mercoledì 8 dicembre 2010

Chips, chips

(Questi sono appunti per un pezzo su Vieni via con me che non ho mai avuto il tempo di scrivere. Chiedo scusa se ormai puzzano un po').

- Io non sono un esperto, ogni tanto bisogna dirlo. Di qualsiasi cosa si stia parlando in quel momento. Tv, ad esempio: io non sono un esperto. Non si può neanche dire che ne guardo. Vivo in stanze in cui è accesa, questo si può dire. Può darsi che questo a volte mi avvantaggi rispetto a critici che ci si mettono davanti come fosse il cinema, perché in effetti la tv dei grandi numeri è concepita per gente che sta facendo altro: cucina, stirare, i compiti, scrivere sui blog. Forse sono più casalinga di Voghera io di tanti. Però non sono un esperto. Ed è meglio così.

- Perché se da esperto mi avessero detto: “abbiamo in mente un nuovo format che spaccherà il culo”.
“Sentiamo”
“Dunque, al posto del comico, Roberto Saviano che fa lezioni di mezz'ora sulla camorra”.
“Interviste? Reportage?”
“Nonono, lui da solo sul palco, al massimo ogni tanto parte una clip, ma pochepoche”.
“Mhm. E poi?”
“E poi magari parte un balletto”.
“Ah, ecco”.
“Ma concettuale, anche un po' brechtiano, hai presente, e le ragazze rigorosamente coperte”.
“Rigorosamente”.
“E poi tieniti forte, perché questa è la vera bomba, dunque, ospiteremo persone famose e persone normali, e...”
“Li intervisterete, come dappertutto”.
“No! Appunto, questa è la vera bomba, tieniti forte, tieniti, perché... insomma, gli faremo leggere delle liste”.
“Delle liste”.
“Sì”.
“Ma in che senso?”
“Ma metti, per esempio, che invitiamo un parente delle vittime di piazza della Loggia, e gli facciamo leggere la lista delle vittime: una cosa così”.
“Ah”.
“Guarda che ci facciamo venti punti come niente”.
“Su raitre”.
“Eccerto”.
“A mezzanotte, tipo”.
“Nonono, questo va al lunedì contro il Grande Fratello, e lo sbaraglia, fidati”.
“Ma ne hai parlato con qualche specialista?”
“Oh, sai, “gli specialisti”, tutti credono di intendersi di tv, quando in realtà...”
“No, intendo un dottore”.

- Io di televisione davvero non m'intendo. Potevo immaginarmi che Fazio e Saviano avessero successo su Raitre perché, in effetti, Fazio e Saviano sono due certezze e hanno da sempre un pubblico affezionato: aggiungi la cassa di risonanza polemica che già fece trionfare Raiperunanotte la scorsa primavera. Tutto questo era ampiamente prevedibile. Non era altrettanto previsto che si abbattesse sull'audience già inossidabile del Grande Fratello come una lama nel burro. Non era affatto previsto che fosse visto da milioni di spettatori che rai3 probabilmente non la vedono mai. Va bene, la prima puntata c'era Benigni. Ma in seguito ci sono state tantissime altre cose che mai, in tutta la mia carriera di attraversatore di stanze con tv accesa, mi sarei immaginato che potessero forare l'attenzione del grande pubblico – del pubblico veramente grande. Femminismo, rifiuti, vittime di Piazza della Loggia. C'è da dire che l'ultimo Grande Fratello è più loffio del solito. A detta di chi lo guarda.

