mercoledì 16 novembre 2011

Vota Chtulhu

La badante e i professori
Anch'io sono tra quelli che hanno trovato sconvolgente l'articolo del Corriere in cui Federico Fubini e Danilo Taino hanno proposto di far votare i genitori anche per i loro figli, o di “rafforzare” il voto dei giovani (“permettiamo che quella di un ventenne conti magari 1,2, e di un trentenne almeno 1,1)”. Ma non per il crimine di lesa democrazia, che i due praticano solo a livello teorico (c'è gente che infierisce sulla moribonda con coltelli molto meno metaforici). Non sono un feticista della democrazia: è un sistema, ha i suoi difetti. Da nessuna parte è scritto che una maggioranza sappia individuare i problemi prioritari e risolverli meglio di una minoranza.

Certo, in generale è lecito pensare che ognuno capisca ciò che è bene per sé, e che quindi una maggioranza sappia agire perlomeno per il bene della maggioranza: e tuttavia questa, come tante altre belle e semplici idee occidentali, ha il difetto non piccolo di funzionare soltanto postulando uno sviluppo illimitato e risorse altrettanto illimitate. Così in certe brutte giornate mi sorprendo a pensare che la democrazia sia la principale colpevole del riscaldamento globale: è solo Lei ad avere concreta necessità di massificare il benessere, e a distribuire alla maggioranza luce acqua gas e benzina: se avessero vinto i nazisti probabilmente avrebbero schiavizzato la maggioranza della popolazione mondiale, con una conseguente contrazione dei consumi, della concorrenza e della produzione: oggi saremmo magari due o tre miliardi in meno e non ci sarebbe tutto questo inquinamento (non ci sarei però nemmeno io, quindi preferisco tenermi l'inquinamento).

Così, man mano che l'umanità procede verso la catastrofe (e io spero di sbagliarmi, ma sono sempre di quella generazione che a scuola si è vista The Day After, io sin da cucciolo sono stato addestrato a puntare il naso al primo vago lezzo di catastrofe) trovo inevitabile che la democrazia venga messa in discussione, e si richiamino i “tecnici”, di cui finalmente saggeremo la tecnica. Se poi parliamo di Monti, egli è ancora molto lontano dalla mia idea di cavaliere dell'Apocalisse; però per esempio non credo che la Cina diventerà nei tempi brevi una democrazia, e forse nemmeno lo spero: forse l'unica speranza per tutti noi sette miliardi è la politica del figlio unico del governo cinese, ma credo che solo una tirannide tecnocratica possa imporla. Non credo che usciremo democratici dal ventunesimo secolo (la maggior parte di noi non ne uscirà comunque, certo): perlomeno chi avrà la dubbia fortuna di discendere da noi non manterrà questa fiducia acritica nella democrazia, che è un sistema fantastico quando devi amministrare un'economia in espansione, non quando devi razionare acqua e benzina. Queste cose avrei potuto scriverle in qualsiasi momento degli ultimi dieci anni, ma forse non avevo il coraggio.

Poi negli ultimi giorni improvvisamente la democrazia è stata messa in discussione da Gramellini sulla Stampa, e ora da due prestigiosi studiosi sul Corriere. Cosa sta succedendo? Credo sia un banale effetto ottico del crepuscolo del berlusconismo (per quanto illusorio che sia): è giunto il momento delle monetine e tutti si domandano com'è possibile che ci siamo tenuti un tipo del genere per diciassette anni – che razza di sistema politico sia quello che consente a un pagliaccio simile di governare, o meglio, di impedire a qualche altra persona seria di farlo? Si chiama democrazia? Deve avere qualche grosso difetto.

E in effetti ne ha, e sopra ho descritto quello che ritengo il peggiore: la democrazia persegue il bene dei più, fino a esaurimento delle risorse e conseguenti probabili catastrofi. Però Berlusconi non è un difetto della democrazia, così come un baro non è un difetto del poker: è uno che a poker non ci deve giocare, non dovevamo nemmeno permettergli di sedersi al tavolo. L'antiberlusconismo è tutto qui: ostinarsi a credere che Berlusconi non sia un difetto della democrazia, ma uno che la democrazia l'ha pervertita dal primo istante in cui si è candidato (illegalmente) e le sue emittenze (ammucchiate illegalmente) hanno cominciato a inviarci consigli per le elezioni. L'antiberlusconismo è credere che la maggioranza degli italiani abbia votato Berlusconi non per chissà quale tara antropologica o culturale, ma semplicemente perché è stata truffata da un tizio che non ha rispettato le regole. E se non rispetti le regole, non è più democrazia: neanche se ogni tanto vince Prodi (ma la sua agenda è completamente stravolta da emergenze criminalità create ad arte dai media berlusconiani). Prova ne è che le democrazie cosiddette 'mature' non eleggono gente come Berlusconi. Non è che eleggano sempre fior di statisti, però solo in Thailandia hanno eletto un tizio paragonabile a Berlusconi – anche se là l'alternativa sono i colonnelli, forse lo sosterrei pure io. Anche se i colonnelli non avevano tutti i torti a cercare di estrometterlo. Io almeno la penso così. Perché resto antiberlusconiano.

