lunedì 20 febbraio 2006

- al mondo ci sono persone

Al mondo ci sono persone che per queste stronzate muoiono


Pensavo di non avere più niente da aggiungere, poi mi è venuta in mente una cosa:

che tra qualche mese, quando si placherà anche l'ondata di assalti alle ambasciate (come si placano bene o male tutte le ondate, i roghi d'auto in Francia e i sassi in autostrada), qualcuno farà i conti delle vittime e scoprirà che al novanta, forse al novantanove per cento sono musulmani. Islamici. Forse integralisti. Forse solo incazzati. Comunque morti, il che per me chiude il problema.

Noi occidentali abbiamo la tendenza a vederci come parte lesa, in questa storia (e non solo in questa storia). Ma se fossimo davvero così occidentali, se volessimo occidentalmente giudicare la questione in termini di torti fatti e subiti, ci accorgeremmo in un istante che non è così. Certo, abbiamo anche noi avuto delle perdite. Tutte quelle ambasciate, quei consolati, immobili di pregio, spesso in lotti centrali – lo dico senza ironia, è un danno economico grave. Senza parlare di ciò che per molti è ancor più importante, vale a dire l'affronto alla nostra fondamentale libertà di raffigurare nelle vignette tutte le facce che vogliamo, anche quelle dei profeti altrui.

Dall'altra parte, però, sono morti decine (centinaia?) di persone. Islamiche. Ma adesso che sono morte, sono solo persone. Certo, so benissimo che il determinismo è molto più complesso. Non è che un libico muoia perché Calderoli indossa una maglietta – no, per l'amor di Dio. Perché il libico muoia sono necessarie tante variabili indipendenti da Calderoli. Un popolo povero in un Paese ricco. Un'ex colonia, una dittatura militare che si destreggia alla benemeglio coi grandi della terra senza neanche affettare un po' di democrazia (per i precedenti terroristici è bastata pagare la supermulta). Insomma, miseria, isolamento, risveglio del fondamentalismo islamico, ecc. ecc. Questi sono i veri problemi, altro che Calderoli.

E tuttavia, per quanto indipendente, la variabile Calderoli c'è. E funziona. Calderoli indossa, e un libico muore. D'accordo, non è colpa sua: ma un libico è morto. D'accordo, ha il diritto d'indossare tutte le magliette che vuole, ma un altro libico è morto (e certo, hanno anche bruciato l'ambasciata, è seccante).
Un giornale pubblica vignette: ne ha la facoltà, ma moriranno delle persone. È un ricatto umanitario? È un ricatto umanitario. Io, se fossi il direttore responsabile (nel vero senso della parola: direttore responsabile), cercherei di non scatenare la mia variabile indipendente, e poi alle variabili degli altri ci penseranno gli altri. Non posso convertire l'Islam alla tolleranza in 24 ore (o in 4 anni di guerra al terrore). Del resto, non riesco neanche a cambiare la testa a chi vota Calderoli. Ma se posso fare qualcosa per evitare che muoiano persone, io lo faccio. Mi gioco la mia libertà d'espressione? Forse sì. Però ho fatto quel che potevo per evitare che morissero persone.

Citano tutti Voltaire, ultimamente. Simpatico, ma non è il mio francese preferito. Da ragazzino ne lessi un altro che mi colpì molto, per una frase che suonava più o meno così: può darsi che nell'assurdo in cui viviamo, l'uomo non possa fare altro che cercare di ridurre aritmeticamente il dolore del mondo. Non vi sto a dire chi è, perché è probabilissimo che abbia sbagliato autore e citazione, e poi tutto sommato non importa. Quel che importa è che io ci credo. Per cui ritiro tutti i pipponi sulla cultura del rispetto che vi ho propinato fino a oggi. Il mio è semplicemente un problema di coscienza. Non sopporterei che persone morissero anche per causa mia. Anche se sono fanatici, fondamentalisti, brutti, sporchi e cattivi, e bruciano le ambasciate. Tutto questo ha un'importanza molto relativa per me perché, l'istante dopo essere morti, sono soltanto uomini.

