giovedì 17 aprile 2008

Pirla Power

Gli operai votano Lega, questo pare che sia lo scoop delle ultime ore. Beh, che dire, sarebbe sconvolgente, se fossimo nei primi anni Novanta... Io non ho mai pensato che la Sinistra Arcobaleno fosse un partito operaista (al massimo difendeva i privilegi di singole corporazioni operaie, ma questo è un altro discorso): l'ho sempre visto come il partito degli impiegati statali e (magari) dei precari, non certo delle Tute Blu. Personalmente non ho mai nutrito nessun senso di colpa nei confronti dei rappresentanti del ceto operaio, per il semplice motivo che guadagnano spesso più di me (specie se per “ceto operaio” intendiamo i dipendenti di Malpensa 2000, su cui i leghisti hanno imbastito la loro ultima campagna).

Insomma, la notizia non è che gli operai votino lega (da quindici anni, più o meno): semmai possiamo interrogarci sul perché continuino a farlo dopo quindici anni di prese per il culo. La Lega è il più antico partito dell'arco costituzionale, e non ha mai fatto nessun tentativo di maquillage. Mentre tutti tentano disperatamente di apparire più giovani e persino intelligenti o capaci, Maroni e Borghezio dimostrano che si può serenamente far carriera politica senza provarci nemmeno. I leader della Lega non temono l'età: il ricambio non è generazionale, ma dipende dalle simpatie e antipatie del Capo; costui poi con gli anni si è trasformato in un enigma in vecchio stile, quasi sovietico: è ancora in sé o recita soltanto frasi registrate? Per esempio, l'ultima boutade sui fucili non aveva veramente senso, sembra presa di peso da certi sermoni del '93. Gli fanno recitare vecchi discorsi a memoria? Ma poi diciamolo: cosciente o no, fa molta differenza? Per incarnare il leader della Lega un cervello è sprecato, un midollo spinale più che sufficiente: in fondo non si tratta che di reagire a stimoli involontari (via-i-clandestini, federalismo-fiscale, dazi-alla-Cina, ecc ecc)

È da anni che siamo convinti che la campagna elettorale si faccia al 90% in tv, eppure... c'è qualcosa di meno telegenico di un dirigente leghista? Basta fissarli anche per pochi attimi: leghista operaio o piccolo proprietario, sii sincero, lo compreresti un aspirapolvere da Maroni? Ti faresti rimettere a posto la faccia da Calderoli? E a proposito, ti faresti rimettere a posto la legge elettorale da Calderoli? Il fatto è che l'elettore leghista probabilmente non guarda i politici in tv, e non lo biasimo: nemmeno io.Questo è interessante: che un vecchio Partito di vecchie facce (brutte) abbia successo, mentre gli altri sperimentano invano nuovi apparentamenti, cambi di nome e di guardia, e qualsiasi tipo di lifting.

La Lega, dunque, come Vecchio-che-Avanza: un partito che irride lo strapotere dei Media e si radica nel territorio, che organizza ancora le feste con la porchetta e ha sezioni nei quartieri... aspetta, aspetta, questo sarà vero in qualche provincia del lombardoveneto, ma in generale è un mito. Per quanto sia indubbiamente un partito di attivisti, la Lega non è mai riuscita nemmeno a organizzare una marcia sul Po decente. Niente di paragonabile alla forza della vecchia DC nel Veneto di qualche anno prima, e alla macchina organizzativa un po' arrugginita ma ancora funzionante dei DS tra Arno e Po. Anche quando le energie della base ci sono, l'organizzazione territoriale della Lega si scontra con un limite strutturale della sua classe dirigente, il fatto cioè che tale classe dirigente sia sostanzialmente una manica di pirla. In modo che le energie vive di attivisti sinceri, ai quali va tutto il mio rispetto, si incanalano in progetti demenziali come il Parlamento di Mantova, le camicie verdi, il “quotidiano” Padania e… il Credieuronord. Ecco, un partito che sopravvive a uno scandalo come quello di Credieuronord, che ne mise in luce non tanto la disonestà dei dirigenti, quanto la loro totale incompetenza (troppo pirla persino per rubare) ha veramente qualcosa di soprannaturale.

Ma se in tv non funzionano, e sul territorio sono più pasticcioni che altro, com’è che vincono i leghisti? La risposta è abbastanza facile, basta guardare i manifesti. La campagna elettorale di PD e PDL era tutta giocata sul riscatto: Yes we can, risvegliati Italia, dai che ce la facciamo, possiamo risolvere tutti i problemi, ecc. ecc. Niente di nuovo, Berlusconi prometteva un Nuovo Miracolo Italiano già 14 anni fa, e Veltroni si è accodato. Del resto cosa dovrebbe promettere un politico, se non riscatti e speranze? Cosa dovrebbe fare, se non rassicurare e incitare a guardare avanti? Ecco, i leghisti non lo fanno. Loro preferiscono seminare paure. Confesso di aver sottovalutato il manifesto del Pellerossa. Mi sembrava la solita trovata demenziale di quattro subumani al bar. Trovavo francamente assurdo il nuovo gemellaggio storico: dopo i comuni medievali, i Celti e Braveheart, gli indiani d’america. Insomma, come fai a lamentarti tutto il santo giorno perché nel tuo quartiere sono arrivati i Rom e poi giocare sulla compassione per un popolo nomade abbruttito dalla piaga dell’alcoolismo?

Poi ho capito che l’identificazione non ha a che vedere con l’etnia (i leghisti sanno benissimo di non essere una razza pura), ma con qualcosa di meno astratto e allo stesso tempo immateriale, che potremmo chiamare… sfiga. I leghisti si possono identificare nel pellerossa, perché è un perdente. Un uomo senza speranza. Il leghista non si ferma al colore della pelle o ai vestiti esotici, ma ha fiuto per la disperazione annidata in quelle rughe. Lui non crede ai sorrisi di Berlusconi o alle rassicurazioni di Walter: ha risparmiato una vita per prendersi la casa che non vale più niente perché il condominio di fianco è caduto in mano ai magrebini. Sa benissimo che suo figlio non diventerà Kennedy né sua figlia una ballerina, o viceversa. Nei leghisti si riconosce. Sono brutte facce, come i pellerossa, e in fondo come lui: gente che va al bar a spararle grosse. Possono diventare uomini di potere, ma non diventeranno mai uomini di successo. Proprio come lui. Il contrario del Berlusconismo; o meglio, il suo complementare. Berlusconi incanta una buona fascia della popolazione con il mito del self-made man; i leghisti si occupano di quelle fasce di scettici che in quel mito non possono più credere o non crederanno mai, e che si arroccano in quel poco di benessere acquisito.

Man mano che la società depone le sue velleità progressiste e si rimodella sull’ideale selvaggio della lotta per il successo, la fabbrica si popola di Perdenti: in una jungla di individui tormentati dallo spettro del fallimento, i Perdenti sono quelli che si chiamano fuori dalla lotta sin dall’inizio. Ciò che per gli altri è un incubo (il fallimento), per loro è un destino evidente sin dai primi anni di scuola, e persino confortevole: i perdenti se la prendono calma, di crescere e finire in fabbrica non c’è nessuna fretta. Certo, in fabbrica fino a vent’anni fa avrebbero trovato solidarietà di classe, persino un ideale politico e sociale: oggi no, e forse questo rende le fabbriche ambienti molto più opprimenti che in passato, malgrado i nuovi capannoni siano molto più ariosi. Alcuni reagiscono briatorizzandosi nel week end: con qualche sforzo dopotutto possono permettersi belle macchine, accessori e sostanze. Ma in fin dei conti è una recita, e lo sanno. Tanti altri hanno lasciato perdere in partenza, proprio come ai tempi dei banchi di scuola: si rincagnano nei bar e se la prendono con gli extra. Che magari sono più poveri di loro, eppure… hanno un orizzonte più vasto: loro alla Lotta per il Successo ci stanno giocando ancora, anche se in una serie minore.

Probabilmente il leghismo operaio è tutto qui. Nel senso che ricette nuove per gli operai i leghisti non ne hanno, se non di recente quel mito tremontiano dei dazi, che presto o tardi qualcuno dovrà incaricarsi di sfatare. Ma che bisogno c’è di proporre qualcosa, quando è sufficiente dare aria alle solite paure? I leghisti hanno bisogno di sentirsi minacciati da un’invasione di stranieri o rifiuti. In questo modo la loro mediocrità assume un valore quasi epico: il giorno che gli invasori se ne andranno (e man mano che l’Italia sprofonda, se ne andranno), saranno costretti a inventarseli. Ma è un giorno ancora lontano.

87 commenti:

  1. Caro Leonardo, mi sono permessa di linkare questo post nel mio blog. Spero che non ti dispiaccia. Come sempre sei illuminante. Grazie.

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  2. Accidenti... Quando sono arrivato alla parola sfiga, mi si è aperto un mondo... Con la faccia di Max Pezzali! Un articolo davvero illuminante, bravo.

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  3. Uhm. Ci sono rimasto male.
    Ma perché non si trova neanche un sito che dice: cavolo, io sono [comunista|di sinistra|dal lato giusto] epperò, quelli che dovevano rappresentarmi facevano così cagare che molti non li hanno votati.

    Ecco, io prima di sparare a zero con gente che magari si è fatta il culo per comperare quella casa, facendo chissà quali sacrifici... be', ci penserei un po' sù.

    E se uno va a lavorare a 20 anni... ecco, levati il cappello, quando parli di gente così. Che doveva fare, andare al DAMS a Bologna, o a pascolare nei verdi prati accademici che rifioriscono ogni settembre/ottobre in Italia? a "studiare", magari? Ti ricordi? una volta li chiamavi operai, e ti facevano comodo.

    Sarà brutto e stupido quanto ti pare, ma intanto Bossi non ha fatto l'indulto. Maroni dubito che avrebbe mai azzardato una cosa del genere.

    E per quanto non si possano condividere a pieno le loro idee, tanto di cappello pure a loro, che hanno fatto quello che hanno fatto senza Repubblica, L'Espresso, L'Unità, Rai Tre...
    E anche senza Mediaset e Mondadori.

    Ecco, stai a vedere che alla fine questi sono riusciti a fare una cosa che da un po' di speranza a chi diceva che tanto "o questi o quelli".
    Magari la prossima volta ci sarà un partito che ti piace, magari con una o due kefie, che farà lo stesso.
    Ma nel frattempo, goditi la Democrazia.


    S.

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  4. Concordo con peterpoe, è un intervento illuminante. Speriamo che queste cose le capiscano anche i politici del PD nazionale (al contrario di Diliberto per esempio che pensa di far ripartire la sinistra creando un partito ancora più a sinistra di Turigliatto a giudicare dalle ultime dichiarazioni!).
    Detto questo però il problema è: come fare a conciliare il bisogno indiscutibile di una classe dirigente più preparata e di una politica che si concentri di più sui problemi reali piuttosto che sul populismo, con la frustrazione di chi vota lega? Perché per vincere le elezioni purtroppo servono anche i voti degli "sfigati".

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  5. Caro Stefano,
    la democrazia per te è questa? allora goditela tu la democrazia. io non ce ne vedo molta nella "ideologia" leghista, che trova come unico appiglio (come giustamente scrive Leonardo) quello di andare a far leva sulle paure della gente. per fortuna non sono le paure di tutti. per fortuna c'è chi sa che i nativi d'america si sentirebbero male al pensiero di essere stati usati come esempio. anzi, sai cosa farei? rimanendo in tema del soggetto del manifesto: statevene nelle vostre riserve, senza nulla e dico NULLA che provenga dal sud, nè forza lavoro, nè prodotti d'altro genere. giacchè ci siamo, niente di niente che venga da terre estranee alla "padania" (quindi non solo i romeni o gli albanesi, ma nemmeno i facoltosi russi, i cugini francesi e svizzeri). voglio vederli, poi se ne riparla.
    grazie leonardo per questo spunto e a vipera per averti segnalato.