Ma al Corriere non possono essere antiberlusconiani. Persino qualora ritenessero in cuor loro che Berlusconi sia stato la più grande disgrazia dai tempi della peste del Seicento. Il Corriere deve stare in mezzo, all'intersezione di base e bisettrice – altrimenti non è più Corriere. Se per dire invece di Berlusconi nel '94 fosse sceso in campo Chtulhu, e nel suo programma di governo avesse preteso orge a base di sangue fresco di tot vergini al semestre, Panebianco e Battista nei 17 anni successivi si sarebbero sforzati di trovare il punto medio tra Occhetto e Chtulhu, tra Prodi e Chtulhu, tra Veltroni e Chtulhu, tipo, ok, il secondo è un fetido mostro tentacolare ed evanescente che si nutre di incubi, ma anche la Festa del Cinema di Roma non è che abbia una programmazione così esaltante, ecco, in ciò consiste la medietà del Corriere.

Dal Corriere non è che possano dirci: “Va bene, Berlusconi ci ha fregato, ha abusato di una posizione di mercato dominante assolutamente illegale, auspichiamo che il governo Monti agisca prontamente contro questo trust che è un covo di potere a delinquere”. No. Bisogna dare la colpa agli italiani, perlomeno di quella metà che in qualsiasi momento avrebbe dovuto scegliere di non dar retta a metà delle tv, a metà dei giornali (ed è ovviamente colpa anche dell'altra metà che doveva fare opposizione in un modo più elegante). Quindi, invece di porsi l'unico problema sensato, ovvero: come sgominiamo una volta per sempre il partito-azienda che persegue gli interessi dell'azienda e non quelli dell'Italia? Quali leggi variamo? Dobbiamo scriverne di nuove o è sufficiente applicare le vecchie? Si può lasciar fare alla giustizia ordinaria o saranno necessarie misure straordinarie (=bomb Cologno)? ...Invece di discutere di tutto questo, ci si pone il problema della democrazia. Forse non funziona, visto che il baro vinceva le partite. Cosa facciamo? Facciamo votare solo quelli che hanno letto un po' di Costituzione (Gramellini)? Oppure diamo i voti calibrati a seconda dell'età (Fubini/Taino)? Così in un colpo solo non ci liberiamo soltanto di Berlusconi, ma di tutte le gerontocrazie, comprese quelle di sinistra che non vogliono mandarci in pensione a settant'anni per dare due spicci di sussidio ai giovani disoccupati.

Però non è questo che trovo sconvolgente dell'articolo di Fubini e Taino. Le loro proposte sono perfino ragionevoli, considerato che stanno infrangendo un tabù. Il punto è che loro partono dal presupposto (vero) che la maggioranza anziana degli italiani continuerà ad avallare politiche anziane, senza capacità né volontà di guardare troppo avanti. Ed è vero che andrà così – se gli italiani continueranno a votare. Ma perché mai dovrebbero votare soltanto gli italiani?