25 commenti:

  1. non riesco a capire se secondo te la gente muore A CAUSA di alcune vignette e di una maglietta o no. prima dici di no, poi di sì. e comunque, il discorso di fare qualcosa per evitare che muoia della gente (il valore sacro della vita) è sacrosanto e inconfutabile. come tutti i luoghi comuni "occidentali" e "cristiani". chi potrebbe non esser d'accordo con te? forse giusto qualche fondamentalista islamico? adesso che siamo d'accordo su questo punto, ci poniamo il problema di come spiegarglielo? conculcando tutte le nostre libertà e princìpi, va bene. senza urtare la loro suscettibilità, ok. men che meno bombardandoli per esportare la democrazia, ovvio. e dunque?

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  2. valeria credo che leo voglia dire che non si possa imputare direttamente a Calderoli la morte di un uomo, ma è comunque una piccola variabile dell'equzione della morte, per cui puoi influire sul risultato comportandoti opportunamente.
    Ora sono daccordo con quello che ha scritto, ma la mia domanda è vogliamo veramente barattare noi e la nostra storia occidentale(con tutti i suoi limiti ed incidenti) con una forma di restrizione liberticida per non offendere la suscettibilità religiosa?
    Non è che un giorno saremo costretti nel nostro paese a evitare di farci il segno della croce per strada se un mussulmano la percorre?.....
    Morti evitabili......? Non saprei.

    PieroS

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  3. penso che di piccole variabili nell'equazione della morte ce ne siano infinite, e penso che sia anche giusto spendersi in ogni modo per calcolarle, anche sapendo che mai le potremo calcolare tutte. però penso anche che di questo passo anche il tuo segno della croce per strada (mamma mia, ti capita spesso di avere quest'irresistibile impulso? :) o la mia scollatura possano diventare variabili nell'equazione della morte. penso che dei paletti sia doveroso metterli. e non penso che continuare ad essere sempre e comunque corretti aiuti a metterli.

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  4. Non mi sembra di averlo scritto, intendo essere preda di un così irresistibile impulso! Sono un pessimo cristiano e contemporaneamente un pessimo ateo(è possibile?!).
    Non ricordo nemmeno più le preghiere fondamentali......

    Comunque certo che le variabili possono essere infinite, anche il piatto di pasta che oggi ho mangiato potrebbe rientrare tra esse, ma non esageriamo, mentre per il piatto di pasta è veramente difficile, per la maglietta dell'ex Ministro il collegamento(peso della variabile) è molto più importante.
    Paletti? Quali? Dettati da chi poi?

    Io credo che tutto questo putiferio si stia scatenda semplicemente perchè i regimi teocratici sono al fallimento sociale ed economico, per non cadere vittime della loro inefficenza, spostano l'attenzione sullo scontro tra Occidente ed Islam; ecco cosa sono quei vandali dimostranti islamici, semplicemente una massa incolta di persone manovrate per biechi fini politici!

    (Tutto IMHO, sono un semplice ragiono da tale)

    PieroS

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  5. scusate i molteplici errori presenti nel mio precedente testo, mi cospargo la testa di cenere perchè a seguito di una rapida rilettura non mi ero accorto di averne fatti! :-(

    PieroS

    p.s.
    Valeria dipende dalla scollatura! ;-)

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  6. anche nell'istante stesso in cui stanno morendo, e stanno per morire.

    Abbraccio la tua visione dell'argomento e stringo la mano a te.

    Saluti, gianluca.

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  7. Secondo me, Leo, in tutta questa situazione c'è un pericolo che forse non è stato messo bene in conto. Capisco anche io che il rapporto fra quello che esprimo e la situazione attuale, può anche stridere ma secondo me la mia paura non è poi tanto campata in aria. Cerco di spiegarmi, e scusate la lunghezza:

    C'è qualcosa che sovrasta la situazione attuale, qualcosa che è nasconsto nelle pieghe di ogni affermazione e gesto compiuto: dall'invito a ripubblicare le vignette fatto da qualche vignettista, al gesto del ministrino Calderoli. C'è un amaro e pericoloso spettro che si aggira a mò di spada di Damocle sulle nostre teste, alimentato e al contempo riaffermato ed espresso dal clima che si respira negli ultimi avvenimenti. E' un problema che riguarda entambe le parti in conflitto. E' la strumentalizzazione, da una parte e dall'altra, di situazioni precedenti ed attuali che danno ampio spazio di manovra al caro e sano populismo che qui può essere visto come "populismo alla nutella", almeno nella sua rappresentazione più gretta e ideologicizzata. Ma voglio parlare solamente della situazione attuale dell'Occidente.

