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martedì 12 aprile 2005

- 2025

Savena Beach

Caro Leonardo,
qst'epoca di merda ha purtuttavia i suoi vantaggi, per esempio: da aprile in poi, se a San Petronio ti girono le palle, puoi prendere un filobus e andare al mare, e il tempo è quasi sempre bello.
Una volta non era così, e lo sai. Una volta qui aprile era grigio e uggioso, ogni giorno un barile, e il mare a centinaia di chilometri di distanza. Adesso la spiaggetta più vicina è a San Lazzaro, e aprile è il più dolce dei mesi, così se Antonio-Abate ha proprio deciso di sospendermi per come mi sono comportato in presenza del cardinale, che posso dire: f'nql e grazie. Vorrà dire che porterò mia figlia al mare.
"Ma qsto è il bus sbagliato, papà".
"Non andiamo a scuola, oggi".
"Papà!"
"D'aprile la scuola fa male".
Letizia è allergica ai pollini, proprio come me. Da quando siamo tornati ai combustibili fossili la sua rinite è peggiorata. Una coincidenza, naturalm. Gli antistaminici costano tanto, e non abbiamo più un dottore disponibile a passarci campioni omaggio. Per ora, almeno. (Devo trovare Taddei).

"Ma qui non c'era la grande croce?"
"Sì, l'hanno tirata giù".
Via Cracovia si chiamava così anche prima che morisse Wojtyla, per via di certi polacchi che sono venuti a combattere una guerra e sono sepolti in un cimitero a pochi passi: a un certo punto poi sembrò impossibile che all'incrocio con la via Emilia non ci fosse un monumento al grande Papa: ma siccome eravamo già in un'epoca di austerity, si decise di riconvertire quel pilastro di cemento che già sorgeva in loco. È buffo pensare a quel che era prima di diventare un braccio della grande croce. Ma nessuno se ne ricorda, in verità. E in ogni caso il problema non pone più: abbattuto.
"Ma chi è stato?"
"Non lo so. I terroristi".
Dopo la fase di attacchi suicidi alle infrastrutture, i famigerati libici hanno attraversato in primavera una fase iconoclasta. Poca roba, in realtà: la statua del Patrono abbattuta sotto le torri, e la croce di Polonia proprio nel ventennale della morte. Più qlche altro danno qua e là a varie madonnine e presepi, che probabilm sono solo opere di mitomani o emulatori. Ma so che a San Lazzaro parlano già di una terza fase, in cui i terroristi si starebbero dedicando a razziare il pollame ruspante sulle rive del Savena: insomma, l'invasione è cominciata…
"Ma tu ci credi, nei terroristi, papà?"
"Certo, certo che ci credo".
"Uh, non ho neanche il costume".
"L'ho preso io, è in valigia".
"Le mamme non se ne sono accorte?"
"No, pare di no".

Ogni volta che vengo qui, dopo un po' mi viene in mente una cosa: che a me la spiaggia annoia. M'ha sempre annoiato.
Una volta almeno potevo portarmi da leggere. Che follia. Preziosi tascabili squadernati al sole. Le pagine ingiallivano a vista d'occhio, s'imbibivano d'olio solare e sabbia, mentre l'incollatura si scioglieva. Pensare quanto sarebbero costati, anni dopo, al telemercato nero. Pensare che di molti classici ci sono rimaste solo le versioni tascabili, perché i rilegati, a parte i bestseller, non li comprava più nessuno, non li stampavano nemmeno più. Pensare che ora in facoltà di lingue hanno l'opera omnia di Michael Crichton e Dan Brown, e niente De Lillo. Una volta me lo portai, un De Lillo in spiaggia. In tre giorni lo feci a pezzi. Che anni cretini.
No, non cretini, dai. Ma improvvidi, qsto sì. Terribilm improvvidi. Consumavamo un sacco di cose senza nemmeno rendercene conto. Ci riempivamo di parole contro il consumismo, e intanto consumavamo. Protestavamo contro le biblioteche a pagamento, e intanto ci riempivamo le case di libri incollati, che nel giro di vent'anni si sarebbero scollati regolarm. E lo sapevamo. Dovevamo saperlo. Io li ho ben visti scollarsi, i sonzogno pocket di mia madre, gli Oscar Mondadori a 350 lire. E intanto compravo Miti Mondadori a tre euro e mezzo, e me li portavo in spiaggia. Così. Tutto dato per scontato. La cultura costava meno dell'olio solare e io manco mi ponevo il problema.
"A cosa pensi, papà?"
"A niente. Facciamo una corsa".

Fin da quando mi riesce di ricordare, ho sempre passeggiato sulla spiaggia rimuginando finché non esaurivo i pensieri. E ho sempre pensato alle storie che avrei scritto. Storie lunghe e complicate, che prima o poi mi sarebbero venute in mente. Ma non è mai successo. Ho cinquantun anni ed è almeno da quarantuno che vado su e giù per le spiagge adriatiche, senza mai trovare una trama decente. E dire che ai tempi dei tempi ero considerato uno di talento, uno che se solo si fosse applicato un po'… se solo avessero saputo quanto mi applicavo, ogni estate, su e giù, su e giù, senza costrutto. Giusto qlche infiammazione inguinale ogni tanto.
"Dove arriviamo?"
"Alla croce abbattuta, dai".