Ecco, la cosa sconvolgente dell'articolo di Fubini e Taino è la rimozione totale del problema numero uno (e della soluzione al problema numero uno): il voto agli stranieri. F&T parlano di un Paese in rapido invecchiamento, e lo siamo – se non contiamo gli stranieri. Se invece li contiamo, scopriamo che tutto sommato la bilancia tiene (terrebbe persino l'Inps). I giovani non sono meno rappresentati perché sono pochi. Sono meno rappresentati perché una parte di loro non ha il diritto di voto. Lavorano, consumano, pagano tasse e contributi, combattono insieme a noi la lotta quotidiana e impari per tenere basso lo spread – ma non votano, non vengono contati. La soluzione proposta da Fubini e Taino è dare un decimo di voto in più ai loro coetanei italiani. Sono due studiosi, hanno fatto una ricerca, si sono messi ad elaborare calcoli, magari simulazioni, e durante tutto questo tempo non gli è venuto in mente che ehi, esistono anche gli stranieri, e sono abbastanza giovani, e lavorano nella stessa nazione che ha il problema dell'innalzamento dell'età media. Magari mentre preparavano il loro articolo un'inserviente etiope stava spolverando gli scaffali, e non l'hanno vista. Troppo concentrati sul loro problema. Eureka, potremmo far votare i sedicenni, purché italiani, purché bianchi. Qualsiasi tabù si può infrangere, anche il suffragio universale, anche la democrazia – ma non penserete mica di far votare la badante moldava? Perché a quel punto forse aspetta, forse facciamo ancora in tempo a richiamare Chtulhu.

26 commenti:

  1. da applausi. è per post come questi che ti meriti che ti leggiamo. grazie.

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  2. Anni fa proposero negli USA di consentire il voto solo in base al QI, se ricordo bene il valore frontiera era 90 (non ricordo però secondo che metodo, sorry).
    Quanto al punto medio del Corriere ormai da un decennio sono convinto che abbiano dimenticato le differenze tra medio e mediocre.

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  3. Leonardo, mi trovi d'accordo sul fatto che la democrazia è uno strumento e in quanto tale, se manipolato, riesce ad essere distorto.

    Sono meno d'accordo quando scrivi:

    "la democrazia sia la principale colpevole del riscaldamento globale: è solo Lei ad avere concreta necessità di massificare il benessere, e a distribuire alla maggioranza luce acqua gas e benzina"

    Ricordiamoci che il riscaldamento globale non dipende solo dai poveracci come me che percorrono chilometri e chilometri in auto per andare al lavoro e pagare le bollette. Molto dovrebbero fare le oligarchie, gli stabilimenti petrolchimici, le industrie, ma non lo fanno.

    Pensiamo inoltre agli oleodotti costruiti indiscriminatamente dalle multinazionali, inquinando le falde acquifere dei terreni d'origine; corporazioni che osteggiano da anni lo sviluppo di auto anti-inquinamento. E non credo facciano parte della maggioranza degli elettori.

    Tanto per fare un discorso qualunquista, i "potenti" potrebbero guadagnare qualche miliardo in meno e installare depuratori, misure di sicurezza per gli operai, ecc. Ma dovrebbero farlo tutti, e qui finisce il sogno, perché nessuno di loro può farsi sopraffare dal concorrente, sia il vicino intra-regionale o l'asiatico deregolamentato.

    Tornando alla democrazia, il punto è semplice: vince la maggioranza. Per cui basta ammaestrare quest'ultima e si ottiene lo stesso effetto di secoli prima con le monarchie. Come si ammaestra la maggioranza? Attraverso i media, per esempio, con la disinformazione, o con i ricatti sul mondo del lavoro: "Il comune non vi potrà rinnovare il contratto a tempo determinato se alle elezioni non vince Pippo".

    Chiedo scusa per il lungo commento.

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  4. 'azz come sei in forma! Meno Panibianchi più Tondelli!

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  5. Vero, il Corriere consiste nell'applicazione della media aritmetica tra le due parti. Anche quando una di queste è costituita da Berlusconi, a patto che dall'altra parte ci sia la sinistra, che come tutti sanno non ha ancora fatto la sua Bad Goedesberg.

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  6. Anonimo, dai, è il classico luogo comune fritto nel niente "non hai fatto la tua Bad Goedesberg". Non la fa mai nessuno. Quando Renzi andrà al potere si scoprirà che pure lui è nella quinta internazionale, pure lui vuole dare la pensione ai pensionati, lo stipendio agli stipendiati, pure lui deve fare la sua Bad Goedesberg.

    Sono stronzate. Che vi friggono da anni. Come se qualcuno si fosse mai letto gli atti del congresso del '59. Sarei curioso di tradurli e farli leggere a Panebianco come atti dell'ultimo congresso di Rifondazione, scommetto che li troverebbe comunistissimi.

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  7. Non vedo così sconvolgente l'articolo di Fubini e Taino. Dare più peso al voto di qualcuno che dovrà subire (o godere) per più tempo delle decisioni della politica non è così campato in aria.

    E poi l'invecchiamento del paese c'è NONOSTANTE gli stranieri. Non ho dati alla mano, ma credo che il numero di stranieri sia esiguo rispetto all'enorme massa di anziani. Non c'è speranza di ristabilire la demografia con gli immigrati.