    Spiega il Dizionario politico della Tea curato da Bobbio, Pasquino e Matteucci: “Il populismo è la sindrome secondo la quale, assunto l’establishment (o un presunto establishment, aggiunta mia) a proprio nemico, è possibile immaginare che vi sia qualcuno in grado di rappresentare in modo totalitario il popolo in una sua presunta unità contrapposta”, qualcuno cioè, che si dichiari capace di realizzare le aspirazioni neglette, calpestate o tradite o messe in pericolo dallo stesso establishment.

    Il problema quindi riguarda sopratutto le strumentalizzazioni e i modi di esprimere i problemi che emergono dalla situazione attuale.E riguarda sopratutto il modo con cui si agisce e ci si esprime in risposta al pericolo presunto o reale, talvolta anche in una sorta di populismo inconsapevole. E porta a risultati molto imbarazzanti.

    Nel caso particolare l'establishment, il "potere" da combattere è formato, rispettivamente, da chi perona la causa della necessità di criticare un errato o poco adatto uso della satira e che è visto nella nostra situazione attuale sotto una duplice veste di nemico: come nemico delle nostre stelle libertà e come presunto alleato dell'altro nemico che vorrebbe negarci queste libertà. Dall'altro lato (ossia nell'ottica populista musulmana) il nemico da abbattere è visto o rappresentato (fate attenzione a questa parole) in chiave religiosa, ossia come nemico della propria identità culturale religiosa. In entrambi i casi troviamo i due più tipici strumenti che il populismo usa per muovere le masse: il pericolo latente di una minaccia a una sfera di diritti e di libertà da una parte, e dall'altra un pericolo per il sentimento religioso identitario di una cultura: da un parte il discorso è "politico" dall'altro religioso. Il populismo semplicemente cavalca un onda che stà per passare, si fa portatore di una situazione di fatto sentita o che si presume si realizzerà nel futuro. Non importa poi che i sentimenti siano veri o reali. Al populismo interessa che questi sentimenti presunti o reali emergano in maniera chiara e talvolta violenta, in modo tale da dimostrare la bontà di ciò di cui esso si fa portatore. Se poi tali elementi hanno una base di giustificazione reale ciò facilità il gioco del populismo.

    Ci sono tutti gli incredienti del populismo nella nostra situazione attuale:

    1. Un nemico da abbattere che è trasversale, che ricomprende non soltanto il mondo musulmano ma anche chi chiede una autocritica dei nostri atteggiamenti, gesti e affermazioni;

    2. L'idea di un pericolo per i nostri diritti e libertà, nello specifico le libertà che l'occidente, giustamente, vanta.

    3. Una situazione reale in cui nel rispondere al presunto o reale pericolo il confine fra il sentire irrazionale e le soluzioni razionali è labile. Ossia nella situazione attuale emergono chiaramente e primariamente stimoli di difesa instintivi, irrazionali a discapito di ogni possibile soluzione "statualizzata" o "socialmente standarizzata".

    Ogni nostra singola manifestazione ed ogni nostro atteggiamento è scivolato piano piano all'interno di un ottica populista di proposta e risoluzione del problema. Ottica che non tarderà ad affermarsi come unica soluzione possibile in un futuro non troppo lontano.

    Il pericolo latente in questa situazione è che i pericoli messi in rilievo in un'ottica populista diventino l'unica base di giustificazione e di evoluzione della società all'interno della quale esso si esprime. Come ben dice Giuliano Amato parlando del populismo :" Certo è che quale che sia l’esito, l’effetto del populismo è una radicalizzazione sociale. Costruendo la propria ragione d’essere sul contenzioso con il nemico, tanto nella fase ascendente verso la conquista del potere o della maggioranza quanto nella fase successiva, il populismo mette fortemente a repentaglio tessuti coesivi generali; tanto più che, una volta giunto al potere, investendosi della pretesa di rappresentare unitariamente l’intero popolo, esso produce forti tensioni attraverso un progetto che porta a definire coloro che non si riconoscono nelle idee populiste come estranei all’identità collettiva, se non addirittura nemici. Di sicuro stiamo parlando di qualcosa che è all’opposto di quello che i grandi politici inglesi chiamano Statemanship (l’essere uomini e donne di stato) secondo la quale primo compito della politica è dimostrare moderazione in presenza di esasperazioni, pur tenendo conto delle ragioni che le hanno originate".

