Pages - Menu

giovedì 31 maggio 2007

what's your destiny

Chi ha ucciso Goku

Io di Goku mi ricordo bene.
Era un bambino col ciuffo e la coda: aveva tanti nemici e li abbatteva tutti, ma senza umiliarli: perché era forte, ma soprattutto perché aveva il cuore puro. Perciò ogni suo avversario alla fine gli restava attaccato; tanto che andavano tutti a vivere con lui, negli anni si era formata una specie di comune di eroi che le aveva prese da lui, e tutti gli volevano bene. Perché era il più forte, il più buono e il più affamato. Quando Satana si liberò dall’inferno, lui lo sconfisse e fu convocato da Dio in persona, che gli insegnò nuove mosse, ancora più potenti. In seguito crebbe e salvò il mondo varie volte. Quando il mondo non gli bastò più cominciò a salvare l’universo, da mostri via via più mostruosi, disegnati apposta da sceneggiatori senza scrupoli, per allenarlo sempre più: e se è vero che ogni tanto moriva, il suo cuore restava puro e il suo ciuffo alto – e un modo per risuscitarlo si trovava sempre.

Finché un giorno disse no, grazie. Sto bene dove sto, nel mondo dei morti ad allenarmi e a combattere coi morti, all’infinito. Era il migliore, nessun dubbio. Ma non so dire quando se ne andò, quale fu il mostro che lo mise davvero in imbarazzo. Doveva essere il più orribile, eppure non lo ricordo.

Ora invece ricordo un altro bambino, ma eri tu?
“No”.
Senza coda, ma col ciuffo, almeno cinque centimetri d’altezza conquistati ogni mattino con applicazioni intensive di gel. Un bimbo dal cuore puro e dal corredo coordinato: zaino di DragonBall, diario di DragonBall, astuccio di DragonBall, quaderno di DragonBall (ma a settembre non andava bene, ne serviva uno grande con le anelle, e il giorno dopo si presentò con il quadernone di DragonBall). Me lo ricordo bene, il piccolo Goku, mi sembra d’averlo davanti. Ma sicuro che non eri tu?
“Ma sì prof, era lui”.
“No prof, non ero io”.

Nove mesi sono passati, il ciuffo è ancora fermo a 150 cm., eppure guardati. Felpa nera e jeans firmati e… cosa stai facendo col bianchetto, guarda. Stai scrivendo col pennellino bianco D&G, D&G sul tuo astuccio nuovo.

Del resto ora che ti guardo hai tutto nuovo – quanto avrai fatto spendere ai tuoi, non dirmelo. Diario, quaderno, zaino, niente più Giappone. Altri mostri incombono, altre culture, altre sigle. D&G, credi che non lo sappia cosa vuol dire D&G? Io so tutto, perché sono il prof di italiano. Tutto, tranne le equazioni indefinite che lascia sulla lavagna la collega di matematica. Quelle le spugno via immediatamente, per il resto sono onnisciente: non c’è cosa che non so, e ogni giorno ne imparo una nuova.

Per esempio ora so chi fu il mostro che uccise Goku. Era un orrore a due teste, quattro zampe e zero eleganza. Era il peggiore di tutti, Dolce And Gabbana, dal profondo della Galassia Tamarra. Puzzava di svenevole eau de parfum, incantava con lo scintillio allo strass dei suoi accessori ghepardati: neanche il SuperSaiyan poteva resistere a tanto cattivo gusto. È stato lui.
Dolce lo avrà preso alle spalle, mentre Gabbana lo lavorava ai fianchi. Solo loro potevano farlo. Lo hanno ucciso loro Goku, lo hanno spazzato via dal tuo cuore.

Adesso vai, vai, scrivi pure griffe false sul tuo astuccio nuovo. Non c’è una nota disciplinare, per quello che stai facendo. Non posso neanche dirlo ai tuoi: Signora, suo figlio mi preoccupa un po’, tamarro ad 11 anni… Posso correggerti le doppie consonanti e gli accenti, potrei persino insegnarti un po’ di punteggiatura, ma non posso spiegarti perché la scritta D&G sulle mutande è il Marchio del Male. Se non c’è riuscito Goku, il più buono e il più valoroso, posso farcela io?

