venerdì 28 maggio 2010

I provinciali

Macelleria di naufraghi

Ma se un parlamentare un giorno propone di aprire le scuole in ottobre per favorire il turismo; se il Ministro dell'Istruzione, invece di liquidarla come una barzelletta estiva afferma di essere “molto aperta”, perché effettivamente c'è bisogno di favorire il turismo... dobbiamo pensare che tutto questo sia una cosa seria? Non lo è. Magari è grave, ma seria no.

Se alla presentazione della finanziaria salta fuori un articolo che abolirebbe le province sotto i 220mila abitanti; ma non quelle delle regioni a Statuto speciale; neanche quelle che confinano con Stati esteri; e forse neanche le altre, perché l'articolo è scomparso; ma qualcuno ne parla ancora... anche qui: son cose serie? Dobbiamo discuterne seriamente?

Dietro proposte del genere non c'è nessuna strategia a lungo o medio termine. Abolire la provincia di Isernia non renderà il Molise più efficiente; tagliare quindici giorni di scuola a tutti non ci renderà più intelligenti, ma non ci farà nemmeno risparmiare così tanto. Dietro proposte del genere non c'è nemmeno una strategia a breve termine. Sbaglierò, lo spero tanto, ma dietro proposte del genere c'è il panico e basta. Hanno finito i soldi. Quelli magari da un po'. Adesso si è esaurito anche l'autocontrollo, tutta l'energia che serviva per stare in posa col sorriso tirato e dire Ce La Faremo. Non ce la stiamo facendo. Abbiamo finito i soldi e nessuno, evidentemente, ce ne presta più. Una volta a questo punto si poteva stamparli, ma poi siamo entrati nell'euro, è una lunga storia, insomma... non si può. E allora che si fa? Si aprono i libri mastri a caso e si comincia a macellare la prima cosa che viene a tiro, senza pudore. E se tagliassimo una settimana di scuola a settembre? Troppo, dici? E allora fa' così, chiama i giornalisti e digli che ne tagliamo due: a quel punto scoppia un casino, se ne parla per venti giorni, e quando tra un mese diciamo che tagliamo una settimana sola, sembreremo ragionevoli. Sì, il personale di ruolo ci tocca pagarlo lo stesso, ma forse faranno meno casino quando sapranno che gli blocchiamo la paga per... cominciamo a dire tre anni. E poi? Che altro si può fare? Aboliamo le province, dai, non piacciono a nessuno. Non si può? Va bene, aboliamone solo dieci. Dammi le meno popolate. Ah, c'è anche Sondrio? No, Sondrio non si tocca. Vabbè, troveremo un cavillo.

Per capire meglio la demenzialità di quest'ultima soluzione, basti pensare che salterebbero Matera e Isernia. A quel punto la Basilicata coinciderebbe con la provincia di Potenza, e il Molise con quella di Campobasso. Di solito si tagliano gli enti inutili, invece stavolta avremo due enti sovrapposti (e inutili) dopo il taglio. E dire che basterebbe imparare dagli Statuti Speciali: nella Val D'Aosta la provincia non c'è, perché la regione ha una dimensione provinciale. Viceversa nel Trentino Alto Adige non c'è la regione, come la intendiamo noi: esistono due province autonome che mandano i rispettivi consigli a un tavolo regionale. Il federalismo sarebbe questo: adattarsi all'ambiente, trovare la soluzione giusta per ogni territorio. Ma bisognerebbe prima conoscerlo, il territorio.

Io sull'abolizione delle province ho una teoria. Di solito chi ne parla come una cosa seria, fattibile, sensata... abita a Roma. Al massimo a Milano. Già i napoletani, immagino, si rendono benissimo conto che una cosa è il comune (900.000 abitanti) una cosa la provincia (tre milioni stretti stretti). Ma i milanesi, e i romani soprattutto, le province non riescono a capirle perché non le vedono. Non fanno parte della loro esperienza. E in fondo hanno ragione, perché la provincia di Roma non dovrebbe chiamarsi così, ma Area Metropolitana – anche quella è una lunga storia. In ogni caso: chi vive nel resto d'Italia sa benissimo che tra comune e regione esiste un livello intermedio, che può mettere insieme il bacino di un piccolo fiume, o il contado di una città di medie dimensioni. E che certe decisioni ha più senso prenderle a Massa o Ascoli che non a Firenze o ad Ancona. Per fare un esempio tra centomila: il primo giorno di scuola – sì, perché in Italia esistono micropaesaggi e microclimi, e a Piacenza il quindici settembre non fa lo stesso tempo che a Rimini. E poi ci sono gli ospedali; i tribunali; le prefetture; perfino le diocesi; chiunque si è posto il problema di amministrare un servizio nel territorio ha sempre preferito dividere l'Italia in pezzettini da 2000 chilometri quadrati, invece che venti enormi blocchi da trentamila.La dimostrazione di quanto sia finto il federalismo dei leghisti è tutta in decisioni del genere: blaterano di dialetti e intanto tagliano province. Riprendo un pezzo dell'estate scorsa:

Potremmo leggere questa fase di dissoluzione localistica come una fase di guerra tra la nozione di provincia e di regione: mentre le regioni trionfano (la Lega è un partito che ragiona per regioni), la nozione stessa di provincia viene messa in discussione: pare che sia una burocrazia inutile... perché debba essere inutile proprio la provincia e non la regione, non si sa. Un vero decentramento dei servizi dovrebbe avrebbe un respiro provinciale. Ma la tendenza non è questa: la tendenza è quella di trasformare venti città d'Italia in venti capitali di staterelli autonomi, e chiamarlo federalismo. Se potessimo aprire la testa di un federalista milanese e dare un'occhiata al suo "federalismo"... sospetto che ci troveremmo davanti uno Stato assoluto e accentrato su Milano, peggio che ai tempi di Lodovico il Moro; nel frattempo pero' i comuni di confine fanno i referendum per passare al Trentino (si pagano meno tasse), e in generale 'sti sudditi "lombardi" non c'è verso di farli passare per l'Hub Granducale di Malpensa: i bresciani hanno Montichiari, i bergamaschi Orio al Serio, e cosi' via.

A questo punto butto li' anch'io la mia idea per l'estate: perché non aboliamo le regioni? Hanno fatto più danni che utili. Eh? Come? Ma no, non dicevo sul serio. Era una "provocazione".
No, non le abolirei. Magari le elezioni regionali, quelle sì: si potrebbe fare eleggere presidente e giunta regionale ai consiglieri provinciali, e si risparmierebbe un po'. Non credo che ci perderemmo in democrazia: di elezioni "presidenziali" per incoronare Formigoni o Errani non credo che sentiremmo mancanza.

9 commenti:

  1. Calcola Leonardo che abolire le province non sarebbe altro che abolire 110 consigli provinciali, 110 giunte provinciali, 110 elezioni ogni 5 anni... Ma per tutto il resto potrebbe non cambiare quasi nulla... Si potrebbe lasciare la medesima struttura, i medesimi servizi, ma facendo capo a qualcun altro a livello politico...

    Feder

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  2. Caro Leonardo,
    sono capitato per caso qui attraverso Il Taggatore che riporta questo tuo post.
    Devo dirti che scrivi molto bene, le tue frasi sono scorrevoli e non mi obbligano a riprendere il rigo precedente per capirci qualcosa; spesso invece mi capita anche nei miei.
    Comunque bando ai complimenti ho notato che sei, se permetti, troppo assolutista nel definire "inseriosa" la proposta di allungare le vacanze estive per aumentare il fatturato turistico.
    Quali sono le tue conoscenze nel merito?
    Hai veramente esaminato (ben bene) i pro ed i contro di un eventuale ritorno all'antico?
    Del resto (Province) non parlo e non giudico anche se ovviamente ho una mia idea, ma preferisco non spaziare troppo per apparire un tuttologo, che come ben saprai non sono mai esistiti, non esistono e chissà un domani, ma dubito fortemente.
    Un cordiale saluto

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  3. Lo sai che sta robba di abolire le regionimi ha quasi quasi convinto?
    Però è una visione da Nord, perchè al contrario dell'Italia settentrionale, quella centrale e meridionale + isole è invece storicamente più propensa ad essere regione (o macroregione) che non provincia. Stato Pontificio, Regno delle due Sicilie...

    Però è anche vero che la sovrapposizione di regioni e provincie genera una serie di sprechi che vengono dalla ridondanza di tutti quegli stipendi e quelle poltrone...
    Che sia meglio lasciare scegliere localmente se avere una struttura basata su province o regioni, a seconda del voto popolare?
    Andrea

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  4. quella di abolire le regioni a favore delle provincie è una tua provocazione o ci credi davvero? secondo me non è un caso se la gran parte degli stati federali che funzionano bene (u.s.a., germania, russia, per esempio) sono suddivisi in macro- e non in micro-regioni. una regione è abbastanza grande da poter discutere a testa alta con lo stato, una provincia no. non è un caso che anche dove le microregioni vengono adottate (p.e. la svizzera) è perché anche lo stato è micro.

