giovedì 22 novembre 2012

Motivi per votare Vendola, Renzi, Bersani

Da Angela chi ci mandiamo?

Credo che molti lettori di questo blog, che si considerano di sinistra e mettono tra le loro priorità i diritti civili o l'ambiente, alle primarie dovrebbero votare Nichi Vendola. Lo dico senza ironia, perché qui sembra sempre che si scherzi, e anche su Vendola si è scherzato ma stavolta no. È una persona onesta e un politico di esperienza, ma nel suo caso è importante soprattutto quello che rappresenta: un pezzo importante della sinistra di questo Paese, che ha commesso tanti errori ma che non si meritava di uscire dal parlamento cinque anni fa. Un voto per Vendola al primo turno è tutt'altro che un voto inutile: io non lo voterò, ma mi piacerebbe che i due sfidanti al ballottaggio scoprissero di dover contendersi un 30 o addirittura un 40% di voti a sinistra. Sarebbe un bel modo di battere un colpo, di rivedere le priorità in tutta la fase finale della campagna, di far sapere che la sinistra c'è, e che per una volta può anche essere decisiva. Pensateci.

Penso che molti lettori di questo blog che si stanno un po' annoiando, e che vorrebbero leggere pezzi più ironici o incazzati o beffardi, antiberlusconiani o antiveltroniani insomma antiqualcosa, alle primarie dovrebbero votare Matteo Renzi. Ma il discorso vale in generale per tutti gli operatori dell'infotainment e della satira, che secondo me in un Renzi premier ci sperano parecchio - bisogna anche capirci, Berlusconi ci ha viziato, ci ha fornito spunti comici e barzellette sceme per vent'anni, e poi all'improvviso ci ha lasciato in mezzo al guado, in crisi d'astinenza, e in questi casi ci si attacca a qualsiasi surrogato. Renzi non è senza dubbio Berlusconi, anche se i motivi per cui molti lo apprezzano sono gli stessi per cui qualche anno fa piaceva Berlusconi: sorrisoni, ottimismo, bei discorsi, ci penso io che ho la ricetta giusta, Italia rialzati ecc.

In molti elettori questo tipo di simpatia è probabilmente destinata a rovesciarsi nel suo sentimento speculare, non appena avranno verificato che il tizio non ha la bacchetta magica e che no, l'Italia non si può trasformare in una Danimarca ichiniana col puro sforzo della volontà creatrice, specie finché il fiscal compact non ci lascia margini di manovra. A quel punto Renzi potrebbe sperimentare un rovesciamento di immagine simile a quello vissuto dal povero Veltroni tra 2008 e 2009. Molti arguti commentatori politici e satiri vari lo aspettano lì al varco, e anch'io quando comincerà il tiro al piccione so che non saprò tirarmi indietro. Renzi non è Berlusconi, ripeto, ma è senz'altro il personaggio più buffo, il più vignettabile (a differenza di Bersani, che come personaggio comico ha un respiro cortissimo); molte delle trovate renziane sono oggettivamente divertenti (il volontariato obbligatorio, wtf?), quelle che non evaporeranno al contatto con la realtà lasceranno comunque il segno. Per fare un piccolo esempio: la settimana scorsa ha dichiarato che non vuole allearsi con Casini, e tutti a esultare. Ma mettiamo che vinca le primarie, e poi le elezioni, e mettiamo che dalle urne esca un parlamento in cui l'unica maggioranza possibile sia SEL+PD+Centro. A quel punto cosa farà? Tradirà i suoi entusiasti sostenitori? Sarebbe divertente. Preferirà passare la palla ai centristi che provino a mettere su un governo tecnico con berlusconiani, grillini, scilipoti vari? Sarebbe atroce - ma anche un po' divertente, dai. Oppure riporterà gli italiani a votare in venti giorni? Ecco, chi si annoia e ha voglia di vivere in giorni interessanti, voti pure Matteo Renzi.

Credo che chi è sinceramente preoccupato per la situazione dell'Italia, e in generale dell'Europa, dovrebbe votare Pierluigi Bersani, che ha anche lui, intendiamoci, i suoi difetti. Per esempio non è proprio nostro contemporaneo, diciamo - ma ha uno staff giovane, a differenza di Renzi che rischia di fare il ragazzo-immagine dietro a un pool di gente più grande. Ma preferirei non farne una questione generazionale. Quel che apprezzo in modo particolare in Bersani sono le doti di professionista della politica, e una in particolare che mi pare manchi a Renzi quasi completamente: la capacità di negoziazione. Perché è inutile, davvero, che ci mettiamo a scannarci sui programmi, sulle ricette, sulle idee - finché la Germania ci tiene per il colletto in questo modo. Per me l'Italia potrà uscire dalla crisi, e diventare un Paese migliore, solo a patto di uscire da una morsa rigorista che ci sta penalizzando, ben al di là delle eventuali colpe che possono aver commesso i padri o i padri dei nostri padri. Anzi, questa storia delle colpe dei padri dovremmo toglierla di mezzo, perché non è roba razionale, e porci tutti assieme l'unico problema: come se ne esce? Se ne esce col rigore? No. Se ne esce cambiando rotta, ripotenziando l'area socialdemocratica europea, facendo pressione sui tedeschi, e in questo Hollande sarà certamente con noi. Ma a quel punto il problema è: chi ci mandiamo a discutere con Angela Merkel (o col suo successore)? Ci mandiamo il miglior negoziatore che abbiamo in Italia, uno che da un anno sta giocando una partita complicatissima sulla legge elettorale con i più diabolici democristiani sulla piazza (al suo posto lo stesso brillante D'Alema avrebbe già ceduto e firmato un paio di bicamerali in bianco)? O ci mandiamo Matteo Renzi?