Vattene per il mondo, va. Suona la campana, è l’ultima. Arrivederci a settembre, e se ci arriverai con un altro zaino, pazienza. È bruciando le tappe che si arriva presto alla saggezza, o no? non lo so. Sono un prof, imparo solo una cosa al giorno.

Mi piace però pensarlo, da qualche parte, nell’oltretomba, non vivo ma in standby, che si allena, si allena, si allena. Un giorno tornerà, a vendicare i puri di cuore e a prendere a mazzate i cafonazzi che se le meritano. Quando verrà quel giorno, non fatevi trovare col marchio sbagliato sulla biancheria.

30 commenti:

  1. Mi sembra di sentire uno di quei preti attempati che vanno biascicando "I giovani oggi non conoscono più le vite dei santi, si sono dimenticati del loro Santo..."
    No, è che tu ci vuoi tutti poveri, grigi, spenti e tristi!
    Non sarai per caso un comunistaaah???

    RispondiElimina
  2. E' inutile anche solo pensare di dirlo ai suoi, perché con tutta probabilità sono più tamarri di lui.
    Comunque Goku non è stato ucciso da D&G, ma dall'uscita del primo gadget di DragonBall. Perché da quel giorno ha cominciato a combattere per denaro, e non è stato più puro di cuore. Non c'è soluzione di continuità, fra il gadget di Dragonball e le mutande di D&G, sono entrambe espressioni di un mondo che vende continuamente la propria anima e i propri sogni.

    RispondiElimina
  3. Per fortuna, da queste parti ci sono molti bambini che hanno veri eroi: il numero dieci del capitano per molti di loro ha sostituito Goku. E lui non combatte per denaro, e' un eroe che non riesce a vincere (quasi) niente pur essendo uno dei migliori, un Aiace che non sarà mai né Achille né Ulisse, pur essendo loro pari in battaglia (a parte Achille, che però era dopato e fu squalificato).

    RispondiElimina
  4. Non è più di moda essere moralisti, ma a me piace e la ritengo pure cosa buona.

    RispondiElimina
  5. L'unica soluzione in quel caso, parlo da genitore, è farli saltare di paese in paese e di lingua in lingua, così che gli eroi di un luogo si confondano con quelli di un altro e il bambino perda completamente i riferimenti. E le certezze.
    Può essere che trovi un suo stile a quel punto.

    RispondiElimina
  6. Come ti capisco... Pure io rimango sgomenta davanti all'abominevole gusto dei marchiazzi a vista. Poi però mi ricordo di una bambina che, a 10 anni, andava in giro con orrendi stivali color mastice con la zeppetta alta, perchè SI PORTAVANO. E allora penso che sono solo parametri diversi di tamarraggine, e non i primi segni dell'imminente fine dell'universo.

    RispondiElimina
  7. ma ragazzi, cos'è tutto questo accanimento contro i marchi in vista?
    insomma, ognuno può indossare quello che vuole e spendere quanto vuole per indossarlo. Se non ti piacciono le cinture con scritto D&G in grande, chiudi gli occhi, e pensa che una volta si portavano gli zaini di goku. Che poi non vedo sinceramente tutta questa differenza. La maggior parte dei bambini comprano i gadget di dragonball non perchè gli piace, ma perchè sono in tanti ad averli.

    RispondiElimina
  8. già, dimenticavo. Ognuno può spendere quello che vuole.

    RispondiElimina
  9. Io più che altro stenderei un velo pietoso sul nostro tamarrismo di quando avevamo la loro età. Io mi ricordo bene di quando risparmiavo i miei bei franchetti per comprarmi le timberland. L'adolescenza per fortuna non è una malattia incurabile.

    RispondiElimina
  10. Il problema mi pare che sia l'abbassamento dell'eta' della tamarraggine. Non so elvetico, ma io ad 11 anni pensavo a tutto fuorche' ad andare in giro vestito in un certo modo. 11 anni, cristo, nemmeno sei ancora teen-ager che sei gia' massificato.

    RispondiElimina
  11. ragazzi, la tamarraggine non è una malattia come la peste. Finchè si manifesta solo nel modo di vestire, non vedo dove sia il problema.

    RispondiElimina
  12. Tutti ingiusti, questo è un pezzo bellissimo, molto più bello di quello su Maria (bello comunque),complimenti
    Brigit

    RispondiElimina
  13. Palex, il problema è che le cose non vanno come credi.
    Non tutti possono spendere quello che vogliono.
    Molti spendono molto più di quel che possono.