- In realtà non è soltanto il Grande Fratello. Tutto è più loffio del solito, ultimamente. Negli ultimi anni, mentre attraversavo stanze con le tv accese, mi è sembrato che la temperatura intorno a me si abbassasse fino al congelamento. La tv non è mai stata un medium particolarmente innovativo, però qualche cambiamento mi ero abituato a rilevarlo. Ho visto arrivare i colori e le tv locali. Ho visto la nascita di mediaset e la standardizzazione di un gusto medio-basso. I telefilm e i contenitori nazionalpopolari. Ogni anno c'era qualcosa di nuovo. Negli ultimi dieci anni, sempre meno. Dieci anni fa i reality sembravano l'ultima frontiera. In effetti non è che siamo andati molto più in là. I talent in una certa misura erano già un ripiego. Giochini preserali, più o meno gli stessi da cinque anni a questa parte. Ah, e un sacco di interviste dappertutto. C'è qualcosa d'inquietante quando le trasmissioni più forti cominciano ad avere numeri progressivi di due cifre. Da quand'è che si fa Amici? Le Iene quanti anni hanno? Striscia ne ha 22. Ma ci pensate ai ragazzini? Io quando crescevo avevo l'impressione che la tv crescesse insieme a me. I nostri figli crescono in mezzo alle repliche. Quante volte è stata programmata una puntata dei Simpson?

- Il successo di Vieni via con me potrebbe anche essere l'espressione di questa stanchezza. Vorremmo vedere qualcosa di nuovo. Niente di particolarmente difficile o astruso: semplicemente qualcosa che non si è ancora visto. Il problema è che è concettualmente difficile – se non impossibile – fare qualcosa di nuovo in tv. Proprio perché la tv è un mezzo pigro, per persone non necessariamente pigre, ma quasi sempre stanche: persone che la tengono accesa per addormentarsi, o stanno lavando i piatti, o giocando coi bambini sul tappeto. Non gli puoi chiedere di seguirti in chissà quale percorso innovativo. Dovresti trovare qualcosa di nuovo ma anche di immediatamente popolare. Non è facile. In un certo senso era un lavoro per Fazio.

- Intorno a Fazio c'è un equivoco storico. Per molti è il paladino della tv alternativa, quello che cerca di fare in tv cose che nella tv italiana, per vari motivi, non si possono fare. E di conseguenza lo vorrebbero più cattivo, meno prono ai suoi ospiti, eccetera eccetera. Secondo me le cose sono più semplici. Fazio non vuole fare un'altra televisione: Fazio vuole fare la televisione, proprio quella italiana, lo scatolone nazionalpopolare che Baudo faceva negli anni Ottanta. I suoi eroi sono proprio i grandi presentatori storici, Bongiorno o la Carrà. Quando scopre qualcosa di nuovo, e gli è successo più di una volta, è sempre qualcosa che in realtà era già lì, davanti a tutti: bastava solo valorizzarlo e mostrarlo al grande pubblico. Per esempio, quando gli diedero il pomeriggio della domenica su rai3, lui scoprì quello che sapevamo tutti: che il pomeriggio della domenica lo passavamo ascoltando parlare di calcio senza poterlo vedere, e che tutte queste chiacchiere inconcludenti erano incredibilmente rilassanti, e tanto bastava per farci un programma. Ha scoperto il segreto di Everardo Dalla Noce, un signore simpatico che faceva i servizi dalla borsa di Milano per il tg2, e ci teneva attaccati alla tv senza che noi capissimo un'acca di azioni e obbligazioni: il segreto del nonnetto in tv. Che i quarantenni degli anni '90 soffrissero di nostalgia per un'infanzia già televisiva, non era così difficile da capire: ma lui ci fece Anima mia. Un'idea di Fazio è sempre un uovo di Colombo: qualcosa che è già davanti a tutti. In questo caso le liste.

- Erano in mezzo a noi. Da vent'anni, ormai. Nelle e-mail. Le prime catene di Sant'Antonio, le ricordate? Erano liste allungabili a piacere. Alcune sono diventate libri, altre sono finite nei film. Ci voleva molto a metterle in televisione? La lista è popolare, è facile. A pensarci bene, può darsi che sia il genere letterario più praticato del secolo. Scrivere una storia o un blog è complicato, ma tutti possono scrivere una buona lista con un po' d'impegno. La lista, finalmente, è qualcosa di diverso dall'intervista. La lista è come Dio, siamo tutti uguali davanti a una lista: possiamo essere segretari di partito o clandestini appena scesi da una gru, la prosodia più o meno è la stessa. La lista è primitiva, sta al discorso più o meno come il tamburino sta alla musica. La lista può piacere o non piacere, ma funziona. La lista funziona, ma può piacere e non piacere.

