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sabato 30 aprile 2011

Chamberlain a chi?

Guerra è Pace

È rimasto da anni appicicato in un angolino della mia memoria virtuale un foglietto, un post-it sgualcito, “ricordati di parlare di Disegni e Caviglia, di quanto gli hai voluto bene, di quanto sono stati importanti per la tua, boh, chiamiamola arte”. È vero, maledizione, non ne ho mai avuto una sola parola di lode per Disegni, e stanotte ne parlerò persino male. Eppure gli devo tanto: spesso se chiudo gli occhi e penso alle cose che scrivo, mi sembra di vedere i pupazzetti di Disegni, ed è un grosso complimento che faccio a me stesso.

Una volta chiesero a Charles M. Schulz se da bambino aveva mai usato il suo talento per disegnare caricature, e mi pare che lui rispose in un modo scandalizzato, che non ne sarebbe stato capace, che la sola idea di usare il disegno per prendere in giro un compagno o una maestra lo riempiva di sdegno; e parliamo della persona che ha fatto sorridere milioni di persone coi suoi disegnini. Ma non ha mai fatto una caricatura. Chiamiamola integrità artistica, o purezza di cuore, è quella cosa che lo ha fatto amare a milioni di persone in tutto il mondo: Schulz disegnava bambini buffi ma non li prendeva in giro, li amava, li rispettava, li trovava profondi e importanti. Ecco, Disegni qualche caricatura l'ha fatta, ma in generale mi piace pensare a lui come a un piccolo maestro del verbo di Schulz, uno che non ti mostra un pupazzetto col naso grosso per farti ridere del naso grosso; ti mostra un pupazzetto fatto più o meno come te e ti dice Guarda, questo è Craxi, o Andreotti, o Berlusconi: ma potresti anche essere tu. Lo avevi notato? Che c'è un po' di te in Berlusconi e viceversa? Un minimo comune d'umanità? Ecco, questo è l'unico tipo di satira che mi interessa fare. Ma è ancora satira?

La domanda diventa improvvisamente attuale nella settimana in cui Stefano Disegni s'impadronisce della direzione del supplemento satirico del Fatto, in circostanze burrascose che non ci tengo ad approfondire, dando fuori nel frattempo una paio di tavole che definire 'controverse' è un eufemismo. La seconda è un vero manifesto: Disegni vuole dar fastidio ai lettori conformisti, che abbondano dappertutto, e quindi anche al Fatto. Bisogna quanto meno concedergli che ci sta riuscendo. Ma è ancora satira? Eh, bisognerebbe prima intendersi su cosa la satira sia. Prego, accomodatevi, se ne parla da sempre, in fatto di metareferenzialità gli autori di satira danno ancora tantissimi punti ai blogger: ognuno sembra avere la sua idea ben precisa di cosa la satira sia e non sia, di cosa debba e non debba fare, e dove passino i nettissimi confini tra satira e sfottò becero, tra satira e raccontino didascalico, tra satira e propaganda. Un'idea ce l'ho anch'io, ovviamente, ed è molto meditata, ma vi risparmierò la meditazione e salterò alle brutali conclusioni: per me non c'è nessuna differenza sostanziale tra la satira, sfottò, propaganda, raccontino a tema. Sono nomi diversi con cui chiamiamo lo stesso animale: zanne, coda, orecchie, zampe. Un autore di satira è sostanzialmente un propagandista. Anche quando come Disegni non indulge nella caricatura, è pur sempre un artista che semplifica la complessità del reale per difendere il suo sistema di credenze, quello che una volta si chiamava ideologia. Questa idea dell'autore satirico che ride di tutto e di tutti, ecco, per me è un mito: non è che se ogni dieci battutacce su Berlusconi ne infili tre su Bersani diventi imparziale, non è così che funziona.

Il fatto è che io sono di quelli che non credono all'autonomia dell'Arte con la A maiuscola, figurati se credo all'autonomia dell'arte di scrivere disegnini buffi sugli inserti dei giornali. Quindi non ci trovo nulla di strano nel fatto che Disegni stia diventando didascalico: è sempre piuttosto didascalico, e mi è sempre piaciuto così (anch'io scrivo storielle didascaliche, e ho imparato da lui). Se non mi piace più è semplicemente perché abbiamo maturato idee diverse, divergenze ideologiche. Se ne potrebbe discutere – ma quando si fa satira non si discute: si difendono le proprie credenze, si semplificano le idee degli avversari, si fabbricano pupazzi di paglia. Non c'è niente di male, eh, finché restano pupazzetti negli inserti satirici: il problema è che dilagano.

