lunedì 31 gennaio 2005

- 2025

Il mondo senza control-zeta - il corollario dei seminaristi

Caro Leonardo,
nulla da segnalare. Come previsto, la fase di smania bellica è finita. Finite le risse al supermercato, finite le ronde, finiti i discorsi alla "niente sarà come prima". Stavolta è durata una settimana: non male, non male.
Per il resto, sembrano anni che siamo in guerra con la Libia: e in effetti sono anni che siamo laggiù in missione di pace. La sostanziale differenza è che ora siamo 'sotto attacco' da parte di fantomatici terroristi, e così, per misura cautelare, siamo passati ai razionamenti. Il razionamento energetico, in particolare, è un colpo di genio: da quando ci staccano la corrente all'una del pomeriggio non abbiamo più avuto blecaut.
Senza corrente, d'altro canto, è molto difficile lavorare. Antonio-Abate ha recuperato non so dove un paio di Olivetti, e pretende di farci scrivere i testi su quella roba. Impossibile. E' come la bicicletta: o impari da bambino, o niente. Soprattutto, è impossibile imparare quando sai già guidare un'auto a motore. Si aggiunga che non si trova più un solo millilitro di bianchetto in tutto il Teopop...

"Ma insomma come cazzo si fa il control-zeta, porcaput…"
"Su queste macchine da scrivere non c'è il control-zeta, Loreto".
"Non ci posso credere. Come si può essere così cretini da progettare una macchina senza uno straccio di…"

Loreto è cresciuto in un mondo in cui il control-zeta non è un semplice comando: è un'istituzione, una metafora della società. Come per me il semaforo rosso, credo. Ogni volta che vedo qualcosa che non devo fare, dentro di me si accende un semaforo rosso. Potenza dei simboli.
Allo stesso modo, ogni volta che fa una cazzata Loreto pensa "control-zeta". Qualche volta gli funziona, altre volte no. Col tempo si accorgerà che funziona sempre meno, ma è inutile farglielo pesare adesso.
"Cos'è che stai battendo, fammi vedere".
"Fatti i cazzi tuoi".
Una risposta così netta, nel Teopop, significa "sto bislavorando", ovvero: Non sto facendo la cosa per cui mi pagano in questo ufficio, bensì una cosa per cui mi pagano in un altro ufficio, così riesco a farmi pagare due volte la stessa unità di tempo; per favore, non immischiarti.
Io adoro bislavorare e immischiarmi nel bislavoro degli altri. "Da' qua, vediamo".

Autore: Lorreto
Oggeto: Testo per strisia tg sul lotto, numeri ritradatari, 31/1/2025


"Un'altra cosa, Loreto. Queste macchine non hanno nemmeno il controllo ortografico".
"Il che?"
"Quel software che ti corregge gli errori mentre scrivi".
"Mai usato".
"Ah no?"
"Tanto io errori ne faccio così pochi".
"Lasciamo perdere. È bislavoro per la redazione del tg, immagino".
"Immagina quel che vuoi".

Da quando la Conferensa Episcoppale a reintrodoto il giuoco del Loto, questo giuoco ha subito ripreso riconcuistato l'entusiasmo la passione l'e mozioni i favori del grande publico, che subito si è meso con grande entusiasmo a giuocare al loto (qui io ci metterei una sciena di due veccqine in una riccevitoria), in questo modo contribbuendo al rifinaniznz finanziamento delle kasse del Teopop, a lode e gloria del Signore Ns ecc.