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  6. Beh, ma è quello che faceva il pc negli anni 70: quando gli operai sapevano benissimo che in fabbrica non c'era mobilità sociale si stringevano attorno al partito, che almeno offriva una speranza, anzi una consolazione, di classe.

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  7. Leonardo, mi deludi. Questo e' un post fondamentalmente classista, in senso negativo. Capisco che sei incazzato, ma mi sembra di vedere D'Alema con i suoi sorrisini da furbacchione che prende per il culo quegli "ignoranti" degli operai.

    Non e' con la critica radical-chic che ricostruiremo un movimento serio.

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  8. certo che non c'è modo più idiota di trattare gli sfigati di quello di chi non gli mette a posto strade e ferrovie (prendete qualunque treno delle ferrovie nord milano, per favore, in mezzo agli sfigati alle 7 del mattino), gli alza le tasse, e poi gli dà anche degli sfigati pretendendo pure di prenderne il voto. se qualcuno trova intelligente un simile tipo di analisi, beh, per me si è fumato definitivamente il cervello.

    (paasikivi)

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  9. freesia: fare i massimalisti ci ha portato a un bel 3% e 0 parlamentari. Un po' di pragmatismo e umilta' non puo' far male.

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  10. divertente come sempre, e zeppo di mezze verità e luoghi comuni e di caratterizzazioni e tipi umani, come ogni ottima satira che si rispetti (la psicologia delle masse è un campo prodigo di arguzie, un po' come le statistiche del censis - i perdenti, i briatorizzati).

    Ma anche, costruito com'è sulla pur decennale ma errata diagnosi per cui il leghismo viene dalla paura, privo dei motivi veri per cui qualcuno, per raggiunta esasperazione, smette di riconoscersi in un'idea di stato e per disperazione ne appoggia un'altra, o una forma pur strampalata di sua sovversione, pur catastrofica e suicida. del tutto privo.

    (paura e invidia sono sorelle e portano all'emulazione conservatrice; ma scambiare la lega per un fenomeno di conservazione è una colossale svista. qui invece si deve parlare di esasperazione e di odio ed è tutt'altra famiglia. tra parentesi, l'odio a uno di sinistra dovrebbe far scattare qualche associazione, anche quando sciaguratamente va a scaricarsi su un oggetto diverso da quello che lo scatena)

    di certo sarà opportuno che i nuovi dirigenti e militanti di sinistra che varcheranno - dopo un bel po' d'anni che non si fanno vedere, eh - le soglie di quarto oggiaro o di vimodrone si tolgano questo sorrisetto di condiscendenza e pietà dalla faccia e si mettano un po' ad ascoltare, sennò altro che 3 per cento, li prenderanno a vangate sulla testa e non che avranno tutto 'sto torto


    g

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  11. Pensare che gli operai siano fuggiti in massa verso lega, può far comodo per interpretarlo come voto di protesta. Da abitante del rozzo e poco acculturato nord, ti posso però dire che molti di loro hanno votato persino Berlusconi. Chi ha votato lega? Un po' tutti: dipendenti pubblici e liberi professionisti, cumenda e insegnanti, pensionati e studenti e molti - forse troppi - amici e parenti. Mia nonna, donna pugliese di vecchio stampo, ha votato lega perché reputa buona parte dei meridionali come responsabile dello sfacelo del nostro paese.
    Sono sicuramente impauriti e forse anche un po' perdenti. Gran parte della responsabilità è loro, ma nelle istituzioni non ho mai visto un brulicare di uomini retti, impavidi, in grado di dare esempi o solamente tendere la mano senza prenderti qualcosa.
    Veltroni, si differenzia da un comune leghista per l'aspetto presentabile e i modi garbati. Ciò che li accomuna è l'inettitudine.
    Domenica scorsa, respingendo per l'ennesima volta un forte senso di nausea, sono andato a disegnare la mia crocetta sul simbolo del PD. L'ho fatto nonostante il disgusto che provo per quell'uomo, per la sua idea di "sinistra", per aver messo in lista nella mia circoscrizione lady Binetti. L'ho fatto sapendo che avrebbe perso!
    Lunedì sera, anche se mi vergogno a dirlo, mi sono sentito sereno e deresponsabilizzato.


    Perdente Democratico

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  12. abbastanza condivisibile; la Lega batte da anni, con coerenza su due questioni che sono molto sentite in certe fasce: le tasse e gli immigrati. cadendo la credibilità di altri partiti, queste questioni risultano determinanti per far decidere per chi votare; anche per l'elettorato operaio.

    p.s. la Lega non è nell'arco costituzionale

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  13. perchè la lega non sarebbe nell'arco costituzionale, qualunque cosa esso sia? il panorama delle formazioni politiche italiane deve restare fermo al 1947? non capisco.

    (paasikivi)

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  14. Perchè, anonimo paasikivi, l'arco costituzionale è una cosa. L'arco parlamentare è un'altra.

    Evidentemente in questo passaggio si parla di arco parlamentare. Altrimenti dovremmo riscrivere i libri di storia (e non sarebbe neanche un'idea originale).

    LadyS.

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  15. Questa tua analisi mi convince poco. Mi convince poco perché è un'analisi che sprizza superiorità morale da tutti i pori, che non tiene minimamente conto della realtà oggettiva dell'altro, che manca di ironia, che vive di troppi luoghi comuni. Insomma, non mi convince.
    Manca tutto quello di cui questa sinistra ha bisogno: più semplicità, più contatto con la gente vera, più auto-ironia, più umilta (anzi, per dirla alla Sacchi, più humilté!). Mancano le grandi responsabilità che ha avuto la classe dirigente della sinistra in questa debacle- Mncano i dati concreti, che si traducono in tanti meridionali che vivendo al nord hanno votato lega, perchè sono stufi di vedere che per ogni 10mila euro di tasse che pagano lo stato ne re-investe 1.500 sul territorio (questo in Lombardia secondo il Sole24Ore. Cito a memoria, quindi il dato va preso con beneficio di inventario). Senza tener conto dell'effetto disastroso che ha avuto il caso della munnezza di Napoli, di quel piccolo fenomeno di marketing di se stesso e della camorra che è stato Saviano, dell'effetto disastroso che ha avuto il Governo Prodi (e soprattutto le continua bizze della Sinistra), della mancanza quasi totale di rappresentanza che hanno avuto regioni del nord molto importanti nei governi degli ultimi 50anni...

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  16. Sì, avete ragione, dovevo scrivere arco parlamentare.
    Paasikivi, è solo una questione di precisione terminologica: l'arco costituzionale è formato dai partiti che hanno contribuito alla composizione della Costituzione (nessuno di quelli che compongono l'attuale parlamento, a rigore).

    Giacomol, deciditi: o sono radical chic o sono classista. Non posso essere entrambe le cose. (Dovendo scegliere preferirei classista, un'altra volta ti spiego il perché).
    E non fare il furbetto, non è a causa del mio "massimalismo" che la SA ha preso il 3%; e poi cosa vuol dire? Il massimalismo è fallimentare se lo fanno a sinistra, mentre va "capito" e "rispettato" quando lo fanno i leghisti? Questo non è ragionare: è dare addosso ai perdenti, lo fanno i bambini.

    Io davanti alle persone che lavorano a 20 anni mi levo sempre il cappello: non solo per rispetto, ma anche perché molto spesso sono più ricchi di me. Anche questo è classismo, come potete vedere. Se poi questi decidono di votare un partito di dirigenti babbuini che li prende per il culo, cerco semplicemente di farglielo presente. Per inciso, nessuno finora mi ha contestato questo punto: evidentemente è molto difficile dimostrare o argomentare che i dirigenti leghisti non siano dei babbuini.

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  17. "Manca tutto quello di cui questa sinistra ha bisogno: più semplicità, più contatto con la gente vera, più auto-ironia, più umilta".

    Tutte cose che invece nella Lega abbondano, vero? E' per quello che ha fregato i voti a sinistra?

    I discorsi un po' pucciosi sulla semplicità e il contatto con la gente sono quelli che hanno portato Veltroni alla segreteria. Veltroni ha perso. Forse ce lo dovremo tenere, ma cambiamo almeno registro.

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  18. I Radical Chic non sono classisti?

    Leo a volte sembri un concorrente di Jerry Scotti...

    (ma uno di quelli che telefona a casa alla seconda domanda ;)

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  19. No, i radical chic sono anti-classisti, perché sono convinti di poter rappresentare, dal loro salotto, anche gli altri ceti sociali: gli operai, gli stranieri, ecc. ecc.

    Quando di fronte a una batosta del genere, voi vi riducete a dire: "bisogna rientrare a Quarto Oggiaro", fate il classico discorso da senso di colpa radical-chic. Che poi sì, perché no, entriamo a Quarto Oggiaro. E poi? Ci sono i leghisti che spacciano odio e paura agli angoli: voi avete roba migliore?

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  20. Leo, sono anti-classisti nelle loro ipocrite e deboli intenzioni democratiche da gauche caviar.
    Non certo nei comportamenti (da dotti esseri supremi onniscienti).

    Questo post ne è un esempio lampante, pur volendo - o meno - condivederne i contenuti.

    LadyS.

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  21. Leonardo, io non capisco come fai ad alternare lampi di illuminazione a cagate (passami il termine) come questa. Un lombardo su 5 (più o meno) ha votato lega, come fai a ridurre tutto questo all'antropologia della sfiga?

    Con tutti i giudizi negativi che puoi esprimere sulla lega, vuol dire che almeno il doppio di lombardi condivide le tematiche di base: sentimento di poca rappresentanza, ricchezza drenata a sostegno di altre regioni ma senza un ritorno, senso di mancata gestione dell'immigrazione.
    L'amico veltrone non ha dato nessuna risposta a queste domande, la lega almeno gli da retta. Attingono alla parte peggiore dell'animo umano? sicuramente sì. Ma rappresentano esigenze serie e sentite, di pancia.
    Veltroni porta bellezza gioventù e entusiasmo. La lega promette più soldi al nord e meno negher. A quanto pare il secondo piano ha più presa del primo, e forse sarebbe ora che i governi centrali si rendessero conto che l'esigenza, per quanto mal rappresentata, è realissima.

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  22. andrea99boban.splinder.comgiovedì 17 aprile 2008 13:32:00 CEST

    Un po' troppa superiorita'. Mi fai il paio con D'Alema che dice che se votassero solo coloro che leggono libri e giornali non ci sarebbe storia...

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  23. > La lega promette più soldi al nord e meno negher.

    bon, ammesso che questi siano gli argomenti che fanno più presa in una parte dell'elettorato, un partito di sinistra (e persino il PD) non può certo rincorrere i voti appoggiando questi argomenti; deve tenerne conto, non sottovalutarli e non denigrarli (che è la posizione di Cacciari da anni), ma anche puntare a far capire che, una volta superate le emergenze, quelle posizioni sono autolesioniste.

    ps: c'è un commento ignobile su Saviano, qua; roba da leghisti, davvero.