    RispondiElimina
  14. io preferivo vegeta!
    sto scoprendo blog con archivi del 2001-2002... incredibol.

    RispondiElimina
  15. Per ovviare al crescente problema dei ragazzi che si indebitano per essere trendy, una scuola di Basilea ha reintrodotto l'uniforme scolastica. Solo che al posto del classico grembiule hanno creato una linea di vestiti pseudo-alla moda. Il massimo del tamarrismo: capi che se la tirano ma non firmati. L'esperimento è fallito dopo tre mesi.

    RispondiElimina
  16. Io a 11 anni, ma almeno fino a 13, penavo alle cose importanti della vita, come il calcio, i pinoli e qualche gioco da fare con gli amici.
    Poi, sono arrivate le ragazze, non certo i vestiti.
    Avevo un amico che andava a vedere il molcler e le timberland in vetrina. Ma era lo scemo del quartiere.

    RispondiElimina
  17. Mah, essere uguali agli altri, sia... l'ho sentita ad nauseam 'sta storia ... e pare sia una malattia della crescita su cui gli adulti cresciuti sono tanto tanto indulgenti e benevoli.
    Ma dobbiamo proprio farci uguali sul modo di vestire in primis secundiis et tertiis? Trovare un incontro e un dialogo - o una competizione anche aggressiva e dolorosa - con gli altri sulla mediocrità di un marchio stampigliato? roba che costa zero a farla e a pensarla così i venditori la pagano poco, la fanno fare a due lire a qualche poveraccio, la vendono a tanto e ne fanno pure oggetto di desiderio: che bel guadagno! che colpo di genio!!, e il tuo/nostro guadagno in questo spegnimento collettivo di cervello qual'è?
    Parla una che spende in vestiti (senza marchi in vista, ammetto) decisamente troppo, ma all'idea di dover costruire una comunanza e un linguaggio con gli altri su questo si sente alternativamente oscillare tra l'essere un'eremita o un'abbandonata sull'isola deserta.
    Purtroppo è questo il rischio degli undicenni marchiodipendenti: lo resteranno tutta la vita, da un marchio o dall'altro, perché continueranno a pensare che la cosa più importante sia comprare. Non inventare, non scoprire, non pensare, non discutere, non costruire: comperare. Per essere uguali agli altri, appunto, ma con uno strass in più.
    La Dama del Lago

    RispondiElimina
  18. Io non ho capito perche' D&G ti fanno rimpiangere Goku.

    Forse perche' Goku non l'ho mai conosciuto? Non c'era tra i cartoni che vedevo con mio figlio: lo facevo per stargli vicino ma confesso che, incappata di nuovo in Capitan Harlock, me lo sono visto tutto da sola, e che mi rivedrei da sola pure pure Paul e Nina e l'orsetto fermatempo.
    Goku aveva qualcosa di diverso dal vecchio Mazinga e da tutti quelli che compaiono e poi scompaiono tra quelli che i bambini vogliono vedere sulla copertina di un quaderno?

    D&G e tanti altri, passeranno di moda,tra gli adolescenti, come come sono passati di moda, tra i bambini, Mazinga e tanti altri.
    Non si devono passare zaini e astucci, mutande e cinture, ai fratelli minori: l'economia ne soffrirebbe, e pazienza se intanto soffrono i genitori che non hanno i soldi per stare al passo con le mode e i loro piccoli, e gli adolescenti si prendono con la forza quello che non possono comprare. Vabbe' accetto di condividere con te l'accusa lanciata da francesco di essere una comunista: ma porca miseria, come fanno quelli come lui a non vedere i problemi? E' perche' hanno paura di quello che costa tenere gli occhi aperti?

    Ma tutto questo tu lo sai benissimo. Ho preso pure troppo spazio per dirlo ma, dicendolo, forse ho capito il tuo post.
    Mode infantili e adolescenziali non sono il vero problema, la scomparsa di Goku in favore di D&G neppure. Il vero problema e' quello che fanno, o non fanno, gli adulti.
    Che ne dici di invitare i tuoi alunni a celebrare i funerali dei marchi che non sono piu' di moda e a chiedersi perche' prima li amassero tanto?