Sopratuto l'attenzione dei giocatori piu incaliti si e' concentrata sui numeri ritardati ritardatrari, cioe' quei numeri che e' da piu' tempo ke non vengono sortegiati. Nele ultime setimane, in partixcolare, molti anno giuocato il 52 sula ruota di Sanmarco (riprese di schedine del loto con bene in evidenza il 52 IMP0RTANTE SI DEVE VEDERE BENE IL NUMER0!!!).
A diferenza di quelli che giuocano i numeri che si sono sognati, o pagano i maghi, tutte ridicole superstitioni, chi giuoca il 52, e' convinto di applicare a suo favore una legge scientifica, e cioe' la legge dei grandi numeri, secondo la cui il 52 prima o poi deve uscire, anche se potrebero passare in realta molti anni prima, ma questo il 52 non lo sa. Insomma, giocare il 52, sembra essere diventata una mania, ma giocando il 52 molte persone anno perso i loro soldi, per cui chi gioca il 52 lo fa a suo riskio e pericolo: noi consigliamo tutti: non GIOCATE IL 52! Certo, chi giocherebbe il 52, se il 52 davvero esce, guadagnerebbe TANTISSIMI DENARI COL 52!, ma non e' così facile come sembra, VINCERE COL 52. Per quets


"Lasciami indovinare: le frasi sottolineate vanno lette…"
"Con una certa enfasi, sì".
"Ma fammi capire: ti paga il Reparto Cronaca o il progetto Giochi d'Azzardo?"
"Io, veramente…"
"…stai cercando di farti pagare da entrambi. Bravo bravo".
"Mi sono ispirato ai giornali che stiamo leggendo qui, quelli di vent'anni fa. Ho visto che facevano la stessa cosa con un altro numero. Ho solo adattato allo stile giornalistico di oggi, che è, come dire…"
"Più spigliato. Buono, Loreto. A tuo modo, stai applicando il corollario dei Seminaristi".
"Eh?"
"Niente, un corollario della Prima Legge dell'Attenzione che scoprì Arci da giovane, studiando in un collegio di salesiani. A un certo punto si rese conto che ogni qualvolta un sacerdote teneva un'omelia sulle insidie della carne, la probabilità di avere una polluzione notturna aumentava drasticam".
"Ma questo cosa…"
"Per osservare la cosa in modo scientifico, decise di monitorare le polluzioni di tutta la sua camerata, che volentieri si sottopose all'osservazione sperimentale. E così Arci riuscì a dimostrare il principio dell'attenzione selettiva: ognuno di noi trattiene, di un discorso, soltanto alcune cose. I suoi compagni, ad esempio, trattenevano il concetto "carne" ed eliminavano il concetto "insidie". Allo stesso modo, c'è chi trattiene i nomi ed elimina gli avverbi, chi trattiene il significante ed elimina il significato, chi trattiene quel che vuol sentire ed elimina il resto, eccetera. E c'è anche chi trattiene i numeri e non ascolta tutto il resto. Guardacaso, è proprio quel tipo di persone in grado di giocarsi l'affitto al lotto".
"Quindi secondo te può funzionare".
"Sì, sì, funziona sempre. Basta ripetere lo stesso numero ossessivamente, tirare in ballo qualche fumosa teoria scientifica… fossi in te, aggiungerei ancora un paio di giri di parole".
"Ma devo anche montarci delle immagini".
"Cerca di farci entrare più immagini di 52 possibile. Targhe, numeri civici, titoli di giornale, va tutto bene. E qualche spunto dalla smorfia. Cos'è il 52 nella smorfia, hai controllato?"
"Varie cose. La mamma, l'abbaino, la bicicletta…"
"Perfetto, inquadra una mamma… anzi, no, una bicicletta…, aggiungi ancora un paio di "non giocate il 52", e direi che siamo a posto. Però, fossi in te ribatterei tutto quanto".
"No, non ce la posso fare".
"Te la faccio io, da' qua".
"Sul serio?"
"Sul serio. Prendo il settanta per cento".
"Sei scemo ".
"Hai ragione: te la riscrivo e te la batto e ti regalo il trenta per cento. Sono uno scemo davvero".
"Cinquanta. Ma non ti vergogni a speculare sul fatto che non so usare queste macchine del…"
"Vergognati tu, a speculare sull'attenzione selettiva dei poveri cretini. Sessanta".
"Oh, fottiti, d'accordo".
"È un piacere lavorare per te, Loreto".

1 commento:

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