venerdì 18 luglio 2003

You'll never shut down the real Napster.
(scritto su un monitor dell'ufficio del traffico di Los Angeles)

Il prezzo del biglietto intero forse no, non lo vale, ma se vi capita di trovarvi in un cinema mentre proiettano The Italian job, state in campana: a un certo punto compare Shawn Fanning, nel ruolo di Shawn Fanning.

The Italian job è un film di ladri, con Donald Sutherland che fa il nonno ladro (era meglio Connery), ed Edward Norton fa il cattivo (ma era meglio come spacciatore). È il remake di un film di ladri di quando sapevano farli. I dialoghi probabilmente li hanno scritti in ascensore mentre salivano al superattico del produttore, e poi, scendendo fino al garage sotterraneo, hanno fatto in tempo a farli tradurre in italiano. Si perde mica tempo, a Hollywood. Comunque non volevo farvi la recensione, volevo riflettere su Shawn Fanning.

Shawn Fanning è il creatore di Napster, il programma per la condivisione degli mp3 che ci ha fatto sentire tutti un po’ rivoluzionari, mentre scaricavamo musica a ufo (forse abbiamo sborsato in connessione alla telecom più di quanto non avremmo versato alle odiate case discografiche, ma vuoi mettere il divertimento).
Nel film, il 22enne ex inventore di Napster interpreta sé stesso 18enne in un flashback, mentre… inventa Napster, direte voi. Sbagliato. Nel film, invece di inventare Napster, sgraffigna il programma a un suo compagno di college addormentato davanti al monitor. (Tra i vari significati di nap, c’è anche dormicchiare). Quattro anni dopo Fanning è famoso in tutto il mondo come mr. Napster, l’uomo che mise in ginocchio le case discografiche, mentre “il vero Napster” è un oscuro nerd che lavora in una banda di ladri internazionali.

Ora, voi ve lo immaginate Thoma Alva Edison che fa un cameo in un film sgraffignando la prima lampadina a Clark Gable? I fratelli Wright che attirano Gary Cooper in un tranello e gli fregano il prototipo dell’aeroplano? Einstein che copia E=mc(2) dal taccuino di Cary Grant? Fanning non è geniale come Edison o Einstein, ma ha dimostrato un autoironia invidiabile. Ma è solo autorionia?

Nel film il suo cameo fa parte di un gruppo di flashback che mostrano l’infanzia dei personaggi della banda: tutti sembravano geneticamente predestinati al furto. Il capo, per esempio, è talmente ladro che da bambino organizzava furti con destrezza nel corridoio della scuola elementare. E il nerd è talmente ladro che… che ha inventato Napster. Il messaggio, neanche tanto subliminale, è: Napster = furto. Furto internazionale, furto con scasso, furto punto e basta. La faccia sorniona di Fanning ribadisce il messaggio: Fanning è un ladro che ruba a un altro ladro qualcosa che trasformerà in ladri milioni di placidi consumatori. Tutto il film, del resto, ruota intorno al tema del “rubare al ladro”. Chi ruba a un ladro non è meno ladro, ma è un po' più simpatico.

Quanto al “vero Napster”, che tipo è? Oltre a essere, naturalmente lo stereotipato “genio dei computer” che sta in ogni banda di ladri cinematografici che si rispetti?
È uno sfigato. Conferma tutte le peggiori voci sui nerd. Irrompe nel film alla guida di una moto, ma al primo ostacolo inciampa ingloriosamente. Quando non ha un portatile in mano non fa che parlare di quanto odia Shawn Fanning. Vuole essere chiamato Napster, se i colleghi non lo chiamano Napster lui non risponde. Un bamboccio.
Ma, naturalmente, è un genio dei computer. “Napster, mi fai una ricostruzione tridimensionale della villa di Norton senza passare dal catasto?” “Fatto”. “Ah, già che ci sei, potresti hackare l’ufficio del traffico di Los Angeles e bloccare tutti i semafori?” “Ecco qui, basta spingere il dito indice sul tasto rosso”. Un mago.
Poi, quando cominciano a schiantarsi utilitarie e fuoristrada, lui sorride eccitato. Morale: chi ha inventato Napster (“il vero Napster”) non può essere che un ladro, un bamboccio irresponsabile. Sotto il suo balcone il sistema si schianta, e lui sghignazza. È abbastanza chiaro?

C’è da chiedersi perché Fanning, un giovanotto brillante con tutta una vita davanti, si sia prestato a questa ennesima umiliazione. Sì, perché “il ragazzo che mise in ginocchio le case discografiche” è già stato messo in ginocchio da un pezzo: Napster fu processata, poi acquistata da una casa discografica che doveva trasformarla nella piattaforma del futuro per la musica on line, e che invece la rottamò. Oggi il sito è niente più che un indirizzo morto. Stringe il cuore. Se ne parlava due anni fa:

È brutale quello che hanno fatto a Napster. Comprato e rottamato. È qualcosa che va al di là della semplice ritorsione commerciale. Napster è stato il capro espiatorio, il caso esemplare. Colpirne uno per educarli tutti. Abbiamo imparato la lezione? Ceerto! E infatti le vendite di CD sono calate, i programmi di condivisione si sono moltiplicati, i nuovi napster a pagamento si preannunciano da lontano come smagliantissimi flop.

I padroni dei dischi non potevano fermare il peer-to-peer: potevano solo avere la testa di Fanning, e l’hanno avuta. Una vittima simbolica. Niente di più, ma non è giusto. Oggi il ragazzo si è rifatto vivo, vorrebbe vendere un sistema di peer-to-peer a pagamento. Vecchia chimera che nessuno ancora è riuscito a far funzionare: ma chissà, questa potrebbe essere la volta buona. Il problema è che, rispetto a quattro anni fa, gli utenti hanno ancora meno voglia di spender soldi in canzoni, e la loro antipatia nei confronti delle case discografiche è molto cresciuta. Anche grazie al caso Napster.

Tirando le somme, la morale è la stessa del film: rubare è divertente, in certi casi perfino giusto. E chi ruba a un ladro non è meno ladro, certo. Ma è più simpatico.

2 commenti:

  1. comunque il film the italiano job è molto bello.
    i dialoghi sono avvincenti e ben fatti, possono anche essere stati scritti nel cesso ma è tutto fatto bene. Inoltre è un semplice film non un teorema scientifico da studiare e analizzare quindi...
    Stasera lo guarderò alla tv per la 700sima volta.
    ciao fratello....

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  2. ma te 6 malato...tralasciando il fatto ke italian job è 1 bellissimo film...la presenza di fanning nella pellicola è un puro fattore ironico e se credi che c sia un qualsivoglia significato intrinseco, allora hai bisogno di uno psicologo.
    Cerca di rimanere con la testa fuori dalla televisione qnd guardi i film

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