Vedi la prima tavola, quella su Asor Rosa. Per difendere la sua tesi (l'anziano professore appartiene a un ceto intellettuale che ha perso il contatto con la realtà) Disegni non disdegna il repertorio frusto del gauchiste-caviar: il casale in Toscana, il paté, eccetera. Asor Rosa viene cannoneggiato dalla posizione arretrata del cosiddetto 'buon senso', per cui non puoi chiedere ai carabinieri di chiudere il parlamento. E probabilmente no, non puoi, specie se sei un professore che scrive sul Manifesto; quantomeno è difficile che i carabinieri ti diano retta. Questo sarebbe il buon senso. Ok. Il vantaggio dell'autore satirico è che il più delle volte deve semplicemente distruggere le affermazioni altrui. Ma sul finale Disegni si lascia scappare un'affermazione vagamente propositiva: e se provassimo a vincere le elezioni? Ecco: pensare di “vincere le elezioni” è ancora buon senso? Sì, perché le avremmo vinte con Prodi... ma appunto: le abbiamo già vinte (o perlomeno pareggiate): è cambiato qualcosa? Potrà mai cambiare davvero qualcosa, finché a Berlusconi e ai suoi non si sottraggono le leve della produzione del consenso, finché gli si lascia tutta intera Mediaset e qualche bel pezzo di Rai? Il guaio del buon senso: ognuno ha il suo. Il mio mi suggerisce che un'azienda di produzione del consenso, monopolista di fatto, non si arrenderà senza combattere: che sfidarla in questa situazione equivale ad andare a combattere le corazzate con la cavalleria leggera: una cosa molto nobile e rapida (ma non indolore). E a quel punto mi ritrovo molto più vicino ad Asor Rosa che a Disegni, pensa te gli scherzi che ti combina il buon senso.

Però fin qui forse non valeva nemmeno la pena di parlarne, infatti stavo quasi per cancellare il file. Poi ho letto un'altra tavola di Disegni. E mi sono ritrovato di nuovo nel 2002, quando sui blog bastava manifestare qualche sano dubbio sulle guerre di Bush per ritrovarsi accusato di voler rinfocolare lo Spirito di Monaco, regalando a Hitler la Boemia e anche un bel pezzo di Moravia e di Slovacchia. Eh? No, sul serio, giuro, per qualche mese ogni conversazione sulla in Afganistan, sull'11/9, su Al Qaeda, su Saddam Hussein doveva per forza passare per la Conferenza del 1938 (appena prima di finire, ovviamente, in vacca). Soltanto che nel 2002/3 quelli che ti circondavano e ti davano del Neville Chamberlain (Eh?) erano dei perfetti sconosciuti, oscuri correttori di bozze di house organ di centrodestra, tutti diventati improvvisamente titolari di blog con le bandiere a stelle e strisce e le vignette sugliimbelli pacifinti. Nel 2011 lo stesso paragone te lo fa Stefano Disegni, sull'inserto del Fatto Quotidiano.

Sulla Libia non ero contrario in linea di principio a un intervento, purché avesse modalità e finalità chiare, che fin qui non si son viste. Ma ne faccio una questione formale, a questo punto: non puoi tirare fuori i nazisti, tutte le volte che non sei d'accordo con un pacifista. Non puoi ogni volta mettergli davanti al naso Hitler, come se il nemico di turno fosse sempre e solo Hitler. Cioè, per carità, puoi, in fin dei conti è propaganda. Ma c'è propaganda e propaganda: quella che tira fuori Hitler ogni due per tre è pessima, per la legge di Godwin è il segno che gli argomenti a tua disposizione sono esauriti, e per l'assioma del pastorello-che-chiamava-al-lupo affermo che dovesse un giorno ritornare Adolf Hitler in carne e ossa, dovesse reincarnarsi in un clone o tornare dal Brasile o da Marte su un disco volante, deciso a rifondare quanto prima il Quarto Reich e a completare i massacri lasciati a metà, ebbene probabilmente non ci faremo più caso, tanto siamo abituati a sentire Bin Laden paragonato a Hitler, Saddam Hussein il nuovo Hitler, anche Arafat quando lo tenevano sequestrato nel suo palazzo a Ramallah e giocavano a sforacchiarglielo con le granate, anche lui in quel periodo era il nuovo Hitler; adesso invece è Ahmadinejad il nuovo Hitler, salvo quando si parla di Libia e allora il nuovo Hitler è Gheddafi, e chi non lo bombarda è Neville Chamberlain. Sempre. E comunque. Questo è il Fatto del 2011, ma era anche il Foglio del 2003: hai dei dubbi su qualsiasi guerra? Sei un complice dei nazisti. E anche questo modo di usare i bimbi ebrei, sei pacifista? Da qualche parte qualcuno grazie a te sta ammazzando un bambino ebreo, ecco, io la chiamerei speculazione sulla Shoah, se non fosse che anche il solo pensarlo probabilmente mi fa incorrere nell'odioso psicoreato di antisemitismo, e insomma, io ci tengo al mio lavoro, per cui clicco via e ripenso ai miei diciottanni, allo scrondo su Tuttirutti, a quella volta che a Lupo Solitario due ragazzi strani raccontavano la storia di Canna Bianca, che era un cane tipo Zanna Bianca ma che invece di salvare i bambini in pericolo si faceva le canne, una cosa cretina veramente e io mi misi a ridere, e non la smettevo, in effetti non ho più smesso da allora, c'è una parte di me che ci pensa e ride ancora, chissà cosa ne pensa della conferenza di Monaco, aspetta che chiedo. Ehi, Canna Bianca, sono venuti a prendermi i cattivi nazisti, corri nella bufera a chiedere aiuto, vai a grattare con le zampette sul portone di casa Churchill finché non ti aprono... ehi... Canna Bianca...