Non è una questione anagrafica. Matteo Renzi è un cattivo negoziatore, non perché non ha compiuto quarant'anni. Anche quando ne compirà cinquanta, temo, Renzi resterà un cattivo negoziatore, solo un po' più suonato di adesso. Renzi è un cattivo negoziatore perché quando vuole ottenere una cosa da Berlusconi, e Berlusconi gli dice vieni e casa mia, lui ci va: ed è ancora lì che difende la sua scelta, è ancora convinto di aver fatto un buon affare. Renzi è un cattivo negoziatore perché ha consentito che i vecchi savi del centrosinistra gli confezionassero un regolamento elettorale fatto apposta per farlo perdere: poi si è lamentato, certo, ma non ha fatto nulla di concreto per opporsi, non ha minacciato di far saltare il banco, neanche un bluff, niente. Al punto da far sorgere il sospetto che più che a vincere stia già pensando a trovare belle scuse per aver perso. Renzi è un cattivo negoziatore perché ha impostato buona parte della sua campagna sullo scontro interno, senza preoccuparsi delle tensioni che si creavano nella base, e che se vincesse porterebbero quasi sicuramente alla scissione del PD. Renzi, venendo allo specifico, sarebbe un cattivo negoziatore coi tedeschi, perché la pensa esattamente come loro: gli italiani sono colpevoli della crisi in cui si trovano, gli italiani devono espiare (i vecchi, almeno). Un tizio così, mi dispiace, Angela Merkel se lo mangia a colazione con l'uovo fritto e la pancetta, e ribadisco che non è una questione generazionale. Io poi forse sarò prevenuto nei confronti della mia generazione, ma anche voi, se cercando non siete riusciti a trovare un rappresentante più credibile di lui, non mi state molto aiutando a prenderla sul serio.

È una mia vecchia, noiosa abitudine quella di invitare i lettori a votare il meno peggio. In questo caso però devo confessare che Bersani non è affatto il mio Meno Peggio; che non mi viene in mente nessuno, in Italia, che possa presiedere nel 2013 un consiglio dei ministri di centrosinistra meglio di lui. Ha alle spalle importanti esperienze di amministratore; da ministro si è dimostrato un riformatore energico (peccato che a quel tempo mancassero i numeri). Da segretario del PD, ha saputo guidare il partito su un terreno complesso e in parte inesplorato. L'ultimo anno, in particolare, è stato un capolavoro di equilibrismo che riusciremo ad apprezzare solo da lontano, quando sarà passato qualche anno, quando sapremo già che non si è spiaccicato al suolo. Ah, non è un grande comunicatore. In televisione lascia sempre un po' in imbarazzo. Dopo vent'anni di berlusconismo, mi basterebbe questo.

59 commenti:

  1. Niente che già non si sapesse (in termini di dichiarazione di voto, intendo) e che fotografa quello che sarà il senso finale dell'operazione primarie: Bersani che vince - con regole truccate in corso d'opera e campagne stampa a martello contro l'avversario, investito del ruolo di nemico pubblico #1 dopo le esperienze Craxi-Berlusconi, ma poco importa: nessuno glielo ricorderà - Vendola che prende e fa pesare la propria percentuale di voti, e Renzi che viene ridicolizzato, come già qui si comincia a fare. Bene: contenti voi, contenti tutti. Certo, occorrerà considerare (immagino che questa considerazione tu l'abbia fatta) che votando e chiedendo di votare Bersani darai implicitamente la tua approvazione alla linea seguita dal PD negli ultimi 15 anni almeno, ma evidentemente ti/vi va bene. E ti/vi andrà bene il ruolo che la dirigenza PD ha disegnato per voi, il *modello* - diciamo - da seguire, e che il fato di Renzi serva da monito a chi prova a metterlo in discussione: annuisci, aspetta, mettiti in fila.

    Però una riflessione più approfondita sulla capacità di equilibrismo di Bersani, sulla sua capacità di negoziatore, la vorrei sentire. Perché io mica l'ho capito tanto bene questo capolavoro intessuto da Bersani da un anno a questa parte, a dire il vero: se non che ci tiene a salvaguardare l'attuale legge elettorale, e che si alleerà comunque, prima o dopo le elezioni, con l'UDC, perché prendere i voti dei centristi come fa Renzi non va bene e sei un fascista, ma se ti allei coi partiti centristi è grande acume tattico e Realpolitik. Davvero, mi interessa sapere dove risiede la grande abilità di Bersani e della dirigenza del PD, che avrebbe potuto stravincere, un anno fa, e ha preferito delegare il lavoro sporco a Monti-Fornero.

    Oppure ne riparliamo fra un anno, e forse è meglio: quando il 35% risicato del PD, più SEL e UDC, richiederà quel ritorno di Monti che tutti segretamente vogliono. Perché la famigerata agenda Monti, a volerla applicare, ma in proprio, significa pensarla come i tedeschi, e che 'gli italiani devono espiare': meglio farla applicare direttamente a Monti, e fare le battaglie di retrovia per i sindacalizzati, (ché allora si è di sinistra).

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    1. "...prendere i voti dei centristi come fa Renzi..."

      Che prenda voti dal centro è un teorema renziano tutto da dimostrare. Che questi siano più dei voti persi a sinistra altrettanto da dimostrare, per non parlare del fatto che il partito forse si spaccherebbe, ma d'altronde voi siete rottamatori, no? Che vi frega di mantenere in vita l'ultimo partito italiano. E magari sarebbe anche un bene per la sinistra che il PD sparisse e si facesse un partito socialdemocratico come in tutti i paesi europei normali. E i cattolici facciano un partito confessionale come in tutti i paesi europei normali.

      Il PD con qualsiasi candidato prende +/- gli stessi voti, i flussi in Italia sono sempre molto limitati.

      Al massimo ci saranno alcune persone di DX che verranno alle primarie della SX (come già accaduto per le precedenti primarie) e viceversa. Ma il giorno delle elezioni, tutti Guelfi e Ghibellini come sempre, purtroppo.

