lunedì 3 agosto 2015

Capodanno

Questo è molto antico - ispirato a un capodanno del secolo scorso - e ha l'aria di essere uno spunto per un lungometraggio. Non ricordo bene, ma a un certo punto qualcuno mi chiese se avevo dei soggetti per un film, o forse lo chiese a qualcuno che conoscevo, insomma io me ne uscii con qualche roba del genere, e ovviamente nessuno mi ha più chiesto nulla.

O. è neolaureato, fa il servizio civile. Il 31/12, mentre si annoia in servizio, si imbatte in una conoscente 45enne (amica della madre? ex insegnante? boh). Divorziata di recente. O. odia il capodanno come tutti, ma l'idea di non avere nessun invito, nessuna festa a cui andare, un po' lo spaventa. Impietosita la sorella (un paio d'anni più grande) lo invita a una cena. In auto ascoltano il discorso del presidente, un invito alla responsabilità, ecc ecc. Alla cena, in una corte di campagna, incontra alcuni personaggi, tra i quali:

— Un tizio di età indefinibile, bassino, stempiato, barba rossiccia, in poltrona. Sarcastico fino alla misantropia/misoginia. Si mostra interessato delle vaghe referenze di O.: ha degli amici (all'università? nell'editoria?), può dargli una mano con la carriera…
— Fidanzato della sorella, tizio scontroso. Forse la mena.
— Ragazza matricola all'accademia d'arte, ancora con l'apparecchio ortodontico, entusiasta di qualsiasi cosa.
— Coetanea praticante in uno studio legale.
— Allegri compagnoni. A un certo punto della serata tirano fuori non la playstation, ma cose più vintage (Pong).

(Questo pezzo partecipa alla Grande Gara degli Spunti! Se vuoi provare a capirci qualcosa, leggi qui).

La festa ha un rapido decorso. Si mangia, si beve, si discute di cinema, si sentono cose abbastanza bestiali (Kubrick è lento, Fellini ridondante, ecc). A mezzanotte si stappa, O. si assenta per telefonare alla 45. Sa di trovarla sola. Poi si balla scalzi su un tappeto, a un certo punto O. è avvinghiato alla studentessa d'arte. Più tardi sullo stesso tappeto O. e la coetanea laureata in legge si confidano i timori sul futuro. Cresceranno? Sembra inevitabile, eppure non sanno come fare. La maturità è stata recapitata senza istruzioni.

Verso le cinque i convitati residui si gettano dove capita. O. si ritrova sotto le coperte con sua sorella e l'avvocatessa.

— In un sogno i colori si sono spostati verso lo spettro disney: Il bagno, per esempio, è azzurro pastello, e O. vomita vernice gialla. I resti del banchetto sono enormi. Qualcuno gioca ancora a Pong. Nessuno può andarsene prima di aver sparecchiato. Pesa su tutti la consapevolezza che nessuno sparecchierà mai. La casa è una trappola.

— Poi invece si risveglia, si riassetta in un bagno normale, esce in macchina, ricomincia la vita. Due giorni dopo invita l'avvocatessa al cinema. All'uscita incontra la 45enne col bassino sarcastico, che chiede come vanno gli affari. Sale in macchina, accende l'autoradio, c'è di nuovo il discorso del presidente. E al suo fianco c'è la 45enne. L'avvocatessa dov'è? Angoscia, risveglio. È al suo fianco. È ancora capodanno.

— Un anno dopo, O. ritorna allo stesso casolare. La matricola ha tolto l'apparecchio. Vanno nuovi suoni, nuovi abiti, è difficile raccapezzarsi. O. ha un'avventura con lei; in breve vanno a vivere in un casolare, cani. Al matrimonio rivede l'avvocatessa che ora sta con un uomo (tipo scontroso, forse la mena). Al buffet, il bassino propone di comprargli l'anima. Quando la ragazza partorisce, O. l'abbandona in ospedale e si barrica in un ascensore. Chiude gli occhi e si risveglia al solito Capodanno.

— Qualche anno dopo, O. è un professionista di successo, anche se ai consigli d'amministrazione si gioca a pong. Sta divorziando dall'avvocatessa, che gli succhierà ogni stilla di sangue; ha una storia con la ragazzina, che è insopportabile. A volte la mena.

— Infine si sveglia e riporta la sorella a casa. Cerca di spiegarle i suoi sogni. Per strada, un incidente, una macchina bruciata: dentro c'erano tre allegri convitati e la ragazzina (nell'autoradio, ancora il Presidente). La sorella vomita vernice gialla. Arrivano i soccorsi.

A casa i genitori hanno dato una festa: caos ovunque. Verso sera la 45enne telefona. O. esce a incontrarla e per strada incontra il bassino, che gli propone un lavoro interessante. Poi al cinema incontra l'avvocatessa e la saluta, fingendo di essere lì da solo. La 45enne capisce e lo lascia da solo davvero. Buio in sala, titoli del film. In sottofondo una recensione scema.