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  8. Io non capisco nemmeno tutta questa fiducia nei confronti dei giovani... Guardate che c'è un malinteso, noi non salveremo nessuno, mediamente siamo un branco di cretini!
    P.S.
    sappiate che Chtulhu gode del mio pieno appoggio (con il nickname che mi porto dietro...).

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  9. Francamente Leonardo questo tuo post mi lascia molto perplesso e mi pone delle domande sostanziali. La cosa che più mi ha colpito è in ogni caso il fatto che, ne sono certo, per alcuni mesi/anni (chissà quanti saranno) OMNIA dovrà essere per forza ricondotta a Berlusconi. Ovviamente il mantra che seguirebbe sarebbe sempre diverso, ma simile nella sostanza, ossia le sue televisioni blablabla, la sua criminale astuzia blablabla, il popolo obnubilato dalle tecniche occulte di marketing blablabla, l'opposizione incapace e via discorrendo...il tutto condito dall'interrogativo più allarmante "come è potuto accadere". Pare quasi che l'antiberluconismo sia l'ideologia politica più forte che questi 20 anni di vuoto totale abbiano prodotto. E i bibitoni gusto marcio che ci siamo bevuti prima di Berlusconi sono, a confronto, ambrosie (Dini..Goria..il mitico pentapartito). Diciamoci la verità (una verità che fa male, of course) a parte rarissimi momenti storici l'Italia non è mai riuscita a sentirsi un popolo, figuriamoci se si prende la briga di scegliere un rappresentante capendo chi fosse in realtà.
    La musica gira intorno al motivetto "cattolico o comunista" ? Scelgo quello che mi piace di più a pelle (perchè ?mica starò qui a leggermi i programmi o le idee fondanti del leninismo e della dottrina della fede...). Arriva Berlusconi? Cavoli è simpatico, e poi uno che ha fatto i soldi del mondo se ne intende...e giù voti?
    Non sai chi cavolo votare? Arriva comunque una Cicciolina, un Di Pietro, un Vendola, un Alfano, che esce dal mucchio, si fa notare perchè "e'......" e allora giù voti.
    Questo al netto delle pratiche del voto di scambio (che sempre il popolo chiede e gestisce...ho un figlio da piazzare nei Vigili urbani, mica storie).
    L'italiano ha bisogno sostanzialmente di due cose: la prima è di avere qualcuno che "formalmente" gli dica cosa fare (o cosa è giusto) e la seconda è che questo qualcuno gli lasci ampi spazi per farsi i fatti propri ed esercitare così la massima arte italica che è appunto la furbizia. Siamo in assoluto i migliori utilizzatori di emule, abbiamo gli autovelox e i cartelli che ce li segnalano, le magliette con la finta cintura di sicurezza, la mamma che cerca di farti saltare la naja portando la punta di parmigiano al maresciallo. Abbiamo almeno tre regioni in mano alla criminalità organizzata, arrestiamo boss mafiosi nei loro paeselli dopo decenni di latitanza, e tutto questo da quando ho memoria.
    Ci si pavoneggi pure con la coccarda dell'essere antiberlusconiani, ma non si dimentichi che berlusconi ha fatto quello che la stragrande maggioranza degli italiani avrebbe fatto al suo posto ossia abusare del potere ricevuto.
    Credo che questo collettivo esercizio alla furbizia sia stato, in ogni caso, anche l'aspetto che ha permesso agli italiani (qualunque cosa possa significare questo termine) di attraversare le epoche in cui il dominio di altri avevano davvero dilapidato ogni risorsa (messi accanto ai Borbone quelli della BCE sono dei dilettanti)e sono quindi speranzoso sul fatto che anche stavolta ce la caveremo, ma ho una gran nostalgia di dibattiti politici, parole che esprimano un cosa e un come. Questi 20 anni gli abbiamo passati solo a essere "contro" e con questa tattica, in guerra, si perde quasi sempre.

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  10. Il post mi è piaciuto molto, ed anche la risposta su questa benedetta Bad Goedesberg di cui non se può più, francamente. Il voto agli immigrati è una questione di giustizia, prima ancora di convenienza. Poi penso che una buona metà di loro potrebbe anche votare Berlusconi, e l'altra metà per altri 4 o 5 nuovi partiti di cui magari non abbiamo tanto bisogno, ma questo riporta alla questione delle regole che resta centrale.