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    2. Anche Veltroni doveva prendere voti al centro e ho detto tutto.

      Che poi non si comprende quale sia il centro di cui si parla.

      Se si intende l'udc e simili è chiaro che anche prendendone ipoteticamente tutti i voti non si compenserebbero i voti persi a sinistra.

      Se si intendono gli ex berlusconiani questi non sono centristi o moderati come si usa dire, ma sono più attratti dagli imbonitori alla Grillo come dimostrano i flussi di voti in uscita dal pdl che sono infatti confluiti verso il m5s.

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  2. Paradossalmente l'unico modo di cojonare i tedeschi mi pare dargli ragione, almeno formalmente. Poi boh siamo ancora alle pippe mentali, aspettiamo domenica...

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  3. anch'io voterò bersani per un (per me) sano realismo politico: appunto al tavolo con merkel, hollande ecc. ci vedo meglio bersani a difendere i nostri interessi (qualunque cosa voglia dire).
    ma vorrei che tutti quelli che preferiscono vendola votassero vendola, tutti quelli che vorranno vendola come candidato presidente del consiglio lo votassero.
    non è difficile: se vince vendola guiderà la coalizione che non sarà la stessa cosa se guidata da bersani o da renzi
    ma ricordiamoci di fare i conti con la realtà:
    chiunque ha delle grandi idee deve convincere gli altri, prima di tutto a votarlo
    mi serve a un cazzo uno o più fantastici partiti che non arrivano neanche in parlamento
    a proposito delle regole truccate in corsa: renzi non ha neanche provato a intervenire, salvo lamentarsi dopo
    e per inciso: un candidato presidente della coalizione di centrosinistra che dice "se vinco io faccio piazza pulita" non è che mi pare granché democratico, così, per dire
    'sti cazzi degli organi di partito, dello statuto, delle regole: io vinco e faccio come cazzo mi pare

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  4. Fabio Camilletti ha detto tutto.

    No a Renzi che piglia i voti a destra, però alleiamoci con l'Udc.
    No a Renzi che vuole fare come i tedeschi, però facciamo di tutto perchè torni monti.

    Ps. in germania non si mangia uova e pancetta a colazione, quelli sono gli inglesi/americani. Si fa colazione salata (anche wurstel), ma non uova e pancetta.

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  5. Aggiunta:

    No a Renzi perchè spacca la base +
    No a Renzi perchè non ha mandato tutti a quel paese sulle regole delle primarie.

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  6. Caspita Leonardo, che assist a Bersani!
    Peccato che rimangano alcune domande.
    La prima è perchè votare come nuovo premier per colui che, da segretario del PD, ha sostenuto l'operazione Monti, e gli ha votato ripetute volte la fiducia, ed ancora oggi rivendica questo appoggio. Ancora siamo in attesa di come si possa proporre come alternativa a Monti colui che lo ha fino al giorno prima appoggiato, questa cosa non è che si possa spiegare su un piano logico.
    La seocnda cosa che vorrei far notare è che il prossimo anno si voterà in germania e nessuno dice che ci sarà ancora la Merkel. In generale, è assurdo considerare l'Europa come un vincolo già dato a cui bisogna adeguarsi. A me, era sembrato che noi, come Italia, fossimo uno dei fondamentali partners in Europa, e che quindi determinassimo i destini comuni per la nostra parte. Chissà se poi in germania, votano o non votano la Merkel per la sua più o meno alta capacità di negoziare con Bersani, voi ve lo immaginate?
    Ci sarebbe ben altro da dire, ma non ho intenzione di fare un intervento esauriente.

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    1. Mi sembra che sia un anno, più o meno, che il PD dice "a noi Monti non piace, ma piuttosto che mandare lo spread a 10 000 lo sosteniamo". Non credo ci voglia l'algebra per capire tale concetto.
      Il PD avrebbe stravinto le elezioni se si fosse votato un anno fa, ma probabilmente durante la campagna elettorale l'Italia sarebbe uscita dall'Euro.
      Lo scopo di Bersani non è andare al potere su un cumulo di macerie, ma salvare il salvabile.
      Ora che so che voi renziani avreste preferito l'uscita dell'Italia dall'Euro pur di vincere ho un motivo in più per votare Bersani. Sono quelli come voi i veri nemici della Repubblica Federale Europea: gli sfascisti dello "spacco tutto ma almeno vinco".

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  7. Ero già quasi convinto.
    Ma ora sono certo: Vendola al primo turno (ché tanto col regolamento che c'è, Renzi se lo sogna di vincere al primo turno) e poi Bersani al secondo se non c'è Nichi (a meno che al ballottaggio non ci vadano Tabacci e Puppato ...).

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  8. Quante parole sprecate.
    Bastava che scrivessi a me Renzi sta sul culo.

    Guido

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    1. Che comunque è una motivazione più sensata di quelle fuffose pro-Renzi.

      C.