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  24. - La lega promette più soldi al nord e meno negher.

    bon, ammesso che questi siano gli argomenti che fanno più presa in una parte dell'elettorato, un partito di sinistra (e persino il PD) non può certo rincorrere i voti appoggiando questi argomenti


    guarda che in italiano corretto quei bisogni si chiamano "gestione dei flussi migratori, dignità agli immigrati, efficienza fiscale, decentramento".
    Forse la lega ha vinto proprio perché chiama le cose con il loro nome, alla faccia del buonismo veltroniano. E' come quando hai nella stanza uno che puzza: tutti a fare gli educati, a fare finta di niente finché uno non apre la finestra e dice: "ma fai schifo, lavati". E' poco educato e magari non è neanche un gran manager o dirigente, ma ha colto il problema

    Detto questo la maggior parte dei votanti vota lega nonostante la mediocrità palese dei loro candidati.

    Forse voi comunisti (lo dico col sorriso, mi son turato il naso e ho votato ds) dovreste smettere di pensare ai collettivi fiume in fabbrica e fare un salto tra le sciure che hanno paura di tornare in mezzo a quei tipi scuri che ciondolano in piazza e tra quel ceto medio che sente di tirare il carrello e ha i fumi quando sente parlare della "cassa per il mezzogiorno".

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  25. ciao a tutti
    ho un sondaggio sul nuovo governo..
    vi aspetto numerosi.

    www.noidisabili.blogspot.com

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  26. Fa sorridere che la discussione verta tanto sulle classificazioni: l'operaio ignorante ed egoista, il radical-chic da divano, l'imprenditore evasore... Per uno che "ha fatto pace coi luoghi comuni" mi sembra che questo post trasudi un pò troppe semplificazioni, un pò troppi stereotipi e - inutile nasconderlo - una certa malcelata rabbia.

    (Detto da uno che ha votato a sinistra, ma che apprezza comunque un risultato deciso come quello delle ultime elezioni, perchè comunque più vicino alla verità che non un semipareggio...)

    W.A.

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  27. @pbeneforti
    visto che sono l'unico che ha tirato in ballo saviano penso ci si riferisse a me. premesso che non sono mai stato leghista, anzi, mi spiegate per quale motivo si tratta di commento "ignobile"? Saviano ha trasformato la camorra, vale a dire un problema endemico e gravissimo, in un vero e proprio fenomeno di marketing culturale. tutti a parlare (a vanvera) della camorra, nessuno a pensare di risolvere veramente i problemi. e lui per primo si è prestato a questo gioco, con i suoi articoli sull'espresso, su xl e su qualsiasi altra rivista o pubblicazione italiana (e non). questo non toglie niente al suo lavoro giornalistico in gomorra (che, comunque, ha enormi parti romanzate, ça va sans dire), ma sminuisce di molto il suo impatto sociale. dire tutto questo è leghista? è ignobile? non credo. senza voler entrare nel merito delle "voci", chiamiamole così, che vogliono gomorra letteralmente riscritto da un editor di marsilio (con cui il libro doveva inizialmente uscire, prima che saviano pensasse bene di pubblicarlo con mondadori). insomma, imparare ad accettare le opinioni altrui senza demonizzarle o offenderle non sarebbe male.

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  28. Vivo in una delle provincie più disastrate d'Italia, quindi premetto che non capisco nè conosco le problematiche del Nord. Quindi quello che faccio è un discorso pieno di luoghi comuni, eccovi un parere da "luogo comunista".

    La Lega può esistere soltanto in quelle zone in cui vi è un tessuto sociale che bene o male vive "con se stesso" a prescindere da reali interventi di politica economica, sociale e sopratutto del lavoro. Sono convinto che per un operaio, per un lavoratore (precario o meno) del Veneto etc etc temi quali il lavoro lasciano il tempo che trovano.

    Un veneto potrà lamentarsi del lavoro, non del fatto che non trova un lavoro. Quindi darà più ascolto a chi "offre" soluzioni (vere o presunte) su problemi diversi dal lavoro, e la Lega lo fa. La Lega vive in zone che non hanno grossi problemi strutturali, vive in zone dove non c'è bisogno di interventi strutturali è questa la sua forza. Ecco perchè la lega ha inetti alle leve di comando. Una cosa è spararle grosse, una cosa è trovare soluzione per creare un'economia reale. Una economia reale nel Nord c'è.

    Se c'è qualcuno che si lamenta del discorso veneto/lavoro, venga qui da me a passare 4 mesi in cerca di lavoro e poi ne discutiamo.

    Per fare un raffronto, da due anni sono felicemente invaghito di una Padovana. Lei ha chiuso il suo ciclo scolastico a 18 anni e lavora guadagnando circa 1.100 euro.

    Io ho 26 anni e se non fosse per fortune familiari (lavoro con mio padre) sarei in mezzo alla strada, altro che precariato. W il precariato, significa che qualche lavoro c'è.

    Quindi discorso chiuso.

    Un partito leghista non potrà mai esistere e vivere dove vivo io, perchè qui da me c'è un intero tessuto sociale da creare (non da costruire perchè non esistono neppure i pezzi con cui costruirlo), una società che deve essere presa per mano e a cui bisogna insegnare le cose. E la lega non è un partito "insegnante" e/o "costruttore".

    E sono anche stanco dei vari Saviano etc etc, invece di scrivere libri poteva cercare di aprire una fabbrica e lottare contro la mafia il pizzo etc etc.

    La Sicilia, la campania, non hanno bisogno di libricculi, di laureati al Dauns o in Scienze della Comunicazione, non abbiamo bisogno di eroi da copertina. Abbiamo bisogno di idee, di giovani che abbiamo voglia di mettersi in gioco e rischiare economicamente, abbiamo bisogno di gente che abbia voglia di fare l'operaio.

    Date alla Lega questi problemi di base e vediamo se esisterebbe ancora.


    Crakowski

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  29. ciao Crakowski, non so da quale "profondo sud" tu provenga, ma conosco le realtà alla "emigra o tira a campare" che descrivi: la mia ragazza viene da un contesto simile.
    La lega non può esistere al sud perché non esistono i problemi che giustificano la lega: fondamentalmente un fortissimo drenaggio di risorse e l'immobilismo politico. Se tu hai sopra la testa un idrovora che ti risucchia a beneficio di altri (lascia stare che poi questi soldi arrivino o meno al sud) inizi a pensare che staresti tutto sommato meglio da solo.
    Il fenomeno lega è tutto qui, il resto è folklore. L'operaio leghista sparla dei negher poi pranza con i vari mohammed e yussuf, con cui divide il lavoro.
    Poi, non contesto la drammaticità di chi non trova lavoro, ma immagina di farti il paiolo e di ogni 100 che porti a casa ti tolgono 50, e con quei 50 ci paghi neanche l'affitto, altro che matrimonio e figli. Quello che al sud tendete sempre a sottovalutare è che qui la vita costa all'incirca il doppio, quindi 1000 euro al nord contano meno di 600 al sud.
    Ecco, in queste condizioni non ti incazzeresti un pochino anche tu?
    e non dire che il lavoro non è un problema: lavorare magari no, farsi pagare (adeguatamente) ti assicuro sì

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  30. Crakowski, in sicilia e in campania il tessuto sociale c'è: siete voi. Dovreste essere quei giovani che hanno voglia di mettersi in gioco e rischiare, oltre che fare l'operaio e tirare fuori idee (vincenti). Ma non lo fate. Magari perchè è più facile andare a studiare a milano (magari!) o fare il cameriere a venezia, eppure di rimanere a Caltanissetta ad inventare lavoro proprio non ne volete sentire.
    Allo stato c'è da chiedere altro - interventi strutturali, certo, che non siano ponti almeno - con diritto (e magari pure arroganza). Però attenzione a non dare sempre e solo la colpa agli altri (a Saviano che scrive libri anzichè aprire fabbriche per esempio..).

    E se in veneto il problema è barricarsi in casa la notte sennò ti ammazzano di botte e ti torturano la moglie perchè cercano la cassaforte, sarà pure un problema diverso da chi cerca lavoro ma non mi sembra da meno.

    Comunque ci stiamo perdendo tutti in un mare di qualunquismo e luoghi comuni. Questo mio ultimo commento in primis. Peccato.

    LadyS.

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  31. Perchè la SA avrebbe dovuto prendere più voti? A ben guardare il 3,5% è sin troppo.
    Se la mettiamo dal punto di vista delle idee, va detto che il livello di consapevolezza in materia di economia dei signori di rifondazione sfiora il ridicolo. Far cadere Prodi per le trentacinque ore quando il mondo del lavoro stava già virando in tutt'altra direzione, o chidere il ripristino della scala mobile quando il meccanismo ha dimostrato sul campo di non funzionare - felice di essere smentito - segnalano ben più che semplice miopia.
    In aggiunta anche la reale comprensione dei meccanismi sociali mi sembra sfugga del tutto; cosa c'entra Marx con Caruso? e perchè quando Nichi Vendola viene intervistato sui posti letto negli ospedali arriva a parlare degli agrumi? Sicuramente il livello di istruzione è superiore a quello dei leghisti, ma il QI?
    Dei verdi dico solo che prima di parlare di idrogeno come fonte di energia rinnovabile potrebbe giovare qualche conversazione al bar del campus con qualche studente di fisica.
    Al contrario, se la mettiamo dal punto di vista elettorale, chi e a che pro dovrebbe votare SA? Una lista che vuol fare solo questioni di principio è giusto prenda voti solo da chi mette i principi dinanzi alle persone - probabilmente proprio quei radical chic di cui sopra; povero Diliberto, ma chi te l'ha fatto fare?

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  32. Ecco, mi sembra che gli ultimi due commenti siano l'esempio di come, su temi così difficili, si possa discutere in maniera civile. Magari incazzata, magari delusa, ma sicuramente civile e, soprattutto, a ragion veduta. Il problema, come al solito, è il riconoscimento dell'altro da sé. I nostri politici sanno parlare soltanto a gente che voterebbe per loro a priori (e questo lo testimonia il fatto che il 50% degli elettori del Pd non credesse assolutamente nel Pd). La Lega si è avvantaggiata di una situazione di oggettivo disagio nazionale per catalizzare più voti.

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  33. Mi dispiace ma stavolta non ci hai preso molto, non sono i perdenti a votare lega. Nel Veneto, il loro rewgno assoluto, le statitiche ci dicono che oltre il 55% degli imprenditori attuali sono ex operai.
    Tu ragioni con la mente dell'operaio romano o napoletano, ma nel nordest gli operai sono tutto tranne che perdenti e rassegnati.
    Ciao

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  34. Forse non si è capito, ma quando ho scritto che avevo "fatto la pace coi luoghi comuni", significavo che oggi non mi vergogno a usarli, quando mi sono utili.

    "Questo post trasuda superiorità"... ma scusa, provateci voi a scrivere un pezzo sui leghisti senza sembrare superiore. Sul serio, provaci.

    Ci sarà anche rabbia in quel che scrivo, ma perché non ce ne dovrebbe essere? E perché la rabbia che trasuda dai manifesti e dai discorsi leghisti ha un valore sociale e la mia no?

    Brunoro, parlare di marketing per Saviano non è particolarmente leghista: è già però piuttosto qualunquista. Ma immagino che il giorno che gli toglieranno la scorta e farà il botto ti unirai anche tu alle prefiche stile Biagi.

    Tutti questi discorsi su "la Lega promette..." "la Lega ha capito..." vogliamo parlare anche di quello che la Lega mantiene? Perché è lì il tasto dolente. Bossi & co. sono parolai della razza più scarsa: tante chiacchiere e anche mal coniugate.