- A me non piace.

- Mi vergogno molto a dirlo, perché stimo Fazio, stimo Saviano, stimo tutti, ma a me Via con me non piaceva. Ho un problema con le iterazioni, tra l'altro quella canzone in particolare è quasi tutta su due accordi e io non posso reggere gli stessi due accordi per due ore, potete variarli finché vi pare ma alla fine mi state martellando come Albertino.

- In generale non mi piacciono le liste; è senz'altro un problema mio, perché piacciono a tutti; non mi piace l'anafora, il martellamento, i pensierini delle elementari, la concezione paratattica dell'esistenza, e questa idea che la realtà sia fatta a collanine: la collanina dei valori in cui credere, la collanina delle cose da cambiare, la collanina delle cose che valgono la pena – c'è stato un momento preciso in cui il mio telecomando stava per volare verso il televisore, ed è stato nell'ultima puntata, quando qualcuno ha letto una lista di “cose di cui siamo fatti”, una riduzione dell'italianità a diapositive edificanti, e a un certo punto, molto dopo “la tonaca di Don Milani” e “gli occhi di Sofia Loren” (chissà cosa pensava Don Milani, di quella svergognata di Sofia Loren) sono arrivate “le sopracciglia di Alberto Moravia”. Allora, insomma, a no. C'è un limite a qualsiasi edulcorazione, e il mio limite è evidentemente l'arco sopracciliare di Moravia. Io sarò anche fatto di tante cose, avrò ricevuto tante dosi di italianità, ma di sicuro non sono fatto delle inquietanti sopracciglia di Alberto Moravia. E in generale la cultura non è questo. Non è un album di figurine. Inoltre pensavo che il veltronismo fosse una cosa di cui ci eravamo liberati. Invece no.

- Invece no. La notizia forse è questa. Proprio nel momento in cui Berlusconi è in difficoltà, il veltronismo trionfa, in prima serata. Con la sua enciclopedia di buoni sentimenti in piccole dosi, con l'idea che Sofia Loren e Don Milani siano nella stessa chiesa (la stessa, sì, di Guevara e Madre Teresa), questa visione pacificata, edulcorata del mondo. Hai voglia allora a biasimare Veltroni che si fa vedere molto più spesso ultimamente che quando dirigeva il PD, e si vantava di non andare in tv (e nelle sezioni – e in piazza – da nessuna parte, in effetti). Sta a vedere che alla fine il futuro è lui.

Sul veltronismo vorrei chiarirmi: non mi è mai piaciuto, ma a un certo punto mi aveva illuso. Non pretendevo che mi piacesse, non è colpa sua se ho gusti difficili; ma per qualche giorno nel 2007 ho davvero pensato che potesse fornire agli italiani un nuovo terreno comune, un nuovo paesaggio morale, un nuovo palinsesto. Neanche così nuovo, in realtà era nell'aria da anni. Ma almeno era diverso dalla fiaba del berlusconismo (e dell'antiberlusconismo speculare). Non è un film che mi sarei visto volentieri. Ma non mi avrebbe offeso vivere in una stanza in cui lo proiettavano. Se sono stato cattivo con Veltroni, dopo le elezioni, lo sono stato perché mi era sembrato di aver capito che no, quel sogno lì non funzionava, non piaceva, la gente continuava a preferire il Grande fratello. E allora tanto valeva liberarsene alla svelta. Ma se adesso salta fuori che il sogno funziona, io non so più che dire. Tranne quello che ho detto all'inizio, ovvero: non me ne intendo, non capisco niente, qualche cosa la capisco al volo e ad altre ci arrivo davvero troppo tardi.

31 commenti:

  1. Più che altro, credo che i dieci milioni di telespettatori davanti all'immagine delle sopracciglia di Moravia abbiano avuto tutti un grosso punto interrogativo sopra la testa.