Vabbe', insomma, ci si può lavorare. Mi farete sapere votando per Capodanno. Potete cliccare sul tasto Mi Piace di Facebook, o linkare questo post su Twitter, o scrivere nei commenti che questo pezzo vi è piaciuto. Grazie per la collaborazione, e arrivederci al prossimo spunto.

18 commenti:

  1. Oggi mi metti in difficoltà. Ma siccome Genova no no no, voto Capodanno.
    Nessun produttore ti darà mai una lira per fare un film simile (In Italia? Magari sì) ma è di un romanzo che stiamo parlando, giusto?
    Per cui sì, ha il suo perché. Buon Capodanno!

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  2. oddio, quando Sorrentino incontra Kieslowski. Volevo bocciare Genova perché fuori dal suo tempo, ma a questo punto la gara è dura. Direi fra i due, Genova.

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    1. Sorrentino incontra Kieslowski per un torneino di Tekken assieme a Philip K Dick

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    2. E fanno capolino, salutando, anche Naomi Watts e Laura Harring. No, voto Genova, basta che il sesto non sia un poliziotto o una spia della questura ché richiedo i soldi indietro alla Feltrinelli per la prima volta in vita mia.

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  3. Ti sei impegnato molto per far sfigurare il soggetto dei reduci dal G8 genovese, e allora ti premio, in quanto overall è molto meglio questo spunto

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  4. Oggi è dura, Genova non mi è piaciuta; darei una chance al capodanno sperando di stroncarlo al prossimo turno :-)

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  5. Pero` cosa vuol dire "in breve vanno a vivere in un casolare, cani"?
    Vivono come cani nei casolari (?) o comprano dei cani perche' nei casolari non se ne può fare a meno?

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  6. Nessuno dei due, questa volta. Mi ci perdo e mi annoiano un po' entrambi.
    Decidano gli altri quale merita di passare il turno.

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  7. Questo vince su Genova, alla grande. Ad essere proprio proprio sincera, però, niente fin qui mi ha rapito il cuore (dice: manco a me, se no non sarebbero spunti ma romanzi).
    vabbè.
    ti stimo sempre.

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  8. A Genova c'ero, concordo sui motivi dello scartato, mentre questo può essere interessante (con un finale diverso, ma può bastare la recensione del libro su un giornale, anche meglio della recensione in sottofondo, mentre nel caso del film ti cedo la mia idea - guarda caso a me pare migliore - dopo un inizio col protagonista che dice in macchina (inquadratura leoniana ugli occhi che si allarga molto lentamente fino a far vedere che telefona} "tanto dovresti sapere già come va finire, ma va bene, andiamo" il film finisce col tipo che va a vedere un film {locandina con stessi attori e regista ma titolo diverso}, si siede e parte il trailer del film.

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  9. A Genova c'ero, concordo sui motivi dello scartato, mentre questo può essere interessante (con un finale diverso, ma può bastare la recensione del libro su un giornale, anche meglio della recensione in sottofondo, mentre nel caso del film ti cedo la mia idea - guarda caso a me pare migliore - dopo un inizio col protagonista che dice in macchina (inquadratura leoniana ugli occhi che si allarga molto lentamente fino a far vedere che telefona} "tanto dovresti sapere già come va finire, ma va bene, andiamo" il film finisce col tipo che va a vedere un film {locandina con stessi attori e regista ma titolo diverso}, si siede e parte il trailer del film.

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  10. Ho letto sia lo spunto di Capodanno che quello del Dopo Genova.
    In quello di Capodanno mi è capitato di non capire più quando mi trovavo dentro un'illusione e quando nella vita reale, mutatis mutandis tipo il finale di 2025: è per tale motivo che il mio voto va decisamente e convintamente a Capodanno... ho sempre avuto un debole per le percezioni illusorie di realtà.

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  11. Dopo aver letto Genova pensavo che avrei votato qualunque altra cosa, troppo caotico, troppi percorsi intrecciati. Ma questo mi ha fatto ricredere... È (volutamente) ancora più confuso e allucinato, una via di mezzo tra Paura e delirio a Las Vegas e Compagni di scuola. Forse alla fine lo preferisco tra i due, perché potrebbe avere risvolti più interessanti e "universali" rispetto all'altro: paure e introiezioni freudiane, allegorie e metafore esistenzialiste a piene mani. Oggi (ieri, essendo io in ritardo con le letture) vince Capodanno.

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  12. Non credo di averci capito nulla (sai che novità) ma mi pare uno spunto migliore di Genova.

    Voto per capodanno

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  13. Genova non mi pareva andare fa nessuna parte, quindi voto questa

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  14. Condivido le altre opinioni. Genova non entrusiasmante, questo è talmente caotico che lascia molti spiragli interessanti :)

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