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  35. post mangiato. il succo era: la lega fa poco, ma evidentemente quel poco è una ricetta più gradita dello statalismo centralista del solito vecchio pd. l'italia non è tutta uguale, i problemi sono diversi e la ricetta unica per tutti, come la ford t nera, è superata nel 2008. Il federalismo fiscale, o il suo parente timido il decentramento, sono un esigenza sentita eccome. Se la lega oltre alla sfacciataggine avesse anche uomini validi, avrebbe preso il doppio dei voti.

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  36. Leonardo:
    "Tutti questi discorsi su "la Lega promette..." "la Lega ha capito..." vogliamo parlare anche di quello che la Lega mantiene? Perché è lì il tasto dolente. Bossi & co. sono parolai della razza più scarsa: tante chiacchiere e anche mal coniugate."


    ok ok, la Lega sarà pure il peggio del peggio, ma quando c'è stato da votare l'indulto sono gli unici che si sono opposti assieme a IDV e una parte di AN..visto che l'indulto non l'ho ancora mandato giù, beh, almeno loro si sono opposti.
    E molta gente a votare se l'è ricordato..

    Andrea

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  37. Lo so che sembra sparare sulla croce rossa..

    No, i radical chic sono anti-classisti, perché sono convinti di poter rappresentare, dal loro salotto, anche gli altri ceti sociali: gli operai, gli stranieri, ecc. ecc.

    L'ho sempre pensato che Marx fosse un radical-chic.

    Il comunismo è proprio morto.

    Amen

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  38. "Ci sarà anche rabbia in quel che scrivo, ma perché non ce ne dovrebbe essere? E perché la rabbia che trasuda dai manifesti e dai discorsi leghisti ha un valore sociale e la mia no?"

    Oh, sei tu che dici di sentirti superiore a loro - e per dimostrarlo cosa sostiene, sostanzialmente? Che sono degli sfigati. Chi di luogo comune ferisce...

    W.A.

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  39. ...di luogo comune ferisce, direbbe il Bitta.

    Ma perché, scusa, non sono sfigati? Allora fingono bene.

    Rondoner, Marx non aveva molto a che vedere coi radical chic, e poi cos'è tutto questo odio? Mi avete tutti preso per un intellettuale da salotto che francamente non sono. Credo anzi di non aver mai mangiato del caviar in vita mia. E lo dico con rammarico, eh.

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  40. Ma la migliore è questa:

    "Un lombardo su 5 (più o meno) ha votato lega, come fai a ridurre tutto questo all'antropologia della sfiga?"

    Uno sfigato su 5 è un ottimo dato, tienti per certo che quaggiù abbiamo molti più sfigati, in proporzione.

    E quest'altro:
    "Nel Veneto, il loro rewgno assoluto, le statitiche ci dicono che oltre il 55% degli imprenditori attuali sono ex operai".

    Interessante, anche se bisogna stare attenti, perché alcuni di loro sono semplicemente i figli di papà che hanno bypassato le scuole iniziando subito a lavorare in fabbrichetta (e poi, per dire, anche Lapo si è fatto qualche settimana di catena). Qui comunque stavamo parlando di leghismo operaio, il leghismo dei padroncini è già un fenomeno un po' diverso.

    Comunque prendiamo per buono il dato; e il dato inverso? Vale a dire: su 100 operai quanti diventano imprenditori (e non falliscono). Guarda, non lo so, però non sono tanti, e forse diminuiranno. E gli altri? Chi si preoccupa degli altri? I leghisti se ne preoccupano. Il problema è che se ne preoccupano male.

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  41. Aiuto!
    Questa discussione è perfetta per esemplificare il disagio di questi giorni.
    Leggo nei vostri post, negli articoli dei giornali, in un paio di fondi di Grammellini (che pure adoro) una continua condanna al "sentimento di superiorità dell'elettore di centro-sinistra"!
    Ma Povca Tvoia, cosa c'è di sbagliato nel capirci di più!
    Nell'informarsi di più!
    Nel leggere di più!
    Nel dire "a me la politica interessa"
    Nell'odiare certa TV
    Nel capire che un governo con lega e tutti i rappresentanti del potere costituito e degli affaristi del Ponte sullo Stretto è una bufala!
    Nel considerare chi punisce 2 anni di governo occupato a toppare i buchi di 5 anni precedenti di baccanali, un elettore incapace!
    Nel considerare la memoria storica un valore!

    Mi dite cosa c'è di sbagliato!

    Io sono sopra la media!
    Perchè occupo il mio tempo in cose migliori!
    Perchè ho l'onestà di analizzare i fatti!
    Perchè non mi faccio abbindolare!

    Mi sembra di sentire gli scolari asini che danno dello sfigato insopportabile al professore che cerca di insegnargli qualcosa!

    Comunque io sono a Partita IVA e non ho figli da mandare a scuola, quindi, se prima facevo sacrifici volentieri, per un'idea di società... adesso me la godo! E vaffanculo a tutti i ceti meno abbienti!

    Giulio (Ps Walter è un grande! Ne riparliamo tra due anni!)

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  42. "man mano che l’Italia sprofonda, se ne andranno"

    Han già cominciato. Esempio.
    Un mio amico, da più di dieci anni in Italia è partito pochi giorni fa. Anni passati a studiare ingegneria, imparare e parlare fluentemente 4 lingue. Un paio d’anni lavorando da apprendista di giorno e cameriere la sera. Spesso pagato 4-5 euro l'ora, in nero (quindi, diventando anche per un po’ clandestino, e spendendo parecchi mesi ed euro tra ambasciate ed Alitalia per riottenere il visto, pur sposato con una donna comunitaria).
    Talvolta "ti pago il mese prossimo, ché devo cambiare il fuori strada". Sic. Alla faccia dei luoghi comuni: fan sorridere di meno, quando devi pagare un affitto più alto degli altri per un buco di casa. Se entravo io 10 minuti dopo di lui in un'agenzia, magicamente decine di appartamenti già affittati tornavano sfitti, e magari il canone diventava trattabile).
    Dopo un viaggio in Canada mi disse che il bello, la, è che per strada non ti fissano tutti. Quando gli chiedevo “come fai a sopportare?” rispondeva sempre con un sorriso: è normale, è così in tutto il mondo, a volte stai da una parte a volte dall’altra.
    Sembra un caso estremo. E’ banale quotidianità, raramente raccontata.
    Sono partiti, per non tornare più. In Marocco hanno molte più prospettive (lavoro, casa). Su skype, mi ha detto che le cose vanno già bene ma.. non gli piace la mentalità e gli manca l’Italia, pensa un po’. Anche lui mancherà all’Italia, solo che non se ne rende conto.
    Abbiamo un disperato bisogno di persone capaci di creare ponti, da una parte e dall’altra – di confrontarsi onestamente sui problemi. Abbiamo scelto invece la semplificazione disastrosa e gli ultrà violenti – da tutte le parti.

    Grullo

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  43. Leo, volevi qualcuno che contestasse la tua analisi della classe dirigente leghista come un ensemble di babbuini? Ci penso io... ora, che la prima classe politica leghista non brillasse per cultura ed acume è un fatto noto; ciò ha fatto sì che le prime esperienze delle giunte leghiste siano state in gran parte fugaci e fallimentari, mentre buona parte del gruppo dirigente della prima ora (Bossi, Speroni, Calderoli, Borghezio) sopravviveva ai giorni nostri dando continua prova di pochezza in termini di cultura politica.

    Detto ciò, se la Lega ha ripreso vigore nelle urne al nord, è dovuto sicuramente ad un crescente egoismo sociale al Nord (indotto non solo dalla paura, ma dal sempre più massiccio individualismo e dall'oggettivo stato di recessione economica), ma anche alla presenza di una nuova classe dirigente locale del partito che, pur non avendo uomini particolarmente illuminati, ha uomini che nel migliore dei casi (ne scriveva oggi il Corriere) sono in grado di portare a casa qualche risultato promesso ai suoi elettori, e nel peggiore dei casi ha comunque ascolto ai vertici del partito. Chi vota un sindaco o un deputato della Lega al Nord sa che quel sindaco e quel deputato saranno ascoltati da Bossi e Maroni. A sinistra i Chiamparino, gli Illy, le Bresso, e via dicendo, hanno lanciato allarmi su allarmi a Roma, dicendo che il Nord stava sfuggendo di mano, che si rischiavano smottamenti di consenso paurosi: e i dirigenti romani dei partiti di sinistra, una volta al governo, sono riusciti ad umiliare il Nord in ogni modo possibile, a farlo sentire abbandonato a se stesso.

    Attenzione: non si tratta di singoli casi, sebbene questi abbiano una valenza simbolica. Il problema non è tanto l'abbandono (giusto e comprensibile) della inutile Cattedrale di Malpensa, o l'ostentazione del disprezzo verso i padroncini e le fabbrichette (in qualche misura comprensibile, ma non porta voti), quanto piuttosto un'evidente incomprensione, una visione attraverso lenti deformanti: la candidatura di Calearo, agli occhi del padrone e dell'operaio di una stessa fabbrichetta, ha rappresentato il gesto di una sinistra che cerca solo il grosso industriale. Tutte le parole di Uòlter in campagna elettorale sull'impulso da dare alla piccola e media impresa sono state screditate, ai loro occhi, da quella stessa candidatura che per motivi opposti faceva infuriare l'ala sinistra.

    Ora, l'egoismo egemone al Nord non è positivo per il Paese, e non è pensabile che un governo di centrosinistra possa correre dietro alla Lega sul piano delle soluzioni ai problemi di sicurezza (qui a Firenze Cioni tasta il terreno, tuttavia). Ma posso comprendere il sentimento di un nordico che abbandona Uòlter e il suo ostentato e in fin dei conti sopravvalutato "modello Roma" per passare all'ideologia elementare del "Padani(a) First", promossa da una classe dirigente non eccelsa ma sufficientemente capace da aver ricostruito consensi (non stabili, eh) perduti nel tempo dopo l'evidente incapacità degli eroi della prima ondata.

    La Lega oggi è il partito votato da orribili contadini e padroncini della bassa padana che vorrebbero dar fuoco agli zingari, ma anche da un vasto popolo interclassista che la ritiene una scelta più conveniente per la tutela dei propri interessi. E' un partito che attira i giovani, e non necessariamente quelli più beceri. Due anni fa a Sassuolo ho seguito per lavoro un comizio di Borghezio (300 persone, non di più), all'indomani del pestaggio del maghrebino da parte dei carabinieri: mi colpì un gruppo di 14-15enni che sosteneva le ragioni della Lega, facendo riferimento a concetti del federalismo imparati a scuola. A scuola! Va bene, loro dicevano che il federalismo avrebbe limitato l'immigrazione clandestina, cosa di per sé discutibile... ma dove li trovi oggi 14enni che vanno ad un comizio politico tenendo a mente concetti imparati a scuola? Meglio loro di certe larve subumane che passano la loro esistenza a guardare Amici di Maria De Filippi (e magari votano Pdl), da un certo punto di vista.

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  44. piccola precisazione su Saviano, visto che mi sembra di non essermi spiegato bene: il mio non è un giudizio sul Saviano persona, ma su come è stato sfruttato il fenomeno Saviano e, per forza di cose, su come si è fatto sfruttare.
    Faccio un esempio per cercare di farmi capire meglio: io ho il massimo rispetto per Marco Biagi, per quella che è stata la sua persona e per il dramma atroce che ha coinvolto lui e la sua famiglia. ma devo dare un giudizio sulla legge che porta il suo nome allora quel giudizio è profondamente negativo. con questo non auguro a nessuno di essere accoppato, mi sembra talmente banale che mi sento quasi un pirla ad affermarlo.

    discorso lega: vi sentite superiori solo ed esclusivamente perché la vostra scala di valori è diversa. punto. ma non è per forza di cose "la migliore". è questo che non riuscite a capire. non riuscite a dare una dimensione all'altro da voi, dato che pensate che tutto si debba per forza conformare alla vostra scala di valori.

    senza dimenticare il piccolissimo particolare che l'ITalia, per tradizione e cultura, è sempre stata di centro-destra. da un punto di vista elettorale la sinistra non è MAI stata una forza di governo (per farlo ha dovuto allearsi con il centro e, nel 95, pure con la Lega tanto vituperata, definita all'epoca da Dalema come una "forza tipicamente di sinistra").