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  2. Bel post Leo.
    sai cosa non ho mai capito di Fazio?
    fa sempre le domande che nessuno farebbe
    secondo me è una tattica,
    mentre invece l'unica domanda che veramente
    dovrebbe fare,resta sempre sospesa..
    è un mio modo di vederlo non è detto
    che sia la verità,a pelle non mi piace,
    a naso neanche ti lascio immaginare il resto.
    quando intervistò Marchionne lì ho avuto la conferma.a dopo bello il post c'è tanto da dire.
    ciao Amelie

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  3. "Televisione intelligente" per me rimane un ossimoro. Purtroppo italiani=televisione, e le conseguenze sono presto tratte.
    E Fazio mi urta, forse perché è un coetaneo, forse perché gli somiglio troppo...

    Leo, leggere i tuoi sterminati post è sempre una fatica... ma, arrivati alla fine, non ci si pente mai.

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  4. Secondo me la risposta migliore la scrivesti tu nei commenti del post su Veltroni: "Meglio entrare nel Veltronismo a naso mozzo che fare smorfie a Berlusconi a vita".

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  5. Anche a me "Vieni via con me" non piaceva tutto intero. Mi piacevano moltissimo i monologhi di Saviano, perché sono della stessa razza - malgrado lui non abbia studiato da attore, credo - dei monologhi con cui un tempo Marco Paolini riusciva a fare grandi risultati di audience in tv. Ma hai perfettamente ragione su quell'ultima lista, che era pessima e sembrava una parodia appunto di Jovanotti e della sola grande chiesa. Tu ti sei rivoltato al pensiero delle sopracciglia di Moravia. Sai dove mi sono rivoltato io? Quando ho sentito, dentro quell'elenco, la Olivetti di Montanelli. Ecco, ognuno ha i problemi suoi, lo capisco, e le proprie intolleranze. Ma mentre le sopracciglia di Moravia sono, per quattro lettori quattro, al massimo un mini-feticcio, e non mi suscitano simpatia ma neanche indignazione, la Olivetti di Montanelli - che pure passa in quanto consegnata alla storia da una foto famosa e dal sentito dire, mica da molto altro, mica da letture dirette - sì, eccome. Perché io non me lo dimentico che Montanelli è stato in Africa e fino alla fine della sua vita ha negato con indignazione che laggiù noi avessimo usato i gas. Comprò una ragazzina di 12 anni e la usò come moglie-serva. Asseriva con convinzione la superiorità dei bianchi e la necessità di sottomettere i neri. Montanelli era un allegro colonialista razzista sotto il fascismo, e l'allegra partecipazione alla vicenda etiopica io non gliela perdono. Ci avesse scritto anche mille milioni di pezzi fantastici, su quella stramaledetta Olivetti (e non lo ha fatto), io non voglio sentirmi erede di un figuro così.

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  6. Ho visto la trasmissione solo a flash, perchè mi addormento sempre, davanti allo schermo. Ma ho l'impressione che voi abbiate troppa puzza sotto il naso.
    E' vero, le liste hanno senso solo se sono stringate, quelle erano troppo allungate, alla decima della lista io sonnecchiavo.
    E' vero, la lista di cosa siamo fatti era fatta male.
    E' vero, c'erano tratti di demagogia, di ricerca ossessiva del consenso, di banalità. TRATTI.
    MA il succo della trasmissione era il monologo inquietante di saviano, era la sua presenza, credo.
    E allora, io sto con Fazio, perchè preferisco Saviano a Fede, il tema dell'eutanasia al tema sesso e politica; preferisco sentire la voce della sorella di uno studente morto all'aquila piuttosto che quella degli stupidotti del grande fratello.
    E se Fazio ha la capacità di vedere ciò che gli altri non vedono pur avendolo sotto il naso, allora è geniale.

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  7. Ma non credo che si facesse paragoni
    tra Fazio e Fede..
    c'è l'oblìo
    non per questo non si può pensarla in modo
    diverso
    o no?
    io non stò con nessuno
    (lascia perdere l'eutanasia
    che è stato il vero buco tv...
    e comunque sarebbero argomenti che meriterebbero
    veri spazi invece no)
    comprese le polemiche.
    Amelie

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  8. non posso reggere gli stessi due accordi per due ore

    prova a reggere un solo accordo per mezz'ora, intanto. è bellissimo.

