mercoledì 9 novembre 2011

Poveri inediti idioti

Voglio scrivere anch'io due minchiatine sui Soliti Idioti, ovviamente senza aver visto il film (quest'anno va così. Anche se devo dire che l'unico blogger che lo ha visto ne ha parlato abbastanza bene). Confesserò per prima cosa di essere uno di quegli insospettabili che ogni tanto in tv li guarda, ridacchiandoci anche su. Così l'attacco della De Gregorio mi ha ferito un po'. Mi sono ritrovato schiacciato ai minimi livelli culturali di una generazione che non è la mia, io passo di lì solo, ehm, per informarmi, sapete, col mio mestiere è vitale conoscere i tormentoni o va finire che non capisci più gli insulti che ti scrivono sulle porte del bagno. Va da sé che quello che ha scritto la De Gregorio sui Soliti Idioti e sul pubblico ebete dei Soliti Idioti si sarebbe potuto scrivere di quasi tutti i format comici passati nei nostri palinsesti dal Drive In in poi – e se scrivo Drive In è soltanto perché la mia memoria si blocca lì, ma può darsi che si facesse tv scema anche in precedenza, perlomeno lo attesterebbero alcune filastrocche di carosello tramandate oralmente, nonché alcuni reperti rinvenuti durante Da Da Da. Senz'altro i Soliti Idioti non è un capolavoro. Ma che sia intrinsecamente meno intelligente del tardo Mai dire Gol, o di Indietro Tutta (per citare due trasmissioni a caso che hanno fatto ridere generazioni di ragazzini) no, io non lo credo. Secondo me la vera novità dei Soliti Idioti non sta nemmeno nella cifra grottesca, che altre trasmissioni avevano anticipato e che comunque è inferiore a molti reality in prima serata in chiaro. Credo che si tratti principalmente di una questione di budget.

I Soliti Idioti è una trasmissione povera, questa secondo me è la novità, e non è una buona novità. Pur restando un prodotto dignitoso e professionale, con qualche slancio coraggioso (ogni tanto incidono una canzone nuova, abbozzano una coreografia), i Soliti Idioti sostanzialmente sono due attori non troppo professionisti che fanno degli sketch con personaggi ricorrenti. Ok, ci sono le parolacce, ma in sostanza i Soliti Idioti lo potremmo anche considerare un programma reazionario, quasi involutivo, un ritorno alle scenette che prelude forse a un ritorno a Carosello, dopodiché torneranno le pecorelle, il monoscopio, la tv smetterà di funzionare e dopo un po' anche la radio, e risaliremo sugli alberi. In realtà è tutto spiegabile con le crisi, che sono tre o quattro: la crisi economica (una volta ogni programma aveva cinque o sei comici, oggi se una rete ha un comico lo spreme per due ore di monologhi, ma non le regge nemmeno Guzzanti, figurati Crozza), la crisi dei consumi giovanili, la crisi del musicale, la crisi di MTV Italia. Quest'ultima è la più circoscritta ma anche la decisiva: forse i Soliti Idioti non avrebbe penetrato così bene la dura cervice dei giovani d'oggi, se a un certo punto MTV non avesse deciso di riempire il suo palinsesto (soprattutto in estate) di repliche infinite di un programma scopiazzato dai britannici (mancavano anche i soldi per comprarsi il format vero). E coi ragazzi, si sa, la reiterazione è fondamentale. Naturalmente i guru ci spiegheranno che il vero successo è quello virale, per cui ogni singolo sketch veniva condiviso e apprezzato e commentato su youtube; io però ho passato quasi tutta l'estate scorsa a casa e a un certo punto mi sembrava che MTV fosse diventata I Soliti Idioti Tv.

A proposito, non so se ne avete sentito parlare, ma di recente tutte le MTV del mondo hanno cambiato il logo, togliendo la scritta “Music Television” che in effetti ormai era un retaggio del passato. Questa cosa per alcuni della mia età è dura da mandar giù, anche se in fin dei conti non è nulla di grave: canali che sparano musica 24 ore su 24 ce ne sono ancora da qualche parte sul digitale terrestre. Non vanno molto bene, altrimenti anche MTV si sarebbe tenuto la sua M originale. Gli assassini siamo stati noi, non è vero? Scaricando e scaricando abbiamo messo in ginocchio le povere major, che hanno smesso di investire capitali nella promozione dei loro artisti, e MTV si è data ai reality scemi. Ce lo siamo meritato tutto, Jersey Shore (però le repliche alle due del pomeriggio, Cristo, no, dov'è il Moige quando serve).

