giovedì 20 maggio 2010

Alla maniera del vecchio ES

questo è il decreto intercettazioni, questa è la tregua di Madrid
fra Moratti e Mourinho, è la Red Bull di Webber, è il pesco
fiorito, è 'o puorpo gigante: ma se volti il foglio, Leonardo
ci vedi il denaro:
                          questi sono i pianeti extrasolari, questa è la New Town
dell'Aquila
, è la lavagna interattiva, è il primo volume dei Poetae
Novissimi, sono le scarpe, sono le bugie, è il CdR del Sole24Ore, è Noemi,
è una mail che mi è arrivata oggi dalla Thailandia, è il botox,
è la gravidanza assistita: ma se volti il foglio, Leonardo, ci vedi
il denaro:
               questa invece è la buonuscita di Santoro, è il Presidente
che prende google per un cappotto, è il petrolio nel Golfo del Messico,
è il federalismo, l'otto per mille, il cinque in condotta,
i boia delle Diaz: ma se volti il foglio, Leonardo, ci vedi
il denaro:
               e questo è il denaro,

e questi sono i generali con le loro mitragliatrici, e sono i cimiteri
con le loro tombe, e sono le casse di risparmio con le loro cassette
di sicurezza, e sono i libri di storia con le loro storie:

ma se volti il foglio, Leonardo, non ci vedi niente:

(L'originale , assai diversa, era Purgatorio de L'Inferno 10)


Postilla: qualche giorno fa a Filippo Facci e Antonio Socci è scappato di scrivere che "Regalare alla sinistra Roberto Saviano sarebbe una delle sciocchezze più tragicomiche che il centrodestra potrebbe fare", e che "Saviano, oltretutto, ha una formazione culturale fin troppo di destra". Anche se mi scappa da ridere, non ho nessuna intenzione di disputare Saviano a cotanti avversari, manco fosse il pupazzetto appeso a un canto del calcinculo: se a destra c'è gente che prova ad acchiapparlo, tanto meglio per loro (e forse anche per lui, coi tempi che corrono). Vorrei solo spiegare perché, malgrado l'autorevole opinione di Facci e Socci, continuo a considerare Roberto Saviano dalla mia parte.

Si tratta di una cosa banalissima: per me Saviano è di sinistra perché dietro a ogni pagina si ostina a vedere il denaro. Le sue indagini non sono sempre rigorose, il quadro è spesso incerto, e in agguato c'è sempre la tentazione di buttarla in epica: però Saviano è uno dei pochi in questi anni che volta il foglio, o almeno ci prova. Romanzo, non romanzo, è un dibattito che non m'ha mai appassionato. Io sto con Saviano perché dove gli altri vedevano sangue e piombo, lui vede economia. L'Istituto Bruno Leoni non approva, è un buon segno. Io credo che Saviano abbia trovato la chiave giusta, così come credo a cose un po' scipite e fuori del tempo come la lotta di classe (e mentre lo dico immagino Facci che mi dà del matto e Socci che si tappa le orecchie e invoca la Madonna). Se pensate che sia roba vecchia, anacronistica, che la sinistra debba trovare altre posizioni, non c'è problema. Andate, fate, e prendetevi pure la parola "sinistra", non ci sono affezionato. Non ci tengo particolarmente a passare per uno "di sinistra". Come te (come tanti, spero) io spero di essere "lo stupido antifascista", non altro: un insegnante, uno scribacchino, un vetero-:

14 commenti:

  1. La punteggiatura finale ha un qualche significato?

    Cmq, venendo al succo del post: credo che uno dei problemi della politica italiana d'oggidì sia che noi cittadini/elettori non siamo autenticamente liberi di scegliere. Non nel senso che intende Grillo (cioè, si, ma non è ciò che intendo in questo momento), ma, volendo esemplificare:

    - se sei di Destra, implicitamente sei "per" le cosche, per il Berlusca, per la rivoltante ignoranza della Lega;

    - se sei di Sinistra, implicitamente non hai una posizione, tendi a vedere il denaro in tutto (e molto spesso ci becchi)... ma soprattutto ti devi ciucciare i punkabbestia, le droghe leggere e il concertone.

    Saviano potrebbe anche essere stato di Destra a 11 anni, ma oggi come oggi semplicemente non potrebbe sostenere gli stessi partiti che difendono gli interessi delle cosche in Parlamento. Ammesso e non concesso che Facci e Socci abbiano espresso un'opinione sensata o quantomeno plausibile: sarebbe la prima volta, a mia memoria. Sono dell'idea che certi personaggi, come Saviano per l'appunto, siano troppo "informati" per potersi ancora illudere che esista una Destra e una Sinistra. "Essere" per l'una o per l'altra significherebbe abdicare ad una parte della propria coscienza.

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  2. Sembra che il problema sia classificare con etichette ideologiche l'analisi di Saviano che, invece, offre una visione oggettiva, realistica e super partes dei fatti. Per quanto riguarda la lotta di classe, intesa come "roba vecchia e anacronistica",penso che lo sia quanto l'esistenza delle classi stesse... Condivido la disaffezione ai termini che definiscono l'appartenenza a fazioni politiche. Il senso di appartenenza si esplicita meglio attraverso la professione di idee e la ricerca di soluzioni.
    Compimenti per "alla maniera del vecchio ES".
    Anch'io, insegnante, mi sento vetero..