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  11. CLAPCLAPCLAP

    la mia opinione
    http://ilpezzodimerda.wordpress.com/2011/11/17/e-dacci-oggi/

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  12. Purtroppo devo confermare quello che dice Heavymachinegun, anche perché gli stranieri sono già contati nelle statistiche demografiche (che riguardano la popolazione residente), e non c'è storia: gli ultrasessantacinquenni sono il 20,3% della popolazione, oggi (12 milioni), saranno il 23% tra dieci anni (14 milioni) e il 27% tra venti (17 milioni). Gli stranieri residenti sono 4 milioni, di cui 3 milioni maggiorenni che si spalmano nei 38 milioni circa di 18-64enni.
    Insomma, non si può tenere botta con i numeri. Però ti dico anche 2 cose:
    1. la concezione secondo cui la democrazia debba consistere nella rappresentanza degli interessi secondo me è una stortura, non saprei se ricondurla ad un'italianità trascendentale, al '68 o alla DC, ma l'idea di democrazia che ho io, e spero di non essere solo, è di competizione tra progetti di società. Progetti che naturalmente includono anche chi ha interessi diversi, o opposti ai miei (e qui potrei anche divagare su cosa intendo per essere di sinistra, ma rischia di diventare lunga come cosa).
    2. dare più voto ai giovani, o ai sedicenni, non credo che servirebbe: il conservatorismo e la paura nella gerontocrazia viaggiano coi bonifici bancari. Penso che fino a quando i giovani sono ostaggio dei genitori e dei nonni dal punto di vista economico ragioneranno come loro, e soprattutto spenderanno i soldi come loro vorrebbero che li spendessero (a parte la cocaina, o forse no...). Insomma, messa così è un po' grossolana ma non voglio fare un commento troppo lungo. Comunque bravo, bellissimo post in bello blog.

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  13. "Queste cose avrei potuto scriverle in qualsiasi momento degli ultimi dieci anni, ma forse non avevo il coraggio."

    Vorrei capire una cosa: eri sempre stato anti-democratico in cuor tuo, ma avevi il timore di confessarlo prima che Gramellini e tutti gli altri si svegliassero anti-democratici? Se sì: è questa l'onesta intellettuale con cui hai scritto negli ultimi dieci anni? Possiamo ora distinguere fra vero o falso nei tuoi pezzi? O ci sono altre opinioni sovversive che stai nascondendo al tuo pubblico, perché temi non sia ancora pronto? Lo so che sembro polemico o ironico, ma dico sul serio, non sto scherzando né prendendoti in giro. È per fare chiarezza.

    Un'altra domanda: hai scritto che il nazismo avrebbe schiavizzato l'umanità ma risolto il problema del riscaldamento globale, e quindi salvato il pianeta. Però sei contento che non sia andata così, perché nel caso, probabilmente, non saresti mai nato. Questo è l'unico motivo che hai scritto per giustificare la tua preferenza per la vittoria degli Alleati. Questo significa che, avendo la certezza di essere Leonardo anche in un mondo nazista e potendo scegliere, lo preferiresti a questo mondo? Sono sicuro che non la pensi così, però dal tuo pezzo si desume logicamente questo.

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  14. Ma non credo di essere anti-democratico: penso semplicemente che la democrazia abbia dei limiti, peraltro noti non solo a me.

    Questo è un blog, per cui di solito si aggiungono parole e pensieri alle cose che si dicono in giro. In questi giorni c'è un dibattito sui limiti della democrazia, io dico la mia sui limiti della democrazia. Qualche anno fa si parlava di caso Moggi e io dicevo la mia sul caso Moggi. Non è disonestà intellettuale, credo, è semplicemente il modo in cui si scrive un blog: quando tutti parlano di influenza aviaria a me non viene in mente di parlare di punto in bianco di limiti della democrazia, o se mi capita di farlo (perché mi sarà anche capitato) non mi legge nessuno e dopo un po' me ne dimentico anch'io.

    "Questo significa che, avendo la certezza di essere Leonardo anche in un mondo nazista e potendo scegliere, lo preferiresti a questo mondo?"

    Guarda che è una domanda senza senso. Non si dà Leonardo in un mondo nazista, probabilmente avrei iniziato a lavorare a dodici anni in qualche piantagione di cereali in Ucraina e alla prima crisi asmatica da febbre da fieno mi avrebbero terminato. Immagina di chiedere la stessa cosa a un ebreo: "avendo la certezza di essere ebreo anche in un mondo nazista e potendo scegliere"... lo senti come suona? E' una domanda senza senso.