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  8. Leo, concordo in massima parte con ciò che hai scritto.
    Io mi ritengo un uomo libero (e liberale) e, pur consapevole che le esplosioni di furore degli islamici poco hanno a che fare veramente con le vignette, mi adopero per non contribuire alla pazzia, per la stessa ragione per cui non bestemmio in chiesa.
    Se non altro per non dare stupidi pretesti.

    Ovviamente Calderoli è un babbeo.

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  9. sì e no (nel senso: non credo che, una volta morti, siamo soltano uomini).
    Però il post è molto onesto.

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  10. dagli ultimi accertamenti pare che gli incidenti di bengasi non siano da attribuire a calderoli ma a un piccolo blog italiano che per primo ha pubblicato le vignette. ne sai niente tu ?

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  11. che il tuo volto, cragno, sia lordato di escrementi in eterno

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  12. Il leone e il vitello giaceranno insieme ma il vitello dormirà ben poco.

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  13. Nel frattempo a Parigi è stato torturato e assassinato un Ebreo da una banda antisemita capitanata da un islamico. In Francia non ci sono stati solo roghi d'auto durante le sommosse ma roghi di scuole pubbliche e centri sociali.
    Due uomini assassinati non islamici, un bambino lapidato, un'handicappata cosparsa di benzina e bruciata bombe molotov contro chiese e sinagoghe.
    Un po' di rispetto per le vittime e meno perbenismo perfavore.

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  14. Invece le decine (forse centinaia) di morti cristiani (in Nigeria per esempio) non ti interessano? Sono giustificate? Non c'è traccia sul tuo post del fatto che sono stati gli imam danesi ha portare in Egitto (notizia data dal manifesto) delle vignette false con Maometto con la testa a forma di Maiale. Ti assicuro che pure su Al Jazeera hanno parlato di quello vignette false come se fossero effettivamente state pubblicate.
    Insomma la colpa è tutta del vignettista che adesso ha sulla testa una fatwa di un tribunale islamico in India. Non certo dei regimi teocratici e fascisti islamici.

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  15. La storia "delle vignette false con Maometto con la testa a forma di Maiale" stava su questo sito, che io lincai in data 6 febbraio. In seguito, è vero, ne ha parlato pure il Manifesto. Ne hanno parlato un po' tutti. Io stavo cercando di parlare d'altro perché, come ho scritto e stra-scritto, le vignette "sono state semplicemente una disastrosa provocazione".

    Sing, tu continui a dialogare con una persona che giustifica tutti gli incidenti organizzati nel mondo dagli integralisti islamici. Purtroppo, questa persona non sono io. Se tu per una volta provassi a leggere le cose che scrivo, ti renderesti conto che la mia posizione è diversa.

    Per esempio, non commenteresti "la colpa è tutta del vignettista" sotto a un post che, se lo leggi bene, dice esattamente il contrario: "miseria, isolamento, risveglio del fondamentalismo islamico, ecc. ecc. Questi sono i veri problemi, altro che Calderoli" (e altro che il vignettista danese, posso aggiungere).

    Il post - se t'interessasse - parla della scelta etica (e anche estetica) che consiste nel non mettersi a ballare il tiptap sopra una polveriera. Proprio perché sappiamo molto bene che la polveriera c'è.

    Naturalmente, tu non sei obbligato a leggere quello che una persona qualsiasi come me scrive. Ma se insisti a commentare qui, sarebbe educato da parte tua che commentassi il post, senza partire alle crociate contro un giustificazionismo e un perbenismo che qui non c'è.

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  16. Io sto commentando il post, tu hai descritto la situazione come se le vittime fossero solo islamiche mentre noi ci preoccupiamo da occidentali corrotti delle perdite materiali. Invece nulla ti permette per ora di sostenere che le vittime siano solo islamiche ci sono anche molti cristiani.
    Islamiche sono molto spesso le vittime degli attentati suicidi in Iraq e pensa che c'è pure gente che sostiene questo tipo di resistenza. Hai parlato delle sommosse di Parigi e io ti ho fatto notare che in quel caso le vittime non erano islamiche ma cristiani o atei poco importa di origine modesta come i pompieri ustionati (alcuni hanno perso una mano), ti rendi conto che in quell'occasione due islamici sono saliti su di un autobus hanno dato fuoco e vedendo una disabile che non riusciva a scappare l'hanno cosparsa di benzina e immolata?
    E qui in Italia la sinsitra radical(-chic) inneggiava alle rivolte. Tanto mica sono loro ad abitare in queste periferie.
    A proposito di Voltaire, a me non è mai piaciuto, ma le associazioni islamiche hanno tentato di farlo vietare in Svizzera e Franci attraverso metodi legali e poi bruciando anche macchine e cassonetti della spazzatura.
    Insomma noi giovani abbiamo oggi la scelta tra l'integralismo di Ratzinger e il razzismo di calderoli da una parte e dall'altra una sinistra che propone l'odio di noi stessi, gli islamici come uniche ed esclusive vittime, l'odio della nostra cultura, i sensi di colpa, mi sa proprio che non è la decadenza della cultura occidentale che ci aspetta, ma la decadenza della cultura laica. In fondo la maggior parte degli islamici quello che odiano dell'occidente non è il capitalismo, ma la nostra libertà.