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  9. Domani scrivo Di pacatamente
    Veltroni
    il disastro Pd.
    ciao
    Amelie.

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  10. Sembra proprio che non sia stato l'unico, a cui quella lista ha lasciato l'amaro in bocca.
    Nella mia memoria di qualunquista (e la memoria si sa fa brutti scherzi) ricordo di aver pensato che in tutta la lista non e' stato nominato niente/nessuno che non fosse morto da almeno 20 anni. A ribadire che siamo congelati agli anni '80. E poi... non era la lista dalla Strada? Anche questa mi e' rimasta sullo stomaco; perdonatemi se ho pensato "ecco un'altra figlia di papa' che e' divenuta cio' che e' per meriti puramente ereditari, come in qualsiasi industriola di provincia"
    Luke

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  11. La lista funziona, ma può piacere e non piacere. A me piace.
    :)

    Come tutti gli strumenti, dipende come la si usa.

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  12. Si è vero la lista di Don Milani con le sopracciglia di Moravia, nonché gli scarpini di Baggio e la pipa di Pertini...era stucchevolissimamente veltroniana, il programma non ha "linguisticamente" detto nulla di nuovo, ma era prodotto in maniera da apparire addirittura brillante, cioè brillante rispetto alla sciatteria di altri, che dire delle liste di Sabrina Salerno in quel programmino squallido di questa estate sugli anni 80?
    La tendenza della televisione in questi ultimi anni mi pare sia la tristezza alternata al rancore, mi danno questa impressione anche i generi considerati vincenti fino a poco fa, secondo me i programmi più significativi della stagione sono questi due; da una parte la Salerno con gli anni 80 ammuffiti (la fine di un impero) dall'altra Fazio consolatore con la sua lista di valori positivi a cui il suo pubblico di riferimento non crede più , però per 5 minuti ci crede giusto perchè ha bisogno di commuoversi.
    L'unico corto circuito interessante c'è stato quando Saviano tra una cosa e l'altra è riuscito a piazzare qualche verità; tipo che la Mafia investe al Nord e che la monnezza napoletana non è solo napoletana, verità semplici semplici che però giorni, mesi, anni di programmi informativi rendono impossibili, impensabili...

    lorenzo

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  13. Che Fazio è un dolciotto e sa fare benissimo la roba veltroniana lo si sapeva, ma almeno 'Vieni via con me' è stata la meno peggiore, e ha prodotto un bel pubblico per gli argomenti di Saviano.

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  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  15. sincero.
    bel post, anche perché son d'accordo su tutto, solo che in maniera più cattiva.

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  16. Ritengo che criticare una trasmissione come "Vieni via con me" da questo pulpito, sia la solita deriva radical-chic di chi ha paura di essere omologato. Ad estrapolare cose dal contesto e ridicolizzarle siamo tutti bravi: non mi sei piaciuto.

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  17. Radical-chic, no.
    Moratoria sull'uso di radical-chic.
    Aspettiamo almeno che muoia, Wolfe, non può rivoltarsi nella tomba da vivo.

    (En passant: la banalizzazione del termine radical-chic è un prodotto della lettera 22 di Montanelli, quindi, Luigi, vedi che alla fine, purtroppo, eccetera).

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  18. Non penso sia un problema di radicalsciccheria. C'è un elenco di dati di fatto, ovvero: che la tv, se accesa, sia pessima; che qualsiasi cosa che ospiti l'intelligenza abbia più appeal che il grande fratello; che Fazio sia noioso anche per sé stesso. C'è da dire che se vuoi fare il minimo comune multiplo della sinistra in Italia non puoi non mettere insieme veltronate, la Dandini, Don Gallo, Saviano per tirare su 10 milioni di telespettatori. Se abbiamo voglia di accettare una sintesi politica (per vincere le elezioni) e culturale (per uscire dall'incubo di amici, gabibbi, le iene ecc...) questo è un buon inizio, se poi però si prova a crescere.

