giovedì 18 dicembre 2008

Cambiare pizzeria, subito

Aiutateci a chiedervi soldi anche nel 2009
"19 DICEMBRE EDIZIONE SPECIALE
5O euro per un manifesto che non ha prezzo
Questa è una pubblicità comparativa. 50 euro costano due pizze e due birre, ma se li spendete venerdì prossimo per comprare il manifesto che salverà la vita al manifesto vi risparmierete almeno il supplizio del limoncello offerto dalla casa insieme al conto".
Questa è la risposta a una pubblicità comparativa. Diciamo che una pizza costa in media 6 euro, una birra 4, un coperto 3. Fanno 13, che moltiplicato per due fa 26. A volte mi capita anche di pagarne 30, ma se me ne chiedono 50 mi alzo piccato e non torno mai più. Ma so che i lettori del Manifesto si comportano in un modo diverso.

E mi addolora. Li vedo da anni tornare nello stesso cadente locale, convinti che si mangi la meglio pizza della città... il che era forse vero trent'anni fa, ma nel frattempo i pizzaioli sono andati in pensione e la gestione è cambiata varie volte; almeno i prezzi fossero restati convenienti. Ma vuoi mettere la soddisfazione di lamentarsi del limoncello?

28 commenti:

  1. Poveri, quelli del manifesto sono alla frutta, ed e' triste. I "numeri speciali" una volta erano rarissimi, adesso sono quasi mensili (sicuramente trimestrali), al punto che sono stato tentato di classificare le loro email supplicanti come spam. Ed effettivamente la qualita' non e' piu' quella di una volta.

    Pero', pero'... va detto che sono praticamente l'unico giornale "vero" che vive di soldi statali, e glieli stanno progressivamente togliendo. Sulle news "dal mondo" sono ancora piu' bravi degli altri. Sono tra i pochi che hanno capito cos'e' il web, anche se poi se lo sono scordati di nuovo (sai, l'eta', l'alzheimer...). Facevano world music quando gli altri seguivano Sanremo. E va detto che se l'alternativa e' il prolasso testicolare di Liberazione o l'ignoranza borghese del duo Unita'-Repubblica (motto "old news with zero analysis, every day") , la vecchia pizzeria non fa poi cosi' schifo.

    Magari dovrebbero provare forme diverse, tipo un giornale ultra-economico di news veloci tipo Foglio + settimanale di analisi seria.
    O magari semplicemente ci sono troppi giornali, a sinistra e non solo, e dobbiamo farcene una ragione. Dopotutto, il futuro non e' stampato.

    (full disclosure: sono stato abbonato al manifesto via web per svariati anni).

    RispondiElimina
  2. (tra parentesi, giusto per scocciare: a Roma è utopia trovare una pizza tonda a 6 euri: il "preventivo" del manifesto purtroppo non è così esagerato, anzi...)

    RispondiElimina
  3. Finchè le richieste di sostegno rimangono una tantum sono dignitose e rispettabili. Alcuni mesi fa chiedevano di rimpiazzare il finanziamento pubblico, operazione impossibile e poco lungimirante. Oggi chiedono soltanto di poter arrivare ai primi mesi del 2009 per i ritardi accumulati nel pagamento dei creditori a causa dei passaggi parlamentari dei vari tagli all'editoria poi rientrati. Non viene da una loro scellerata amministrazione. E' vero che nelle loro autopromozioni si respira troppa aria di "noi siamo una una necessità, siamo La democrazia, siamo L'informazione", quando purtroppo l'informazione di qualità, soprattutto dall'estero, da qualche anno si è molto ridotta sulle loro pagine a causa delle ristrettezze, e le posizioni politiche sono incoerenti e sempre più frutto di una mediazione al ribasso. Ma è pur sempre una fonte di (pochi) bits di informazione genuina non reperibile altrove: con cosa vogliamo sostituirlo, con i blog d'opinione come il tuo o il mio in cui ci limitiamo a pigliare presunti fatti già digeriti da qualcuno e li ruminiamo di nuovo per darli in pasto ad altri opinionisti in erba con incipiente miopia ed epilessia da salvaschermo?

    In ogni caso spero che quando si saranno salvati facciano veramente una riflessione sul formato migliore che gli consenta di non spezzare il filo del discorso.

    Visto che ami i paradossi: prova ad applicare la stessa rassegnazione alla giustizia, all'educazione, alla ricerca... cerchiamo di essere
    solidali almeno tra di noi, e di non farci intortare dai teoremi che la televisione vuole dimostrare.