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  45. @Grullo
    L'integrazione è un processo complicatissimo: non è ancora riuscita in paesi come l'Inghilterra, la Francia o gli Stati Uniti in cui è in corsa da più di cent'anni. Come possiamo pretendere che in Italia tutta vada a gonfie vele da subito? Io ho 32anni e quando ero piccolo non esistevano (letteralmente!) neri in Italia. Ora i figli dei miei amici sono una minoranza nelle classe, la maggioranza è composta da extracomunitari: saranno queste generazione a ragionare spontaneamente in maniera "integrata". Per le altre è normale che il processo sia lungo e difficile. Solo ora abbiamo un parlamentare di colore, mentre in Francia hanno un ministro di colore e pure donna! Insomma, il processo sarà ancora duro, ma fare pura retorica e banalizzare problemi come il razzismo non serve a niente...

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  46. bello!
    e soprattutto insolito, dopo che sui giornali hanno tutti scoperto sta cosa dei leghisti "popolani", mah.

    però dissento sulla qualità dei loro dirigenti, per efficacia maroni supera immensamente ferrero e bianchi.

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  47. @Giacomo Brunoro
    Retorica? Un esempio di 12 anni di vita vissuta? Della quotidianità di centinaia di migliaia di persone che vivono sulla loro pelle le porte sbattute in faccia aprioristicamente?
    E’ la semplice dimostrazione di quanto questa politica sia dannosa, oltre che moralmente discutibile.
    Lavoro nel sociale, ho avuto modo di conoscere persone eccezionali, di tutte le nazionalità. Si, pure Italiani ^_^ Costruttori di ponti, oltre le ideologie. E’ complicatissimo, ma funziona. Tutto ciò nell'immaginario (in tv) non esiste.
    La convivenza (non mi piace usare il termine integrazione, ha assunto mille significati contrastanti) è una pratica lunga e difficile, e non è data una volta per tutte – mai pensato il contrario.
    Ora stiamo buttando tutto a mare: il punto è proprio che abbiamo scelto la strada opposta, quella dei muri.

    Mi permetto di segnalare nuovamente il pezzo di Langer linkato sopra.

    Grullo

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  48. @Grullo
    hai ragione, mi sono espresso male: con retorica non volevo certo sminuire la tua esperienze di vita, è che a volte si da per scontato che il vecchio di 80 anni che non mai uscito dal suo paesello in provincia di belluno debba accettare l'immigrato a priori. perchè questo avvenga dobbiamo tutti lavorare ancora molto...
    in fondo stiamo dicendo la stessa cosa: si tratta di lavorare duro per realizzare un qualcosa di molto difficile. il problema è che spesso i primi a voler regole più rigide per l'immigrazione sono gli immigrati regolari, che si fanno un culo grande come una casa e poi si vedono sputtanati per colpa di una percentuale molto bassa ma che ottiene una visibilità molto maggiore sui mezzi di comunicazione. io sono di padova (anche se ora vivo a milano da un pezzo) e putroppo va detto che da noi i muri li ha tirati su un sindaco di sinistra... (anche se si tratta di una situazione molto particolare e su cui la stampa ha speculato molto).
    per quanto riguarda i termini hai ragione tu: molto meglio il termine convivenza che integrazione, è sicuramente più simile a quello che ho io in testa!

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  49. grazie Leo (nulla di nuovo, ma l'analisi è lucida e ben tracciata, si può veramente definire illuminante)

    In fabbrica ci son stato, pochi mesi.. altro che solidarietà "di classe". Un intreccio di muta disperazione, astio reciproco, fughe in interessi pèrivati, piccoli privilegi da capo-piantagione.
    La prospettiva di restarci anni ed anni era veramente avvilente - e riesco a provare più facilmente umana comprensione ora che è solo un ricordo. Magari non è ovunque così: ma questo elemento di consapevole esclusione rispetto al modello di “successo” è indubbiamente presente.

    Il Veneto. Soprattutto nella “bassa” non mancano i "privilegiati-sfigati": non molto tempo fa terra di migranti (col mito della "diversità italiana", cfr. Stella, "L'Orda - quando gli albanesi eravamo noi"), veloce arricchimento, altissimo abbandono scolastico, alta densità di piccole-medie imprese, forte radicamento territoriale e gran numero di benestanti col timore di perdere quanto guadagnato, la paura dell’inadeguatezza nonostante il benessere, col timore della competizione estera ed immigrata (ancor più intraprendente) senza il vantaggio competitivo della formazione e della cultura scientifica e/o umanistica adeguate al mondo del lavoro ed alla complessità della società (possibilità riservata forse ai figli); è facile che ci si rifugi nei particolarismi estremi.

    Potrei citare un parente (imprenditore agricolo, più che benestante) che mi consigliava di studiare "per imparare ad evadere le tasse", a differenza sua, che rischiava di essere "fregato dallo stato". Intanto i figli, residenti in un appartamento separato nella villetta di famiglia, hanno fatto l'università con borse di studio, alloggio e buoni mensa: talvolta i leghisti sono un po' i terroni del nord.
    Molti temono gli immigrati in blocco perché, in fondo, ci si riconoscono, rivedono una condizione simile del proprio passato (o dei genitori, o dei nonni). E temono quella forza di chi è disposto a rischiare per migliorare la propria condizione che l’imborghesimento ha fatto loro perdere.


    Quanti! che (giustamente) indagano possibili e plausibili ragioni dignitose del successo leghista.

    Io continuo a chiedermi -domanda retorica-, perché le continue esibizioni naziste non abbiano fatto, se non sparire il partito, almeno perdere voti.
    Invece è frequente lo sminuire gli aspetti “folkloristici”. Evidentemente non basta la crescente violenza neofascista che è riemersa nel paese, dobbiamo forse attendere che gli ultrà del Verona facciano come le tigri di Arkhan perché si crei un po’ di allarme sociale.

    Dico una banalità: prima di “intercettarla” questa sensibilità se la sono allevata e ben nutrita. Decenni di “informazione” un po’ orwelliana, fatta di cronaca nera parziale. Di violenza ed omicidi contro stranieri relegata ai trafiletti in cronaca locale, al contrario del mostro in prima pagina identificato per nazionalità. Di persone che non rappresentano nessuno, come Adel Smith e Magdi Allam, sempre sotto i riflettori perché utili ad una rappresentazione da teatrino dei pupi, mentre la società civile nella sua complessità è ignorata o sbeffeggiata. Anni di TG2 (in quota Lega) che vanta “parole d’elogio per la Bossi Fini dall’alto commissario ONU per i diritti umani” quando questi aveva affermato che essa “necessita di numerose sostanziali modifiche per rientrare negli standard minimi internazionali”.
    Ci sono anziani che vivono in piccoli paesi, guardano rete 4 ed hanno paura dei “negher” anche se non s’è mai registrato neanche uno scippo (mentre la diffusa violenza di genere, domestica, non crea allarme sociale: è tradizionale, legata al territorio, o almeno comprensibile se d’importazione).

    Spesso c’è un odio, aprioristico, indiscriminato, che si nutre di un immaginario distorto, frutto anche di certa malintesa tolleranza: sottovalutazione per gli estremisti nostrani e malinteso relativismo culturale per quelli esteri. Questi si specchiano e, da nemici/alleati, nel gioco delle parti schiacciano gli spazi della società civile.

    Tragicamente, è un clima che allontana qualsiasi possibilità di affrontare realmente i problemi (ad es. chi ha una minima proposta per contrastare il razzismo del mercato immobiliare, che genera ghetti ed aree di disagio?); spinge i cittadini di serie b sulla difensiva e su posizioni meramente rivendicative (fortuna che ci sono le donne, pragmatiche e costruttive: altrimenti anche le già scarse politiche in materia sarebbero fallimentari)

    Ora ci terremo chissà per quanti anni una legge fatta apposta per mantenere gli stranieri in condizione di inferiorità e sotto perenne ricatto, e creare un bacino di manodopera a basso costo e priva di diritti. Chi assume a scatola chiusa uno sconosciuto dalla Tunisia? Quanti italiani sarebbero in grado di fornire le garanzie (reddito, metratura dell’abitazione, etc) necessari per avere il permesso di soggiorno? E’ facile prevedere che i conflitti sociali aumenteranno. Saran contenti gli operai che han votato lega quando anche per questo vedranno erodere i loro diritti, altro che potere d'acquisto. E questa generazione di politici camperà ancora grazie a facili capri espiatori.

    Scusate se sembro radical-chic (chissà: potendomelo permettere, forse lo sarei davvero) a concedermi spazio per l’indignazione e la preoccupazione, prima di addentrarmi in (necessarie) analisi sulle ragioni sociologiche.
    Per dire, anche Hamas intercetta (e alimenta) molte sensibilità del territorio. Ma credo valga la pena indignarsi e preoccuparsi per le idee naziste. Soprattutto quando sono sdoganate e diventano agenda politica (e fanno male a quel territorio, vale per i palestinesi come per i lombardi).

    Esibizione di superiorità morale? Certo. Perché ma rispetto a Borghezio, Bossi, Salvini, Tosi, Gentilini, questa superiorità morale c'è. Ed è abissale

    Grullo

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  50. @giacomo: è vero, continiamo a sorprenderci che sia il penultimo arrivato il più severo con l'ultimo, quando è sempre così.

    Poi, scusa se mi scaldo su 'ste cose, ma ne vedo già i danni.

    Speriamo che la doccia fredda faccia bene, nel senso che stimoli una reazione seria a valorizzare quel buon lavoro, sparso e frammentario, che comunque c'è.

    Gr.
    Ok, mi fermo, buonanotte :)

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  51. Leo non ti ho mai odiato! Anzi, sento di volerti fin troppo bene nonostante a volte mi sfanculi (ne hai tutte le ragioni:). In ogni caso ti stimo intelligente. Altrimenti non sarei spesso qui.

    Solo ti ho fatto notare che se:
    i radical chic sono anti-classisti, perché sono convinti di poter rappresentare, dal loro salotto, anche gli altri ceti sociali: gli operai, gli stranieri, ecc. ecc.

    Ne segue che nei salotti (ma anche nei caffè o all'università o al mercato) nessuno può rappresentare alcun ceto che non sia il proprio.

    Il che metterebbe in qualche difficoltà personaggini polemici peggio del sottoscritto quali Saint-Just o Robespierre e anche il povero barbone tedesco, Marx, appunto.

    Il quale ti faccio notare non solo era un salottiero, ma si sposò pure una baronessina e fu terribilmente selettivo con i pretendenti della figlia.

    Ciò non toglie che qualcosa avesse capito delle classi operaie e tutto sommato le rappresentò niente male. Per un po'.

    Con affetto.

    Un radical-coat, classista di gran classe ;)

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  52. Questo è il tuo primo post che non mi convince in pieno.
    Accidenti, vuol dire che sta veramente cambiando qualcosa? Io non mi sento cambiato. Quindi deve essere qualcos'altro. Spero non sia tu...
    GePs

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  53. mi unisco al coro di quelli che ti vogliono bene, ma che forse stavolta hai pisciato di fuori.

