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lunedì 28 gennaio 2013

Domenica come tutti sapete era l'anniversario dell'apertura dei cancelli di Auschwitz. Sabato, come non tutti sanno, era il settantesimo anniversario di Nikolajewka, l'eroica battaglia in cui gli alpini italiani in ritirata spezzarono l'accerchiamento sovietico pagando un prezzo altissimo: più di ventimila morti e ottantamila prigionieri, per riportare a casa un contingente che Hitler non aveva voluto, che Mussolini aveva comunque ritenuto necessario inviare per dimostrare qualche cosa. Ieri, come tutti sapete, Berlusconi ha anche dichiarato che Mussolini ha fatto tante cose buone.

In seguito ci ha già fatto sapere che è stato ovviamente frainteso, che non intendeva dire quello che ha detto, che "non ci può essere alcun equivoco sulla dittatura fascista" anche se pensava "che questo dato fosse chiaro per tutta la mia storia politica passata e presente". Siccome però nella sua storia politica c'è quella famosa intervista allo Spectator in cui affermò che Mussolini mandava i dissidenti in villeggiatura (2003) o quella volta in cui definì la dittatura fascista una "democrazia minore" (2011), è lecito sospettare che Berlusconi queste sparate non le faccia soltanto per conquistare qualche voto ai nostalgici, che ci creda davvero: che non abbia smesso di provare una sincera simpatia per il Mussolini "troppo buono" dei diari apocrifi fatti pubblicare da Dell'Utri, quello disilluso a cui amava paragonarsi al tramonto della sua esperienza di Presidente del Consiglio. Detto questo, non ha veramente importanza cosa provi Berlusconi per Mussolini dentro di sé. Sarebbero fatti suoi.

Ma il fatto che decida di ricordare pubblicamente che ha fatto cose buone, durante una campagna elettorale, e proprio nel momento apparentemente meno adatto (la giornata della Memoria), ecco, questo è interessante e merita una discussione che vada un po' più in là del semplice compitino a base di indignazione (che continua sull'Unita.it, H1t#164).
Reazioni:

4 commenti:

  1. In Germania (dalla quale scrivo al momento) il nazismo e tutto ciò che è con esso correlato viene etichettato come "male assoluto" e lì si fermano le analisi; ricordo che alcuni anni fa Bruno Ganz suscitò un sacco di polemiche col film Der Untergang (=la caduta) nel quale Hitler veniva presentato come un essere umano e non come un mostro.
    Si da il caso che Hitler FOSSE un essere umano e gli orrori del nazi-fascismo sono stati causati da esseri umani e non da alieni sbarcati sul nostro pianeta; il non voler riconoscere la natura umana del nazi-fascismo è secondo me un grave pericolo in quanto si corre il rischio di commettere i medesimi errori che generarono quegli orrori.

    Vice versa, in Italia ci si trincera spesso dietro il modo di dire "italiani brava gente", rimuovendo i crimini commessi dagli italiani stessi (il caso Amba Aradam da te citato è esemplare), dicendo che si, in fondo i fascisti avevano qualche colpa, ma solo a causa delle cattive compagnie.

    E così si dimentica, si dimenticano le farneticazioni nazionalistiche che portarono al collasso economico, si dimenticano le intimidazioni, le violenze, la stasi della cultura, la fuga dei cervelli, l'impoverimento progressivo, il tracollo dello stato.

    Poi accade che dinamiche analoghe si ripresentano in epoche a noi contemporanee, ma accecati dal "male assoluto" o dall' "Italiani brava gente" non sappiamo riconoscerle e gli errori di ieri non insegnano nulla ai cittadini dell'oggi.

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    1. Caro Claudio, lei vuole l'uovo, la gallina e il culo caldo. O si considera qualcosa come male, ovvero si dice che "ha fatto tante cose buone". Punto. Il dibattito pubblico italiano non può concedersi il lusso d'improbabili sintesi hegeliane. Lasciamo queste ultime agli storici e alle loro dispute inoffensive sulle cime delle torri d'avorio.

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  2. anche questa qua e' stata fraintesa?

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/04/14/news/la_prof_negazionista_del_manzoni_basta_con_il_mito_dell_olocausto-14910024/

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  3. Non fosse, già
    http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=751

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