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  9. Il problema che ho con Bersani e` che ok, negozia, e questo e` il suo mestiere, ma non mi e` pressoche` mai chiaro per ottenere cosa. Praticamente ogni volta che lo sento parlare l'unico messaggio che mi arriva e` un emilianissimo "adesso vediamo" (non lo scrivo in dialetto ma ci siamo capiti credo): io elettore sono reso partecipe del continuo negoziato, il che e` corretto e trasparente, ma non di cosa stiamo chiedendo e perche`, con un atteggiamento che trovo sbagliato oltre che paternalista in maniera irritante. Ok che c'e` la crisi e siam messi male, ma non credo sia velleitario chiedere che la barra del timone punti in una qualche direzione che non sia il mero sopravvivere barcamenandosi, e Bersani sembra chiedermi di votare, magari in maniera entusiasta, il barcamenarsi. Questo quando nei compromessi che vedo fare, di solito, una parte chiede 1, l'altra 10 e alla fine si arriva intorno al 5, ed e` una realta` che pragmaticamente si accetta. Ma se una parte chiede 1 e l'altra chiede "mah adesso vediamo c'e` da sacramentare un po' per mettersi d'accordo che poi in qualche modo brigando e scancherando vedrete che si porta a casa un 5" nulla mi toglie dalla testa che si porti a casa un 2. E` proprio che non so figurarmi come andrebbero le cose se dipendesse solo da lui e questo in un sistema rappresentativo per me e` importante, non vedo il senso di votare "adesso vediamo" cosi`, in fiducia. Bersani puo` essere un eccellente ministro "tecnico" data la sua preparazione, ma come presidente del consiglio o leader di coalizione non vedo in cosa mi possa mai rappresentare, al di la del mero istinto di sopravvivenza che comunque riconosco anche negli altri candidati (per il resto rientro pienamente nella descrizione che fai dei sostenitori di Vendola, e per queste primarie in effetti lo sono).

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  10. "Grandi capacità di negoziazione" è quella cosa dove ti fregano sulla riforma del lavoro e sulla legge elettorale e tu vai in TV a lamentarti "Eh, ma noi non abbiamo mica la maggioranza, però abbiamo detto la nostra"?

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  11. ...e di laura puppato cosa ci dici?

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  12. Vota Renzi, se cerchi un Rutelli più aggressivo.
    Bravo Leonardo. Le doti tattiche e negoziali di Bersani sono passate sotto silenzio, coperte dallo snobbismo metropolitanmediatico che da sempre percula la provincia incarnata da Bersani (l'ho già detto 'viva l'Emilia!'?). La scaltrezza del segretario è invece notevole,ed il fatto stesso di non farne una bandiera, come fu per D'Alema, lo testimonia. Da ultimo, la forzatura sull'election day per annullare il blitz sulla legge elettorale è stata da manuale.

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  13. Io ho una certezza, ormai. Gli elettori di Bersani votano un tipo caratteriale, non un'idea. Votano un certo tipo di pacatezza pragmatica che prende tempo, senza dire con chiarezza cosa vuole. Un tipo di saggezza popolana che chiede fiducia senza giungere al dunque. E' un carattere che piace anche a me, mentre provo una forte antipatia per il carattere "proattivo", rampante e fighetto di Renzi.

    Ma, caro Leonardo, ho un grosso problema. Io non devo andarci a bere una birra con questi. Io voglio che governino l'Italia. Io voglio che si dica che non è di sinistra avere un'idea punitiva del fisco, come dice Vendola (la crisi la paghino i miliardari - che poi è una cosa matematicamente impossibile, una presa per il culo). Il problema non è chi paga la crisi, ma come se ne esce. Se ne esce in Europa, è vero. Ma se ne deve uscire anche in Italia. Perchè prima della crisi finanziaria e fiscale, noi eravamo già stagnanti, sempre più diseguali, corrotti.

    Non parli di idee e contenuti, se non di quelle di dettaglio (il servizio civile, dai, ancora?, sembri Rocca che batte su una cosa secondaria ossessivamente). E sai perchè? Perchè nessuno ha capito cosa vuole Bersani. Però, certo, sarebbe un bravo zio. E un ottimo compagnia al pub, di mercoledì sera.

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    1. Non è di sinistra aumentare le tasse ai più ricchi? E allora cos'è di sinistra? Non è il caso che alcuni comincino ad ammettere di non essere di sinistra? Dai, che ora senza B.(più o meno) non c'è nulla di male!

      C.

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    2. Se non hai ancora capito cosa vuole Bersani, significa che non ti sei documentato ;)
      Io mi sono letto il programma di Renzi e quello di Bersani: il primo non mi piace perché ispirato troppo ad un modello anglo-americano, il secondo lo preferisco perché ispirato ad un welfare di tipo europeo continentale.
      Tanto per fare un esempio per tutti, sulla ricerca Renzi propone un modello di competizione fra università, mentre Bersani propone una rete. Il modello competitivo porta ad una situazione di tipo USA con poche eccellenze e una massa di teaching-university di basso profilo, mentre il tessuto produtivo dell'Europa Centrooccidentale si nutre di un sistema di ricerca diffuso sul territorio.

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    3. Non vorrei abusare del blog di Leonardo ma provo a dirvi la mia.

      Claudio VdA, ho letto con grandissima attenzione entrambi i programmi. Quello di Bersani è pieno di suggestioni, ma poco concreto. Ha concetti di ampia portata, ma pochissimi dettagli. Forse sono poco intelligente, ma non ho chiaro cosa vuole Bersani. Io riesco a capire più o meno cosa vuol dire "competitizione tra le università" e penso che dare incentivi per chi voglia sbattersi di più sia una buona cosa. Tu pensi che un'università che produca premi nobel e una che assicuri semplicemente una formazione decente debba avere la stessa porzione di soldi delle mie tasse? Io penso di no. A patto che le diseguaglianze che si creano con questi incentivi non penalizzano i più svantaggiati. Non capisco, invece, cosa voglia dire "rete". Renzi parla di molte cose concrete sul tema che citi: valutazione, incentivi, autonomia sulle rette purchè vi siano borse di studio, finanziamento agli studi garantiti da fondo pubblico eccetera eccetera. Rete, ti giuro, non so cosa voglia dire. E' una suggestione che rimanda a una serie di sensazioni piacevoli, ma a nessuna noiosa e concreta cosa amministrativa.

