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venerdì 23 maggio 2008

L'anno della Tigre di Carta

“Buongiorno, desidera?”
“Buongiorno, volevo fare una denuncia”.
“Sì, un attimo che accendo il terminale… è un furto?”
“No, veramente no”.
“Atto vandalico?”
“Io veramente ero venuto a denunciare… come si dice… scusi, sono poco pratico, sa? Un’in…”
“Un’intimidazione mafiosa!”
“No, no, un’immigrazione”.
“Ah”.
“Clandestina”.
“Sì, sì, ho capito”.
“Insomma, c’è questa persona qui che è un immigrato clandestino”.
“Sì”.
“E sono venuto a denunciarlo. Perché adesso è reato, no?”
“Ma questa persona, sa come si chiama?”
“Altroché”.
“Conosce il luogo dove abita, o dove lavora?”
“So tutto”.
“E ha ragionevoli argomenti per sostenere che si tratta di un immigrato clandestino?”
“Ne ho le prove”.
“Bene, lei ora mi dirà tutto, io verbalizzerò…”
“E andrete ad arrestarlo!”
“Se lo riterremo necessario”.
“Come necessario! Dovete farlo e basta! In Italia c’è… come si chiama… l’obbligatoria età”.
“L’obbligatorietà dell’azione penale. Certo che lei è un esperto”.
“Grazie. Ho studiato legge, al mio Paese”.
“Anche a me sarebbe piaciuto, ma sa… famiglia numerosa”.
“Non me lo dica”.
“Veniamo al dunque. Lei si chiama?”
“Qi Demei. Q, i, staccato Demei scritto come si pronuncia”.
“Ah, perfetto. E di cognome?”
“Qi”.
“Qi Qi Demei?”
“No, solo Qi staccato Demei”.
“Aaaaaah, ho capito. Scusi, eh, ma con tutti questi cognomi stranieri uno non ci capisce più…”
“Ha tutta la mia comprensione”.
“Bene. Allora, Qi Demei, nato il”
“Tredici luglio 1974”.
“Anno della tigre!”
“Complimenti. Non mi dica che...”
“Sì, confesso, sono anch’io del 1974. Dunque, Qi Demei, nato il tredici luglio 1974 e residente a…”
“Ahem… scriva così: residente a Canton, Cina”.
“Quindi lei non risiede in Italia”.
“No. Però una denuncia la posso fare lo stesso, no? Voglio dire… Se fossi un turista e mi rubassero il portafogli…”
“Giusto. Allora: Qi Demei, nato il 13/7/74 e residente a Canton, Cina, in data 23/9 presente anno si recava nella caserma dei carabinieri di Campogalletti (MU) e segnalava alle autorità competenti, ivi rappresentate dall’appuntato Panunzio Gabriele, la presenza su suolo italiano di un immigrato clandestino, rispondente al nome di-”.
“Sì?”
“Lo chiedo a lei: rispondente al nome di?”
“Eh?”
“Questo immigrato clandestino, insomma, come si chiama?”
“Ah, lui! Si chiama Qi Demei”.
“Cognome?”
“Qi”.
“Kikidemei?”
“No, Qi staccato Demei”.
“Aaaaah. Tra l’altro è un nome che ho già sentito… sta a vedere che ha dei precedenti”.
“Ma veramente…”
“Aspetti. Anche lei si chiama Qi Demei”.
“Non lo nego”.
“Un caso di omonimia, capisco”.
“No, forse non ha capito. Sono sempre io. Sono venuto a denunciare me stesso. Sono un immigrato clandestino. Arrestatemi”.
“Beh… beh… non corriamo”
“C’è la cosa, l’obbligatorietà dell’azione penale”.
“Ma scusi, perché ci tiene così tanto a farsi arrestare?”
“Si metta nei miei panni. Io lavoro ai mercati, faccio il giro della provincia. Tutte le mattine la sveglia alle cinque. Con la pioggia e con la neve. Cinque anni così. Non sono abituato, in Cina studiavo legge. Sono stanco”.
“Poteva anche venire prima”.
“Prima mi avreste rimpatriato come clandestino. Ma adesso non potete”.
“Come sarebbe a dire che non possiamo?”
“Non potete, perché l’immigrazione clandestina è diventato un reato, e quindi mi dovrete processare”.
“E che sarà mai un processo”.
“Ma io ricorrerò in appello”.
“Non mi faccia ridere … voglio dire, se tutti gli immigrati clandestini ricorressero all’appello…”
“Sì? Vada avanti”.
“Si bloccherebbero tutti i tribunali italiani!”
“Questo non è un problema mio. Io sono un indiziato di reato, e come tale ho diritto a un giusto processo – ah, e siccome lavorando io reitero il mio reato, perché rubo il lavoro ai commercianti italiani, credo che mi dovrete mantenere voi, in una prigione o altrove. Le vostre prigioni le ho viste, e confrontate al sottoscala dove dormo non sono male”.
“Ma scoppiano”.
“Già. Probabilmente sarete costretti a mettermi fuori, e a trovarmi un lavoro in attesa del giudizio. Ora, si dà il caso che io abbia studiato i tempi della giustizia italiana. Direi che cinque, sei anni di vitto e lavoro assicurati non me li toglie nessuno”.
“Ma poi la manderanno a casa”.
“Chi lo sa? Nel frattempo sarà cambiato il governo, e faranno una sanatoria. A dire il vero tutto lascia pensare che la sanatoria arriverà molto prima. È un peccato, perché poi mi toccherà tornare ai mercati. Io li odio, i mercati”.
“Doveva fare l’avvocato”.
“è vero. Andiamo avanti, le va?”
“Dunque: Qi Demei... segnalava alle autorità competenti, ivi rappresentate dall’appuntato Panunzio Gabriele, la presenza su suolo italiano di un immigrato clandestino, rispondente al nome di...
“Qi Demei. Faccia copia incolla”.
…nato il 13/7 eccetera… residente a?”
“Via Garibaldi tre, è il campanello con gli ideogrammi nel citofono. Se vuole lascio anche il cellulare”.
“Lei comunque la fa troppo facile”.
“Le cose stanno così! Adesso che sapete dove trovarmi siete costretti ad arrestarmi”.
“Ma lei potrebbe anche non essere un vero clandestino”.
“Certo che sono un vero clandestino”.
“Eh, facile a dirsi. Ma può provarlo?”
“Altroché. Non ho nemmeno un documento”.
“Questa non è una prova, al massimo è una mancanza di prove”.
“Sta scherzando?”
“Chi mi assicura, per esempio, che lei non abbia distrutto il suo permesso di soggiorno? Cioè, si metta nei nostri panni. Dobbiamo metterci ad arrestare il primo venuto soltanto perché dice di non avere documenti?”
“Prima lo facevate”.
“Ma prima era facile, con un foglio di via, al limite un bel charter e via al paese natale. Ma se adesso dobbiamo arrestarvi e giudicarvi tutti, eh, hai voglia”.
“Quindi non verrete ad arrestarmi”.
“No, credo di no”.
“La solita Italia. Fatta una legge, trovato l’inganno”.
“Piano con le parole, eh? Altrimenti...”
“Altrimenti?”
“Ti arresto per vilipendio”.
“Perfetto! Cos’è il vilipendio?”
“Sono le offese”.
“Ah, bene. L’Italia è una distesa di giunchi appassiti che oscilla al vento osceno della stupidità”.
“Eh?”
“Era un’offesa alla tua nazione. Arrestami”.
“Era solo una licenza poetica. Al massimo una libera espressione di giudizio. Non ti arresto”.
“Italia merda. Arrestami”.
“Ti piacerebbe, eh? Non ti arresto”.
“Mi devi arrestare! È vilipendio! C’è l’obbligatorietà!”
“No, invece, è satira, non ti arresto”.
“Il presidente è un invertito nazista”.
“Satira, satira politica”.
“Ma va’!”
“Come no? Guarda, rido anche, ah ah ah”.
“Donne italiane tutte puttane”.
“Ih Ih Ih, che spasso”.
...
Reazioni:

27 commenti:

  1. E se spedissimo tutti i Qi Demei a quello stronzo di Zapatero?
    Quello si sarebbe un vero spasso...

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  2. leonardo grandioso!
    ale/LMALL

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  3. A quanto ho capito il ddl non funziona proprio così, però, certo, l'atteggiamento del carabiniere italiano è emblematico...

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Il tuo sapiente, educato, e ironico modo di scrivere è assolutamente unico e fa emergere in maniera netta quali siano i limiti di un simile provvedimento. Certo è estremizzato ma la risultante è evidentemente quella che illustri. Sovraffollamento potenziale delle carceri, ingolfamento della giustizia (ci andava anche questa per rallentarla) e soprattutto non risolve i problemi ma li crea. Insomma un provvedimento populista e miope.

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  6. io spero che sia quello che faranno tutti gli amici clandestini per ribellarsi a questa assurda caccia alle streghe.
    fate vedere i sorci verdi a tutti quelli che vi sfruttano DAJE!

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  7. bello il posto, mi è piaciuto molto, ironico, scritto bene, ma molto di parte: non lascia dubbi sulla correttezza del tuo pensiero.
    In realtà col nuovo decreto è stato introdotto il concetto di sponsor, quindi chi lavora potrà ottenere più semplicemente il permesso di soggiorno, e sembra che saranno semplificati l'ottenimento dei permessi di soggiorno e dei nulla osta.
    Poi dev'essere ancora attuato per cui non si può ancora sapere.

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  8. Si può già sapere che alla lettera il Ddl non sarà mai applicato, perché tecnicamente inapplicabile, oltre che anticostituzionale (e la corte costituzionale esiste ancora). Lo sa perfino Maroni. Tra camera, senato, corte costituzionale e Quirinale (e Bruxelles) del Ddl resterà al limite la punteggiatura e sì, forse amenità come quella degli sponsor. Nessuno con una minima competenza giuridica può credere a queste puttanate.

