martedì 5 febbraio 2008

Masters of fotti-e-chiagni

L'ospite indecente

Una cosa che farei, se avessi costanza, è istituire il premio chiagni-e-fotti della settimana. Quindici giorni fa il candidato unico era il povero Joseph Ratzinger, ingiustamente emarginato dai professori della Sapienza e costretto a riparare su una diretta domenicale in mondovisione; la settimana scorsa avrebbe vinto a man bassa Totò Cuffaro, anche lui arbitrariamente escluso da una trasmissione, anzi da un processo tv, (conta nulla che fosse stato invitato, e che avesse deciso di non presentarsi, che in quella trasmissione fosse dato ampio spazio a un compagno di partito che lo difendeva a testa alta, e che in Italia ci siano almeno altri 5 canali nazionali a cui Cuffaro può rivolgersi per replicare). Tutta gente a cui viene negato il sacrosanto diritto di esprimersi, insomma. E questa settimana? Beh, anche questa settimana un candidato ce l'avrei. Si tratta tuttavia di un pezzo grosso, un maestro del chiagniefotti, uno che ne ha insegnato l'arte un po' a tutti, insomma, qualcuno avrà capito che sto parlando proprio di Lui: lo Stato d'Israele. Ma non abbiate paura. Al massimo accendete i rivelatori di antisemitismo, vediamo se bippano e quanto.

Personalmente sono contrario al boicottaggio contro la Fiera del Libro di Torino, che ha invitato lo Stato d'Israele come ospite d'onore. Non per le motivazioni serie espresse qui e là sul Manifesto e la Stampa, che onestamente non mi sono neanche preso la briga di leggere. La distinzione, cara a Bertinotti e al suo Partito, tra Stato d'Israele e governo d'Israele, la capisco benissimo... ma purtroppo mi sono antipatici entrambi; non ho nulla contro gli scrittori israeliani, invece, molti dei quali sono senz'altro validissimi: io in effetti se fossi stato una Fiera del Libro avrei invitato loro, e non lo Stato che non rappresentano.

In generale, poi, l'idea di invitare uno Stato come ospite di onore mi fa sorridere – cos'è esattamente uno Stato? Come fa ad andare a Torino? Stavo pensando già di scriverci un raccontino buffo, con lo Stato d'Israele che sale sull'aereo, e dopo il decollo abbassa subito lo schienale sulle ginocchia della Giordania, ruba la bottiglietta d'acqua della Palestina, s'impossessa del bagaglio a mano del Libano, ecc. ecc.... poi mi sono reso conto che per essere obiettivo avrei dovuto anche far litigare gli altri passeggeri, con l'America che fa lo steward, la Nato in cabina di comando, e man mano che si allargava la metafora diventava sempre più pesante; non solo non avrei fatto ridere nessuno, ma in compenso sarei finito nell'homepage di qualche forum neonazista, o peggio ancora, da Rolli – alla larga.

Invece, leggendo Lia ho scoperto una cosa a cui i quotidiani non hanno dato molto risalto, mi pare (ma onestamente ho cercato poco), e cioè che fino a qualche mese fa l'ospite d'onore avrebbe dovuto essere l'Egitto. Per carità, l'idea dello Stato d'Egitto ospite d'onore mi fa sorridere quanto lo Stato d'Israele, tanto più che anche l'Egitto le sue belle magagne ce l'ha. Il punto è che dietro queste ospitate c'è tutta una dinamica diplomatica che ignoravo: qualche mese fa era stata l'Italia ad essere ospite d'onore alla fiera del Cairo. Lo scambio di favori era talmente implicito che sul sito della casa editrice istituzionale egiziana si parlava dell'Egitto come del “guest of honour in the Turin Book Fair 2008”. Ora, è vero che solo gli stupidi non cambiano idea, ma un voltafaccia internazionale è una cosa che potendo si dovrebbe evitare. Per noi probabilmente cambia poco, ma per gli egiziani (e per gli arabi in generale) no. Tanto più che il famoso anniversario della nascita d'Israele è una ricorrenza che divide più che unire – e continuerà a dividerci finché non ci sarà una vera pace, bisogna dirlo. Ecco, tirare un bidone allo Stato d'Egitto per fare posto allo Stato d'Israele non mi sembra un atto di pace. Piuttosto un atto di guerriglia... ma no, guerriglia è ancora parola troppo nobile, diciamo piuttosto guerretta, la guerricciola di chi confonde la pace con la pigrizia, e di conseguenza si adatta quasi sempre alla pace del più forte.