      Anonimo, io sono di sinistra, ma non voglio perdere tempo in una questione classificatoria, ok? Aumentare le tasse ai ricchi non è un "bene in sè". Vuoi aumentare l'aliquota marginale? Ok, sono d'accordo. Ma sappi che non risolve nessun problema finanziario ma solo un bisogno punitivo psicologico identico a quello tedesco che denuncia Leonardo. Secondo me è di sinistra migliorare le condizioni dei più svantaggiati (non peggiorare quelle dei più fortunati). Le condizioni dei più fortunati vanno peggiorate solo se serve a migliorare quelle dei meno svantaggiati. Ti sembra abbastanza di sinistra? Il c.d cuneo fiscale in Italia va verso il 70%. Lo riscrivo: 70%. Vuoi aumentarlo? Pensi che farà bene agli operai o ai disoccupati o ai precari far pagare ancora di più l'impresa per doverli assumere o doverli mantenere?

      A volte ho la sensazione che per qualcuno la "sinistra" non sia più un fine (il benessere dei più svantaggiati) ma un mezzo (cioè un gruppetto di politiche che non si possono mettere in discussione qualsiasi sia il risultato che hanno ottenuto).

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    4. Ho parlato di cuneo fiscale? Non è l'unico tipo di imposizione esistente o ipotizzabile eh...

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    5. Ho fatto un esempio. Anche l'irpef non è proprio bassa qui da noi, lo sapevi? Vuoi aumentare l'aliquota di chi guadagna più di 150 mila euro, come dice Vendola? Sai cosa riesci a fare con quei soldi? Nulla. O forse stai parlando della patrimoniale per chi ha più di TOT milioni di patrimonio? Idem.

      Comunque non volevo parlare di politiche specifiche, ma di principi. Ecco: il principio che aumentare le tasse sia ipso facto una cosa di sinistra è un principio sbagliato.

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    6. Ma no, abusiamo del blog di Leonardo: da buon letterato apprezzerà il fatto che adoperiamo la lingua Italiana per argomentare e confrontarci ;)

      Per prima cosa parliamo del meccanismo competitvo fra atenei. Immaginiamo che vi siano 10 università, 5 buone e 5 mediocri: la distribuzione asimmetrica di fondi farà sì che le 5 buone diventino molto buone e le 5 mediocri diventino cattive; alla distribuzione successiva le 5 molto buone diverranno ottime e le 5 cattive diverranno pessime. Inoltre tutti vorranno andare a insegnare o studiare nelle 5 ottime e solo gli scarti andranno alle 5 pessime: questo meccanismo si è verificato in paesi come ad esempio gli USA ed ha portato nel tempo a pochi atenei di eccellenza con rette salatissime e una massa di università scadenti, le cosiddette "teaching university" nelle quali non è praticamente possibile fare ricerca.
      Onde evitare questa drammatica divaricazione, paesi come la Germania hanno messo in atto procedure di mobilità obbligatoria per coloro che vogliono fare carriera che di fatto costringono il personale a muoversi, riequilibrando le conoscenze. In pratica un post-doc non conta se fatto nel gruppo dove ci si è addottorati, il post-doc deve cambiare sede per salire di livello ed anche i professori a pieno titolo devono almeno una volta nella loro carriera cambiare ateneo: in questo modo ci si mantiene all'avanguardia perché si viene sempre rimessi in discussione e allo stesso tempo si evita di concentrare il "sapere" in poche isole felici.

      Ma veniamo adesso alle proposte concrete di Bersani.
      In campo di diritto allo studio si fonda essenzialmente sulle borse di studio a perdere, in maniera analoga a Francia e Germania, integrate con l'edilizia; quello di Renzi si basa sui prestiti d'onore: la differenza è netta e la scarsa efficiacia dei pestiti d'onore credo sia testimoniato dalla flessione di iscrizioni alle università britanniche in seguito alla riforma di due anni fa.
      In campo di reclutamento Bersani propone la concentrazione delle figure post-doc in due figure, inoltre viene proposto che il dottorato di ricerca faccia punti per i concorsi pubblici.
      Le proposte di circolazione di studenti, dottorandi e docenti va esattamente nella direzione della fumosa "rete", in analogia al modello tedesco da me esemplificato poco sopra.

      Attenzione che non voglio assolutamente dire che il modello anglosassone sia il male assoluto, dico solo che quello franco-tedesco sembra funzionare meglio ed infatti paesi come il Giappone o l'India è a quel modello che guardano... solo Renzi sembra guardare al modello anglosassone.

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    7. Grazie, Claudio VdA, questo per me significa discutere. Non m'intendo di università e di modelli a confronto e le cose che dici sono molto interessanti. Non sono d'accordo con quello che dici sulla competizione. E' ovvio, per me almeno, che incentivi per le università migliori significano più risorse complessive distribuite asimmetricamente, ma garantendo comunque delle risorse minime che assicurino una qualità minima buona e non mediocre né pessima. Sembra poi che il tuo modello sia statico: per me eccellenza nella formazione vuol dire che arrivano a un certo punto studenti dall'estero, si fanno scoperte importanti, si aumenta la gente che vuole formarsi, insomma le risorse aumentano e ci saranno più risorse per l'intero sistema (a cominciare dalle risorse minime, sempre) e più premi per i centri d'eccellenza. Anche a me il sistema dei prestiti d'onore non convince, su questo sono d'accordo con te.

      Io apprendo da te per la prima volta quello che propone Bersani. E mi fido di te, insomma. Perché dal suo programma non risulta una parola di tutte le cose che dici tu. Forse l'ha detto in altre occasioni o in altri documenti, ma io da elettore indeciso in questi giorni ho guardato i programmi e questi dettagli con Bersani non li ho visti. Se mi indichi fonti più dettagliate, provo ad approfondire.

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    8. Non voglio entrare neppure io nelle politiche precise anche perchè non ne sarei in grado. Comunque non ritengo che ci sia un solo modo di alzare le tasse né ritengo che ora in italia le tasse si debbano alzare. Tuttavia se devo scegliere tra aumentare l'iva e colpire orizzontalmente tutti o tassare i maggiori patrimoni non ho dubbi su quale sia la cosa più di sinistra. La mia idea comunque sarebbe più di agire sul fronte della spesa e di realizzare una spending review "vera".