    Si tratta di una tigre di carta che serve a dare ai grulli una sensazione di sicurezza. Falsa. (Comunque era falsa anche la sensazione d'insicurezza che avevano prima).

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  9. Si come anche le centrali nucleari...
    comunque gli sponsor anche se non si chiamano così esistono già da dieci anni, per un periodo ho lavorato in un'azienda che prendeva in nero dei lavoratori extracomunitari e poi li assumeva ma per farlo dovevano tornare nel paese d'origine e "venire chiamati".
    cmq poi hanno fatto tutti causa al datore di lavoro per sfruttamento :)
    perchè il lupo perde il pelo....

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  10. per l'appunto
    se lo sponsor sarebbe dunque il datore di lavoro che ha preso a nero questa gente,
    come mai non si e' prevista una sanzione per questo? in fondo ha commesso un serie di reati...
    invece di sfruttatore lo si chiama sponsor..

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  11. penso che come tutte le cose (ma certo diperderà dai dettagli) in italia non funzionerà bene (inteso il "bene" per come si pensa che dovrebbe funzionare regolarmente), se funzionasse sarebbe la prima cosa.
    sarà l'ennesima serie di leggi disattese che colpiranno a caso e qualche poveraccio sarà rimpatriato tanto per far vedere...
    però la realtà va guardata per quello che è:
    c'è un sacco di gente irregolare che è facilmente ricattabile e talvolta vive d'espedienti. superfluo sottolineare che nessuno di questi espedienti (lavoro sfruttato, furti, ecc.) è una novità per l'italia: esisteva tutto da ben prima che smettessimo di essere emigranti per diventare terra d'immigrazione.
    non c'è nessun motivo per sperare che proprio questa legge trovi puntuale applicazione (appunto sarebbe la prima), ma converrai che non è una grande consolazione sapere che nessuna legge funziona come dovrebbe e nessuna riforma riformerà mai veramente niente.
    come sempre.
    forse il tanto decantato genio italico è questo: non far funzionare davvero niente. né i campi di concentramento né la croce rossa. probabilmente è solo questo il motivo che fa distinguere male un governo di centrosinistra da uno di centrodestra: se nessuno dei due combina granché sarà davvero difficile vedere la differenza.

    tieni presente (comunque) che alcuni immigrati regolari con i documenti a posto (da poco tempo è ovvio) si lamentano della concorrenza al ribasso degli immigrati irregolari che lavorano per un tozzo di pane.
    quindi non ci dovremo stupire se (magari non subito) certe categorie di immigrati appoggeranno la lega.
    chi meglio del penultimo può far male all'ultimo?
    ricordi i romeni che davano addosso agli zingari?
    con argomenti tipo: i romeni son brava gente, gli zingari so' da ammazza'!
    s'io fossi una badante con i documenti in regola vorrei che fossero cacciate tutte le badanti irregolari e poi metterei all'asta il mio lavoro: chi offre di più?
    ochei, la pianto

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  12. Prove di integrazione: Qi si pronuncia "ci" non "ki" :)
    Bel post!

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  13. C'è un solo modo per i clandestini di non farsi sfruttare, che se ne tornino a casa loro oppure vadano dai fratelli sudafricani, troveranno un'accoglienza civile, come fra membri della stessa famiglia.

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  14. sei ridicolo, vai a lavorare coglione

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  15. Troppo forte!
    Con la tua creatività hai reso realistico un problema che starà per arrivare
    ;)

    Complimenti!

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  16. "C'è un solo modo per i clandestini di non farsi sfruttare, che se ne tornino a casa loro oppure vadano dai fratelli sudafricani, troveranno un'accoglienza civile, come fra membri della stessa famiglia."

    11:51 PM
    Anonimo ha detto...
    sei ridicolo, vai a lavorare coglione
    ---------

    Oh, Leonardo, ti leggono anche Calderoli e Borghezio! Anche se si travestono da anonimi intellettuali, le argute argomentazioni sono inconfondibili

    (peccato, però, era bello che almeno qui no nci fossero nazileghisti da bar)

    Grullo

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  17. che barba che noia che noia che barba

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  18. C'è un errore: la modifica del codice penale italiano ha stabilito che per identificare un nuovo carcerato bisogna fargli non solo le foto da fermo ma anche quelle da passerella dello stilista. Incominci la Gala d'appalto.

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  19. Tutto questo era già stato detto ma chiaramente fatto subito sparire dalle notizie, è praticamente impossibile gestire qusto reato, sarebbe come far diventare reato per gli italiani evadere le tasse. Quello che contava era fare un grossissimo spot alla lega ed al suo agire per la sicurezza. Tanti altri telespettatori ora saranno più tranquilli che anche il nero sotto casa è un delinquente ed avranno la coscienza a posto. POi il fatto che questo come li altri delinqunti sarà impunito e che la sicurezza reale non migliorerà di niente non è importante tanto stanno a casa a guardare il TG1 che dirà che ora non ci sono più clandestini e che anche quelli ricchi li abbiamo spediti al real Madrid.

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