Se sei così furbo
"L'America è la più ricca nazione della Terra, ma i suoi abitanti sono per lo più poveri, e i poveri americani sono spinti a odiare sé stessi. Per dirla con l'umorista americano Kin Hubbard, "Non è una disgrazia essere poveri, ma aiuta". E in effetti essere poveri è un crimine, per loro; eppure l'America è una nazione di poveri. Ogni altra nazione vanta tradizioni popolari di uomini poveri, ma estremamente saggi e vortuosi, e pertanto più degni di stima dei ricchi e dei potenti. Nessuna fiaba del genere viene mai raccontata dai poveri americani. Essi si disprezzano tra loro, e glorificano chi sta meglio. La più umile delle mense, il più misero dei bar, gestito da un uomo che è egli stesso un povero, avrà probabilmente sulla parete un motto che dice: "Se sei così furbo, perché non sei ricco?" Ci sarà anche una bandiera americana, non più grande della mano di un bambino - incollata a un contenitore di lecca-lecca, che garrisce dal registratore di cassa.
L'autore della monografia, un nativo di Schenectady, New York, aveva secondo alcuni il Quoziente d'Intelligenza più alto mai registrato tra i criminali di guerra condannati all'impiccagione. Così va il mondo".
Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5; nella mia traduzione (brutta).
martedì 25 luglio 2006
- piano americano
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10 comments:
ovviamente i ricchi (qualunque cosa voglia dire) dicono che la ricchezza non dà la felicità (il che è ovviamente vero, ma figurati la povertà).
gli stati uniti è l'unico posto al mondo dove non esiste neanche questa pietosa ipocrisia: la povertà corrisponde alla sfiga (o al demerito, più spesso a tutt'e due).
con le dovute eccezioni, naturalmente.
però è anche l'unico paese dove puoi diventare molto ricco (l'eccezione che conferma la regola) partendo anche da molto in basso. in ogni caso è un paese molto piacevole se sei molto ricco. ops... ma tutti i paesi sono molto piacevoli se sei molto ricco... in alcuni di questi, però, la possibilità più importante dell'essere molto ricco è quella di poter vivere altrove (altrove rispetto al tuo paese).
questa non-ipocrisia ha talmente permeato tutta la società (ma forse è solo sopravvissuta intatta attraverso la colonizzazione e la rivoluzione e la guerra civile) che vale anche (forse soprattutto) fra i poveracci. anzi, quale poveraccio non cerca uno più poveraccio di lui per angariarlo (o almeno fargli notare quanto sia povero e sfigato)?
comunque questi tuoi "racconti americani" sono d'indubbio interesse e molto stimolanti, grazie e continua
marcell_o
Una visione alternativa del paradiso americano, fatta da dentro.
Le classiche cose che non si dicono, insomma...
Gli Stati Uniti sono la nazione degli estremi, sempre.
un italiano blogger a Yale. Eravamo almeno tre fino a pochi giorni fa. poi ora sembra che siamo rimasti in due. ma tu che ci fai da queste parti?
I ricchi sono ossessionati dal denaro. L'unica categoria di persone più ossessionata dal denaro dei ricchi sono i poveri. I poveri non pensano davvero ad altro.
sono alla biblioteca dei manoscritti, una ricerca sui blog della prima guerra mondiale
i blog della prima guerra mondiale? alla Beinecke?
Mah... io sono accanto al biblio alal law school.... ma quanto ti fermi? o sei qui fisso? io sono in giro fino a fine agosto
ciao
ora, non è tanto il fatto dei danari.
E' l'iniquità.
Perché taluni hanno da essere ricchi, e talaltri poveri?
Allora, ecco, si fa la rivoluzione, e quelli che erano poveri, li facciamo ricchi, e quelli che prima erano ricchi, che diventino poveri.
Poi, però, quelli che erano ricchi ed erano dalla parte del torto, diventando poveri ottengono ragione, e quelli che avevano ragione la perdono diventando ricchi.
Occorre allora un'altra rivoluzione, e così via (la storia, più o meno, procede così).
Però concorderete anche voi che non si può continuare di questo passo. Con quel che costano le rivoluzioni, poi.
Occorre una soluzione definitiva: o tutti ricchi, o tutti poveri (è ovviamente indifferente: quando saremo tutti uguali, lo stesso concetto di ricco e di povero, essendo questi termini relativi, scomparirà per consunzione)
Non e' che si vive male in America con pochi soldi...mentre io apprezzo le tradizioni e le usanze popolari del vecchio continente, le trovo anche soffocanti, opprimenti...in America manca la cultura popolare (forse...) ma almeno c'e' liberta' di scelta, anche per i poveri. Gli schemi non sono tracciati...mangi quello che vuoi, parli la lingua che vuoi, preghi al dio che vuoi eccc...In Europea, in Italia c'e' la mitica 'cultura popolare'. Grande. E se vuoi un'alternativa? La paghi o sei ai margini...Purtroppo, i poveri Americani sono ignoranti e non hanno gli strumenti culturali per poter godersi le possibilita' che hanno....e che possibilita'...
Matteo, io oggi sono praticamente recluso. Sono entrato alle 8 ed esco alle 8.
Tu alle 8 avrai gia' cenato, immagino (o almeno, te lo auguro)
No. alle otto sono alla Gym con Alessio e Francesco (si altri due italiani a Yale, ma senza blog ;-) ). Ceniamo piu tardi, verso le 9.30-10
se vuoi fammi uno squillo al 203 7479821
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