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  5. -imho-
    Punto 1
    Posto che a settembre si lavora, i soldi per sostenere il turismo sarebbero soldi in meno a qualcos'altro, o risparmio più basso. Oltretutto il turismo è uno dei settori dove la produttività è più bassa, e l'evasione più alta.
    Punto 2
    Per l'economia, per la mobilità sociale e pure per la democrazia serve l'istruzione. In tutti e tre i campi il nostro paese è messo male. Perchè tagliare ancora, sia pure per finta?

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  6. Ma se non aumentano il reddito delle famiglie, come ci vanno queste in vacanza, anche se allungano l'estate?
    Non c'è una visione d'insieme, hai ragione, sembra quasi che si sveglino e pensino 'Come teniamo occupati i giornalisti oggi? Dài, inventiamoci due stronzate!'.

    Però sulle province, dimentichi che ogni ente significa burocrazia, e quindi rimpalli di competenze, perdite di tempo, bile e sangue amaro. Eliminare le sovrapposizioni (e non crearne delle altre, come stanno proponendo), è una soluzione, ma anche accorpare i piccoli comuni limitrofi per costituire delle entità che sostituiscano in colpo solo comunità montane e municipi vari, con più soldi quindi a disposizione e più potere decisionale. A quel punto lel provincie sarebbero inutili. Ma occorre una visione d'insieme del problema e autentico spirito federalista, non l'anarco-capitalismo leghista travestito da federalismo.

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  7. Pietromanca la premessa fondamentale ovvero:
    DATO CHE STIAMO PER SODOMIZZARE MILIONI DI ITALIANI SENZA NEMMENO LA VASELINA, E DI QUESTO OVVIAMENTE NON SI DEVE PARLARE 'Come teniamo occupati i giornalisti oggi? Dài, inventiamoci due stronzate!'.
    Non che servano a granchè, dopotutto. Nel giorno della manovra la notizia più letta del giorno sul sito del Corriere era l'incontro tra il figlio del duce e sua figlia "segreta". Se qualcuno volesse scrivere un trattato sulla servitù volontaria degli italiani, questo sarebbe un ottimo esempio di partenza.

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  8. leonardo, non capisco questo paragone tra roma e milano. roma è una città immensa circondata dalla campagna, milano una città piccola circondata da altri comuni. nel primo caso la provincia non serve perché fuori roma non c'è niente, nel secondo non serve perché se devi fare chesso una ferrovia milano mortara devi mettere d'accordo corsico, gaggiano abiategrasso, zelo surrigone.. e ti chiedi ma 'sta provincia dove sta??

    imho ti influenza il fatto di essere nato in una delle regioni più "artificili", visto che parma modena e bologna stavano in tre stati diversi. Altre regioni, chessò piemonte e toscana hanno probabimente più senso. Magari dovremmo ridisegnare le regioni sui vecchi stati del concilio di vienna.
    Però perdonami, trovo questo federalismo basato sulla provincia effettivamente un po' provinciale. La provincia è il territorio che puoi attraversare a cavallo in un giorno, ci sono provincie che fanno meno abitanti di sesto san giovanni o cinisello balsamo. E' questa l'italia che immaginiamo??
    oltretutto, quali sono le competenze delle provincie, cosa dovrebbero risolvere a massa che non si può fare a firenze, di tanto grande da non stare nel comune ma di tanto piccolo da non stare nella regione? le strade? i treni? la salute, forse che ci son bisogno di standard differenziati?
    Su una cosa hai ragione, le province non si aboliranno mai. L'attentato più forte alla loro identità è stato toglierlo dalle targhe. Se le togliessero pure dalla posta ce ne potremmo tranquillamente dimenticare, forse eviteremmo di andare pure a votarle.

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  9. Potrebbero abolire le regioni e creare città metropolitane(creando un tuttuno tra capoluogo, hinterland e area metropolitana e nuove provincie (es: Novara accorpando Novara,Niella,Verbania,Vercelli e parte della provincia di Torino esclusa dall'area metropolitana),Tutti i comuni con meno di 1000 abitanti dovrebbero fondersi con il centro principale su cui gravitano per i servizi primari (scuole,lavoro,acquisti)

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