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  17. Va bene, ci sono vittime islamiche e cristiane, ma il punto è che sono vittime: e che se possiamo fare qualcosa per evitarle, dobbiamo farlo.

    Voi giovani avete altre possibilità: per esempio, stare più attenti e scoprire che certe semplificazioni sono errate... anzi, posso dirtelo in modo meno perbenista? Sono un cumulo di stronzate, Sing. Ti stanno solo mettendo paura con le immagini di gente più sporca e cattiva di te.

    Tu pensi che esista una "sinsitra radical(-chic)" che "inneggiava alle rivolte" perché non abita nelle banlieu. Probabilmente pensi che ne faccio parte. Sotto l'altro post ti avevo lincato un pezzo in cui ti raccontavo l'esperienza che ho avuto in una qualsiasi banlieu francese. Naturalmente non sei tenuto a leggere. Non sei tenuto a incuriosirti. Non sei tenuto a niente. Puoi continuare per tutta la vita a incaponirti contro una "sinistra" di cartone, senza mai preoccuparti di quello che a sinistra effettivamente si dice. Ce ne sono tanti e tu sei uno dei tanti.

    Io non sono un perbenista. Io sono uno che con marocchini e pachistani ci vive a gomito, spesso ci lavora, e ha interesse a viverci e a lavorarci ancora molto a lungo in pace.

    C'è in Europa un grosso dibattito sul problema se gli incidenti in Francia siano stati di matrice islamica o no. Si propende per il no: ci sono altre spiegazioni (degrado urbano, guerra dell'hascisc, delinquenza giovanile). Nei fatti, le moschee non solo non hanno istigato a bruciare le macchine, ma hanno persino lanciato una fatwa contro i teppisti.

    Secondo te il dato caratterizzante dei due teppisti che hanno fuoco a un disabile era... la religione? Se io do fuoco a un disabile, sul giornale esce il titolo: "Cristiano dà fuoco a un disabile"? Sei convinto che sul Corano ci sia scritto: "in caso di incazzatura date pure fuoco ai disabili infedeli"? Credi che nelle moschee gli imam diano istruzioni su come si brucia il disabile?

    Io non odio la mia cultura, e non ho sensi di colpa. Sono solo sciocchezze, queste. Io sono solo un tale che cerca di vedere una lotta di classe sotto la vostra lotta di religione. Perché secondo me è lotta di classe. Non è perbenismo, sai. Non sono perbenista quando ti dico che ti stanno facendo fesso con questa storia del senso di colpa culturale.

    Ti vogliono soltanto impaurito per quando verranno a prenderti, c'è una guerra per salvare la nostra libertà, ecc. ecc.. Non fosse già successo.

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  18. Eh sì... la penso anch’io così.
    Più vado avanti negli anni poi e meno ci capisco… non che abbia mai avuto delle verità in mano, ma adesso meno che mai.
    L’unica cosa che credo di aver capito però è che la morte di un uomo per opera (diretta o indiretta) di altri uomini non è mai una cosa giusta. A prescindere.

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  19. ti sei risposto da solo:

    >Insomma, miseria, isolamento, risveglio del fondamentalismo islamico, ecc. ecc. Questi sono i veri problemi, altro che Calderoli.

    perchè se non fossero fondamentalisti-fanatici si farebbero una bella risata alla faccia di tutti, invece ...

    resposabiltà ok ma non è che tu ti puoi tarare sulla suscettibilità altrui oltre un certo livello.

    dado

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  20. Ma siamo sicuri che a essere "responsabili", a censurarsi, a voltare lo sguardo ignorando il problema, ci saranno meno morti, e non di piu`? o questi morti li stiamo semplicemente differendo?