Detto questo – e guadagnata un'altra discreta quota di punti antisemitismo – ribadisco la mia posizione contraria al boicottaggio. Non per simpatia per gli scrittori – che mi dovrebbero essere simpatici o antipatici per le loro idee, e non per la scritta che hanno sul passaporto (vale per gli israeliani come per gli statunitensi e gli uruguagi). No, per un motivo più terra-terra: vorrei evitare l'effetto-Ratzinger. Per quel poco che conosco il Signor Israele, so che basterebbe un buu! di troppo per farlo stare davvero a casa. E da lì in poi il piagnisteo degli organi di stampa e tv contro la lobby islamo-fascista-de-sinistra che tresca con Ahmadinejad e impedisce al Sig. Israele di recarsi alle libere Fiere del Libro sarebbe intollerabile. Perché credetemi, il Papa e Cuffaro sono pagliacci al confronto. Nessuno fotte e chiagne come Mr. I. Per quel che mi riguarda, vada a Torino, si prenda il suo stand – e anche quello del Libano, già che c'è, giuro che non interverrò. Ho già guadagnato abbastanza punti antisemitismo per vincere un servizio di posate con il logo della Wehrmacht, cosa posso pretendere in più dalla vita?

19 commenti:

  1. voglio l'istituzione del premio fotti-e-chiagni, se non settimanale mensile.
    jeff

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  2. anch'io sono per l'istituzione, tanto ne si trovano ogni settimana.
    Ma proporrei un altro nome simbolico e figurativo per quel tipo di battaglie: guerreggia.

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  3. Ospite d'onore: Israele, significa che non ci sono solo gli autori di romanzi, ma anche i letterati, i saggisti, i teatranti, chi opera nel mondo della cultura, ma non fa letteratura in senso stretto. Sono anni che usano la formula del paese ospite, credo per essere più indefiniti, ma più "corretti". (Ci saranno anche scrittori che scrivono in ebraico, senza vivere in Israele, per dire...). Non mi sembra che Amos Oz, o David Grossman, siano questi scrittori di regime, e si rischia che vadano a fare propoganda ad Olmert. Anzi, semmai il contrario. A me sembra che proprio per evitare che il Foglio organizzi un Israele day fuori al Lingotto di Torino, o che qualche idiota fischi Yehoshua mentre sta sostenendo che bisogna riavviare il processo di pace, il no al boicottaggio dovrebbe essere più deciso.
    E se c'è un cazzone che ha invitato prima l'Egitto e poi Israle, beh, sia l'ultimo anno che lavori lì dentro...
    Non è il solito distinguo, c'è la gente d'Israle e le politiche della nazione. E' proprio che la "letteratura" di un paese è il luogo in cui le contraddizioni di un paese diventano più visibili. Non sono i depliant dell'ufficio turismo.

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  4. La cosa scandalosa e' davvero questo voltafaccia con gli Egiziani. Tra tutte le possibili magagne diplomatiche che si potevano fare, direi che e' stata scelta la peggiore. L'unico modo per superarsi, il prossimo anno, sarebbe di invitare gli Americani, poi cambiare idea e rimpiazzarli con Al-Qaeda.

    Il resto sono stanche polemiche italiane copia&incolla (il boicottaggio "accademico" e' partito anni fa in US prima e UK poi; e' servito talmente a poco che si sono vergognati un po' tutti e si e' spento nell'indifferenza).

    (Il premio chiagni-e-fotti in Italia non lo puoi fare, perche' rischia di diventare quotidiano; la verita' e' che e' parte integrante della nostra cultura dall'alba dei tempi...)