    (comunque concordo su questo: se avessero deciso di farlo pagare 30 euro avrebbero ottimizzato il guadagno, 50 sono veramente troppi)

    RispondiElimina
  4. Sono 10 anni che conosco il manifesto, sono 10 anni che il manifesto sta per chiudere, non sa se arriverà alla fine del mese, saluta tutti perché è probabile che non ci vedremo (a meno che scoppi un'altra guerra coi chiodi nelle bombe, che fa salire il suo audience).
    Come si fa a non farsi scappare da ridere?

    (non so dove diavolo vadano a mangiare i lettori del manifesto, ma io 50€ in coppia manco al ristorante: in pizzeria spendo la metà, e abito a Milano. ma in effetti non ho mai visto il manifesto in mano ad alcun proletario, quindi i conti tornano)

    RispondiElimina
  5. @leo: grazie.
    @erodoto: a Milano (e stiamo parlando di Milano) per due pizze e due birre e il coperto si sfiorano troppo pericolosamente i trenta euro, ma stando al di sotto.

    RispondiElimina
  6. le sottoscrizioni "per la sopravvivenza del manifesto" sono una delle poche certezze che ci sono rimaste

    RispondiElimina
  7. Segnalo una gran bella lettera sul tema, proprio sul sito del manifesto stesso. Le contraddizioni della sinistra moderna paiono le stesse del socialismo fine '800 -- fondamentalmente portato avanti da intellettuali che faticano a parlare proprio a quelle classi "inferiori" che vogliono riscattare. Giambattista Vico e i suoi ricorsi storici, eh...

    (te Leo pero' ce l'hai un po' con il manifesto eh, il 90% dei tuoi post sul tema sono di una cattiveria...)

    RispondiElimina
  8. Il modo subdolo con il quale viene fatta questa pubblicità pseudo-comparativa la dice lunga sullo stato delle cose. Ormai non c'è più vergogna per nessuno..
    I finanziamenti pubblici ripagano abbondantemente qualunque giornale. Però è sempre bello chiedere altri soldi ai cittadini.
    Innanzitutto ora come ora è uno spreco mantenere un quotidiano cartaceo in circolazione, inoltre le notizie sono vecchie già 2 ore dopo l'uscita del giornale. Ogni redazione dovrebbe riciclarsi nel web riducendo drasticamente le spese ed evitando uno spreco enorme di carta. I finanziamenti pubblici dovrebbero essere azzerati o ridotti al minimo. Condivido l'idea di un giornale tipo foglio con news veloci (sebbene anche in questo caso è meglio il web) + un giorno di approfondimento.
    Paolo

    RispondiElimina
  9. siamo tutti allo sbando, non cè tempo per le ideologia oramai..

    RispondiElimina
  10. Eh già, vuoi mettere andare a mangiare nei fast food generalisti, dove le cene sono preconfezionate e riscaldate, non fanno male e costano poco. Nemmeno sanno di nulla e non saziano ma chissenefrega, no? In fondo sono impagin... presentate bene, e i cuochi hanno nomi famosi e vanno anche in TV.
    P.S. Bella la vita in provincia, eh? Le stesse somme, prova a farle a Roma.

    RispondiElimina
  11. (vabbè, io metto in preventivo sempre almeno due birre... ;) ).

    RispondiElimina
  12. Delle sorti del Manifesto sono preoccupato come democratico, pertanto non mi sottraggo all'appello. Come cittadino mi preoccupa di più sapere che a Milano una pizza costa IN MEDIA 6 euri. Perbacco, roba da Nas, oppure bisogna essere proprio di bocca buona... e assuefarsi all'informazione precotta.

    RispondiElimina
  13. Il costo della vita tra Milano e Bologna non è senz'altro inferiore a quello di Roma. Da noi un caffè lo fanno a un euro, orsù.

    RispondiElimina
  14. Giusto per continuare nell'indagine istat, io per due pizze, un'acqua, una coca e un café a Milano sono arrivato a pagare 36 eruo. 50 mi sembra davvero troppo, ma è perfettamente in linea con la testa di chi scrive e lavora al Manifesto (confrontarsi ogni tanto con la realtà pare brutto eh?).

    RispondiElimina
  15. Porto la mia testimonianza dal ricco Nordest.
    Giusto l'altra sera, pizza, birra piccola e coperto, 11 euri e 50.
    Se facevo togliere il gorgonzola dalla pizza, anche meno, ma ogni tanto una botta di vita uno se la deve pur concedere.
    I Manifestanti pasteggiano a brioches nouvelle cousine dai tempi di Maria Antonietta, presumo; anzi, ricordo ancora quel numero del Gambero Rosso (quando ancora usciva col Manifesto) in cui si lamentavano sdegnati del servizio cencioso in ristoranti da centomila a cranio dell'epoca (ed era MOLTO prima dell'euro).
    Prima si estinguera' la gauche caviar e meglio sara': per l'informazione e per il genere umano nel suo complesso.