La povertà dei Soliti Idioti si riflette su un altro aspetto che mi sembra sia sfuggito a molti, ed è la dilatazione dei tempi comici. Qual è la differenza principale tra gli sketch dei Soliti Idioti e quelli, poniamo, dei comici della Gialappa cinque o dieci anni fa? Sono più grotteschi? Forse. Sono meno ispirati? Il budget è quel che è. Ma soprattutto gli sketch dei Soliti Idioti sono più lenti. È un fenomeno di cui parlano in pochi, e che secondo me è fondamentale, forse è l'unica cosa che ho capito dei giovani d'oggi e ve la lascio qui gratis: ai giovani d'oggi le cose bisogna spiegargliele con lentezza, e ripetergliele molte volte.

Questo non significa che i giovani d'oggi siano irrecuperabili come dice la De Gregorio. A me piace pensare che sia uno di quei contraccolpi storici: dopo una Mtv generation ipercinetica che messaggiava guardando video e negli intervalli degli spot votava per un mondo migliore, forse una generazione che se la prende calma e apprezza la lentezza potrebbe salvarci. In ogni caso mi aspetto un ritorno dei ritmi lenti nei film dei prossimi anni, anche solo perché più veloci di Transformers non si può andare. Non so quanto il film dei Poveri Idioti confermi questa mia ipotesi e onestamente non ho neanche voglia di andare a controllare. Non so neanche bene perché sono contento che il film stia andando forte. Non credo c'entri lo snobismo all'incontrario.

Credo che sia una specie di solidarietà per una generazione – quella degli adolescenti di oggi – che non è ancora riuscita a recintare qualcosa e a chiamarlo suo. I nativi digitali, in teoria – in pratica internet è piena di bavosi trenta-quarantenni che ti spiegano la netiquette e ti adescano sui social network. La musica è già tutta on line, ma per capirla, per metterti la maglietta giusta, devi almeno conoscere le evoluzioni stilistiche degli ultimi trent'anni. Persino i comici in tv, il grado zero virgola uno dell'intrattenimento, quelli da cui si pretende poco o nulla, appena un tormentone da portarsi a scuola per sentirsi meno soli nell'intervallo del lunedì – persino loro ormai sono incomprensibili, fanno solo satira politica che è una cosa che per capirla devi prima conoscere la politica ed è più o meno come con la musica, ti tocca ripartire dall'avvento del grunge e di Silvio Berlusconi, vent'anni fa. Alla fine arrivano Biggio e Mandelli, e non sono un granché, però finalmente fanno qualcosa che ai vecchi fa schifo. Finalmente! Non imitano quei politici noiosi e sconosciuti, non fanno riferimenti a cose lontane, forse copiano un programma inglese ma questa è una curiosità da blogger di nicchia, e hanno un ritmo lento, se non capisci una gag loro te la ripetono più lenta finché non ci arrivi. Ecco, i Soliti Idioti sono il povero programma che ci mancava. Non è un granché, ma non è che ai ragazzini serva tutto questo granché per divertirsi. E probabilmente a ridere con poco ci si dovranno abituare.

15 commenti:

  1. ciao! probabilmente lo conosci già, comunque questo post di Bordone http://www.freddynietzsche.com/2011/11/04/piccola-italia-non-mandarmi-via/ sembra chiarire il dubbio del "ne avevamo bisogno?" che attanaglia Conchitina...
    Stefania