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  19. La metto giù più semplice: dopo settimane in cui si è parlato in tutte le salse di "vieni via con me", vale davvero la pena dedicargli un post adesso? Per dire cosa poi? Che non passerà alla storia come il miglior programma della storia? Dal momento che trovo la risposta abbastanza ovvia ritengo radical chic la scelta di affrontare questo tema, radical chic proprio nell'accezione wolfiana ovvero per ostentare anticonformismo. Detto questo, Leonardo, urge affrontare il tema dei cerchi sovrastrutturali. Nu bacione.

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  20. Ricordo un bell'incontro con Manlio Milani e Benedetta Tobagi. Manlio ha perso la compagna ed amici con la bomba fascista di piazza della loggia, a Benedetta ha ammazzato il padre giornalista terroristi di estrema sinistra: lavorano spesso insieme, avendo in comune anche la resistenza all'essere strumentalizzati come santini su fronti opposti.
    Ascoltarli, assieme, è un'esperienza di quelle che si ricordano.

    In questa, e tante altre occasioni ho pensato: accidenti, in due ore di dialogo con loro -oltre alla profondità umana che emerge- si capisce molto di più di questo paese che con giorni di documentari.
    Secondo pensiero, immediatamente conseguente: accidenti, per questo piccolo tesoro siamo in 30 - 50 - 100 persone, mentre milioni si sorbiscono quelle stronzate in tv.

    Idem per don Ciotti e tanti altri.

    Ogni volta pensavo.. perchè queste cose e persone non hanno spazio presso il grande pubblico?
    Poi è arrivato Fazio con Saviano.

    Ecco, per il solo fatto che questa trasmissione -anche se in modo più semplice, breve, infinitamente meno intenso e complesso- abbia dato loro voce, in prima persona, ne accolgo il successo come una buona notizia. Forse un'ottima notizia.

    Anche peraltre piccole cose come la scoperta (almeno per me) di zanza, il comico disabile (forse la cosa meno televisiva che si possa immaginare - la difficoltà in mostra nel tempio dell'apparenza)

    Capisco che possa non piacere, e condivido molti appunti. (capisco anche che possano piacere i reality o i talent, che io non sopporto)
    Però, dato il contorno, credo sia importante contestualizzare. O forse no: di fronte a polemiche ed interesse eccessivi, ricordarsi che in fondo è solo uno show e non (a seconda della parte) un complotto comunista o un prodromo alla rivoluzione -e quindi giudicarla sono in base a canoni appropriati ad uno show- può essere utile.

    Ho visto critiche ("da sinistra"? mah), e sono le uniche che non capisco, a Fazio "maggiordomo" e Saviano "showman al soldo di Berlusconi", che sui rifiuti "non ha detto questo e quest'altro".
    E vabbeh, c'è chi non è mai contento. E forse si merita la de flippi ed un sistema mediatico dominato da figuri di estrema destra che passano per moderati.
    Però..

    Da anni non guardavo la tv.. "intenzionalmente" (radiscal chic, o semplicemente non è mai stato difficile avere qualcosa di meglio da fare?) - o mi sto imborghesendo (assieme ad altri milioni, pare) oppure la novità è significativa.
    Si potrà fare di meglio, nella tv italiana, oggi?

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  21. No, D'Amato, non valeva parlarne adesso, però avevo della roba scritta e non sapevo che farne, e non avendo tempo (siccome lavoro in una sciccosissima scuola media) l'ho postata qui, e radical chic sei te, e radicalscicchini i tuoi bambini, con l'accezione wolfiana o senza.