    TheBlogger

    RispondiElimina
  16. La gauche caviar o radical chic la trovo indigesta. Soprattutto perché è terrbilmente superficiale e perbenista. Non che altrove vada meglio. (Ri)vedersi Caterina va in città, ci sono affezionata, una debolezza, ma l'hanno girato nel mio liceo (travestito da scuola media). E'un ritratto perfetto di varia umanità romana. Solo vorrei sapere: chiunque desideri un approfondimento non banale, un minimo di attività intellettuale magari non del tutto prevedibile, conoscenze e informazioni che vanno aldilà di quelle che tutti troviamo in giro, riflessioni non propio trite (da dx o da sx o da centro), letture della realtà un minimo più complesse, dove le trova? E chi le fa? In Italia, oggi? Son tutte cose che hanno bisogno di un bel po' di lavoro, studio, tempo e riflessione e costruzione di schemi interpretativi complessi che pochi, pochissimi possiedono e sanno usare. O creare. (Leonardo cerca di farlo con la scrittura e la letteratura, ma con tutta la stima, una rondine non fa primavera, non basta per l'Italia intera). Mentre la stragrande maggioranza delle persone tutto questo, l'indagine approfondita, il ragionamento complesso, lo teme follemente. Come se gli ricordasse innanzitutto il disagio e la paura dell'interrogazione a scuola. Anche a tanti che leggono questo blog e che quindi qualche domanda sul mondo se la pongono, direi. E' una questione che trascende il Manifesto o l'alternativa secondo me stupida giornale/blog. Ma è piuttosto desolante. E'il terreno in cui meglio cresce Berlusconi o all'estremo limite la destra che abbiamo visto in piazza Navona contro i ragazzini delle medie.
    Brr.
    La dama del lago

    RispondiElimina
  17. Quante cazzate leggo.
    Il manifesto in crisi da dieci anni?
    Non credo.Lo compro da 9,e non mi pare.
    Numeri speciali e salati ogni trimestre?
    Non mi sembra.
    Ho sentito parlare di numeri a 50.000lire,
    ma in dieci anni mai visto uno.
    Qualcuno di voi sa per caso quanto guadagna
    un impiegato del giornale,direttore incluso?
    Qualcuno cosa sta succedendo al tanto chiaccherato finanziamento cartaceo?


    Liberissimi di continuare a leggere repubblica o succursali.
    Oggi mi aspettavo di trovare due righe su Wally,ma si vede che a forza di sparare sulla crocerossa si fa la fine della stessa.

    Saluti

    RispondiElimina
  18. Dimenticavo: i 50 sacchi dateli a Grillo,ve lo meritate.

    RispondiElimina
  19. Cito dal contropiano di Loris Campetti (ma il link tra una settimana sarà inutile).

    "Così, saltando tante altre maggiorazioni, arrivammo al 19 dicembre (data che abbiamo scelto anche oggi per scaramanzia) '97, quando mettemmo in edicola un quotidiano specialissimo, titolo «Cara libertà», prezzo incredibile: 50 mila lire. Fu un altro successo, da montarsi la testa. Due anni dopo altri 5 numeri speciali al prezzo di 10mila lire, in attesa di effettuare in euro l'ultimo decennio di «rapine» ai danni dei lettori. Non si contano i numeri a 5 euro, anche nel corso della sottoscrizione del 2006."

    Oggi ti aspettavi due righe su Wally... ma se neanche mi paghi, cosa pretendi?

    RispondiElimina
  20. Bene,citazione colta,mi sarò perso qualche numero,evidentemente,ma non uno stato delle cose che qui sopra ti fa comodo strumentalizzare per farti simpatico.
    Non a me,come avrai capito e quanto ti permetterà di dormire e scrivere di nuovo tranquillamente.

    Pago la connessione internet,
    e quando scrivo "mi aspettavo",non intendevo certo dichiararmi deluso o in diritto di riscrivere l'ordine del giorno.

    Anzi,devo dire che quelli su Wally,generalmente,li salto.
    Mi basta dedicare un neurone una volta ogni tanto,a personaggi del genere.

    Detto questo, forse perchè in alto a sinistra o destra non sta scritto blog qualunquista o qualsiasi altra cosa ho commesso l'errore di non leggerti da capo,
    che ce ne sia uno,ma forse l'accanimento contro il segretario doveva da subito chiarirmi
    le idee sul come discrete capacità critico-satiriche andassero sprecate.

    Dall'interno,insomma,deve essere davvero dura.

    E in assenza di interni,beh,si era capito.

    RispondiElimina
  21. Stavolta non ho capito io.

