giovedì 3 luglio 2003

Mi dispiace se non si capisce l'ironia

Io lo dico sempre, che la redazione di Leonardo è troppo avanti.

Siamo infatti già in possesso del testo della telefonata di Berlusconi a Schroeder. Eccola qui. (Naturalmente Berlusconi non dialogava direttamente col suo pari, ma con un Traduttore simultaneo:)

Schroeder: “Allo?”
Berlusconi: “Pronto, sono Berlusconi”.
Schroeder: “Berlusconi! Deritalienischeknirpswjkskswsxsk…”
Berlusconi: “Momento. Non capisco nulla. Che sta dicendo?”
Traduttore: “Sta dicendo: Ah, Berlusconi, il tappo italiano. Come va, testa di c…”
Berlusconi: “Ehi. Ma come si permette?”
Traduttore: “Dice che si scusa. Voleva solo fare dell’ironia. Sa, i tedeschi fanno sempre battute sulla statura degli italiani pelati”.
Berlusconi: “Beh, io non ci trovo niente da ridere”.
Schroeder: “Tut mir leid, Herr Pate”.
Berlusconi: “Come ha detto?”
Traduttore: “Ehm… ha detto che si scusa…”
Berlusconi: “Stavolta ho capito benissimo. Mi ha chiamato Padrino! Io non sopporto che mi si chiami Padrino!”
Traduttore: “Ha detto che si scusa se nella traduzione non si è capita l’ironia. In Germania sono abituati a fare battute sugli italiani mafiosi, sa, hanno proprio un senso dell’umorismo differente”.
Berlusconi: “Ma che senso dell’umorismo! Quello mi sta insultando! È una vergogna! E adesso cosa sta dicendo?”
Traduttore: “Ehm… forse è meglio se non traduco”.
Berlusconi: “No, no, traduci. Voglio sapere”.
Traduttore: “Ma poi se nella traduzione non si capisce l’ironia…”
Berlusconi: “Al diavolo l’ironia. Dimmi cosa sta dicendo quel mangiacrauti”.
Traduttore: “Le… le sta chiedendo se ha incaprettato molti avversari politici di recente”.
Berlusconi: “Eh?”
Traduttore: “Sì… sì, vuole sapere se i magistrati di solito li scioglie nell’acido o li getta nello stretto di Messina con i piedi nel cemento”.
Berlusconi: “E… sta scherzando, naturalmente”.
Traduttore: “Presumo di sì”.
Berlusconi: “Roba da matti. E questo sarebbe il cancelliere tedesco. Un comunista, senza dubbio. Probabilmente i testi glieli scrive Furio Colombo. Del resto i tedeschi sono sempre stati comunisti, è cosa nota”.
Traduttore: “Traduco?”
Berlusconi: “No, no. Lascialo berciare. Quando ha smesso, di’ che gli chiedo scusa per ieri, che non volevo, mi è salito il sangue alla testa. E di lasciarmi il suo numero, che se fanno un film sui gulag lo propongo nel ruolo di sciacqualatrine”.
Traduttore: “Le ha detto di andare a f…”
Berlusconi: “Ricambia. E riattacca”.

Clic.

Per fortuna ieri sera aveva chiamato George W. Bush, tutto un altro stile.

Berlusconi: “Sì, pronto?”
Bush: “Hi, this is the President of United States. How are you, Spaghetti?”
Berlusconi: “Ah, ciao George, non male, grazie. Però, senti, potresti piantarla di chiamarmi Spaghetti”.
Bush: “Sorry, it’s my culture. We always make jokes about Italian pasta, you know…”
Traduttore: “Dice che si scusa, ma non può farci niente, è la sua cultura. Sono troppo abituati a raccontare barzellette sulla pasta italiana, per cui…”
Berlusconi: “Ho capito, ho capito. Chiedigli se gli è piaciuto il discorso”.
Bush: “Don’t give a damn ‘bout your fucking speech, Spaghetti! Nobody in the world ever give a damn ‘bout it!”
Traduttore: “Ehm, dice… dice che non ha prestato molta attenzione al discorso”.
Berlusconi: “Eh già”.
Bush: “But your act with Schulz, Spaghetti! It was so funny! You’re always so fuckin’ funny! God damn…”
Traduttore: “Pare… pare che si sia divertito per la scena con Schultz”.
Berlusconi: “Pare proprio di sì”
Bush: “Heee heee heeee heeee”
Traduttore: “Sembra molto allegro”.
Berlusconi: “Magari è la volta buona che si strozza davvero con un salatino… non tradurre”.
Traduttore: “Ha detto che vuole raccontargli una barzelletta”.
Berlusconi: “Ehm… se proprio vuole”.
Traduttore: “Però dice di stare attento, perché negli USA hanno una cultura diversa dalla nostra e scherzano su cose a cui magari a noi non piace scherzare”.
Berlusconi: “Eh, certo, è naturale. Io comunque ho una mentalità aperta”.
Traduttore: “Dunque, c’è un cancro che va dal medico dei cancri…”
Berlusconi: “Un cosa?”
Traduttore: “Un cancro, sì. Dunque questo cancro non sta tanto bene, allora va dal medico e chiede: “Dottore, mi sento davvero molto male. Secondo lei è grave?”
Berlusconi: “mio Dio”.
Traduttore: “E il dottore gli risponde: Sì, inutile negarle la verità, lei è molto grave. Perché, dice il cancro, che cos’ho preso, dottore? E il dottore… il dottore gli risponde… Vede, lei ha preso Berlusconi”.
Bush: “Haaaaa haaaa haaaa haaaaa”.
Berlusconi: “Mi sento male”.
Traduttore: “Il Presidente vuole sapere se lei ha capito la battuta”.
Berlusconi: “L’ho capita, sì. Adesso però riattacchiamo”.
Traduttore: “C’è un’altra cosa. Pare che… che suo nipote dia una festa di compleanno la prossima settimana e…”
Berlusconi: “I miei migliori auguri. E allora?”
Traduttore: “Beh, aveva chiesto di avere alla festa un pagliaccio italiano. Per cui chiedeva se la prossima settimana aveva impegni, visto che il semestre italiano ormai è sputtanato…”
Berlusconi: “Era ironico, vero?”
Traduttore: “Non lo so. Glielo chiedo?”
Berlusconi: “No, no. Saluta e metti giù”.

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