martedì 22 ottobre 2013

Il papa che non voleva morire

Quiz: Ha scritto poesie, commedie e millecinquecento pagine di filosofia, è stato fattorino, attore e minatore; a calcio giocava in porta ed è membro onorario del Barcellona FC. Chi è? Un aiutino: negli ultimi trent'anni di vita ha fatto anche il papa. Ah, vabbe', ma così è troppo facile.


22 ottobre - Beato Giovanni Paolo II, superpapa (1920-2005)

A un certo punto della mia, della sua vita, io devo aver pensato che Karol Wojtyla, in arte Giovanni Paolo II, non sarebbe morto mai. Forse per mancanza di fantasia, dopo vent'anni la prospettiva di un altro papa, con un nome diverso, un diverso numero, mi sfumava nell'inverosimile. Un altro dopo di lui, ma chi? E perché? Del resto, bastava notare i progressi della scienza medica per farmi intravedere la singolarità: la vita media si allungava sempre più, sempre più organi e tessuti diventavano rigenerabili, certo sarebbe servito denaro ma per uno come GPII il denaro non era un problema. Invece il problema per un papa come lui era dire di no all'accanimento terapeutico: avrebbe potuto mai dire una cosa semplice, banale come "lasciatemi morire?" Non poteva, era GPII, le sue più profonde convinzioni lo condannavano a vivere per sempre. Sublime ironia: mentre la gente lo acclamava santo in vita, lui si sarebbe autoinflitto un esilio in terra; si sarebbe lasciato alimentare coi sondini finché tutto l'apparato nervoso non sarebbe diventato replicabile in laboratorio (ovviamente senza fare male a nessun embrione). Se poi col tempo fosse scivolato in una condizione di coma vigile, nessuno avrebbe potuto arrogarsi di scegliere per lui a ogni bivio tra la morte e una nuova terapia per conquistare qualche mese di vita: e così sarebbe sopravvissuto per millenni, ieratico e immortale vicario di Cristo, pronto a riaprire gli occhi e staccare le flebo nell'alba del giorno del giudizio. Alla Chiesa cattolica, raccolta in preghiera intorno al suo capezzale in terapia intensiva permanente, non sarebbe rimasto che nominare un vicario del vicario. A un certo punto io pensavo che sarebbe realmente finita così. Lo scrissi anche da qualche parte, per fortuna non mi lesse nessuno.


Dato che ovviamente mi sbagliavo. Un giorno qualsiasi, GPII sussurrò davvero l'inimmaginabile frase "lasciatemi tornare alla casa del Padre", e ci lasciò. La sua missione, abbracciata 35 anni fa - accompagnare la Chiesa nel terzo millennio - era abbondantemente compiuta. Ora magari verrà qualcuno esperto a spiegare, con dovizia di argomenti, perché quella sommessamente domandata da GPII e più recentemente dal cardinale Martini non sia da considerarsi un'eutanasia, mentre quella di Piergiorgio Welby sì. Mi si perdoni se qui la taglio un po' più corta: un sovrano non è soggetto alle stesse leggi dei sudditi, e GPII è stato la cosa più vicina a un sovrano che abbiamo avuto in Italia dal Quarantasei in poi - ma forse anche da prima. La sensazione che sopra ogni confusione e disastro, ci fosse comunque Lui, il sole indifferente che anche quando è nuvolo c'è: basta aspettare e prima o poi farà capolino da qualche parte nel cielo, ci farà sapere cosa pensa, pubblicherà un'enciclica, beatificherà un reggimento, stringerà le mani a qualche leader politico discutibile, dirà due paroline dal balcone contro la guerra o la fame... Anche chi malsopportava la Chiesa, Wojtyla non riusciva a odiarlo. Senza mai diventare quel tipo di papa piacione collaudato da Giovanni XXIII, ritentato da Giovanni Paolo Primo e ora rispolverato da Papa Francesco, GPII da un certo punto in poi divenne semplicemente troppo grande perché ci si potessero appendere le nostre polemiche quotidiane. Quel punto fu probabilmente il 13 maggio 1981, l'attentato a Roma, festa della Madonna di Fatima.

