venerdì 20 giugno 2008

Di Pietro is a Virus

Quindi Veltroni si è svegliato. Alleluja, ma è curioso.

Sonnecchiava quando provarono a introdurre il reato di clandestinità o di associazione a delinquere di famiglia Rom. Non si fece molto sentire ai tempi del blocco totale delle intercettazioni. E si sveglia proprio ora, per cosa? Per una legge che Berlusconi ha provato a ritagliarsi ad personam. Ecco, ora vale la pena di organizzare una grande manifestazione in autunno. Attenzione, però: Il Pd non si farà "trascinare nel passato" e cioè "al massimalismo e all'antiberlusconismo". Insomma, contro Berlusconi senza essere antiberlusconiani. Cosa vorrà dire?

Forse non vuol dire niente. Oppure.
Oppure forse Di Pietro ha vinto. Sì. Pensateci bene. Da Ex magistrato scalcagnato a leader assoluto del centrosinistra parlamentare, in soli due anni. Ve la ricordate una carriera altrettanto fulminea, dopo il '94? Certo, nominalmente Veltroni è ancora al suo posto. Ma è un'anatra zoppa, per usare una metafora cara ad americanisti kennediani o meno. Ha scommesso la sua residua credibilità su una carta (il “dialogo”) che è nelle mani dell'avversario politico. Ma di questo “dialogo” il centrodestra non ha poi tutto questo bisogno. È troppo occupato ad accaparrarsi il potere e a consolidare il consenso popolare che ha già. E dagli torto.

Il PD non resterà senza guida per sempre. Con la sua tradizionale lentezza e litigiosità, alla fine riuscirà a trovare un nuovo leader. Ci saranno altre gloriose primarie, altre entusiastiche incoronazioni. Ma ci vorranno mesi. Nel frattempo Veltroni zoppica, e la scena è vuota. La occuperà Di Pietro, in mancanza di comprimari all'altezza. E Di Pietro ha gli argomenti che ha. Con l'agenda dell'indignazione in mano sua, è chiaro che le leggi ad personam diventano una priorità rispetto ad altri argomenti.

A mesi di distanza non è ancora chiaro perché Veltroni decise di salvare, tra i tanti cespugli del Centrosinistra, proprio l'Italia dei Valori. Non dite, per favore, che si trattava di vincere le elezioni; se davvero avesse voluto vincerle avrebbe dovuto allearsi con tanta altra gente, anche più seria. Probabilmente Veltroni voleva fare esattamente quello che ha fatto, cioè approfittare di una legge elettorale mostruosa per estromettere dal parlamento i rivali interni alla sinistra: via i comunisti con le loro mitologie fuori dal tempo, via i noglobbal che sono solo folklore, via i verdi con le loro priorità ambientaliste, e va bene; e invece Di Pietro si poteva salvare – perché? Storicamente era stato un alleato assai meno affidabile; politicamente si prestava a fare il portabandiera proprio di quel vessillo giustizialista e antiberlusconiano a cui Veltroni voleva rinunciare – e allora perché? Forse perché Beppe Grillo faceva paura. Ma a quel punto era quasi logico che le cose finissero così. Così come?

Così come ci siamo ridotti: con un grande insipido PD, che sta in Parlamento senza saper bene cosa fare (dialogare con Berlusconi no, fischiarlo per cinque anni neppure, e allora cosa), che non rappresenta bene nessuno, in mezzo a cui lo sparuto drappello del miracolato Di Pietro rappresenta l'unica spezia. Se non ci fosse lui, il PD saprebbe ancor meno di quello che sa. Davvero, Di Pietro è l'unico sapore che riusciamo a sentire oggi noi poveracci che ci ostiniamo a masticare PD. Non è un gusto particolarmente piacevole, ma non c'è altro. O se preferite un'altra metafora: il PD è un vascello sterile il cui equipaggio ha avuto la sventurata idea di caricare a bordo una persona infetta col virus dell'antiberlusconismo. Ora, in mancanza di vaccini ideologici, che nessuno si fa più, l'antiB sarà libero di dilagare. Quando arriverà a destinazione, il PD rovescerà sul molo un'orda di antiberlusconiani affamati.

Questo spiega, se vi pare, perché il PD, che non ha quasi battuto ciglio mentre si partorivano mostri come il reato d'immigrazione clandestina o di divulgazione d'intercettazione, ha improvvisamente battuto il colpo di fronte allo spettro della legge ad personam. Sì, è fastidioso pensare che le vicissitudini giudiziarie di Berlusconi siano ancora l'unica cosa che ci unisce, dopo tanti anni. In realtà ce n'erano altre (l'ambiente, i migranti, la sicurezza sul lavoro, i salari)... però i partiti che le rappresentavano sono stati estromessi. È rimasto Di Pietro, e Di Pietro è un giustizialista. Peraltro non ha mai cercato di essere qualcos'altro, lui. Un'altra cosa che alla lunga rischia di renderlo simpatico.