    Passatemi la similitudine (probabilmente monca come tutte le similitudini, lo so): per ridurre le violenze domestiche contro le donne, sarebbe necessario che le medesime non uscissero mai di casa e non contraddicessero i mariti (come hanno fatto per secoli, del resto), oppure i mariti maneschi hanno cominciato ad andare in galera (parlo di storia italiana neanche troppo remota) quando le donne hanno cominciato ad uscire di casa, e a far valere le proprie ragioni? E certo, qualcuna e` probabilmente morta nel tentativo. E certo, (per rispondere a Gabriele), e` stata una morte ingiusta. Ma e` stata inutile? L'inazione (per secoli) e` certo stata inutile.

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  21. io vorrei che passasse questo principio:

    che mettere uno striscione, o vestire una maglietta con su scritto CHI PICCHIA LA MOGLIE E' UN FROCIO non equivale a combattere la violenza domestica.

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  22. Il problema alla base di tutto, come ha esplicitamente sottolineato leonardo, e' il disagio che sta attualmente vivendo il medioriente. Un malessere comune scatenato dall'arroganza occidentale e alimentato da una propaganda e dalla disinformazione dei fondamentalisti. Un libanese medio che vede le immagini di Calderoli non capisce chi sta guardando in quel momento...penseranno i fondamentalisti a spiegarglielo il giorno dopo. Il concetto che a parer mio sembra accettabile e' di non svegliar can che dorme! Calderoli ha svegliato un canile.

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  23. Ribadito che il gesto di Calderoli è stata una gran caz..ta non sono però daccordo con te al3xio, non è una vignetta la causa di di queste sommosse, è solo la scusa ipocrita, di argomenti ne avrebbero trovati diversi e noi non possiamo metterci lì a censurare ogni ipotesi di possibilità di gesto offensivo.
    Leo: non credo passi quel messaggio, se non nei ragionamenti di chi vuol trovare semplici soluzioni a problemi ben più gravosi che implicherebbero rimettersi profondamente in discussione, Calderoli è stato redarguito da tutti e molti altri, che in un primo momento erano per la pubblicazione simultanea delle immagini incriminate, oggi non lo rifarebbero.
    C'è una misura in ogni cosa, c'è stato un momento in cui la pubblicazione era utile, oggi sarebbe solo provocazione.

    PieroS

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  24. la questione si presenta complessa. cominciamo dalla fine: è possibile che sotto sotto tutta 'sta guerra di religione sia solo e semplicemente lotta di classe, bisognerà che qualcuno glielo spieghi a loro, a quelli che fanno una guerra di religione senza sapere che è una lotta di classe. mi riferisco (of course) sia ai bruciambasciate sia ai neopaladini della cristianità. naturalmente sarebbe tutto più semplice se (come in tutte le lotte di classe) non ci fosse chi rimesta nel torbido per proprio tornaconto, ma non mi pare una grande novità.
    non so esattamente come inquadrare (facevo sempre sega all'ora di marxismo) le bombe alla moschea...
    d'altra parte non so neanche come inquadrare lo stuolo d'ambasciatori che esige scuse dai governi occidentali per le vignette pubblicate da quotidiani... mah!
    nel caso di calderoli è differente: lui faceva parte di un governo e quindi si poteva essere legittimati a chiedere le scuse...
    però la categoria "lotta di classe" l'hai tirata fuori solo dopo che in nigeria hanno cominciato ad ammazzarsi e dopo che in iraq s'è dato il via alla settimana della moschea bruciata
    fino a non molto fa non sembravi andare oltre un generico "l'hanno tenuti nell'ignoranza che ponno fa'?"

    siamo d'accordo che accendere una sigaretta vicino a un deposito di bombole di gas non è saggio, ma probabilmente andare in giro con bombole di gas e piazzarle vicino a chi accende una sigaretta è (un tantino?) disonesto?

    siamo altresì d'accordo che mostrare la maglietta con su scritto CHI PICCHIA LA MOGLIE E' FROCIO difficilmente contribuirà a diminuire la violenza domestica potremmo (nel contempo) essere d'accordo che quella maglietta può contenere briciole di verità e, comunque, perché (cazzo) dovrebbe aumentare la violenza domestica?
    marcell_o

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