Fino a quel momento Wojtyla era stato un papa simpatico, coi suoi errori di pronuncia, persino un po' mondano, coi suoi voli transatlantici e la sua fissa per il nuoto. Un intellettuale, comunque, uno che ha studiato sul serio, e che si era ritrovato nel partito di Dio in uno dei pochi Paesi al mondo in cui era un partito d'opposizione, osteggiato dal regime. La più famosa vignetta di Andrea Pazienza fotografa quel momento particolare: un giovane papa a bordo piscina sorseggia un drink e si domanda: e se esistesse veramente? Ih! Mavvedi cosa vado a pensare. Qualche anno dopo una vignetta così sarebbe stata inimmaginabile. Il Wojtyla che avrebbe stretto la mano a Pinochet sarebbe stato vittima di scherzi anche più feroci, ma nessuno l'avrebbe più immaginato nell'atto di dubitare.

Ali Ağca cambiò le cose per sempre, anche se non nel mondo che aveva voluto lui (ma non sapremo mai cosa voleva davvero Ali Ağca). (Continua sul Post...)

11 commenti:

  1. Segnalazione refuso: hai decurtato di una decina di Giovanni il Papa Roncalli.

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  2. Solito bel pezzo, ma questa tua antica pretesa che nessuno abbia apprezzato 2025 comincia a essere fastidiosa.

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  3. "solito" bel pezzo
    non me n'è mai fregato molto dei papi (e delle autorità religiose in genere), tuttavia mi ricordo paolo vi ai tempi delle br
    di lui mi ricordo che quasi subito azzerò i vertici della chiesa latinoamericana, quella parte che pendeva per la cosiddetta "teologia della liberazione"
    e in seguito ha continuato la sua opera di restaurazione come ha potuto
    era reazionario
    ma ci sapeva fare e piaceva tanto alle folle e atnti ragazzini si chiamano juan pablo per "colpa" sua
    come la racconti te è plausibile, convinto di essere in missione per conto di dio, vedendo che non c'era traccia dei quattro cavalieri dell'apocalisse... stanco e ammalato, ha dato forfait
    era il simbolo di una chiesa militante che a me non piaceva, per niente
    e poi era fissato col sesso... diobono, all'età tua dacci un taglio! sei fissato!
    e non sopportavo le sue tirate contro l'aborto. a lui proprio non andava giù che una donna potesse decidere per sé, anche contro il (presunto) volere di dio!
    no, andava "salvata" suo malgrado
    non mi stupisco di lui o di reagan: ci sono corsi e ricorsi
    mi stupisco che esistano donne cattoliche o musulmane o ebree ortodosse...
    in compenso mi sa che francesco dovrà cominciare a fare doppio spettacolo: tutti i mercoledì qui a roma c'è una folla di pellegrini da far paura

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    1. per "di lui" alla quarta riga e da lì in poi intendevo wojtyla, ma forse s'era capito

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  4. "Lo scrissi anche da qualche parte, per fortuna non mi lesse nessuno."
    Il giorno in cui 2025 diventerà un best-seller, cambierai idea.
    (fose avverrà proprio verso il 2025, chi lo sa...)

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  5. Ma fidatevi di quello che ha dato un'occhiata agli accessi per tutto il tempo.
    Perdere il 90% del traffico non capita a molti.

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    1. Vabbè, io non l'ho letto nel 2005 perché mi sono imbattuto in questo blog solo nel 2010... ma da allora ho fatto i compiti e mi sono letto tutto dal principio: i noglobbal e tutto il resto; mi resta solo da colmare la zona dal 2007 al 2010.
      In queste settimane procedo lentamente col viaggio nel passato leonardiano in quanto sono un tantinello impegnato su altri fronti.

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    2. Cosa avrai mai di più importante da fare...?
      Il tempo se si vuole lo si trova....

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    3. Tipo scrivere una tesi di dottorato in Chimica Metallorganica presso un'universtà tedesca con le scadenze tedesche e allo stesso tempo guardarmi intorno per il futuro? ;-)
      Quando arrivo a casa a sera sono nauseato dallo schermo del computer e rimando sine die la lettura del Leonardo storico.
      Ma verrà un giorno...

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    4. Perdita progressiva o secca? Perché secondo me con 2025 eri partito bene poi ti sei incartato.

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    5. Bravo Claudio!
      In bocca al lupo per la tesi e ...per il futuro!

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