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  22. Non c'entra granchè con questo post, ma leggendo della tua mancanza di sopportazione per gli elenchi ho capito il perchè di questo post d'epoca http://piste.blogspot.com/2008/12/cosa-racconteremo-ai-figli-che-non.html, le canzoni di Vasco Brondi altro non sono che degli elenchi in musica :)

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  23. Penso che il programma abbia funzionato non solo e non tanto per le liste ma perchè abbiamo avuto modo di metterci davanti alla TV e ascoltare. Delle storie, delle vite, cose di cui non si ha mai modo di approfondire.
    La prima puntata non mi aveva convinto granchè, anche Benigni nel suo intervento mi pareva non dicesse niente di nuovo.
    Alla seconda non ho toccato il telecomando neanche durante la pubblicità e non sono stata l'unica.
    Gli ospiti da Fazio parlano e vengono ascoltati, che si chiamino Marchionne o Camusso. Chiaro che la sua impronta c'è, ma c'è a monte. Poi certo lo vedi quando non è d'accordo ma il fatto che non intervenga con domade che destabilizzino è un punto a suo favore. Altri non resistono alla tentazione di farlo, ad esempio Daria Bignardi che da sola rappresenta un ottimo motivo per non abolire il termine radical-chic;-)

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  24. Imsomma ragazzi,ho un po fretta spero di scrivere domani,con calma non vorrei istigare il can che dorme....non lo capite che è un target(si scrive cosi spero).Allora il punto centrale è Saviano,questo non si discute,ma quando fece il programma sulla Bellezza era un altra cosa,meno ingabbiato...il resto è la fotocopia di Che tempo che fa.con inclusione liste-a me non sembra tutto questo grande spettacolo Nuovo,diciamo che è la lista Nuova lo spettacolo è vecchio stile Fazio è stato lui il primo in italia a invitare nomi e personaggi famosi,anche quando fece Anima Mia dalla quale abbiamo ereditato gli immortali Cugini di campagna che sembrano invadere la tv da anni per una canzone diciamo insulsa?
    ciao a tutti a domani.
    LE LISTE LE ODIO IN TUTTI I CASI
    meno che quelle della spesa.
    PERCHE SAI CHE è L'UNICA CHE FARAI.
    la spesa.

    ciao.
    Amelie

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  25. io non sopporto Fazio, pero' che sia il nuovo Pippo Baudo e' innegabile - Baudo quello che invitava Beppe Grillo in trasmissione. Era un certo tipo di democristiano che di questi tempi si rimpiange, uno che almeno sapeva fare il suo mestiere.

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  26. "figuri di estrema destra che passano per moderati"
    grazie grullo. E' l'unica cosa da dire a proposito di (quasi) tutto quello che in TV non proviene dall'estero

    Andrea

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  27. Temo di essere d'accordo con Silvia e con D'Amato. Oltretutto un conto è raccontare un paese (che ahimé è fatto anche di quel Montanelli che piaceva tanto a buona parte del PD, sempre lesta a cercare paladini a destra; e ad esempio quanti della generazione precedente hanno letto e apprezzato la sua Storia d'Italia?), un conto è guidarlo, come voleva e vorrebbe fare Veltroni. Ci vogliono talenti diversi, invenzioni diverse, capacità, metodi e intenzioni completamente diverse. Paragonarli in questo modo ha poco senso.

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  28. @Luke: stai confondendo Strada con Tobagi.
    PR

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  29. ho sempre trovato inquietanti le sopracciglia di moravia. le liste non m'entusiasmano. ma sono favorevole ad ogni forma d'espressione :) il programma di fazio non l'ho visto. lui non m'è né simpatico né antipatico. trovo onesto e dialogico il suo approccio agli argomenti e agli ospiti. complimenti per il post, anche in considerazione dell'inconoscenza. buon pomeriggio

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  30. Ho letto "Gomorra" e l'ho trovato dirompente.
    Non ho apprezzato invece i molti articoli scritti da Saviano su Repubblica e per l'Espresso, specie quelli in cui osannava i giovani di Occupy americani al contempo dicendo male dei giovani che qua in Italia protestano da tanti anni. E va bene.
    Sul Fazismo televisivo ho poco da dire da "Anima Mia" in poi: mestizia.
    Detto ciò, se voglio sentire la predica vado direttamente in chiesa. Una "messa" televisiva adatta all'antiberlusconismo di una certa sinistra. Loro sì radical chic.
    Una mia opinione, ovviamente.

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