      C.

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    9. Be' ma su questo chi può pensarla diversamente? Si preferisce aumentare l'IVA invece che l'irpef sui redditi molto alti o una patrimoniale sui maxi-patrimoni per un motivo pratico non certo ideologico: coi ricchi si tirano su pochi soldi. L'aumento dell'IVA in termini di gettito frutta olte 3 miliardi di euro. Non è facile fare quei numeri con una imposta levata su un piccolissimo numero di contribuenti.

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    10. Roberto, scusa il ritardo ma sto per prendere il treno e poi l'aereo per venire a votare.
      Su una cosa mi sento di darti ragione al 99,9%: se il programma renziano è facilmente consultabile, quello bersaniano è un incubo a trovarsi.
      Il problema è che il programma bersaniano raccoglie sostanzialmente i vari documenti elaborati dal PD negli ultimi mesi e tali documento sono sparsi sul sito del PD; il documento cui facevo riferimento in merito all'istruzione universitaria è un insieme di 5 testi che si trovano in fondo a questa pagina e pubblicati a Giugno 2012 http://www.partitodemocratico.it/doc/237416/invertire-la-rotta-un-intervento-urgente-per-luniversit-italiana.htm

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    11. Ciao Roberto
      sono molto daccordo.

      Anche a me non piace Renzi caratterialmente, ma le sue proposte, scisse dalla persona, mi piacciono molto di più di quelle degli altri (ad esempio l'idea fondante che la meritocrazia è di sinistra). Una cosa che gli altri 4 secondo me non hanno ancora capito. Per motivi culturali, non anagrafici.

      Un'altra cosa che Renzi dice e che nessun altro capisce davvero è che in Italia ci vuole un terremoto generazionale, perché i baby boomers, ormai 65enni, sono ancora lì a tenersi quel potere che conquistarono 40 anni fa. Questo gli altri, che parlano con modi rassicuranti da zio gentile, non lo capiscono, così come secondo me in fondo non lo capisce Leonardo, per motivi non tanto anagrafici quanto lavorativi. Solo chi sa di non poter mai avere la sicurezza lavorativa di suo padre e suo nonno conosce la rabbia e la voglia di far saltare il tavolo che anima il M5S e in misura minore, i Renziani.

      Renzi può e vuole intercettare non solo una parte degli ex centristi e PDL, ma anche una parte di gente che ora è orientata verso il M5S e resterà tale finché altri non esprimeranno un candidato capace di capire questi discorsi.

      Alla fine Renzi nel dibattito è l'unico che ha ha citato la flexsecurity e il contratto unico... che è una delle poche cose che davvero interessano a chi non ha sicurezza.

      Kimboz

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    12. @Roberto: alcune posizioni di Bersani si possono trovare anche qui
      http://www.lescienze.it/news/2012/11/21/news/primarie_politiche_ricerca_bersani-1374603/
      sull'università, gli OGM, il dissesto idrogeologico, le cosiddette "medicine alternative" e temi per così dire "scientifici" in senso lato. Ci sono le posizioni sue e quelle degli altri candidati.

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  14. “Se non volete dare il vostro voto agli amici del carbone e del petrolio, firmate la petizione su http://www.IoNonViVoto.org”

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    1. E allora chi voti? Il M5S che l'Europa non la menziona nemmeno una volta nelle proprie 15 pagine di programma? Oppure la creatura neoberlusconiana in costruzione che è collusa con tutto il colludibile? Perché qui si tratta di scegliere fra questa sinistra, il nazionalista M5S oppure l'anticaglia berlusconiana. Quartum non datur.

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  15. secondo me, ogni tanto, bisogna ritornare al punto:
    si tratta di scegliere il candidato primo ministro per il centrosinistra, e poi vincere le elezioni e poi applicare il programma
    se non si vincono le elezioni si fa come negli ultimi anni: si sta dietro a quel che propone e dispone il centrodestra cercando di limitare i danni, sapendo bene che alcune tematiche spariscono proprio dall'orizzonte politico.
    per questo motivo (evitare che certe tematiche spariscano) è utile avere in parlamento una sinistra, dei verdi, tutto un mondo che ora non è rappresentato adeguatamente
    ommioddio, bersani sostiene monti! e quindi? meglio berlusconi o lo spread a palla?
    il debito pubblico italiano è uno sproposito: bisogna sempre convincere la gente a comprare titoli pagandogli degli interessi. se la gente non dovesse volere titoli possiamo dire addio all'italia che conosciamo. puoi mandare affanculo i tuoi creditori quando vuoi, non quando ti servono ancora soldi in prestito.
    secondo me bersani (dico bersani per dire il piddì) ha fatto bene a sostenere monti, anche sapendo che sarebbe stato un governo di destra, l'alternativa era il disastro. poi naturalmente approvare il "progetto" generale non vuol dire approvare ogni singola cosa, essere d'accordo con ogni singolo provvedimento o, peggio, con ogni singola uscita di ogni ministro.
    anzi, approfitto dell'occasione per dire: cari prossimi ministri di un fichissimo governo di centrosinistra, potreste evitare di sparare cazzate? così, fare quella cosa di collegare il cervello prima di parlare?
    il disastro era davvero vicino (e non è ancora sparito dall'orizzonte). per disastro intendo quello di non avere soldi per pensioni e stipendi pubblici, per esempio. qualcuno riesce a immaginare anche solo una sospensione di un paio di mesi cosa comporterebbe? l'effetto domino? il piano inclinato? grossi cazzi su per il culo?
    ochei la pianto qui che sto esagerando
    ah, solo così: io sto a stipendio, lavoro da tipo 36 anni, andrò in pensione credo tra 8-10 anni e nella mia azienda è in corso un contratto di solidarietà: l'anno prossimo potrei trovarmi a spasso, per dire.
    diciamo che se da qui all'anno prossimo invece che la rivoluzione ci fosse una ripresa economica, preferirei

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    1. Mi sento di condividere appieno quanto dice marcell_o: qui si tratta di confrontarsi con la situazione reale ed evitare la catastrofe, mentre molta gente rimporvera al PD di non avere rincorso i sogni.