    Comunque c'è poco da strumentalizzare: è da anni che il Manifesto ricorre all'appello ai lettori e alla maggiorazione per coprire buchi di bilancio, al punto che lo rivendica addirittura. E' diventata una specie di tradizione, e molti lettori la riconoscono tale. E' strano che tu non ne abbia mai sentito parlare.

    RispondiElimina
  22. Sei gentile a spiegare.
    Detta così suona anche accettabile.

    Io non so chi abbia speso 50 euro ieri,non sono tra quelli e temo non siano stati in molti,al contrario di quanto scritto sul giornale di oggi.Può anche darsi che arrivi a trovare di cattivo gusto chiedere una cifra simile
    nel dicembre del 2008.Ma so di cosa si tratta.
    E so che il modo di tenere in vita il giornale sia esserne parte,non senza un occhio critico.


    Il manifesto rivendica una libertà che costa cara,non è una frase fatta da campagna che capisco possa infastidire.Il giornale conta 18 facciate delle quali raramente più di una e mezzo vanno in pubblicità.
    Il giornale non ha un editore.


    Se pensi che farsi mantenere dai lettori pur di rimanere aperti sia disonesto,scrivilo pure senza problemi,suonerà meno divertente,forse,ma più sincero,da parte tua.

    Altrimenti siccome non credo che nessuno sia mai venuto sotto casa tua a chiedere un soldo,
    spiegami perchè,di tutti gli argomenti trattabili
    in questo periodo tu spenda tempo a buttar merda su uno dei pochi bastioni buoni a sinistra - e non solo - al di fuori dai poteri marci di cui tanto scrivi.
    Buttiamo tutto?



    Che tu abbia trovato l'eden on line e non te ne possa sbattere di meno di sapere che la fuori
    non c'è spazio per un'informazione che magari puoi non condividere,ma che tu possa quanto meno definire libera?

    RispondiElimina
  23. ahahah..mettere l'edizione della "vittoria" di kerry è proprio una cattiveria

    RispondiElimina
  24. leonardo, siamo quasi d'accordo. sei passato dallo sfottere il manifesto (e chi ha contribuito alla loro campagna) perchè chiede all'elemosina ai suoi lettori a sostenere che dovrebbe chiedere l'elemosina per stare su internet e non su carta. in ogni caso mantenere un servizio di informazione non rende, per quanta pubblicità tu lo infarcisca e per quanto tu voglia risparmiare sui giornalisti: se ne stanno accorgendo tutte le redazioni, anche quelle le cui spalle sono coperte da grossi gruppi editoriali. le sovvenzioni pubbliche paiono necessarie, a meno che uno non utopizzi di un'informazione orizzontale tramite blog. ma per avere un'informazione di qualità di questo tipo devi avere degli aggregatori di cui ti fidi, che controllino la notizia, e perchè questi facciano un lavoro come si deve devono avere dei giornalisti pagati... gli esempi di giornali online con una redazione di giornalisti articolata che non lavorino attaccati al computer ma che vadano in giro a raccogliere le informazioni credo siano veramente rare.

    vuoi che il manifesto decida che è conveniente andare su internet? bisogna che sia modificata la legge per le sovvenzioni pubbliche ai giornali, che non tenga conto del numero di copie cartacee e che prenda in considerazione anche testate online (e che magari faccia un discrimine più serio tra coperative e coperative...). sarei totalmente d'accordo.

    RispondiElimina
  25. ops mi sa che ho sbagliato thread... non importa

    RispondiElimina
  26. Tomate, tu insisti su una questione (il finanziamento pubblico) che non è in discussione, perlomeno qui.
    Un conto è accedere a un finanziamento pubblico, un conto è campare della solidarietà dei propri lettori.

    Io poi non credo, come sostiene E, che sia "disonesto": penso semplicemente che non possa funzionare nel lungo termine.

    RispondiElimina
  27. il fatto è che ricorrono al finanziamento dei lettori perchè è stato ritardato il finanziamento pubblico, per un periodo - e non come un paio di anni fa per sistemare un buco di bilancio da loro causato. non possono permettersi di ritardare i pagamenti ai creditori e gli stipendi per motivi legali, ma in teoria da quando il finanziamento riprenderà regolarmente dovrebbero sostenersi da soli. è ovvio che nel momento in cui il sostegno dei lettori dovesse diventare stabile bisognerebbe interrompere l'uscita, e sicuramente non ci sarebbe versione elettronica sostitutiva che regga: semplicemente si chiude tutto, compresi i supplementi. dagli un'ultima chance: la prossima volta che chiederanno soldi sarò d'accordo con te.

    RispondiElimina

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza magari la cancello.

Dimmi.

Offrimi un caffè

(se proprio insisti).