15 commenti:

  1. c'è da dire che DiPietro però s'è mosso al tempo del reato di immigrazione clandestina, della divulgazione di intercettazioni ecc...almeno, mi pare di ricordare che (dichiarazione di Cicchitto e paracicchitti a parte) L'Idv abbia contestato anche norme non direttamente "ad Berlusconum".

    Che poi nei loro discorsi i dipietrini si richiamino un po' troppo a un lessico grillico è vero, che pestino con forza sul tasto del "Berlusconi" si sta facendo ancora unan volta gli affari suoi" è giustificato da quello che sta succedendo, anche se presta il fianco a critiche come quella, perlappunto, di antiberlsconiani a oltranza (anche se il fenomeno viene un po' gonfiato, credo).

    Ma in definitiva, DiPietro ti piace o no? o.O

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  2. C'è da dire che pensare a Di Pietro come alla nostra carta migliore al momento sul campo fa veramente venir voglia di emigrare.
    Anche perché in questo modo -e lo si è già visto in tempi ben più prosperi per l'antiberlusconismo duro e puro- non si va molto avanti.

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  3. Va detto che quel che oggi vale per Berlusconi in termini di impunità potrebbe valere d'ora in poi per ogni presidente del consiglio o altra carica, perfino il presidente della Repubblica che dovrebbe essere una figura di garanzia. Di Pietro dice no a questo, non è solo una questione ad personam e non mi pare roba da poco. Se mai è quel che vorrebbe far credere Berlusconi: che tutti l'hanno con lui in quanto signor Silvio perseguitato e non perché chiunque, lui compreso, dovrebbero rendere conto di quel che fanno e in qualunque momento, se ci sono indizi e prove che violino le leggi.
    Perché salvare Di Pietro è presto detto: era l'unico (insieme ai radicali anch'essi salvati nel lusso) a non criticare e a non chiedere correttivi a un sistema sociale ed economico basato sul liberismo e la precarietà del lavoro.
    La dama del lago

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  4. Io direi che ha ragione paguropagano. Di Pietro si è fatto sentire abbondantemente per la legge sulle intercettazioni come per il salva rete4, (pure per il reato di immigrazione clandestina, ma con meno enfasi, com'è lecito aspettarsi da uno che tanto di sinistra non è e che si è sempre occupato principalmente delle questioni della giustizia).

    Il motivo per cui il carrozzone PD si è portato dietro Di Pietro è lo stesso per cui ha imbarcato i radicali: un contentino a quei coglioni che sognano ancora un partito laico e decentemente attento alla legalità. E qui sì, ti do ragione: cogliendo l'occasione per sbaragliare "la sinistra" e toglierle voti anche con quegli specchietti per allodole.

    Comunque, il sapore di Di Pietro non mi sembra tra i peggiori che potresti sentire. Nella cabina elettorale io, ad Aprile, ho sentito un gran puzzo di Calearo e Binetti. Non osando immaginarne il sapore, in quell'occasione ho smesso di masticare PD.

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  5. Eppure, eppure... confesso che nell'intimità dell'urna un pensierino a votare Di Pietro ce l'ho fatto.

    Il personaggio ha tutti i suoi limiti, certo, ma appunto è l'unica cosa che si sta muovendo in un'opposizione vegetale troppo intenta a scannarsi (non solo il PD, guarda quello che sta succedendo dentro Rifondazione) per cercare di essere quello che aveva promesso di essere in campagna elettorale.

    E come hanno già detto altri, Di Pietro non si è fatto sentire solo sulla legge ad personam (che poi tanto ad personam non è, appunto) ma su molti degli altri temi che hai elencato.

    Per cui... se questa è tutta l'opposizione che ci tocca di questi tempi, viva il subcomandante Tonino! E che iddio ci perdoni.

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  6. Ebbene si, ho votato Di Pietro alla camera, al senato, sapendo la difficoltà, per il pd; mi spiace ma come già detto da altri, l'idv si è fatto sentire come unica voce fuori dal coro, si può dire di tutto su DP ma in questo momento è l'unico che fa opposizione. Vado in OT avete notizie sull'assemblea del pd? un amico delegato mi ha riferito cose allucinanti e di grande disagio potrò essere più chiaro più tardi.

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  7. Rieccomi, ho trovato dove si parla dell'assemblea costituente del pd, certo che tutto questo è scoraggiante http://www.ivanscalfarotto.info/

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  8. Mi consolo, allora. Alla fine mi sono risolta a votare il meno peggio.

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  9. ho votato IDV e ne sono contenta DiPietro finora è l'unico che dice le cose come stanno, che vuole che i cittaditi siano informati.
    il PD dire che mi ha delusa è troppo poco.