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  54. Leonardo, penso che ancora noi tutti non abbiamo compreso l'entità del problema. La tua rappresentazione della Lega e del suo 'popolo' è sostanzialmente giusta; non lo è la connotazione divertita e macchiettistica. Sulla posizione che tu descrivi si è ormai adagiata, pur con qualche aggiustamento, la stragrande maggioranza dell'Italia, che vota di conseguenza. Il pressapochismo è altamente onorevole. Essere di sinistra con coerenza è troppo faticoso.
    Gli elettori della Lega non sono che la frangia avanzata (ripeto: la frangia avanzata!) e maggiormente connotata di un modo di essere che è ormai nostro a tutti gli effetti.

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  55. Bravo Leo, non so in che percentuale tu colpisca nel segno, ma mi sei piaciuto.
    E mi pare si sottovaluti l'efficacia delle parole d'ordine:
    "via-i-clandestini, federalismo-fiscale, dazi-alla-Cina, padroni-in-casa-propria"
    quale partito ha idee-forza così chiare e micidiali? Forse solo il "meno-tasse" di Berlusconi.
    L'altro giorno sentivo tuonare Borghezio:
    "Calci in culo a tutti i forestali della Calabria che son più degli alberi-Leviamoci dalle palle i falsi invalidi ecc."
    Da buon sinistro ho pensato "Beh, però anche i calabresi di qualcosa debbono campare poracci, se lavoro non ce n'è..."
    Ma questo DOPO. I PRIMI dieci secondi ho detto con SODDISFAZIONE:"Massì, ha ragione, vaffanculo !" E m'è stato quasi simpatico, nella sua schiettezza.
    Se fa quest'effetto a un sinistro tollerante e assistenzialista come me, figurarsi su in padania.

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  56. Ciò non toglie che qualcosa avesse capito delle classi operaie e tutto sommato le rappresentò niente male. Per un po'.

    in realtà si riferiva ai proletari, ma nonostante le previsioni, le due classi si fusero.

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  57. nautilus, hai esemplificato perfettamente un motivo fondamentale del voto "di pancia".
    "Forestali in Calabria no!" (ci rubano i soldi!) - "Forestali in Calabria si!" (dovranno pur lavorare): sul voto incidono poco o niente valutazioni nel merito - quanti sono 'sti forestali? Che territorio coprono? Con quali compiti e quali risultati? Non è che magari sono pochi? Il fatto che in Calabria ci siano meno discariche abusive di rifiuti tossici del nord che in Campania quanto è legato al loro lavoro? E' vero che spesso non abbiamo i dati, o abbiamo dati strumentalizzati ed opposti ad uso delle parti.

    Altro elemento è l'imposizione di certi frame, che si nota anche dal modificarsi del linguaggio: dicevo apputno dei significati ambigui che una parola bellissima come "integrazione" ha assunto.

    Eleggetemi pure campione dei radical-chic, ma credo veramente che in questa gara al ribasso il forte analfabetismo di ritorno ed anni di tv defilippesca qualcosa c'entrino. E che su questo si debba lavorare.

    grullo

    RispondiElimina
  58. Leonardo, da quando ti ho scoperto sei il mio blogger preferito!! E qualcuno osa anche accusarti di mancare di ironia ed autoironia!! IL tuo modo di descrivere il "popolo" della Lega è, sì un po' offensivo, ma spettacolare e divertente (e in gran parte vero). Il fatto è che sotto il Po di "sfigati" e di "perdenti" (mi ci metto anch'io) ne esistono eccome, e molti stanno a sinistra e invece di cercare di affermare il proprio punto di vista, di comunicarlo (cioè di farlo girare da uomo a uomo a donna a donna a uomo...) sono così perdenti che pensano che mascherandolo dei vestiti vincenti porti alla vittoria (elettorale, perchè socilamente e culturalmente più perdenti di così non si potrebbe). Veltroni ci ha provato con i vestiti del berlusconismo, ora qualcuno propone che la Sinistra ci provi con i vestiti leghisti. E', proprio vero, purtroppo, sotto il Po, molti di noi sono solo invidiosi di non poterla votare la Lega...(e alcuni commenti che la ammirano stanno qua a dimostrarlo)
    Renato

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  59. la la migliore è questa:

    "Un lombardo su 5 (più o meno) ha votato lega, come fai a ridurre tutto questo all'antropologia della sfiga?"

    Uno sfigato su 5 è un ottimo dato, tienti per certo che quaggiù abbiamo molti più sfigati, in proporzione.


    lol, non so se cogli le implicazioni di questa affermazione: qual'è da voi la percentuale di fighi? e cosa votano?

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  60. "entriamo a Quarto Oggiaro. E poi? Ci sono i leghisti che spacciano odio e paura agli angoli: voi avete roba migliore?"

    quoto, quando un paese è in declino chi fa propaganda sulla paura vincerà sempre. Non ci sono cazzi: o metti fuori legge come supremo crimine (peggio della mafia) la propaganda dell'odio o qualsiasi democrazia la forma di governo perfetta per fare andare al governo il peggio del peggio quando le cose vanno male. Hitler nel '33 diceva ai tedeschi "dagliela all'ebreo" come oggi la lega dice "daghela al negher". Le democrazie senza anticorpi civili finiscono appena le cose vanno male sul serio.

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  61. "E sono anche stanco dei vari Saviano etc etc, invece di scrivere libri poteva cercare di aprire una fabbrica e lottare contro la mafia il pizzo"

    ecco la dimostrazione vivente del trionfo berlusconiano che ha fottuto i cervelli ancora prima che questi traccino la croce sulla scheda: la cultura non deve esistere, c'è solo l'impresa, la lotta alla mafia non si fa parlando di mafia, ma aprendo fabbriche....
    esattamente come il nano che voleva trasformare gli istituti italiani di cultura all'estero in agenzie pubblicitarie del made in italy. La cultura non esiste, esiste solo l'impresa...
    Berlusconi non ha vinto col 46%, ma col 96%, perchè fa ragionare come lui anche chi non lo vota.

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  62. Ho commentato il post del 15/04/2008 in ritardo.

    Confido in una tua risposta.

    Cristian.

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  63. Ripensandoci... è appena il caso di notare che tutto questo nuovo flirtare con la lega mi sa tanto di saltare sul carro dei vincitori. A questo punto ben vengane le riflessioni di Leonardo. Basta che però non si arrivi al livello di Fuksas ieri da Santoro!

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  64. i leghisti non seminano sola paura, purtroppo seminano anche odio
    marina

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  65. Leo: "o sono radical chic o sono classista. Non posso essere entrambe le cose."

    oh yes you can :) i radical chic parlano costantemente in termini di classi, a cui loro pero' non appartengono mai, perche' sono "meglio" del sistema.

    Ecco, quello che mi ha dato fastidio del post e' questa convinzione di essere "meglio" di chi ha votato Lega; nessuno nega che peggio della dirigenza leghista ci sia poco (anche se, ridendo e scherzando, come fa notare qualcun altro sta generando quadri finalmente all'altezza), ma purtroppo nella nostra turlupinaggine di continuare a votare partiti che non ci rappresentano piu' da anni, noi popolo della sinistra non siamo per niente "meglio" di nessuno.

    I leghisti in 15 anni hanno costruito una forza politica con chiare parole d'ordine, presenza sociale capillare, un certo avanguardismo amministrativo, e persino piena egemonia culturale in alcune zone; gramscismo da manuale. La dirigenza ex-pci invece ha smantellato il partito di massa, da 15 anni rincorre l'opinione pubblica, e ha fatto perdere alle sue componenti qualsiasi tipo di orgoglio o rivendicazione vecchia o nuova.

    Sempre leo: "E non fare il furbetto, non è a causa del mio "massimalismo" che la SA ha preso il 3%;"
    Freesia diceva che "la democrazia per te è questa? allora goditela tu la democrazia." Questo e' massimalismo della peggior specie, quello disfattista del "lasciatemi nella mia torre d'avorio", di cui tanti a sinistra sono colpevoli, me incluso. Ed e' quello che porta al 3%. Quando rifiuti di parlare alle persone, rinchiuso nelle tue certezze novecentesche, come pretendi poi che ti capiscano?

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  66. L'idea dell'indiano nelle riserve è stata presa in prestito dalla ben più rustica Lega dei Ticinesi, quella del Cantone Svizzero Italiano per intenderci.

    http://www.legaticinesi.ch/index.php?option=com_docman&task=doc_view&gid=34

    Tra degni compari si capiscono...

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  67. Non sarà culturalmente raffinato, ma il desiderio di uomo forte si respirava da parecchio.
    Che ora ci siano un paio di partiti "forti" è un sollievo. I campanili con il loro massimalismo piuttosto paesano e i cespugli che discettavano sul sesso degli angeli erano divenuti insopportabili e impotenti visto che si limitavano a marcarsi a vista per sopravvivere. Le vicende napoletane hanno0 fornito la prova del nove delle incapacità e dei veilletarismi di questi gruppuscoli vivi solo grazie a salotti e finanziamento pubblico.
    I legaioli in fondo hanno mostrato questo: poco si fa ma senza contorsioni, anche se quel poco, a volte ,fa culturalmente un po' ribrezzo.

    Veltroni ha sbagliato solo la seconda parte della campagna elettorale appiattita sulle promessine (aveva assunto il linguaggio di rutelliana memoria), per il resto tanto di cappello e un grazie grande come uno stadio. Il Uolter ci ha salvato da una sconfitta biblica in mezzo al deserto.
    Non ho nessun rimpianto per la sinistra ormai extraparlamentare, viveva su un altro pianeta sorvolando come un Ufo i problemi.

    Ora mi sa che tocca al sindacato, che per meta' rappresenta pensionati. Non mi spiacerebbe per nulla per gli stati maggiori dei metalmeccanici che ancora guardano al mitico , ora inesistente, operaio massa, cinghiette di Rifondazione. Verranno mazzolati , Cremaschi per primo.
    Per il resto del sindacato spero sappia organizzarsi senza queste impotenti sirene meramente ideologiche del passato. I pensionati hanno un destino segnato e certo un sindacato moderno (qualsiasi cosa voglia dire questo aggettivo) piu' di tanto non può rifondarsi su di loro.

    Mala tempora currunt per chiunque, destra compresa. Anche se al momento prevale un gongolare comprensibile.
    Leonardo capisco l'incazzatura, meno il livore sparso a piene mani sopratutto nel post precedente.

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  68. Di solito condivido quello che scrivi, ma ogni volta che parli di Lega... diventi proprio un romano.

    Un acuto analista come te potrebbe trovare di meglio che sfogare la delusione della sconfitta elettorale con giudizi sprezzanti non solo sull'avversario politico ma anche sul suo elettore (non è carino sbeffeggiare uno per i suoi problemi di salute; né dare del subumano a chi l'ha votato).

    Non dico che non ci sia del vero in quello che scrivi.
    A proposito, quella che tu chiami la sfiga del leghista si chiama anche frustrazione. Non è nuova, né forse molto diversa da quella che portò, in altri tempi, strati della classe operaia a simpatizzare con la lotta armata. Con la differenza che nessun leghista o ipotetico "leghista extraparlamentare" -per ora- ha mai sparato un colpo.

    Però, tu hai analizzato lucidamente nei tuoi post tutti i difetti di Veltroni, poi però hai dichiarato di votarlo.

    E allora perché invece un operaio leghista non dovrebbe avere altrettanta coscienza critica e decidere di fare altrettanto con Calderoli? immagini veramente che siano tutti devoti del Dio Po, col fucile carico in garage? non potrebbero forse, come tutti, votare quello che a loro sembra il meno peggio?

