martedì 17 novembre 2015

Avevamo il 5% e avevamo ragione

Avevo in bozza la fine del ragionamento sul partito di sinistra del 5%, che questa settimana sembra abbastanza superato (alligna in me almeno il germe dell'ottuso-bravo-cittadino, quello che nei momenti di crisi si stringe alla bandiera e alle istituzioni; al punto che riesco ad apprezzare un buon discorso di Renzi e persino qualche degno intervento di Angelino Alfano; e a sospirare al pensiero che nelle stanze dei bottoni ci siano loro e non altre creature sempre meno antropomorfe).

Una cosa però la voglio buttare giù, visto che in questi giorni è facile andare col ricordo al periodo della guerra al terrore. Bene, se c'è stato un momento, negli ultimi vent'anni, in cui una sinistra minoritaria ha dimostrato di essere utile, se non necessaria, è stato quello. Non eravamo tantissimi, non avevamo necessariamente categorie più raffinate dei neocon che avversavamo; non eravamo eleganti, non sapevamo capitalizzare i successi dei forum sociali e dei cortei no-war. Non eravamo l'avanguardia intellettuale del Paese e non meritavamo senz'altro di conquistare l'egemonia; però avevamo ragione.

Ce lo hanno mostrato i fatti, lo ha ammesso persino il mellifluo Tony Blair. Qualsiasi ingenua analisi postata su un blogghetto amatoriale (che mi costa una certa fatica andarmi a rileggere) sembra comunque illuminata da una spaventosa chiaroveggenza, se solo la paragono alle ciarle che nello stesso periodo facevano sbrodolare alla povera Fallaci. Avevamo ragione sui rischi di destabilizzazione del Medio Oriente, avevamo ragione nel liquidare a sberleffi le ideologie contraddittorie dello scontro di civiltà e dell'esportazione della democrazia; eravamo forse un po' più ingenui quando parlavamo di petrolio, ma almeno avevamo capito che sotto la trama religiosa c'è sempre la cara vecchia economia.

In seguito c'è chi è partito per la tangente; chi aveva troppo fiuto per i retroscena ha iniziato a vedere false flag e scie chimiche; però l'intuizione iniziale era buona, e veniva da un ambiente che conservava gli strumenti per vedere quello che altri non potevano o non volevano vedere, per diplomazia o per interesse o pura e semplice insipienza. Non è che abbia nostalgia di quello spazio e di quel momento (che non è mai riuscito a costituirsi in un partito organizzato, peraltro). Ma credo che molti giovani avrebbero bisogno proprio di un ambito del genere, dove coltivare un sano dubbio post-ideologico e imparare a irridere gli impavidi arruolatori di ogni stazza ed età. Certo, le elezioni non si vincono subito e forse non si vinceranno mai. C'è però anche altro nella vita: e anche il piccolo orgoglio di avere avuto i dubbi giusti e quasi sempre ragione non è da sbatter via. Ci si può costruire qualcosa.

(Vien quasi la vertigine, a pensare quanto ero stupido quando avevo sempre ragione. A me poi piacerebbe anche aver torto ogni tanto, son quel classico Tramaglino a cui piacerebbe annoiare il prossimo raccontando i propri errori di gioventù. Ne avessi fatti un po' di più! e invece quasi niente).

11 commenti:

  1. Si, a distanza di un decennio e mezzo dalle guerre di Bush, ma anche dai vari forum sociali, colpisce come noi altermondisti non avessimo poi tutti i torti.
    Oggi parlare di sviluppo sostenibile è diventato un must per qualunque azienda abbia intenzione di fare del businnes a livello serio e la cosiddetta "chimica verde" garantisce numerosi posti di lavoro.
    Nel frattempo le agenzie di rating hanno portato il proprio attacco al cuore del sistema e molti hanno iniziato a porsi il problema che forse la democrazia dovrebbe difendersi non dico intervenendo con l'esercito contro Moody o S&P, ma diciamo sanzionandole pesantemente.
    Poi alcuni paesi in via di sviluppo alcuni hanno provato faticosamente ad applicare qualcuna delle ricette proposte dagli altermondisti; che bizzarra sorpresa: quelli che invece si sono affidati interamente ai neoliberisti stanno molto peggio!
    Il Medio Oriente non è quella felice democrazia prevista da Bush, ma quel disastro suggerito da Terzani.

    Bene, adesso che i fatti hanno dimostrato che la Fallaci aveva torto, perché dobbiamo assistere ad un rigurgito di fallacisti dopo gli attacchi parigini? Se volete continuare ad affidarvi a chi ha sbagliato tutto, perché non iscrivervi alla Società della Terra Piatta?
    No, perché a questo punto sarebbe coerente col riesumare Oriana
    https://it.wikipedia.org/wiki/Flat_Earth_Society

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  2. "non dico intervenendo con l'esercito contro Moody o S&P, ma diciamo sanzionandole pesantemente."
    Basterebbe rendere legalmente inoffensive. Per la legge italiana e non solo il rating della Trimurti determina se un titolo è speculativo o meno, e se lo è, per legge gli investitori più ricchi (fondi sovrani e fondi pensione) non possono investire in quel titolo. Basta abolire quel valore legale del rating (o istituirne uno proprio, come hanno fatto in Cina), e la Trimurti va a donnine a pagamento.
    "perché dobbiamo assistere ad un rigurgito di fallacisti "
    perfchè hanno deciso di fare la terza guerra mondiale, e non convinci la gente a scannarsi in massa se non esalti gli invasati dell'odio assoluto.