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  2. Ciao Leonardo!è la prima volta che ti scrivo ma il tema mi interessava troppo. io non ho visto il film, ma lo sketch che hai allegato mi ha divertita. Ho visto diversi episodi della serie e, da brava mamma quarantenne, ci ho riso pure su, perchè spesso la figura del piccione la fa proprio chi pensa di essere bravo e furbo. Spesso mette in evidenza l'assenza di dialogo tra genitori e figli, tra generazioni, forse per questo piace tanto ai ragazzi. La figura dei soliti idioti insomma la fanno i grandi. Omofobia e razzismo sono una componente della nostra società. "Una" non "La". Perchè fare i perbenisti? Mi farebbe piacere però leggere da qualche parte il parere di un omosessuale, più che di una come la sig.ra De gregorio, che nella categoria non rientra, oppure di un senegalese o di un handicappato o meglio ancora di un "giovane d'oggi" (cosa dicono ad es. i tuoi ragazzi?). Sul sito Arcigay il film non mi sembra menzionato da nessuna parte...ho fatto male le ricerche io, o il film non se lo calcolano nemmeno, con più intelligenza di quella di Concita? Temo che in giro ci siano esempi pratici peggiori di un film, specchio o meno di una Società. Vederli spiattellati anche su uno schermo, certo, da fastidio. Ma a me urta di più veder sempre delegare a un film, o ad altro, un ruolo educativo che dovrebbe essere di genitori e buoni esempi...qui sbaglia per me la sig.ra de gregorio! Complimenti per il tuo scrivere. Daniela

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  3. Io non starei troppo a girarci intorno, ad analizzare i giovani, i vecchi, le capacità di comprensione. Il punto è che non fanno ridere perchè non sono capaci di farlo. Non è neanche tanto il concept del programma o delle gag, sono loro. Loro sono l'amico scemo che fa le battute fuori luogo, quelle talmente brutte da non divertire nemmeno la loro nonna, quelle che fanno calare il gelo tra i presenti.
    Il personaggio del vecchio, per dire, è simpatico come l'amico che scorreggia e poi ride mentre si sta parlando di com'è stato il viaggio a Berlino.
    A me fanno un po' pena, perchè si portano addosso quell'aura di fallimento che si incolla proprio addosso e non se ne va (e infatti Mandelli prova a recitare e non ci riesce, ha condotto ma non è stato mai interessante e, ahimè, prova a cantare - spero non vi capiti mai di sentirlo dal vivo).

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  4. Mi direte che non si può, che è troppo, che sono matto io: però io ho staccato l'antenna più di cinque anni fa, e Sky da oltre due anni.
    Alla televisione è attaccato un simpatico box con uTorrent.

    Non è proprio in tema, lo so.
    Volevo solo ricordarvi che è possibile.

    E non sono solo: mia moglie ancora brontola, ogni tanto. Mia figlia, la televisione commerciale la conosce poco (era piccola anche quando ho tolto Sky). Ma certe volte mi dice: "Uffa, nella televisione dei miei amici c'è sempre la pubblicità."
    Son soddisfazioni.

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  5. Cara De Gregorio in cosa il "Ben Hill Show" è più intelligente de "I Soliti Idioti"?

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  6. Seguo l'OT dell'anonimo, ma anche io saranno quattro anni che non guardo TV. Quelle volte che sono a casa di altri, mi ricordo perché.

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  7. Sì vabbe' io sono due anni che non uso l'ascensore, ora vado a bullarmene su un blog dove chiacchierano di architettura.

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  8. Sto film non mi dice niente di nuovo,preciso che non l'ho visto,perchè mai potrei andare a vedere maschere,finte,in un film Vero,dicono che parli degli italiani....dei modi ,Se i modi sono le pernacchie,mi guardo la politica.....sarà,a me ,mi sembra che posso farne a meno.:)
    Ciao Amelie.

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  9. Ad aver tolto la musica da MTV Italia ha contribuito anche l'avvento del digitale terrestre, che ha creato lo spazio per confinare la musica su canali a parte, e riservare il prezioso tasto 8 del telecomando (credo che da nessuna parte al mondo MTV sia così in alto nella numerazione automatica del digitale) a una programmazione semi-generalista, che dovrebbe fidelizzare di più il pubblico, anche perché con youtube ormai non è più necessario aspettare che il proprio artista preferito passi in TV. Peccato che poi con i tagli al budget (che già prima ad occhio non è che fosse chissà cosa) rimangano da mandare in onda solo caterve di reality della MTV americana (a costo zero, anche perché dubito che molti altri canali sarebbero interessati a pagare per quella roba) e qualche povera produzione locale, il tutto replicato di continuo (col digitale i canali si sono moltiplicati, ma i budget pubblicitari sono sempre gli stessi, quando va bene).

    Curiel

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  10. Mi direte che non si può, che è troppo, che sono matto io: però io ho smesso di comprare CD più di cinque anni fa, e disinstallato l'iTunes Store da oltre due.
    Al lettore mp3 è attaccato un simpatico box con uTorrent.