In definitiva credo che il mio sia stato un semplice caso di diagnosi errata: l'applicazione c'era, mancava piuttosto il talento. Tutto qui. Averlo saputo prima.
Avrei imparato un altro mestiere. Non sarei diventato il precario a vita che sono. Avrei avuto un'esistenza più tranquilla. Meno ansia. Cioè, non esiste che a cinquantun anni uno ancora si fa sospendere dal lavoro. Ma quando cresco. Davvero, quand'è che finalm –
"Perché ti sei fermata?"
"Hai il fiatone, papà".
"Ma no, non è niente".
"Hai preso le tue medicine stamattina? Qlle per il cuore"
"Eh? Tanto non mi servono".
"Papà".
"Non mi fanno niente, dai. Finiamo la corsa".
"No, non ho più voglia".
"Come vuoi".

La croce è ancora lì, per terra, dove un tempo c'era un parcheggio e ora la banchina di un porticciolo sul fiume. Nessuno ha interesse a spostarlo. Sembra quel che resta di un immenso aquilone, il giocattolo rotto di un bambino gigante. A volte qualche bagnante viene a vederla e si fa il segno della croce: ma adesso non c'è nessuno.
Quasi quasi.
"E adesso?"
"E adesso torniamo indietro. Ti do un minuto di vantaggio".
"Cosa fai con quel sasso, papà?"
"Non ti preoccupare".

Se me lo sarei immaginato, avrei portato del gesso. Con un sasso è difficile lasciare qlcosa di leggibile. D'altro canto, se è davvero nei pressi è meglio non attirare l'attenzione, no? Nessuno fa caso a due segni sul cemento.

BAR-TADDEI
DEVO-PARLARTI.
ORA-POSSO-RISPONDERTI.
IMMACOLATO.


Già. E perché dovrebbe fidarsi, poi?

2004:-HA-VINTO-BUSH

Qsto dovrebbe fargli tornare la curiosità.
"Papà!"
"Arrivo".
Adesso sì, adesso il cuore batte troppo forte.

4 commenti:

  1. Lo giuro.
    Non c'era, appena stamattina.
    Poi
    erano forse le sei, cioé, le diciotto, c'era traffico, tutti a casa
    e insomma
    giro l'angolo
    e c'era
    chi l'abbia scritto non si sa
    il proprietario del muro - l'amminstratore dello stabile, intendo - sembrava molto seccato.
    Io sono rimasto fermo a leggere la scritta, mentre le auto dietro di me compulsavano clacson e turpiloquio

    Bar Taddei, c'era scritto.
    Proprio.


    (lascia un mesaggio in posta, lasciai)

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  2. Continuo nell'ardua impresa della reimpaginazione; come se non bastasse il lavoro di questi giorni. Ma credo ne valga la pena, è tutta un'altra cosa. Buona notte. Trespolo.

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  3. ..."se me lo sarei immaginato""?????? leonardo ti prego dimmi che è stato un colpo di sonno, eri ubriaco, il telefono è squillato proprio nel momento in cui la tua vicina ha bussato al tramezzo dicendo che aveva le doglie e se per cortesia la portavi all'ospedale, mentre il millennium bug si avventava sul tuo pc come un esercito di locuste affamate fuoriuscite da una piaga biblica...
    altrimenti questa non te la perdono

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  4. Ero riuscito a scappare ormai da diverso tempo da quella gabbia simile ad un ospedale dove mi tenevano. Aggirandomi in quella che sembrava una citta` che un tempo conoscevo, ma aveva un che di deserto e spettrale. Pensavo di dovermi sbarazzare prima di tutto del costume che mi rendeva riconoscibile e avrebbe potuto attirare l'attenzione di qualcuno, qualcuno che mi avrebbe riportato indietro, ma le poche persone che incontravo smbravano smarrite, sicuramente poco propense a dare attenzione a qualsiasi cosa non rientrasse nel mezzo metro di marciapiede che i loro piedi avrebbero calpestato nel successivo paio di passi. Certo, non e` facile credere ad una notizia come quella, vent'anni nel futuro, e un futuro come questo... Vent'anni non sono poi cosi` tanti, puo` cambiare cosi` un mondo? Non posso mica essere vittima di qualche scherzo, e` tutto troppo organizzato e questo sarebbe un set troppo grande. Sicuramente, se fosse vero, vent'anni, passati in un secondo, si sentirebbero sicuramente di più che non vivendoli. Questa citta` io la conosco, ci sono gia` stato, eppure e` completamente diversa. Sembrava ieri (o era ieri?) che vivevo le strade, gli edifici, che gia` ingrigivano nello smog delle giornate che diventavano sempre più buie, ma questo che vivo ora e` un paesaggio che ricordo solo in qualche libro sulla rivoluzione industriale, sembra che queste case non ricevano della vera luce da anni...

    Devo cercare qualcosa che mi riporti al passato, se non fisicamente almeno mi sappia spiegare, luoghi, persone... Quell'uomo, Immacolato diceva di chiamarsi (che nome e` poi?) certo, me l'avevano venduto per uno che potesse in qualche modo chiarirmi le idee, ed alla fine sapeva poco più di tutti gli altri, ma almeno mi trattava quasi normalmente. Eppure, come posso fidarmi? Come potrei anche trovarlo, qui, in questo mondo, sconosciuto? Qui è cambiata anche la geografia, questo fiume non c'era, potrei giurarlo...

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