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  3. Sono quasi d'accordo, senonché mi pare dietro il denaro ci sia qualcos'altro, anche in Gomorra, che fa comodo mascherare con il denaro: ed é il benessere della borghesia occidentale. Essere di sinistra allora che vuol dire? Essere contro questo benessere o lavorare incessantemente a mascherarlo con il "denaro"?

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  4. Anonimo dice: "Sembra che il problema sia classificare con etichette ideologiche l'analisi di Saviano che, invece, offre una visione oggettiva, realistica e super partes dei fatti."
    In realtà Gomorra non si limita ad offrire una fotografia dei fatti, ma ne dà una interpretazione ben precisa. Forse non la vorremo chiamare "di sinistra", ma di fatto spiega davvero il successo della camorra in termini di iperliberismo, e non lo dice tra le righe, ma con termini espliciti. Si tratta di un elemento di Gomorra che negli ultimi anni è andato in secondo piano rispetto all'altro tema forte del testo (il ruolo della parola e la denuncia civile), ma è un dato. Facci e Socci o non hanno letto il libro o dicono una falsità strumentale.

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  5. Ma infatti Saviano non è affatto di destra, visto che la sua visione della realtà è assolutamente catto-comunista, dove il denaro è sporco e causa l'oppressione dei popoli. Infatti la sua interpretazione della camorra è la parte più debole del suo libro (la più forte è la capacità di suggestionare).
    Altrimenti non si spiega perché la camorra affondi le sue radici nei rapporti clientelari da medioevo borbonico e non sia nata chessò in inghilterra o nordamerica.
    Insomma, fa abbastanza ridere che in Italia si dia la colpa di tutti i mali al mercato, come se l'avessimo mai visto. Tanto che a provare a fare le (giuste) riforme liberali ci ha provato solo l'ex comunista bersani !!!

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  6. Allora però toccherebbe quantomeno ripensarla, la lotta di classe. Chi è cosa. Chi "si sente" cosa. Chi ambirebbe a diventare cosa. Non per negare il denaro, ma proprio per rimetterlo al centro del dibattito, visdto che la maniera in cui si muove non è più tanto decifrabile. Gli insegnanti sono gli ultimi fra gli ultimi, ma sono felici e lo rifarebbero, dice il giornale, e incredibile ma godono ancora di qualche residuo prestigio sociale, che può essere anche acquistato col denaro, ma a prezzo molto alto. Poi hai ragione: una ventina d'anni fa si è detto: "la lotta di clase è finita, le classi sono finite", e morta lì, finito il dibattito.

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  7. e questo è il Leonardo romantico, giri il foglio, Riccardo, e ci vedi: che bello quando si leggeva e Sanguineti che giocava nella squadra avversaria. T'ho mai detto che con Chiara lo abbiamo incontrato in autogrill a Firenze? Uno stargate ambulante. Nostalgia. Ma che bello. Io la figurina non l'avevo, ma di nascosto ci credevo.

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  8. Non so cosa vuol dire destra o sinistra, Gaber lo ha spiegato meglio di me.

    Ma son rimasta incantata dalle parole "rubate"

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  9. L'Istituto Bruno Leoni non è in disaccordo sull'ipotesi del denaro come motore. E' in disaccordo sull'ipotesi che il tipo di circolazione di denaro favorito dalla Camorra sia libero mercato.

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  10. Anche Marx non pensava che il libero mercato fosse l'unico modo del denaro di "essere dietro". Ricordi il Modo di Produzione Asiatico? Magari lo avrebbe usato per descrivere la Camorra. O Gomorra.

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  11. Il mio incubo peggiore è che la sinistra regali Leonardo alla destra.
    E ci è andata vicino spesso

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  12. Le classi sociali ancora esistono, anche se non sono più quelle di prima (cos'è, per esempio, la "classe politica"?). Ciò che non c'è più è la lotta di classe, semplicemente perché il sistema (uso il termine in senso funzionale, non 'politico') ha trovato una sua omeostasi ... e, di questa, artefice è in gran parte il Berlusconi imprenditore dei media, ancor più che il politico.

    L'ignoranza e la beceritudine al potere sono anch'esse uno degli ingredienti dell'omeostasi: fanno sentire il popolo bue dalla parte dei governanti, ottundono la percezione della separazione di classe che, invece, persiste ed aumenta.

    Intendiamoci, la lotta di classe (classicamente intesa) resta comunque l'ultima spiaggia dell'imbecillità: che lotta ci potrebbe essere tra i milioni e le migliaia, se i milioni non fossero gregge?

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  13. D'accordissimo: la vera cosa nuova del libro di Saviano (e secondo me quella che dà tanto fastidio ai benpensanti) è proprio l'accento sul rapporto camorra denaro, inteso come partecipazione alla più legale delle economie che si diluisce e si stempera sempre più in quella illegale. Le merci che entrano di frodo nel porto di Napoli, le merci contraffatte che acquistiamo in circuiti legalissimi, le merci scadenti da cinesi e i vestiti di alta moda nelle serate degli Oscar entrambi fabbricati a condizioni illegali e infami: in tutto questo c'è la camorra, funzionale a commercio, consumi, profitti. Diffusa benissimo ovunque: il commentatore che chiede ironico come mai non sia nata in Inghilterra, paese secondo lui del vero buon mercato potrebbe rileggersi le pagine dedicate ai benemeriti imprenditori napoletani e camorristi che han preso non so che onorificenza in Scozia per il loro impulso al miglior mercato e hanno persino dato speranza di lavoro ai disoccupati in fuga dal sud Italia. Se non è globalizzazione...
    La dama del lago

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