    Il problema è che Veltroni lo percepisci comunque come uno "dei tuoi". I babbuini invece no, sono belve e basta. Bisogna solo tenerli a bada.

    Perfino i babbuini (e ne convengo, molti di loro sono tali) forse sono più credibili e coerenti nel loro incrollabile "roma ladrona + basta negher" di altri che propongono l'albo professionale dei lavavetri, o che scrivono libri sull'Africa, predicano l'accoglienza, votano l'indulto, ma infine, solo quando l'efferato delitto avviene sotto casa loro (a Tor di Quinto), corrono ai ripari affrettandosi a partorire un "pacchetto sicurezza" di espulsioni immediate. Oppure che dopo essersi stracciati le vesti per anni di fronte ai proclami secessionisti della Lega, arrivano buoni ultimi sul federalismo, legiferando un decentramento a metà che poi si rivela un pasticcio che moltiplica i contenziosi. O che sperano di blandire il Veneto promettendo in campagna elettorale un ministro del Nordest (sic).

    Quando smetterà Veltroni (e tu con lui) di guardare il dito (medio, alzato) di Bossi e incomincerà a guardare senza moralismo la Luna dei problemi del Nord e/o dell'immigrazione, sarà sempre tardi. Illy ha scritto un libro intitolato "Così perdiamo il Nord". Chissà se Veltroni l'ha letto, tra una finale del Superbowl e l'altra.

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  69. Butto lì una provocazione: alla luce dei limiti di un Pd che non ha capito il Nord (ammesso che ci abbia provato davvero), non sarebbe meglio se Rutelli perdesse contro Alemanno?

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  70. Leonardo, complimenti. Vivo in mezzo ai lehisti e non li sopporto più. Vivo al Nord da 30 anni e ancora stanno a a chiederti il patentino di 'persona degna'. Nelle discussioni con loro si è arrivati a discettare di razze e quando ho sostenuto che per gli umani le varizioni del colore dei capelli non fanno 'razza', mi hanno ricordato che però...con i cani.
    Questo per restare al folklore. L'ignoranza e la voglia di 'contarsela' è ancora peggiore. Sono convinti che si possa fermare l'immigrazione con barriere o 'ricacciandoli a mare'. Senza rendersi conto che non si affronta una traversata del mediterraneo sulle carrette se non si ha disperazione a sufficienza. Basta guardarsi intorno e di disperazione (con il nostro contributo di nazioni predatrici o guerrafondaie) si abbonda. Nessuno riuscirà a fermare queste popolazioni che vogliono in primo luogo vivere e, se possiile, anche avere un futuro sereno (senza bombe, per intenderci). Il mondo per i leghisti si ferma al 'loro'territorio (come se si fossero già costruiti intorno un volontario ghetto) e anche di questo non hanno chiare le dinamiche. Fingono di non sapere che in Romania staziona da tempo un distretto manifetturiero veneto (per le dinamiche e le condizioni di lavoro consiglio Nordest di M. Carlotto). Fingono di non sapere che il sogno di qualsiasi imprenditore locale è quello di 'delocalizzare' in luoghi dove tra salariati e cìschiabìvi 'è poca differenza o affidare la 'produzione' alle maquilladoras clandestine che i cinesi o altri hanno aperto nel nord italia. Fa specie leggere oggi sui giornali che Montezemolo propone l'abolizione dei sindacati e propone la 'contrattazione individuale' così come fa la lega. E' il trionfo del dumping partito con le delocalizzazioni, alimentato con lo sfruttamento dei clandestini/regolari stranieri e arrivato finalmente allo stadio finale. Bisognerà essere fedele al 'padrone', farsi pagare meno di un cinese, non fare delle menate di rivendicazione (sempre la Confindutria ci informa che lo scioperoè strumento obsoleto) e di questo ringrazieremo la lega che riuscirà a tenere in casa qualche fabbrichetta impossibilitata a delocalizzare e ci riporterà alle condizioni di lavoro della Londra di fine '700. Mi dite per quale cavolo di motivo gli operai possono sperare di ottenere dignità e continuità di lavoro da elemnti come i leghisti? lo so che sarà spiacevole dirglielo (e forse in un primo non ci crederanno), ma con la fola della 'sicurezza' e delle paure gliela stanno mettendo in quel posto alla grande sia agli operai nordici/italici che agli immigrati. Bel risultato, non c'è che dire.
    ciao
    una che non ne può più

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  71. http://it.youtube.com/watch?v=8pwiL6pJIvA....

    video sugli immigrati...ahhaha

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  72. Ho riletto questo pezzo stamattina, tutto questo livore francamente non c'è. Sarà l'argomento che è un po' livoroso in sé.

    Voi che difendete in qualche modo l'elettorato leghista: siete in tanti e purtroppo sono costretto a sintetizzare, ma il vostro atteggiamento si riassume in: "è vero, sono babbuini, però". Però cosa?

    Può darsi che la dirigenza del PD sia un gruppo di incompetenti che non ha capito nulla del nord: probabilmente così, ne scriverò e forse l'ho già scritto: ma i dirigenti leghisti sono babbuini, punto.
    Quel che importa, è che sono babbuini che questo nord hanno contribuito a rovinarlo. Siete preoccupati per la sicurezza? Troppi immigrati? La Bossi-Fini l'hanno fatta loro, ed è operativa da anni. Chi continua a baloccarsi col voto di protesta questo non l'ha capito.

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  73. poveri babbuini, poi, io li trovo animali splendidi. si offenderebbero con certi paragoni.

    ps. Leo l'unica cosa che può consolarti è che da ora il tuo blog sarà perfino più visitato del solito.
    L'opposizione, da extraparlamentare in tutti i sensi, parte da qui.

    RispondiElimina
  74. Extraparlamentare (rispetto alla inadempienza della sinistra parlamentare) nelle idee lo ero anche prima, ma ho votato SA, turando bene il naso.
    Credo che qualsiasi compromesso con le idee (?) espresse dai leghisti (razzismo, territorio come posto in cui si può vivere in base al censo, ronde padane invece di politiche sociali decenti ecc..)sia impossibile e inaccettabile (non parlo di dirigenti babbuini, ma proprio di idde di base). Significherebbe abiurare in primo luogo al senso della realtà. Senza neanche entrare nel merito dei principi. Come ben sottolinei alla fine del testo: sono persone che hanno bisogno di un nemico. Ricordiamoci che anche il nazismo rifilò ai tedeschi dei nemici e riuscì a ottenere molto. L'insicurezza, gli extracomunitari (ma anche i comunitari come i rumeni) per costoro sono l'equivalente dei capri espiatori d allora. La povertà non risparmierà le loro villette e le fabbrichette andranno in albania o Kossovo (che sono lì anche per questo) mentre loro identificano lo spettro del loro (nostro) futuro nella povertà degli immigrati. La classica storia: mentre in pochi fanno dei guadagni enormi da un'aconomia senza più regole e con tutti i diritti riservati alle merci e ai capitali, si regala fumo negli occhi a palate a chi in questo merdaio sta perdendo tutto.
    Tra le tante colpe della sinistra e dei sindacati il non avere informato a sufficienza e in maniera convincente sulle reali regole dei mercati globali, sullo sfruttamento dei paesi poveri in funzione di impoverimento globale. L'avere sperato insomma che questa sorte da noi fosse arginabile con qualche CPT quando ormai è chiaro che l'unica cosa che ci sarà (ed è costruita ad arte) è la riduzione del lavoro (mio, del nordista, del cinese, dell'albanese e di tutti quanti) al modello iperproletario della rivoluzione industriale. Ci riusciranno, anche con l'aiuto dei leghisti e di tutti coloro che pensano di scamparla chiudendosi dentro il proprio orticello. Alla faccia delle retoriche sulla sicurezza e della salvaguardia di qualsiasi orticello.
    una che non ne può più

    ps: la delinquenza e le mafie nessuno sembra vederle più se non come fenomeno legato al sud. Che sia il caso di spiegare loro da dove vengono molti soldi del Nord e che strada prendono la maggior parte dei loro veleni?

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  75. Visto che i frequentatori di questo blog sono tutte persone civili continuo la discussione che si è fatta sicuramente interessante (e come se ne vedono poche, putroppo...)

    La mia domanda è la seguente: vi rendete conto che, descrivendo i leghisti come "babbuini ignoranti che lavorano e urlano solo via el negher", siete sullo stesso piano di chi descrivere i meridionali come "terroni, mafiosi, camorristi e assistenzialisti causa dei mali d'Italia"? E' questo il punto: il riconoscimento dell'altro da sé, e di conseguenza dei suoi valori di riferimento, è la base per poter impostare un'analisi politica efficace. poi i casi di cronaca a roma di questi ultimi giorni aumenteranno a dismisura le polemiche (e siamo a Roma, non a Sondrio...). Mi faceva ridere Rutelli oggi che diceva che "certi episodi non vanno strumentalizzati" dopo che pochi mesi fa con il suo governo aveva fatto un decreto legge immediato (che poi risultò inapplicabile, tanto per non parlare di buffonate e strumentalizzazioni) proprio su un caso analogo... Insomma, qui si rischia che Alemanno diventi sindaco di Roma, e una cosa del genere sarebbe davvero pesantissima da digerire per tutta la sinistra.

    infine un commento sull'extraparlamentarità: che piaccia o no siamo in democrazia e di conseguenza, per uno schieramento politico, non c'è cosa peggiore che essere fuori dal parlamento. mettiamo caso che quest'autunno la sinistra (ora) extraparlamentare riesca a portare un milione, due milioni di persone in piazza per una qualsiasi rivendicazione: che senso avrebbe? nessuno, da un punto di vista della politica democratica non avrebbe alcun senso... insomma, questa situazione sarà molto pesante da affrontare e speriamo che le cose non degenerino (ho i miei dubbi).