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    2. Marcello, il fatto è che non è per nulla certo che le politiche rigoriste di Monti portino alla ripresa:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/11/crisi-italiani-attenti-ricetta-tedesca-vi-fara-finire-come-grecia/410003/
      oppure, su scala più ampia: http://www.sbilanciamoci.info/ebook/Finanza-da-legare.-Manifesto-degli-economisti-sgomenti-8967
      questo secondo è un testo francese, sottoscritto da molti economisti.
      In questo momento, poi, stiamo dando soldi pubblici alla BCE, soldi che vengon dalle nostre tasse (per chi le paga, ovvio). La BCE li passa alle banche all'1% di interesse e le banche le danno agli stati a loro volta al 3-4%. E parliamo di debito pubblico? Cioè ci ridanno i nostri soldi, pagati in tasse, speculandoci su? E poi ci dicono del rigore? Eccicredo che lo spread scende: gli stiamo regalando il finanziamento degli stati in perpetuo. Ti rendi conto di quanti soldi siano? Stiamo spostando ogni risorsa pubblica dal finanziare i servizi pubblici al finanziare la speculazione privata. Quindi stiamo impoverendo le persone che producono ricchezza e la spendono, impoverendo di più gli stati che dovranno tagliare ancora di più i servizi e indebitarsi di più e via di questo passo... Stiamo continuando a finanziare le banche tagliando perfino ciò che ci garantiva una dignità e non stiamo facendo, cioè i nostri governi, Monti in testa, non fanno nulla per fermare le speculazioni finanziarie a livello giuridico e normativo. Guarda che ci chiederanno sempre di più. Fidando nella nostra ignoranza e paura.
      Quanto all'Italia, il nostro debito pubblico viene in gran parte dall'evasione fiscale. Ci avessero messo altrettanta implacabilità come quella con cui hanno distrutto pensioni e diritto del lavoro, il bilancio starebbe molto meglio.

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  16. solo due cose: l'unico anti-Monti e non rigorista è Vendola. e il finale non mi è piaciuto: la comunicazione è importante, il ruolo di leader che detta la strada e non la subisce dall'elettorato idem, serve una visione sui prossimi vent'anni di Italia. in questo, solo Veltroni ce l'aveva.

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    1. Ma sei serio o cerchi solo di provocare Leonardo per leggere un altro post su W.V. (in questo caso sono dalla tua parte)?

      C.

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  17. Leonardo le tue posizioni su renzi sono sinceramente ridicole, trovo veramente deludente scoprire per la ennesima volta che il ggiochino ho non la pensa come me è di destra viene spolverato ancora una volta. Vendola è il nuovo Veltroni, Bersani non puó dare niente più al paese. Esistono persone di sinistra che credono in un mercato del lavoro aperto, nella iniziativa privata etc. Che ci piaccia o no, non siamo di destra e da un po' siamo tanti. Abituatevi.
    Cesco

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    1. E che vi piaccia o no, esistiamo anche noi socialdemocratici bersaniani e anche noi siamo di sinistra.
      Abituatevi.

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    2. Ma non ho mica detto che è di destra. Peraltro, sarebbe già qualcosa. Ichino non se lo filano neanche a destra, per dire.

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    3. Che esistano i socialdemocratici bersaniani è cosa buona è giusta, magari ci siamo forse troppo abituati a loro.
      Trovo pessima l'abiutidine (esmplificata da questo post) di etichettare scelte che non rientrano nelle proprie, come frutto di non comprensione, criptoberlusconismo, sostanzialmente idiozia (detto magari da persone che votarano per "La sinistra: L'arcobaleno").
      Che poi un'analisi del genere (che ovviamente ho molto semplificato a fini polemici) venga da leonardo, forse il più brillante commentatore (blogger, editorialista?) della sua generazione mi fa cadere le braccia.
      Io trovo che Renzi, cmq vadano le cose, ha portato qualcosa di positivo nel PD che forse potrà prescindere da lui come persona, ma che ha aperto una strada per chi ha voglia di confrontarsi e di superare logiche di apparato e correntizie, senza stare fermi ad aspettare il proprio turno come fanno tanti presunti begli ingegni del PD (che magari a questo giro voteranno Puppato).
      Io ed altre migliaia di idioti voteremo renzi a queste primarie e pd alle prossime elezioni chiunque sia il candidato che uscirà da queste primarie, convinti, per una volta, di essere noi i rivoluzionari e voi i conservatori.
      Cesco

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    4. Che ti piaccia o no, sei di destra, abituatici...non è un crimine contro l'umanità essere di destra eh...

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    5. Non è questione di stare fermi e aspettare il proprio turno, è questione di essere adatti o no; secondo me Renzi no, e difficilmente lo diventerà al prossimo turno. Non è una questione anagrafica, e non è nemmeno una questione di idiozia, parola che qui dentro stanno usando soltanto dei renziani con problemi all'autostima.

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  18. Bella questa idea della negoziazione come skill di Bersani... magari è vero. Io a corte dalla Merkel ci avrei visto meglio Vendola, forse. Se consigliato bene, qualche concessione in più magari l'avrebbe portata a casa. Renzi però no, l'avrebbero spedito al Tacheles chiuso con Giorgio Gori e poi rimesso sull'aereo il mattino dopo.