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  5. Scrivilo quel racconto, ti prego! Con la suspence finale: resterà o no Mr. I. l'ultimo invitato? O troverà che il suo stand è stato alla fine promesso a qualcun altro? Da noi potrebbe perfino succedere questo...

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  6. Leonardo, io purtroppo è da poco che ti seguo, ma lo faccio con crescente ammirazione e divertimento. Sei un genio. Il post sui bambini che diventano nazisti guardando film sulla giornata della memoria è tragicamente plausibile (anche io insegno, in una scuola media). Quello sullo stronzo e sul fesso è fantastico. Questo su Israele chiagni-e-fotti e quello su Sua santità il piangina di qualche tempo fa sono un dittico perfetto. Su Cuffaro e Diaco (specie su Diaco!!) hai ragione da vendere. Insomma, che aspettano a farti scrivere l'editoriale del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore e della Gazzetta dello Sport ogni giorno?

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  7. Che io finisca il dottorato, probabilmente ;-)

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  8. Se posso aggiungere una cosa OT, voto per l'anno 2007 "Scampato alle Diaz" e "Amare i bambini". Due post formidabili. Molti che hanno concluso il dottorato con me o prima o dopo non saranno mai in grado di scrivere una pagina come quelle.

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  9. ma su sta cosa non riesco proprio a crearmi un'opinione definitiva.

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  10. è quasi allarmante che non venga nemmeno un filo-israeliano a dari del nazista.
    Non dico che rimpiango i vecchi tempi, però quest'evoluzione per cui loro si fanno i fatti loro e noi i nostri è preoccupante. Ormai si predica solo ai convertiti.

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  11. io sono un filo-raeliano, posso darti del nazista lo stesso?
    per me questa è la classica tempesta nel bicchiere d'acqua, vogliamo parlare di quanto è una porcata il salone del libro e che è scandaloso che si debba pagare un biglietto di 7/8 euri per un immenso mercato pieno di bancarelle di libri? sarebbe almeno logico che la consumazione sia inclusa nel prezzo. Comunque mi è piaciuto il modo in cui hai dato la notizia (che tra l'altro non conoscevo)e mi son permesso di linkarti.
    Guiro Karelias

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  12. sarò franco, loico,efferato:
    vai a cagare

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  13. Ciao Leonardo
    ma l'idea del premio forse ti è venuta dal blog di hitparadeitalia del 22 gennaio?
    http://chartitalia.blogspot.com/2008/01/chiagne-e-fotti.html
    un saluto
    Esa

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  14. Purtroppo no, altrimenti avrei scritto correttamente "chiagne", e non "chiagni". Però quello è un bel pezzo.

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  15. Beh, in effetti che cazzo ha da chiagnere uno che vive in Israele?
    Che? Non è un bel posto?

    Devi solo ricordarti di salutare i tuoi cari, prima di andare al lavoro, ogni volta come se fosse l'ultima (vedi mai che qualcuno decida di farsi saltare in aria accanto a te sul bus), ma insomma, a parte questo?
    Si sta da dio, in Israele (uno Stato. E capirai... ).

    Non penso tu sia un nazista.

    Solo che io voglio bene a Israele (anche se si ostina ad essere uno Stato: Dovrebbe scomparire, in effetti... Così Diliberto, il fratello brontolone, la smetterebbe di brontolare).
    E quindi viva gli stereotipi e tu sei un nazista.
    Ciao, e complimenti per come scrivi.

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  16. A proposito del Ratzi-e-fotti, nella tua alma mater accadeva questo: http://blog.formicablu.it/archives/115

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  17. Tic, lo so che in Israele si muore. Muoiono molti più palestinesi che israeliani, però. Tuttavia c'è questa abitudine a interessarti solo dei secondi.

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  18. ITALIA: IL PAESE COL MAGGIOR ONERE PER MANTENERE LA PRESIDENZA DI STATO

    Guardate il confronto in

    www.doxsi.netsons.org

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