L'onanismo intellettuale praticato davanti allo specchio credo sia una scelta tendenzialmente sbagliata.

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    1. Ecco un'altra polirematica che, a smontarla, non ha molto senso. Come si fa ad avere una "superiorità antropologica"?

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    2. Basta leggere attentamente quello che scrivi.
      La tua idea non è una tra le tante ma la tua idea è sempre quella giusta. Le altre sono necessariamente sbagliate.
      Più uno si discosta più viene definito sempliciotto.
      Tu hai sempre ragione, anche quando sbagli ad usare i verbi.
      Auguri!

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    3. Ma come fai a saperlo? Hai letto "attentamente" qualcosa che ho scritto io? Non si direbbe.

      Come si può essere superiore in senso "antropologico" o in modo "antropologico"? Si diventa più umani di altre persone? Si nasce così? È contagioso?

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    4. Un po' si nasce...molto però dipende dal partito per cui si vota..eh eh eh..

      http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1727713&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo=&titolo=Per%20Bersani%20il%20Pd%20non%20è%20più%20antropologicamente%20superiore

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    5. In quel brano - a cui tu tieni molto - il termine "antropologicamente" ricorre soltanto in senso negativo: Bersani dice che non c'è una superiorità antropologica.
      E quindi rimane il dubbio: ammesso che sia mai esistita: che cos'era? Riesci a spiegarla con parole tue? Dopo molti mesi che te lo chiedo, mi sembra che la risposta sia no.

      E siccome "Superiorità antropologica" è un tormentone nato sui quotidiani di centrodestra, una risata finta mi pare più che appropriata.

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    6. Se Bersani dice che non c'è più, significa che prima c'era...eh eh
      Basta saper leggere e saper comprendere un testo, credo che rientri nel programma di III elementare...eh eh...

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    7. Devi fartene una ragione.
      La superiorità antropologica fa parte della autoreferenzialità che da sempre contraddistingue il pd.
      Tutto qui.
      Alla prossima.

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    8. Capisco che l'espressione "superiorità antropologica" sia molto importante per voi: e tuttavia nessuno l'ha mai rivendicata, nessuno ha mai spiegato cos'è.

      Spiegatemelo voi, io imparo volentieri: come si fa a essere superiori a qualcun altro in modo antropologico?

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    9. Sicuro sicuro sicuro che nessuno l'ha mai rivendicata e nessuno l'ha mai spiegata?
      Prova a chiedere a Scalfari o a Serra....tanto per citarne due....

      Buono studio e buona giornata!

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    10. Ma che due scatole con questa superiorità antropologica, non se ne può proprio più! Non importa se il pezzo parla del ladrone buono, delle bufale del primo aprile o del sesso degli angeli: ci deve essere qualcuno che ribadisce "Bersani una volta disse che non è esistita una superiorità antropologica"
      Un giorno l'umanità arriverà su nuovi pianeti, ma quel giorno arriverà un qualcuno che dirà "Voi ve lo state dimenticando, ma nel XXI secolo Bersani disse che la superiorità antropologica era finita".

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    11. Qualcuno spieghi all'anonimo che nessuno ha mai sostenuto che chi vota PD sia antropologicamente superiore agli altri .
      Al massimo si può sostenere, con ragionevole certezza data da osservazioni empiriche, che la maggior parte degli italiani che ha votato berlusconi per vent'anni abbia un tasso di scolarizzazione molto basso.

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    12. Qualcuno spieghi a Leonardo e a nodwarf che il concetto di "superiorità antropologica di sinistra" è stato concepito e divulgato da "politici" e "intellettuali" di sinistra.
      Mi spiace ma io non ci posso fare nulla.

      @nodwarf "Tasso di scolarizzazione molto basso"? Quindi punti il dito contro gli insegnanti incapaci di fare quello per cui vengono pagati?

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    13. Leonardo: E siccome "Superiorità antropologica" è un tormentone nato sui quotidiani di centrodestra, una risata finta mi pare più che appropriata.

      Questo è un esempio perfetto per il tuo pezzo. Bravo Leonardo!
      Scrivere una cosa falsa (in buonafede si intende): attribuire la paternità di questa espressione ai giornali di destra.
      Pochi qui credo avranno voglia di verificare e prendono per buona la tua notizia (falsa) con tanto di risate finte. E la tua notizia magicamente diventa vera, per i tanti creduloni.