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  19. insomma, per riassumere:
    se voti bersani sei una persona seria
    se voti vendola sei un sognatore
    se voti renzi sei un idiota

    un'analisi politica di quelle che passeranno alla storia...

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    1. Non riesco a capire per quale motivo tu non voglia avere un confronto civile e sereno: lo scopo non è quello di guerreggiare fra di noi ma quello di decidere quale sia la strategia migliore per portare il centrosinistra al governo e a quali punti dare la priorità. Nel famoso dibattito televisivo a cinque sono emersi molti punti in comune fra i vari candidati e anche una certa volontà costruttiva.
      Se volessimo ragionare per slogan potremmo dire che chi banalizza è un nemico del centrosinistra, ma fortunatamente per te qui non ragioniamo per slogan.

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  20. raffinatissima analisi politica:
    voti bersani, sei una persona seria
    voti vendola, sei un sognatore
    voti renzi, sei un idiota

    grazie, ora si che potrò scegliere chi votare.

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  21. Direi di no, non credo che gli elettori di Vendola siano particolarmente sognatori o che quelli di Renzi siano particolarm idioti.

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  22. C'e` un argomento a favore di Renzi che non mi pare tu abbia menzionato. E` puramente tattico. Se Renzi vince le primarie, e` ragionevole pensare (legge elettorale permettendo) che PD+SEL riescano ad avere la maggioranza assoluta in parlamento, grazie al famoso appeal di Renzi presso i delusi del controdestra. Basterebbe un 5 per cento in piu`. Con Bersani quasi sicuramente no. Mi sembra un bel valore aggiunto, visto che un PD senza maggioranza sarebbe costretto a soggiacere alle proposte indecenti di Casini...

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    1. Se non dici a quale legge elettorale fai riferimento, il tuo ragionamento non ha significato.

      Se il sottinteso è la legge elettorale attuale, allora la maggioranza assoluta alla camera è già in tasca; il discorso si riduce dunque al Senato, quindi quel 5% globale in più di cui parli non fa differenza, conta solo se Renzi fa vincere più regioni (o meglio regioni che, se vinte, danno più senatori) rispetto a Bersani.
      Secondo me anche al senato non dovrebbero esserci problemi, quale che sia il candidato; personalmente non vedo regioni in cui il csx perde sicuro (poi molto dipende dalle alleanze, che almeno a destra non sono chiare), mentre almeno 7 regioni col premio le considero blindate.
      Su termometro politico al csx danno 180 senatori.

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    2. No, mi riferivo alla legge che si sta discutendo adesso (premio di maggioranza del ~10% al primo partito, nessuna maggioranza garantita). Mi sembra difficile che Casini & Alfano non cerchino di disinnescare la vittoria del PD con astuzie di questo tipo. L'hanno gia` fatto con il Porcellum, non dimentichiamo. E` chiaro che se la legge non cambia, il PD vince comunque.

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    3. Quindi, perche' dicevo 5 per cento? Guardando gli ultimi sondaggi PD+SEL = 37%, col premio di maggioranza si va al 47% dei seggi. Un 5% in piu` fregherebbe tutti.

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    4. Beh, premesso che il premio di maggioranza è in sè una porcata nei confronti della democrazia, specie poi se consegna la maggioranza assoluta a chi non ce l'ha - al limite avrebbe senso se si limitasse a rafforzare una maggioranza che è già assoluta ma debole - la genialata del porcellum consisteva nell'idea del premio di maggioranza al Senato su base regionale: dovendo Senato e Camera avere sistemi elettorali diversi, si riproponeva la filastrocca del Senato delle Regioni in una chiave che avrebbe impedito ogni maggioranza.

      La nuova legge elettorale è un mistero.
      Teoricamente Pdl e Lega hanno i numeri per fare ciò che vogliono - non, però, Pdl e Casini - ma, non capisco bene per quale ragione, il Pdl (quantomeno il gruppo "alfaniano") sembra orientato a mantenere lo status quo o comunque a tirar fuori una formula che comunque dia un vincitore chiaro.
      Si tratterebbe poi non solo di stabilire quant'è il premio, ma anche di vedere se i collegi sono mantenuti così come sono ora, nel qual caso fare un'analisi regione per regione, etc.

      In ogni caso, ricordiamoci pure che l'equazione Renzi=Bersani+5% è stata assunta, non dimostrata...

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  23. Pitd, ok, ma è antipatico! E in foto viene con la faccia buffa.

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  24. Nell'ultimo anno Bersani è riuscito a far passare il fiscal compact nella Costituzione garantendo grazie ai voti del suo partito compatti non solo che passasse, ma che passasse con una maggioranza qualificata tale da rendere impossibile il ricorso al referendum.
    Perciò, per non aver per nulla sostenuto il referendum sull'art. 18, per non aver aperto bocca quando sono stati annunciati gli esuberi nella PA, anticamera dei licenziamenti che voteranno dopo le elezioni, e per tutta la politica sociale che ha svolto nell'ultimo anno, con tutto che da un punto di vista personale non mi pare così male come persona, da un punto di vista politico non è assolutamente affidabile per chi ritiene che dalla crisi non si esca con la morsa rigorista.

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  25. Su Bersani la penso come te e spero sia il prossimo presidente del Consiglio. Detto questo però alle primarie (al primo turno almeno) voterò Renzi.
    Credo che l'attuale gruppo dirigente del Pd (gente tipo Rosy Bindi) non meriti una vittoria troppo facile. tutti i sondaggi danno Bersani sicuro vincitore. Fargli sudare un po' la vittoria e far tremare un po' la gente che gli sta intorno non mi pare una cattiva idea.

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    1. Hai proprio ragione! L'attuale gruppo dirigente del PD non solo se la deve sudare ma, è meglio che sparisca!

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  26. Bell'articolo! Bersani ti deve almeno un voto :)

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