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  15. Trovo che siano soggetti molto interessanti coloro che dicono che bisogna riformare la democrazia perché, in sostanza, le persone nell'attuale situazione fanno scelte infelici e controproduttive, e poi propongono di dare il voto ai 16-17enni (notori campioni di responsabilità, conoscenza e decisioni ponderate)... Marco79

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  16. Però un po' che palle questa cosa della Reductio ad Hitlerum. Non si fa in tempo a nominare Hitler che subito arriva uno con tono da maestrina a dirti: "Attenzione, reductio ad hitlerum" (con punto esclamativo, anche). Che palle.

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  17. Tu sei un vegetariano, Hitler era vegetariano, tu sei un nazista. Questa è la 'reductio ad hitlerum'. Leonardo ha tirato in ballo i nazisti su un punto fondamentale della loro ideologia, e io l'ho ripreso su quel punto. Ma si può fare questo discorso anche coll'esempio di altri regimi totalitari, sei vi dà fastidio l'uso e l'abuso del nazismo. I nazisti, comunque, non erano demoni eruttati dalle viscere della terra. L'idea di costruire una società razionale tramite l'eugenetica può venire in mente a molte persone 'buone' e 'brave'. I nazisti sterminavano ebrei, zingari, omosessuali, mongoloidi. È da barzelletta pensare che, vinta la guerra, avrebbero ucciso tutti quelli che non erano biondi e muscolosi. Anche i nazisti avrebbero avuto bisogno di bravi professori delle scuole medie. La mia domanda aveva senso. Io (non sono di sicuro un ariano) a volte mi chiedo come mi comporterei in una società nazista. Se lo faccio con onestà, mi scopro dei pensieri di cui ho vergogna. Ora stiamo provando il brivido della pseudo-dittatura degli illuminati, e mi sembra che molti stiano dando libero sfogo a certi pensieri. È la nuova moda intellettuale, mettere la democrazia fra virgolette. Il parlamentarismo ha fallito. Proprio come fra le due guerre. Ora la categoria della 'reductio ad hitlerum' fa proprio comodo, capisco.

    Leonardo, forse certi pensieri dovremmo tenerli per noi. Questo non è 'solo un blog'. Scrivi degli editoriali che sono letti e apprezzati da moltissime persone. Sei uno di quelli che contribuisce al successo o meno di una moda intellettuale. Forse tu pensi di essere come la nottola della Minerva, ma secondo me le cose non funzionano così. Le parole e gli esempi vanno usati con attenzione. Il discorso sulla democrazia non è come il discorso sul caso Moggi. Non possiamo metterli sullo stesso piano. O no?

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  18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  19. Post bello e lucido, ma la cosa migliroe è ahimè il poster... da dove viene??
    Andrea

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  20. Non ne ho la minima idea, ho digitato vote for Chtulhu su google images e ne ho trovati d'ogni foggia.

    Antonio Borghese, no, non credo che i nazisti avrebbero avuto bisogno di così tanti insegnanti di scuola media del mio tipo; partendo dall'osservazione che né mio nonno né mio padre ci sono andati, e difficilmente ci sarebbe stato un boom economico e la nascita di una classe media allargata a cavallo dei '50-'60. Nel migliore dei casi saremmo rimasti contadini, ma in una situazione subordinata a un'aristocrazia militare.

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  21. Sinceramente, mi vengono i brividi se penso di dare il diritto di voto al me stesso sedicenne.

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  22. Magistrale. Solo che, dato che un'alternativa alla democrazia l'ho inventata la sera della prima vittoria di Berlusconi alle elezioni, una puntualizzazione va fatta: Berlusconi è un difetto della democrazia. Pacchiano, esplicito, più onesto nel senso in cui lo siamo noi italiani, senza troppo riguardo per le formalità. Ma, non si fosse candidato, avrebbe candidato un prestanome e tanto fa. Magari un Mastrota dipinto come cazzuto e, sostanzialmente, non sarebbe cambiato nulla.

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  23. Ciao, l'inquinamento è un argomento scottante in tutto il mondo...diciamo che in cina è visto con altri occhi. Cosa ne pensate?
    http://bologna.virgilio.it/notizielocali/uninvest_spa_l_accordo_usa_cina_rilancia_gli_affari_torna_l_appeal_speculativo_sui_titoli_energetici_-43962997.html

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