      La realtà è invece un'altra. Basta avere il tempo e la voglia di leggere l'intervista di Scalfari a Berlinguer. Basta avere il tempo e la voglia di leggere sempre Scalfari, Serra e l'intellighenzia tutta (per definizione di sinistra) su questo tema.

      Buona lettura.

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    14. la superiorità antropologica sembra alludere alla superiorità razziale all'interno del genere umano (antropos), era un concetto caro ai nazisti e ai fascisti e ancora oggi un pò ai nazionalisti di ogni paese, i quali spesso confondono pure le razze con le nazioni...

      quella a cui questi troll grillini (ex berlusconiani) fanno riferimento è la "superiorità morale" della sinistra, alla quale però si oppongono con la loro "superiorità amorale" rabbiosa o sputacchiante

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    15. Anonimo, la questione si può risolvere molto facilmente: mostraci dove Scalfari Serra o Berlinguer definiscono questa misteriosa "superiorità antropologica".

      Se davvero hanno "concepito" e "divulgato" quest'espressione senza senso, non dovrebbe essere molto difficile per te mostrarci articoli in cui Serra o Scalfari concepiscono e divulgano.

      Io resto in attesa.

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    16. Veramente ti ho già lasciato diversi articoli (anche qui sopra) che trattano l'argomento. E, se sai usare internet, ti basta cercare, ma temo che ti manchi la voglia.

      Mi puoi ora tu mandare un articolo da cui si desume che la paternità di questa espressione è dei giornali di destra?
      Grazie

      Resto in attesa.

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    17. La prendo come una rinuncia: non hai trovato nulla - a parte quella intervista in cui Bersani conferma che non esiste. Ok.

      Ti posso mandare un articolo da cui si desume che la paternità di questa espressione è di destra? Certo che posso.

      Digito su google "vittorio feltri" "superiorità antropologica".

      In 0,23 secondi il motore di ricerca mi procura 173 risultati, il primo dei quali è un articolo del Giornale dove Vittorio Feltri, per esempio, scrive:

      "Da oltre mezzo secolo mi occupo di cronaca e ho sempre constatato che la sinistra è affetta da una malattia grave: il razzismo culturale. È convinta, e lo dice senza vergognarsene, di essere antropologicamente e moralmente superiore alla destra. Perché? Perché sì. Non sente nemmeno l'esigenza di argomentare. È così e basta."

      A me sembra che possa bastare: da oltre mezzo secolo Vittorio Feltri scrive che la sinistra si sente antropologicamente superiore alla destra. Perché? Non lo spiega. E in effetti, non è vero: ma è una cosa che Feltri scrive ormai da cinquant'anni.

      Come ti ho scritto sopra: un ritornello di destra, spacciato da giornali di destra.

      Mi hai chiesto una prova; ti ho portato una prova.

      Ciao, è stato divertente.

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    18. Leo ma ancora stai a perdere tempo con questa storia dell'antropologicamente superiore?
      Questi anonimi non sanno bene cosa vogliono dire, e la confondono con la superiorità intellettuale.

      È ovvio che Leonardo è intellettualmente superiore all'anonimo, in quanto capace di scrivere un bellissimo post con idee originali e intelligenti sulla realtà che ci circonda.
      Invece l'anonimo è intellettualmente inferiore, in quanto capace di scrivere solo un commentino striminzito che ripete ad nauseam, ridacchia, e linka.

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    19. - A me sembra che possa bastare: da oltre mezzo secolo Vittorio Feltri scrive che la sinistra si sente antropologicamente superiore alla destra. Perché? Non lo spiega. E in effetti, non è vero: ma è una cosa che Feltri scrive ormai da cinquant'anni.

      "Non sente nemmeno l'esigenza di argomentare. È così e basta."

      Leo, non è riferito a Feltri, non è Feltri che non sente l'esigenza di argomentare bensì la Sinistra ....11!11....


      "È convinta, e lo dice senza vergognarsene, di essere antropologicamente e moralmente superiore alla destra. "

      Leo, leggi bene. Feltri dice che la sinistra è superiore antropologicamente o Feltri dice che la sinistra è autoreferenziale e si autodefinisce superiore senza neppure argomentare? Sono due cose molto diverse....

      Una curiosità, dimmi che insegni matematica e non italiano....ti prego...

