giovedì 19 febbraio 2015

La Grande Proletaria è confusa

Ci sono due ipotesi.

La prima è che ci sia da qualche parte in Italia (ma più facilmente altrove) un Potere forte, un gruppo di pressione che ci vuole tra breve in Libia a difendere qualcosa, l'occidente o la cristianità o un oleodotto. Al fine di convincere l'italiano medio, notoriamente refrattario all'idea di combattere (cioè la guerra al cinema non gli dispiace, e i soldati in parata li ammira volentieri: ma morire per questioni territoriali è proprio una cosa che storicamente non gli va giù), al fine di convincerlo, dicevamo, questo Potere forte sta disseminando notizie allarmiste nei media italiane (l'ultima di ieri erano gli "scafisti kamikaze"), calcando la mano su semplici concetti geografici del tipo "la Libia è a sud di Roma" e offrendo finalmente un po' di ribalta agli orrori di quella guerra.

La seconda ipotesi è che non ci sia nessun Potere forte - o meglio, di Poteri forti ce ne sono senz'altro, ma nessuno è particolarmente interessato a un intervento italiano in Libia, o all'Italia in generale. E allora perché si leggono titoli come "l'IS a Roma", e il Giornale ieri titolava "SIAMO NEL MIRINO Arriva la bomba umana"? Ecco, la seconda ipotesi è che i media stiano facendo tutto da soli, seguendo i loro automatismi. C'è una notizia? Fa paura? C'è un modo di scriverla perché ne faccia ancora di più? Sennò la gente non compra / non legge / non clicca / ecc.

Andiamo avanti così, continuiamo a togliere ore di geografia
a scuola, ché tanto non serve a niente.
La seconda ipotesi è più semplice, non coinvolge nessun Nuovo Ordine Mondiale, ed è quindi preferibile. Controprova: quando qualche anno fa un gruppo di pressione del genere esisteva davvero, e la partecipazione dell'Italia alla Guerra al Terrore di Bush era ancora in discussione, le cose si facevano più seriamente. Bufale ce n'erano anche allora (alla fine le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein non è che fossero meno farlocche dei gommoni esplosivi), ma le trovavi negli editoriali del Foglio o della Stampa, non sotto la testata del Giornale. Il Corriere dava risalto ai deliri senili di Oriana Fallaci, sul Foglio Ferrara si rivendeva come consulente Cia, eccetera. Pagliacciate se ne facevano anche allora, ma con più metodo, e soprattutto con una grande costanza: chi c'era se lo ricorderà, di Iraq discutemmo per due anni prima di intervenire davvero. Un sacco di gente aprì blog apposta per farci sapere che intervenire in Iraq era necessario.

Invece stavolta che è successo? Ci siamo scordati della Libia per tre anni, e poi all'improvviso una banda ha conquistato un'emittente radio e ci ha informato di questa curiosa particolarità geografica per cui in effetti sì, la Libia è a sud di Roma. A quel punto dovremmo sentire già suonare pifferi e grancasse; e invece sulla Stampa il titolo dice "Soluzione politica per la Libia", il Corriere sembra più preoccupato da Tsipras, la Fallaci è tornata in tv con una fiction che però era programmata da mesi. Insomma la Libia sembra esserci cascata addosso mentre eravamo in tutt'altro affaccendati, il classico surplus di disgrazie che non vengono mai da sole. E dire che era assolutamente prevedibile, sin dal momento in cui Sarkozy decise di appoggiare dal cielo gli oppositori di Gheddafi. Eliminare un tiranno è sempre la cosa giusta da fare, ma forse bisognava anche avere un piano per il dopo. Non lo avevamo. Dietro la fobia dei complotti c'è l'orrore del vuoto: il Mediterraneo brucia e nessuno sa o vuole dirci cosa fare.

1 commento:

  1. questa volta sembrano tutti matti. sarà una reminiscenza del feroce saladino?
    sarà la voglia di rivincita per la cacciata dalla libia del 1970 (credo) o della mancata riuscita delle guerre coloniali...
    ho sentito gente apparentemente innocua dire di ammazzarli tutti (credo che tutti volesse proprio dire tutti), ho sentito e letto richieste di intervento diretto dell'italia... farfugliare di predisporre piani da parte del nostro stato maggiore...
    sembrano tutti matti: un giorno mi arriva una richiesta di condividere una foto di gattini e il giorno dopo mi si chiede di condividere il sollecito per un intervento armato...
    ora io so che le guerre costano, in termini umani e di soldi proprio. se non volessimo considerare i costi umani degli eventuali civili libici (faremmo meno danni collaterali degli americani?) potremmo almeno considerare quelli dei "nostri ragazzi"? se siamo così preoccupati di 2 militari accusati di omicidio in india... cosa succederebbe al primo rientro di bare dalla libia? o in caso di un gruppetto di militari prigionieri?
    e le tasse? non credo possano diminuire se si deve finanziare una guerra...
    questa volta argomentazioni e polemiche sembrano essere state sostituite da sparate alla cazzo di cane ( è l'eufemismo migliore che sono riuscito a trovare)
    ma forse ho capito:
    anche per la guerra si farà una gara d'appalto, sarà truccata e alla fine se ne occuperà la camorra o la mafia e sarà costosa e inconcludente, ma non si farà male quasi nessuno
    personalmente non ho nessuna simpatia per i tagliagole (questa volta non è un eufemismo) e sono (in qualche modo) contento che se ne stiano occupando alcuni paesi arabi (pensa che mi ricordo ancora al tempo della prima guerra del golfo quando non so quale imam americano disse che era vietato ai soldati musulmani americani andare in irak ad ammazzare musulmani, pensa te...)
    mi stupisce solo un po' la mancanza di immagini di vittime civili quando non ci sono di mezzo americani o israeliani a bombardare: dev'essere che egiziani e giordani sono più precisi nei bombardamenti...

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