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  76. Purtroppo i problemi a sinistra e della sinistra nascono dal non avere chiaro o dal non comunicare correttamente e onestamente quello che stiamo vivendo. Siamo dentro trattati internazionali che ci obbligano a sottostare alle scelte di organismi che nessuno ha eletto democraticamente (WTO e altri). Siamo dentro dinamiche economiche che rendono impossibile fare politica se non da semplici servi o complici. Perdipiù siamo anche dentro uno stato con il potere politico colluso con le mafie (da sempre). Un far west in stile tragico, ma in cui le uniche cose importanti e di cui si parla sono sicurezza e immigrati.
    Quando tutte le statisctiche ridimensionano l'allarme crimini e dicono che la violenza nei confronti delle donne in aumento e prende corpo soprattutto all'interno delle famiglie (e le extracomunitarie non sono certo maggioranza). Non difendo nessun violentatore o assassino, ma quando leggo le cronache dei giornali e trovo sparata a caratteri cubitali la nazionalità di uno di loro solo apatto che non sia italiano provo un senso di rabbia infinita. Basta vedere per quanti giorni si replica, con il rumeno o l'albanese e quale trafiletto si dedica all'italiano per avere voglia di vomitare. Ci prendono per il culo e convogliano la nostra attenzione e rabbia su questi episodi per depistarla dalle cose peggiori che stiamo vivendo, ma pur capendolo facciamo finta che non sia così.
    Qualcuno si offende per il termine babbuini, credo anch'io che sia sbagliato, per me sono fascisti o nazisti, a scelta. Stessa ossessione per il 'sangue' (come diceva qualcuno, nel caso degli italiani si può parlare di cocktail) e 'suolo' con conseguenti diritti. Forse non è corretto chiamare babbuino uno che ti impedisce di vivere in un posto se sei extracomunitario e non hai i soldil casa, la nazionalità che lui considera sufficienti per essere 'pari agli altri'. Come bisogna chiamare un personaggio di tale caratura e chi lo appoggia? forse babbuino non è il termine peggiore. Anche in questo i leghisti e gli italiani dimostrano di non avere senso della realtà. Sia i più poveri che la classe media sostengono queste iniziative di darwinismo sociale convinti che 'tanto tocca a loro'. Non hanno abbastanza fantasia o intelligenza per pensare che se domani il padroncino delocalizza e loro si ritrovano in strada, grazie al precedente creato saranno invitati a cambiare, quartiere, città e invogliati a una soluzione definistiva, meglio se autoscelta.
    Oppure pensate davvero che per chi detiene il potere il sangue (cocktal) e la terra siano più importanti del proprio egoistico benessere e della salvaguardia di privati interessi e poteri?
    Non saranno babbuini, ma non si può proprio dire che siano molto svegli, soprattutto quelli che si illudono che la loro rendita di posizione sia eterna e intoccabile.
    u.c.n.n.p.p

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  77. è un po' di tempo che voglio fare un post sulla lega, e il pezzo di leo ce lo linkerò di sicuro, bello!

    io al nord ci vivo, anche se in Trentino, ho il padre leghista, e i genitori della mia ragazza (comaschi) sono ancora più leghisti...e non mi sento di negare nulla di quello che scrive leo, solo precisare un paio di cose. In sostanza: non è che chi vota lega è un pirla, o meglio, oltre ai pirla li votano pure quelli che [i]politicamente[/i] sono dei pirla (e non è una maniera per salvare capra e cavoli)

    scappo e poi scriverò

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  78. Brunoro, brevemente:
    non do dei babbuini agli elettori della Lega (per i quali, ripeto, ho tutto il rispetto: li rispetto più io che i loro rappresentanti politici, direi), ma ai dirigenti: e non per pregiudizio antropologico o razzistico, ma perché dopo vent'anni li ho visti al lavoro.

    Il "riconoscimento dell'altro da sé"... ma il leghista non è mica un marziano, è il verduraio sotto casa: lo riconosco e lo trovo anche simile a me, a parte che è PIU' RICCO e SI LAMENTA DI PIU' e IN PROPORZIONE PAGA MENO TASSE di me.

    Ma la sua lagna va capita, studiata, interpretata. La mia invece è livore.

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  79. Abbruttito o abbrutito?

    Seriamente, a me sembra che tu ti consideri più perdente degli elettori della lega che si identificherebbero con gli indiani d'America in quanto perdenti.

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  80. Senz'altro la mia posizione sociale è inferiore a quella di molti di loro, e lo faccio presente.

    Non solo, ma molti elettori della lega hanno vinto queste elezioni, e le hanno vinte contro di me: i soldi per salvare l'inutile Malpensa li leveranno dalla mia busta, e loro continueranno a evadere col beneplacito del presidente.

    E' quello che alcuni lettori qui non si mettono in testa: io non sto esibendo una presunta superiorità morale o economica nei confronti dei leghisti. Io guadagno meno di molti di loro e vivo in meno metri quadri di loro. La mia eventuale rabbia è una rabbia sociale, e come tale dovrebbe avere almeno la stessa dignità di quella che ostentano loro ai comizi.

    RispondiElimina
  81. Ma gli operai che votano Lega, perché è da qui che siamo partiti, non evadono in quanto lavoratori dipendenti più di quanto evadi tu. I soldi per finanziare Malpensa ce li metteranno loro come ce li metti tu.

    Alcuni di questi potranno anche guadagnare più di te, ma ammetterai anche che i rischi per la salute di chi fa l'operaio non sono equiparabili con quelli di chi fa l'insegnante in una scuola media.

    Però se gli operai che hanno votato Lega hanno votato lega in quanto perdenti, e tu che ti consideri più perdente di loro (a torto o a ragione), perché non hai votato lega anche tu?

    RispondiElimina
  82. "I soldi per finanziare Malpensa ce li metteranno loro come ce li metti tu".

    Ne consegue che hanno votato per il partito sbagliato = pirla.

    "i rischi per la salute di chi fa l'operaio non sono equiparabili con quelli di chi fa l'insegnante in una scuola media."

    Fino a un certo punto, oggi a scuola si rischia di più che in parecchi opifici.

    Perché non ho votato Lega? Perché non tutela i miei interessi, a differenza di altri partiti. Non tutela nemmeno gli interessi di nessuna collettività a cui io appartenga o a cui abbia voglia di appartenere. A dire la verità non mi pare che tuteli gli interessi di nessuno.

    E poi forse io ho ancora orizzonti di riscatto che molti elettori leghisti non hanno.

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  83. ha ragione Brunoro nell'affermare la necessità di riconoscere e capire l'altro da se (e, scusa Leo, ma per me il parente leghista benestante è molto più "altro" dell'amico marocchino precario costretto a trovarsi casa e lavoro decenti a Casablanca, perchè in Italia non c'è posto se non "appartieni").

    D'altronde, spesso questo argomento è strumentalizzato da molti che applicano un'eccessiva indulgenza rispetto ai tratti fascisti ed alla violenza (strutturale e non) che, dalla lega in poi andando verso destra, è cresciuta enormemente negli ultimi anni.

    Dr. Tenebre: "Non hanno mai sparato un colpo"?

    La bimba Polacca uccisa da un italiano, il ragazzo albanese fidanzato della ragazza italiana freddato dal padre di questa, il ragazzo marocchino a torino.. e tanti altri casi di violenza "ideologica", spesso mortale, contro stranieri, semplicemente sono relegati in conaca locale. E spesso con titoli pieni di indulgenza giustificatoria.

    Casi di progrom contro campi nomadi, poi dati alle fiamme, con famiglie assediate anche da un intero paese, come nel caso di quello guidato da Forza Nuova assieme a consiglieri comunali della Lega e di AN: come definirli?
    Abbiamo bisognio di una notte dei cristalli per chiamare certi segni col loro nome?

    Scusate, ma ancora non capisco questa mitologia buonista e tollerante che vede la lega come unico soggetto che "interpreta ed intercetta sensibilità" al contrario di una sinistra "nella torre d'avorio".
    Nella mia esperienza, c'è una società civile "di sinistra" (senza tessere di partito in tasca, ma che trova nella SA il riferimento partitico più affine) che è piccola, ma radicata, costruttiva ed è forse l'unico soggetto che affronta realmente le questioni sociali sul territorio - poi arrivano lega e amici con la clava, le paure e le ricette semplici (e disastrose) e fanno danni, quando non rischiano di spazzare via tutto.

    Sarò io che sono particolarmente fortunato.
    O che non guardo la tv.
    O entrambe le cose.

    grullo

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  84. A me questo post è piaciuto. Perché? Perché fa proprio quello che lo si accusa, semplicisticamente, di non fare: cerca di dare un'interpretazione dell'elettore leghista. Frustrazione in un mondo di cui conosce solo il consumo, mancanza di coordinate interpretative della realtà (poca scuola, una fabbrica dove non trova più nessuna solidarietà, nessuna cultura, nessun senso di appartenenza sociale, nessuna proposta di lettura della realtà e di organizzazione per cambiarla). Al loro posto, fuori, c'è ancora il villaggio fordista: macchine e sostanze da consumare nel w-e. Ma a rischio: perché i nuovi modi di fare profitti non garantiscono più il livello di consumi necessario al perpetuarsi del modello fordista. E lo stato sociale non fa che contrarsi. Per cui arrivano questi che si fanno mercati e quartieri e gli danno un senso di appartenenza. Li vota. Per i padroncini leghisti il discorso è ancora più semplice: evaderanno meglio e avranno operai più sottomessi.
    C'è poi una concretezza della gente del nord, una maggiore facilità a mettere le mani in pasta e costruire una macchina che funzioni, a aggiustarne una rotta, a darsi da fare. Sarà razzismo alla rovescia? forse, ma non posso negare che da "centrista" e avendo viaggiato sia al nord che al sud, l'ho notato più volte e non da oggi. e i 12 punti di Veltroni...beh, al confronto sono una cortina fumogena - forse lo vogliono proprio essere. Di certo non danno risposte.
    Presunzione pensarlo? Può essere. Posso chiedere quale interpretazione migliore di questa i leghisti danno di sé stessi? E di chi non la pensa come loro? Sarebbe presunzione non tenerne conto, non averne una diversa.
    Ma i pirla non sono solo loro. Ha ragione Giacomol: gli elettori di sinistra sono i più pirlati dai loro partiti. Che hanno smantellato ogni organizzazione sociale, pubblica e privata e ogni legislazione che proteggesse i ceti meno abbienti e a reddito non occultabile. Non hanno nessuna voglia di rappresentare quei ceti. I loro dirigenti non fanno discorsi altrettanto razzisti? E' vero, ma è davvero troppo poco davanti a questa destra, bravissima a trovare parole facili su cui aggregare consenso.
    Per quanto riguarda Saviano, poi, la storia editoriale del suo libro sarà certo appassionante da leggere - se qualcuno è in grado di documentarla e non di riferire voci - ma non toglie nulla a un libro che ha avuto il merito (e il coraggio) di raccontare, prima e meglio dei dettagli macabri a cui tutti si fermano volentieri, innanzitutto la struttura economica su cui la camorra vive e prospera, al sud dove controlla il territorio e il lavoro nero a condizioni disumane con la complicità delle aziende del nord e del mercato del lusso, e fa entrare le merci senza pagare dogana, a nord dove vende, all'estero dove esporta merci illegali o contraffatte e insieme le speranze di chi vuole fuggire dall'inferno di paese che lei stessa ha contribuito a creare in Italia e trovare un lavoro decente. Più persone leggono quel libro e meglio è, se viviamo in una società dei consumi non è certo questo marketing che mi scandalizza. Almeno vende un prodotto che non anestetizza e aiuta a capire. Trovo davvero meschino infastidirsi del suo successo.
    Anche se in Italia fa tanto chic. Quanti hanno ripetuto con gusto l'infelice frase di Sciascia sui "i professionisti dell'antimafia"?
    La dama del lago

    RispondiElimina
  85. Leo, scusa ma su questa un chiarimento te l odevo chiedere:
    "Perché non ho votato Lega? Perché non tutela i miei interessi, a differenza di altri partiti"

    Tutto qua? Gli interessi e basta?
    Mettiamo, per assurdo, che QUESTA lega avesse promesso il raddoppio dello stipendio per gli insegnanti, ed altre cose così. Avresti votato Bossi Borghezio Calderoli Gentilini Tosi...?
    Curiosità. ANche per capire quanto il racconto seguente (che illustra splenidamente come elementi reazionari possano essere in certe condizioni "affascinanti") sia pura fantasia o quanto peschi da umane emozioni personali.

    Grullo

    RispondiElimina
  86. con colpevole ritardo, ho partorito un post sul leghismo che prene spunto anche da leonardo, linko che faccio prima :)

    [url]http://paguropagano.blogspot.com/2008/05/leghisti-for-dummies-dummies-al.html[/url]

    RispondiElimina
  87. C'e' un ragione specifica per la quale a sinistra si parla cosi' tanto della Lega: focalizzandosi sul fatto che tanti operai abbiano votato Lega, si evita di parlare del problema piu' importante.

    E cioe', che non abbiano votato a sinistra.

    Invece di chiedervi perche' votino Lega, chiedetevi perche' NON votino a sinistra.

    Uriel

    RispondiElimina

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