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    20. Capisco benissimo la tua urgenza di tornare: chi si mette nella tua situazione cerca sempre più disperatamente di rovesciare il punto a suo favore. È una condizione emotiva simile a chi butta via i soldi nelle slot.

      Tornando sul punto: ovviamente la cosiddetta "Sinistra" non può argomentare nulla, non avendo mai definito una "superiorità antropologica", che sarebbe peraltro una contraddizione in termini. Feltri non trova spiegazioni perché la cosa che crede di vedere non esiste: del resto se l'è inventata lui (anche per giustificare il suo complesso di inferiorità, ma questo ci porterebbe lontano).

      Come ti accennavo più sopra - e te n'ho fornito una pronta dimostrazione - il ritornello "superiorità antropologica" è nato nella pubblicistica di centrodestra. Se hai letto un po' di questo, saprai benissimo il perché la definizione di Feltri non può che essere tautologica: la sinistra si sente superiore perché si sente superiore. "È così è basta".

      Però tutto questo non ha tantissima importanza: perché non mi spieghi tu cosa significa, per te, "antropologicamente superiore"? Magari tu ce l'hai, un significato non tautologico. Sarebbe molto interessante.

      Per quanto mi riguarda, non credo che tra me e te vi siano differenti livelli di antropologia, anche perché non saprei proprio in cosa consisterebbero. Le differenze tra persone sono innumerevoli, e ci rendono tutti in un certo senso unici: siamo diversi per estrazione sociale, condizione famigliare, educazione, cultura, inclinazioni, e tantissime altre cose ancora. Ma tra queste non riesco davvero a capire in cosa consisterebbero le differenze "antropologiche". Pensi di essere più o meno "antropo" di me? Pensi che qualcuno al mondo pensi di esserlo?

      Un aiutino: neanche Feltri crede davvero nelle sciocchezze che scrive. Tu forse sì, lui no.

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  5. Così a naso ti stai riferendo a questo: http://arxiv.org/abs/1403.3344

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  6. Un'interessante teoria del complotto è quella del "duos habet et bene pendentes" (con piccole variazioni di testo); essa si è diffusa perché chi la diffonde si sente inconsciamente gratificato, sentendosi più furbo della Chiesa Cattolica.
    Circola voce che al momento dell'elezione del Pontefice vi sia un funzionario addetto a verificare che il nuovo Papa sia veramente maschio e che, dopo averne palpato le parti virili, pronunci a tutto il Conclave la frase di rito "duos habet et bene pendentes".

    Ma veniamo alla teoria del complotto: esistono wikipagine in numerose lingue (ES, NL, CZ...) che descrivono tale frase, ma manca quella italiana. C'è di peggio: andando a spulciare in cronologia notiamo che la pagina "duos habet et bene pendentes" (o sue variazioni) è stata creata numerose volte e sempre misteriosamente cancellata. Ecco che si scatena il complotto: la Chiesa Cattolica non vuole far conoscere questo passaggio imbarazzante dei propri riti e cancellerebbe sistematicamente la pagina, ma siccome noi siamo gente astuta e che ne sa una più del Diavolo, possiamo leggere l'informazione in altre lingue.

    In realtà la spiegazione è assai più semplice: la wikipagina italiana che narra del fatto non si limita alla frase di rito, ma include dettagli di come la leggenda sia nata e le sue varie versioni, precisamente la leggenda della Papessa Giovanna, ed è sotto tale titolo che la troviamo. La nuova pagina "duos habet et bene pendentes" viene quindi sistematicamente unificata a "Papessa Giovanna" del quale è un corollario.
    Però la sodddisfazione del poter dire "Che vergogna! In Italia la Chiesa censura tutto! Ma noi possiamo leggere la pagina in Spagnolo e sapere la verità!" fa sì che la leggenda continui a vagare per la rete. Perchè si sa, la Chiesa Cattolica in Spagna non ha mai avuto molto potere... o no? ;)

    Visto che questo blog di tanto in tanto si diletta a ragionar di santi mi sembrava un interessante contributo... o forse faccio anch'io parte del complotto criptocattolico (e il fatto ch'io sia agnostico è solo un astuto travestimento).

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  7. Prof. Leonardo - perdoni ma non riesco a resistere al mio lato grammar-nazi -, ma "esordire" è anche transitivo?