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  3. a parte che si loda s'imbroda... e annoia
    mi "tocca" darti ragione "Leonardo" su qualcosa e no sto a dirti cosa
    scrivo invece che non teniamo l'attenzione al livello di alzo zero, finisce che perdiamo quel po' che ci resta di libertà.
    di parola di stampa di manifestare di pensare di applaudire (e NON ai funerali) di esistere come esseri umani senzienti.
    per esemoio,chi chiede di cancellare il Giubileo (della Misericordia!!) fa il gioco di chi ci vuole chiudere in casa -armati- già morti di paura prima che scoppi la quarta guerra mondiale.
    no che non mi sono sbagliata, la terza è già scoppiata e ha già mietuto le sue vittime anonime ma siccome non è una partita giocata in casa nostra chissenefrega, il solo mondo degno di essere mondo è questo nostro, quello occidentale, i morti civili afgani siriani palestinesi libanesi libici pakistani iracheni e compagnia morente non contano, sono figli di un dioMinoreDistratto
    gli effetti collaterali, la scia dolente che fugge dalla terza guerra mondiale e batte alle nostre porte dopo essere stata cacciata dalle loro vite qualche volte ci fa pena (se muore un bimbo o due) , il più delle volte ci infastidice e se proprio ci disturbano troppo tiriamo su qualche muro con i cavalli di frisia o regaliamo qualche spicciolo ad un turco per tenerceli fuori dai piedi
    come spenderà quegli spiccioli il turco chissenefrega,(i curdi possono morire, chi sono i "curdi"? o gli "armeni" a buon intenditor ...) basta che costruisca qualche campo di concentramento (sì li chiamano così "campi di concentramento" poi per quelli "diSterminio" c'è tempo) da mostrare alla Stampa
    e poi mi sono stufata e schifata da sola
    cordialità


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  4. [off topic] Leonardo ma perchè non lo molli ql pellegrino di Zanardo? ma chi te lo fa fare?
    "Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza." (cit. chi?)

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    1. L'ho mollato per tanti mesi, nel frattempo ha aperto una rubrica su di me su un sito.
      (Ogni tanto deve trasudare, sennò scoppia).

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  5. Guarda ero tra quelli che manifestavano, avevamo ragione ma dire che l'instabilità in Medio Oriente fu provocata dall'invasione americana in Irak é una semplificazione. Di attività belliche nella regione ce ne sono sempre state in abbondanza. Ad esempio l'esplosione della rivolta in Siria non aveva niente a che vedere con l'instabilità in Irak (che poi questa ne abbia favorito la degenerazione é vero).
    Per quanto riguarda altre cose che si sentivano in quegli anni, che non digerivo allora e che oggi suonano demenziali a tutti c'era quella secondo la quale gli americani avrebbero invaso l'Afghanistan per costruirci un gasdotto, ve la ricordate? Che risate e la sentivi dappertutto, anche da persone rispettabili.
    Oggi se ne sentono di simili anche tra questi commentatori su Moody o S&P. Avevamo ragione sullo sviluppo sostenibile ma non sul chavismo o altre ricette alter-economiche strampalate. Se la passa meglio il Chile che l'Argentina o il Venezuela siamo onesti e ammetterlo non vuol dire essere ultra-liberali o giustificare Pinochet.
    Per quanto ti riguarda caro Leonardo in Gennaio eri tra quelli che consigliavano una maggiore moderazione nei confronti dell'Islam quando si trattava di vignette satiriche. Ora é abbastanza chiaro che il problema non fossero i disegnini.
    L'Islam se uno si azzarda a dire qualcosa di diverso dal "Daech non é l'Islam, la maggior parte dei mussulmani sono buoni e inoffensivi..." viene tacciato di essere un Fallaci boy. Un po' come capita a te con Israele in direzione contraria. Vogliamo farla una disamina seria di cosa é l'Islam e di come vanno le cose nei paesi mussulmani? E' un caso che nei paesi dove si pratica questa confessione non esistano diritti umani, diritti delle donne, ci sia autoritarismo e violenza? Possiamo interrogarci senza tabu?
    Insomma, non so più cosa volevo dire.
    Avevamo ragione ma non me ne frega niente perché non siamo riusciti a impedire la Guerra.

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    1. Che il problema non fossero i disegnini era evidente da subito, non siam mica nati in febbraio.

      "Discutiamo pure di cosa sia la libertà di espressione e dei suoi limiti, ma facciamolo semplicemente per chiarirci le idee - quanto alla guerra, se deve scoppiare, scoppierà: e mezz'ora dopo il primo combattimento, l'idea che si stia morendo per il diritto a disegnare Maometto ci sembrerà già un'ingenuità, una beata coglioneria di quei bei tempi di pace."

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    2. Boh, io non penso al Venezuela di Chavez, ma alle tante piccole cose che si sono fatte in America Latina. Scelte di civiltà, passettini piccoli, ma nella giusta direzione.
      Lula non ha certo portato la rivoluzione in Brasile, ma... se avessero vinto i neo-liberisti?
      La coalizione che sosteneva Mujica non ha certo reso l'Uruguay una nuova Svezia ma... se avesse vinto la destra?
      Forse Morales alle volte esagera con 'sta storia degli indios ma... preferivate quelli prima?

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    3. Meglio essere il minore dei mali che essere il maggiore.

      Procedere nella direzione giusta per piccoli passi che portino a graduali miglioramenti della qualità della vita (assistenza sanitaria, diritti dei lavoratori, uno sguardo all'ecosostenibilità...) è sicuramente un male minore rispetto a procedere a grandi passi nella direzione sbagliata (guerre per esportare la democrazia, negazione dell'effetto serra, mercificazione dei lavoratori...).
      Se preferisci i secondi... nulla da obiettare: son gusti personali.

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