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  10. Mi ha fatto venire i brividi questo piccolo passo del post di Leonardo: (Veltroni) «Ha scommesso la sua residua credibilità su una carta (il “dialogo”) che è nelle mani dell'avversario politico. Ma di questo “dialogo” il centrodestra non ha poi tutto questo bisogno. È troppo occupato ad accaparrarsi il potere e a consolidare il consenso popolare che ha già. E dagli torto».
    Con una maggioranza così, in effetti, che gliene frega al Popolo della Libertà di dialogare con l'opposizione??
    E quindi torno ad arrovellarmi sulla sempiterna questione: ma dopo il quinquennio tragico di governo Berlusconi 2001-2006 (dove l'unica legge decente era stata... quella di Sirchia contro il fumo nei locali pubblici!!), com'è possibile che gli italiani due mesi fa si siano di nuovo schierati da quella parte? Com'è possibile che non immaginassero che, tornato al potere, Berlusconi avrebbe ricominciato - indisturbato e quasi indisturbabile, direi - a fare leggi per tutelare i suoi interessi anzichè quelli del Paese??
    Sono sconsolata e penso sempre più spesso, con grande tristezza, all'ipotesi di trasferirmi all'estero.

    Eleonora
    http://www.repubblicadeglistagisti.blogspot.com/

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  11. secondo me vanno consoderate alcune cose:
    - le leggi private di berlusconi sembra che cambino poco per la vita del cittadino qualunque (o almeno è più difficile fargli capire il nesso)

    - in compenso dare l'impressione di non fare niente (visione ingenerosa del governo prodi) o essere eccessivamente litigiosi sulle cose da fare fa una brutta impressione

    - d'altra parte l'unica cosa filata via di corsa (senza intoppi) del governo prodi è stato l'indulto! approvato anche dal centrodestra (lega a parte)...

    te l'ho detto: avere lo sconto fiscale per la sostituzione del frigo è una gran cosa, se hai un frigo e qualcosa da metterci dentro

    è evidente che se qualcuno non paga le tasse non sembrerà così pericoloso come uno che rapina una banca, soprattutto per tutti quelli che falsificano qualunque cosa (per non pagare il ticket, per la casa popolare, per la graduatoria dell'asilo nido, per il permesso disabili...)

    tieni anche conto che se oggi gli immigrati legali potessero votare lo farebbero in massa per il centrodestra: cosa spaventa un poro rumeno che si spacca il culo? il suo connazionale che ruba o stupra le poverette alla fermata del treno. molto più di un poliziotto sgarbato

    un poro pensionato (che sta alla canna del gas oppure no) non è che deve stare meno attento ad attraversare la strada o a schivare una pallottola.
    voglio dire: un vecchio s'incazza se gli si schiamazza sotto casa figurati se pensa di poter essere scippato... e oltretutto si guarda pure rete quattro!
    il voto tuo vale come uno suo!

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  12. Italia dei Valori e' stata tirata a bordo perchè gia faceva parte del progetto iniziale del PD. Quando Margherita e DS iniziarono a concretizzare il loro progetto IdV busso' prontamente alla loro porta, solo che fu invitata a rimanere sulla soglia per non creare frizioni con una parte dei margheritini.
    Fassino per tenerlo cmq buono a Di Pietro (anche perche' non puoi andare a creare un partito nuovo dicendo che vorrebbe essere un fattore unificante e quando qualcuno bussa alla tua porta, pregarlo di attendere fuori, stride un po' come comportamento) assunse l'impegno di una lista comune a livello nazionale alle elezioni politiche e che cmq dopo le elezioni si sarebbe provveduto ad un ampliamento della base del pd (tanto che dei veri organi dirigenti debbono ancora essere eletti, siamo fermi alle assemblee costituenti).
    Ora poi DiPietro sta vivendo il paradosso di Moretti (vengo, non vengo, come mi si nota di piu'?) anche perche' di raddoppiare i propri voti neanche lui se lo sarebbe mai sognato e questa legge elettorale gli ha regalato un numero di parlamentari impensabile con qualsiasi altro sistema elettorale e che gli garantiscono una decente visibilità locale su quasi tutto il territorio.

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  13. se ci mettiamo a contestare anche dipietro perkè è giustizialista allora vi meritate Berlusconi.
    ma che avete sugli occhi?

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  14. Ciao, non capisco perchè condanni Veltroni per non essere antiberlusconiano poi sembra che te la prendi con Di Pietro perchè lo è.
    Penso che tutte le persone che conosco la verità storica di Berlusconi siano ANTI Berlusconi.
    Non è colpa di Di Pietro se quel tale è al potere. Siccome c'è, è giusto combatterlo e manifestare per la legalità!
    Meno male che c'è Di Pietro e l'IDV. L'unico partito serio!
    A differenza di quel che dici.

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  15. Il pezzo non mi sembra davvero un atto di accusa a Di Pietro.

    La questione della "serietà" dipende non tanto da Di Pietro, ma delle persone che spesso ha imbarcato nell'IdV (De Gregorio fra tutti, ma non è stato il solo).

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