    A questo punto potrei pure rinunciare a inviare questo commento ma, a giudicare da quelli qui sopra, forse vale la pena di inviarlo.
    Anche perche' non sono sicura di averti capito e perche' seguito a chiedermi perche' proprio Goku.

    RispondiElimina
  19. Vabbè, ma allora mio figlio è proprio uno sfigato: si è portato dietro per cinque anni di elementari lo zaino dei Pokemon perché gli era troppo affezionato e ora non si perde una puntata di Dragon Ball (su Italia 1 alle 14.10). Però gli ho comprato le mutande alla Benetton: che faccio, mi pento?

    RispondiElimina
  20. salve a tutti!
    non ero un fan di goku, ma forse rappresentava altro rispetto d&g (almeno a quanto dice leonardo). racconta di un eroe buono che porta i nemici dalla sua parte perché lui è il bene. senza sofisticare sulla rappresentazione del bene e del male, penso che sia vero che dietro certi nomi ci siano dei valori sani ed eterni, dietro altri ci siano solo gatto e volpe che fan sotterrare tanti zecchini. certamente anche goku è commercio, e, probabilmente, nasce dalla mente malata di un giapponese perverso che si illude comunque di mandare nel mondo un messaggio. forse anche d&g da ragazzi sognavano un mondo diverso dai tetri vestiti neri o dalle geometriche fantasie anni '80, allora giù di paiettes e placche dorate. forse anche loro avevano un messaggio, ma secondo me non c'è differenza. gaber cantava "quando è moda è moda" che alla fine della canzone diventava "quando è merda è merda".

    saluti a tutti.
    lorenzo k.

    RispondiElimina
  21. Perché Goku? Ma perché questa storia, a differenza di altre, è proprio vera.

    Cosa ha Goku che non ha Mazinga? Goku ci parla dei ragazzini di oggi (anche di quelli di ieri, ormai, sarà 15 anni che circola). Mazinga parla di bambini di 35 anni fa che dovrebbero iniziare a parlare di cose serie. Io, quando tirano fuori Daitarn III al ristorante, comincio a far volare le posate.

    Goku all'inizio è un personaggio poetico, e i suoi comprimari sono molto divertenti. E' un tappettino con una forza prodigiosa, che non ha mai secondi pensieri.
    Col tempo la cosa comincia a farsi pesante: il personaggio sa solo allenarsi e combattere, e quindi si allena e combatte, gli vengono muscoli come meloni e si trasforma in un he-man giapponese. Continua ad essere molto interessante, perché ci mostra come combattono i pre-adolescenti: le mosse sono relativamente poche, gran parte del cartoon apparentemente d'azione è in realtà costituito da una ltta psicologica; nel frattempo c'è qualcuno che calcola la graduatoria, qualcun altro che raccoglie le sfere, c'è l'amico invidioso e il nemico che sotto sotto ti ammira, ecc. ecc. E' la maledetta adolescenza competitiva che si fa sotto.

    Poi arrivano Dolce And Gabbana, e tutto annega in una pioggia di strass.

    RispondiElimina
  22. immagino che, come al solito (come sempre), dietro a tutto c'è una storia.
    e la storia di goku (o delle tartarughe ninja ecc.) c'è. quella di d&g non so qual è. penso non racconti una storia, sia una non storia.
    ti compri una cosa e sei fico (pensi di essere fico).
    ma, sostanzialmente, rimani quel che sei: un povero sfigato (essendo una condizione di natura non calcherei la mano) oppure no, vestito d&g.
    esattamente come quelli che prima compravano timberland o moncler (mi scuso degli eventuali errori: cito a memoria).
    cercare di far parte di una "comunità" di qualche tipo (indossando un che guevara o una celtica o una maglia dei metallica o la catenona al collo come un qualunque pusher del bronx) non è gravissimo. qualunque ragazzino cerca di trovare un posto nel mondo e cerca aiuto. anche dai vestiti.
    i ragazzini hanno idoli come goku o totti o che guevara, poi si cresce (vabbè, a volte no). però qual è l'idolo del ragazzino che sbianchetta l'astuccio?
    lavoro con ragazzi di 18-20 anni, insegno loro a usare i programmi di grafica nell'ambito della tersa area. sapete che il mio personale prestigio (per alcuni) non dipende dalle cose che so fare o da come le spiego, no. dipende da quanto guadagno. se guadagno tanto sono un fico da imitare, sennò un altro povero sfigato illuso che cerca di condizionarli.
    ma io vorrei solo che imparassero a lavorare, a progettare e a pensare a quel che fanno (nell'ambito della terza area, chiaro)
    arrivassi in laboratorio computer tutto griffato mi prenderebbero per un povero (vecchio) scemo oppure per un fico (anche se vecchio)...
    secondo me a certi ragazzi gli s'è ristretto l'immaginario. non a tutti però. non a tutti.
    ochei, ho parlato troppo. però mi preoccupa che tanti ragazzi abbiano sogni stereotipati: il massimo della vita (una volta accertato che non si è totti) non può essere andare al grande fratello. ci devono essere dei sogni più belli da fare (anche se non sta a me dire quali)