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    1. "Esordire", dal Latino "ex + ordiri" (1) , della stessa radice di "orior" (sorgere, nascere), indica il principiare un qualcosa e sebbene nella maggior parte dei casi sia intransitivo in quanto il suo complemento oggetto è sottinteso (iniziare un discorso, una carriera), se ricondotto al significato originario di principiare in senso lato credo si possa accettare la sua transitività come un pleonastico rafforzativo analogo ad "a me mi" (usato ad esempio da Boccaccio).

      Nel caso però l'espressione "esordire un discorso" venisse rifiutata e bollata come ipercorrettismo che sostituisce la forma "iniziare un discorso", occorre essere coerenti e rifiutare il trattino fra "grammar" e "nazi", che costituisce una forma pseudogenitiva sul modello delle lingue germaniche e che pertanto non abbisogna di trattini.

      Il vaniloquio sui marginalia: che cosa sublime! ;)

      (1) http://www.etimo.it/?term=esordire&find=Cerca

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  8. Nulla di personale ma chi ha il posto garantito tende ad adagiarsi, non ha nessuna motivazione a riconoscere e correggere i propri errori, tanto lo stipendio arriva comunque. Nel privato invece se non hai o se non raggiungi un certo livello di preparazione, non credo che lo stipendio arrivi a lungo.

    Nulla di personale ma è bene ricordare che gli insegnanti hanno la responsabilità di generazioni di giovani. Poi non lamentiamoci se vengono su come dei pecoroni che non sanno leggere, non sanno scrivere e non sono quindi in grado di sviluppare alcuna capacità critica nei confronti di qualsiasi bufala giri internet.

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    1. Nulla di personale, ma?

      Vuoi privatizzare gli insegnanti? In Italia a dire il vero il privato ha exploit inferiori al pubblico, perché non nazionalizzare le scuole private?

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    2. caro amico anonimo,
      epifanizzati*, acciocché si possa votare per te; ti prego.
      questi dipendenti pubblici imbolsiti - mentre la classe produttiva vera, da marchionne passando per lapo fino all'ultimo idraulico clandestino o semi.

      loro lo sanno tutti se esordire è transitivo; o non sarebbero dove sono. il mercato non perdona.

      * io lo posso di', nun essenno stipendiato e men che meno professore...

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    3. Il discorso dell'anonimo qui sopra è ineccepibile.
      Se poi si ha la coda di paglia, è ovvio che brucia più facilmente.

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    4. Insomma insomma... il privato in Italia è quello che non fa investimenti in ricerca & sviluppo e per essere competitivo abbatte i costi di produzione. Poi però i prodotti scadenti non li compra nessuno e allora se la prende con Roma Ladrona che gli soffoca lo sviluppo.

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  9. "un complotto di massoni irlandesi"

    Preparati ad aprire gli occhi:

    http://imgur.com/a/4sdip/

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    1. In che senso Barack Obama sarebbe di origini irlandesi?

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    2. https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Irish_Americans#Presidents

      "his maternal ancestors came to America from Ireland "

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  10. scusa Leonardo ma cosa c'entrano le persone che non conoscono la parola "circonciso", quelle che credono ai rettiliani e il parlamentare M5S che commette una gaffe (circonsiso invece di conciso)?
    Matteo Z.

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    1. Domanda legittima, a cui il pezzo - se ti va di leggerlo - risponde.

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  11. Io noto anche un fenomeno un po' più sottile, e in qualche modo più triste: la tendenza a scambiare dubbi e ipotesi per certezze.

    Ad esempio, ho imparato che se aspetto alla fermata insieme ad altri, non posso chiedere: ma il bus arriva? Non è che c'è un problema, che so, un incidente?, perché c'è il rischio che si diffonda la voce che il bus non arriva perché c'è stato un gravissimo incidente.
    E, se sento correre una voce nella folla e voglio scoprire se è vero, devo stare attento alle domande che faccio, perché rischio soltanto di amplificare la voce:
    - ma è vero che il bus non arriva perché c'è stato un incidente?
    - hey, avete sentito che ha detto? Il bus non arriva, c'è stato un incidente!

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  12. Ottimo articolo. Davvero ottimo. Però non credo che il parlamentare pentastellato abbia usato "circonciso" come una polirematica. Più probabilmente per un misto di ignoranza ed emozione (quello era il suo primo intervento alla camera) ha pasticciato con due termini, circoscritto e conciso. Per la fretta ne ha fatto una sintesi.

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