mercoledì 6 gennaio 2010

Per le zanne del profeta

Se Maometto non va al Pantheon

Insomma io, alle Medie, quando affronto l’India, spiego che è un Paese di religione indù con una minoranza islamica. L’Islam più o meno sanno tutti cos’è, quindi mi soffermo una mezzoretta sull’induismo (le caste, la metempsicosi, il politeismo, fine). A questo punto di solito qualcuno chiede se c’entra Buddha e io scantono spiegando che il buddismo è sì nato in India, ma si è sviluppato prevalentemente in altri Paesi, per cui magari di Nirvana e ottuplice via se ne parla un’altra volta, eh? Piuttosto qualcosa sui Sikh, visto che da noi c’è anche una minoranza di studenti Sikh. Poi c’è da raccontare qualcosa su Gandhi (se c'è un po' di tempo vale la pena di mostrare il film, tagliato ovviamente), la lotta per l’indipendenza e contro le caste, il dramma della secessione India-Pakistan, eccetera eccetera. In capo a due settimane faccio una verifica, e se queste cose non le sanno, prendono 5. Fine.

Ora ditemi cosa dovrei dare a uno studente di terza media che mi scrivesse una cosa del genere:

Il caso esemplare è l'India, dove le armate di Allah si affacciarono agli inizi del 1500, insediarono l’impero dei Moghul, e per due secoli dominarono l’intero Paese. Si avverta: gli indiani «indigeni» sono buddisti e quindi paciosi, pacifici; e la maggioranza è indù, e cioè politeista capace di accogliere nel suo pantheon di divinità persino un Maometto. Eppure quando gli inglesi abbandonarono l’India dovettero inventare il Pakistan, per evitare che cinque secoli di coesistenza in cagnesco finissero in un mare di sangue.

Ok, il primo errore te lo potrei anche passare: c’erano comunità musulmane in India sette secoli prima dei Moghul, ma questo forse sul libro di terza media non c’è… magari alle superiori te lo spiegano… pazienza. Ma indiani “indigeni” buddisti e quindi paciosi pacifici” che roba è? Che roba è? Hai di nuovo fatto le ricerche con Yahoo Answers? Ti avevo ben detto di stare lontano da quel sito demoniaco.



Ma anche quel Maometto in un pantheon di divinità indù è favoloso. Perché se ci rifletti bene, per il musulmano medio Maometto è un profeta, mica un dio, per cui se arriva l’indù e gli dice: “Ehi, adesso il tuo profeta è nel mio pantheon” lui come minimo s’incazza un po’. Anche perché li conosci gli indù, no? Loro gli dei li raffigurano volentieri. E quindi a quel punto l’Indù che deve decorare il suo Pantheon si porrà il fatale problema: questo dio Maometto, ma che faccia avrà? La barba, ok, ma di che colore? Aspetta aspetta che chiedo al mio vicino musulmano Omar.
“Ehi, Omar”
“…”
“Senti, non te la sarai mica presa perché ho messo il tuo Dio nel mio pantheon”.
“Non è un Dio, è un profeta”.
“Vabbè, stessa cosa”.
“Non è la stessa cosa”.
“Sì, ok, non è la stessa cosa, comunque senti, mi dici un po’ che faccia aveva? Perché devo fare il ritratto per il mio pantheon pacioso, capisci…”
“Il volto non si può raffigurare”.
“Ah no?”
“No”.

“Ma neanche se ci metto, che so, una testa di elefante, stile Ganesh...”
“MpfffffffffffffffffffFAAAAAAAAAATWA! MALEDETTI CANI IDOLATRI!”
“Uff, che carattere. Ma perché non sei pacioso come noi budd… ahem, come noialtri?”
“Paciosi? Dopo il massacro dei Sikh? E le stragi di Mumbai? Voi sareste quelli paciosi?”
“Ma certo, non hai letto Sartori?”

E poi gli inglesi che inventano il Pakistan. Certo, come no. E in questo modo risparmiano un mare di sangue. E in effetti, vuoi mettere quattro guerre indopakistane con un mare di sangue? Insomma, professor Sartori, quel che ha lasciato firmare col suo cognome è imbarazzante. Rientri dalle vacanze, licenzi quel ghostwriter, se ne trovi uno con una licenza media vera. Qualcuno che non scriva più cose come “l’uomo- bomba, il martire della fede che si fa esplodere, che si uccide per uccidere (e che nessuna altra cultura ha mai prodotto)”. Certo, nessun'altra cultura: è per questo che per trovare un nome all’uomo-che-si-uccide-per-uccidere abbiamo dovuto prendere in prestito il noto termine arabo Kamikaze. Ed è noto che Pietro Micca era un attento lettore del Corano, libro nel quale si trova del resto la leggenda di Sansone, l'antesignano dei… basta. I lettori del Corriere si meritano di meglio, professor Sartori.

Anche perché il compito che si è preso, con Rutelli, è abbastanza complicato. Da una parte c’è Fini che si è messo in testa questa storia del voto agli immigrati, e le sinistre ovviamente gli vanno dietro per le solite risibili questioni di principio. Dall’altra ci sono quelli che l’Islam è il male, i minareti ci terrorizzano, le moschee ci inquinano con l’onda. In mezzo ci siete voi che provate la solita melina terzista, ma insomma, qui ci vorrebbero argomenti degni di questo nome, e per ora non ci sono. Come si fa a non voler dare dei diritti civili senza sembrare incivili, ahi, è dura... C’è Rutelli che dice che il multiculturalismo è sbagliato e tre righe dopo parla di “pluralismo culturale e integrazione” Sarebbe addi’? No, sul serio, in pratica, la differenza sarebbe? Dice che il diritto di voto deve arrivare alla fine e non all’inizio di un percorso di integrazione… come se dall’altra parte ci fosse Gianfranco Fini che regala passaporti sulla spiaggia di Lampedusa. Tranquillo che si parla di cinque anni minimo, non ti sembrano abbastanza per fare un percorso serio, France’? Tu quanti partiti sei riuscito a fondare in cinque anni? Dice che “occorre anche una “dichiarazione di laicità”. Che valga per tutti, e serva per separare esplicitamente il comando religioso dai doveri verso la Repubblica»”. E questo sarebbe un pensiero terzista? E Rutelli spera di intercettare i moderati con una “dichiarazione di laicità”? E sul serio, qualcuno a sinistra potrebbe dirsi contrario a una “dichiarazione di laicità che valga per tutti”? Sì, effettivamente qualcuno potrebbe. La Binetti.

(Quasi tutto via Gilioli).

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