venerdì 3 ottobre 2003

Frammenti di karaoke esistenziale, ciack! 2

A tratti percepisco, tra indistinto brusio, particolari in chiaro, di chiara luce splendidi… dettagli minimali in primo piano (più forti del dovuto) e adesso so:
come fare e non fare,
quando, dove, perché
e ricordando che
tutto va come va
(non va
non va
non va
non va).

Nell’occhio inconsapevole di un cucciolo animale, archivio vivente della terra, un battito di ciglia sonnolente racchiude un’esistenza:
spazio determinato, costretto, dilatabile;
spazio determinato, costretto, dilatabile,

m’incanta:

chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
chi c’è c’è e chi non c’è non c’è:
in toghe svolazzanti e lunghe tonache,
divise d’ordinanza, tute folgoranti
in fogge sempre nuove, innumerevoli colori,
in abiti eleganti
con la camicia bianca
con la cravatta blu

chi è stato è stato e chi è stato non è
chi c’è c’è e chi non c’è non c’è.
Consumati gli anni miei,
vistosi movimenti sulla terra:
grandiosi, necessari
futili, patetici…

(Come fare non fare,
quando dove perché
e ricordando che
tutto va come va
ma non va
non va
non va)

Non fare di me un idolo, mi brucerò,
se divento un megafono m’incepperò.
Cosa fare e non fare non lo so;
quando, dove, perché
riguarda solo me

io so solo che tutto va ma non va
non va
non va
non va
non va,

sono un povero stupido, so solo che
chi è stato è stato e chi è stato non è
chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
chi c’è c’è e chi non c’è non c’è
chi è stato è stato e chi è stato non è

se tu pensi di fare di me un idolo,
lo brucerò,
trasformami in megafono:
m’incepperò.
Cosa fare e non fare, non-lo-so,
quando, dove, perché,
riguarda solo me

io so solo che tutto va,
ma non va
non va
non va


Giovanni Lindo Ferretti, 1993

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