    Non è proprio in tema, lo so.
    Volevo solo ricordarvi che è possibile.

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  11. Mi direte che non si può, che è troppo, che sono proprio un mattacchione: però i ho smesso di assumere solidi cinque anni fa, e due anni fa anche i liquidi.
    Al mio corpo adesso è attaccato un simpatico box con uTorrent.

    Lo so che non è proprio in tema.
    Volevo solo ricordarvi che è possibile.

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  12. Caro Leonardo,
    è la prima volta che Le scrivo (mi permetta che Le dia del "Lei", ma la mia è quella generazione che ancora lo usa con gli adulti e con i professori). Si, perché ho ancora la fortuna di definirmi ggiovane. Le due "g" sono d'obbligo per farsi capire da quell'altra generazione, di quelli che hanno scritto sopra di me e che sono così attaccati a certi archetipi e certi stilemi un po' muffiti.
    L'articolo mi è piaciuto meno del solito, ma non mi sono piaciuti sopratutto i commenti. Si respira, non tanto un olezzo da gauche caviar, ma proprio di sinistra alle uova di lompo. Quelle buone per Natale sui crostini, che costa poco ma fa figura.
    Le opinioni qua sopra costano poco. Non me ne si voglia, non sto facendo un'apologia di Biggio e Mandelli che fanno ridere tante volte quante no. Ma l'interpretazione è sbagliata. Ci raccontate decadimenti dei costumi da 20 anni e ho idea che, se avessi qualche anno in più, me ne ricorderei da ancora prima. Alcune suggestioni sparse e alcune ipotesi: 1) intanto il duo è in attivo da una decina d'anni, con successi quasi paragonabili (ad es. http://it.wikipedia.org/wiki/MTV_Mad; 2) MTV ha mandato in onda anche Little Britain che tutti adesso osannano in paragone (si, è meglio. Se uno vive in Inghilterra)3) non è che non capite gli sketch? 3.1) non è che, pur capendoli, non vi è balenato per la mente che, non avendo nessun coetaneo con cui dividerli -e con cui sovrapporre la vostra quotidianità alle scenette- non li possiate apprezzare?
    Non ho la televisione, non compro più i CD, non ci sono più le mezze stagioni, Venezia è bella ma viverci mai.... signori, vi prego!

    Suvvia, se volevo delle banalità sinistrorse sulla televisione parlavo con mio padre. Ah no: a mio padre fanno ridere. Forse perché li guardiamo insieme.

    f.

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  13. Beh..mi sembra che sotto sotto involontariamente Leonardo stia dando ragione alla De Grogorio.
    Siamo sicuri che sia un sintomo di buona salute per una generazione il fatto che le cose "bisogna spiegargliele con lentezza, e ripetergliele molte volte"? Non mi sembra meno snob di quanto detto dalla De Gregorio, anche se nella fattispecie la condivido.

    Poi secondo me la D.G. ha ragione ma ha sbagliato i toni. In realtà non c'è niente di male a guardare i soliti idioti ma INSIEME a Sorrentino non INVECE DI. Si può anche guardare un programma idiota di tanto in tanto, ma bisogna sapere che si sta guardando un programma idiota. E per saperlo bisogna fare un confronto con qualcosa di più "alto".

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  14. la "dura cervice" dei giovani??

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  15. Se fa audience allora il format è azzeccato...
    Gli individui che non apprezzano simili programmi farebbero bene a proporre qualche cosa di altro invece di criticare chi, almeno, idee ne ha avute.
    Il mio parere è che tutto ciò che è recitato e che implica impiego di energie è comunque una forma di arte. Un altro punto che tengo a sottolineare è che deve cessare la moda di enunciare frasi a protezione dei "giovani" : la nostra generazione ha molte più possibilità dei nostri illustri predecessori di crearsi una propria identità soprattutto grazie ad internet.
    io non sono così pessimista verso la nuova generazione ma mi sorgono dubbi e perplessità sulla capacità di plasticità di quella vecchia, che forse non riesce a fare propri gli stilemi connotativi dei nostri tempi...la mia non è una critica ma un ammonimento a fare uno sforzo in più con l'invito a leggere HEGEL...

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