    RispondiElimina
  23. il post è favoloso.

    il ragazzino, col tempo, abbandonerà - spero - le lusinghe delle sirene tamarre e come le mie studentesse milanesi scoprirà l'eleganza del No logo e degli abiti dei mercatini.

    ma per vincere l'etichetta tamarra devi farti conquistare e poi rinunciare ad essa

    RispondiElimina
  24. Anche no.
    Io non sono mai stato tamarro, e adesso sono uno splendido trentenne.

    L'"eleganza degli abiti dei mercatini" mi sa tantissimo di milanese frangetta, scusa. L'unica cosa che fa il tempo è proporre stampini diversi per gente che è nata di pongo.

    RispondiElimina
  25. è chiaro che il No Logo è la faccia speculare dell'etichetta tamarra: pensavo che fosse chiara l'eco-frangetta (cmq quella è già vecchia, i miei 16enni non parlano affatto così).

    e perà l'estetica milanese del mercatino è comunque meno invadente - per gli occhi - dell'etichetta griffata. l'ideale, e sono d'accordo con te, è liberarsi di questi bisogni.

    potrebbe provarci la scuola, ma la scuola italiana si preoccupa solo di far votare i prof di religione

    RispondiElimina
  26. Grazie per questo post, l'ho trovato magnifico! E condivido completamente il tuo punto di vista.

    Ho appena scoperto il tuo blog, tornerò spesso a visitarti.

    RispondiElimina
  27. Cioè fatemi capire..adesso il problema è se qualcuno si può permettere la cintura di dolce gabbana? Ma qua,siamo fuori di testa..Cos'è dobbiamo essere tutti uguali? tutti con lo stesso reddito?magari anche tutti con la maglia del che e il libro di Marx sotto il cuscino..Ma non fatemi ridere..Io mi posso permettere di vestirmi in un determinato modo e mi vesto come voglio..Se a te non sta bene,non guardarmi..
    Se si vuole allargare il problema alle fasce di età,ho notato anche io che sempre con maggior frequenza di vedono bambinetti già vestiti di marca..non vedo quale sia il problema..possono permetterselo?buon per loro

    RispondiElimina
  28. Teo, la cintura di dolce e gabbana costa molto ed è brutta.

    Una libertà che ti costringa a spendere un sacco di soldi per comprare cose brutte è una libertà taroccata. Guai a chi te l'ha venduta, peggio per te se insisti a comprarla.

    Il marxismo non c'entra nulla. E' principalmente una questione di stile.

    RispondiElimina
  29. Ma per fortuna,leo, non tutti intendono lo stile allo stesso modo. Sul fatto che la cintura di dolce e gabbana sia brutta, beh,mi sembra di dire una cosa ovvia, ma è un'opinione soggettiva e di conseguenza irrilevante in una discussione come questa. E nessuno ti costringe a comprare la cintura di D&G, se non vuoi. Non è ancora passata una legge simile. Mi sembra che più che altro siate voi che in questa discussione vorreste convincere la gente a non comprarla , come se fosse opera di Belzebù.....

    RispondiElimina
  30. Sensazional, non ho altre parole. Il tuo modo di scrivere è incantevole, e quanto a contenuti sono perfettamente daccordo con te. Complimenti di cuore

    RispondiElimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello. Di solito però ci metto molte ore. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un messaggio più breve, appena posso recupero tutto.