18 commenti:

  1. Mi pare che la tesi proposta, sempre col solito stile volutamente involuto ma certo efficace, sia che le opinioni espresse con il mezzo satirico acquistino necessariamente uno stile dogmatico, e di conseguenza non possano risultare utili al dialogo.
    Ecco, se ho capito bene la tesi, devo dire che non sono assolutamente d'accordo.
    Io penso piuttosto che, se il fine è quello di far ridere, l'oggetto della satira viene così tanto ridicolizzato che chi legge lo percepisce con chiarezza.
    Per me insomma, la satira è un modo molto efficace e positivo di porre una questione sotto una prospettiva nuova che io non avevo percepito, e da questo punto di vista da' un contributo di arricchimento.
    Poco importa che lo stesso vignettista abbia i suoi propri conformismi, perchè la veste estremizzata con cui vengono posti, ne elimina tutti i possibili effetti contagiosi.
    La vignetta satirica è insomma l'inizio del dialogo, non la conclusione.

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  2. Insomma, Disegni non ti piace più.
    A me pare che la vignetta di asor rosa inciampi un po' sul vetusto clichè radical chic/capalbio/snob, ma ciò non toglie che l'uscita di asor rosa rimanga, secondo me, una stupidaggine controproducente. Punti di vista, eh. A me l'idea di sfidare un energumeno violento e grosso il doppio di noi (la destra) sul suo piano (la repressione, i carabineiri, ecc) mi sembra un'assurdità. Mentre a me l'idea di provare a vincere le elezioni non mi pare proprio un'idiozia totale. Non ancora.
    Nel caso della libia, disegni inciampa sulla reductio ad hitlerum, che sappiamo essere deboluccia. Però il suo punto di vista globale non è disprezzabile. Si può dissentire, ma non ha detto - nella sostanza- una panzana colossale.
    Insomma, a me pare invece che tu ti ci sia accanito un po' troppo. lo hai attaccato per quelli che sono secondo me due piccoli infortuni formali, ma sulla sostanza al massimo può essere giudicato discutibile, ma manco troppo.
    Punti di vista, d'intende.

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  3. ho detto due volte a me mi.
    Mi cospargo il capo di cenere.

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  4. Si potrebbe avere un link alla tavola, in modo da poterla giudicare nella sua interezza?
    Grazie.

    tibi

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  5. Per quanto riguarda Asor Rosa, forse non ho capito bene la tua posizione: sei seriamente a favore del colpo di Stato e della marcia su Cologno Monzese? Se lo dice un vecchio ottuagenario passi, nessuno si aspetta che agisca di conseguenza. Ma tu a questo punto non dovresti cominciare a reclutare sodali e a distribuire le armi? Mi pare siano disponibili solo due opzioni: o la competizione all'interno delle procedure democratiche, che può comportare anche il rischio della deriva verso l'oclocrazia, oppure l'uscita dall'ordine costituzionale e l'azione violenta. Dove però l'azione violenta si distingue dall'espressione (comunicata oralmente o per iscritto) «azione violenta».
    Chamberlain non intervenne perché giudicava che fosse la strategia migliore per il bene del proprio paese - e in questo probabilmente si sbagliava. In ogni caso tu non difetti di consapevolezza, ma com'è che l'esito imbelle è lo stesso?

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  6. A me Disegni in genere piace molto e lo seguo da 25 anni. Certo, non è che condivida sempre tutto (ad esempio ho trovato la saga di SB tramutato in pisello stucchevole e forse un po' troppo greve), inoltre parliamo di uno che scrive una striscia a settimana da anni ed è naturale che non sempre gli riesca tutto: anche il ricorso ai nazisti nella vignetta sul pacifismo è un arma dialettica talmente logora da essere ormai del tutto spuntata.
    Però la vignetta sull'ortodossia dei lettori del fatto mi ha fatto godere. E' proprio come dice lui: a leggere i commenti agli articoli (e a volte gli articoli stessi) sembra che il lettore-tipo di quel giornale sia uno che vive in una dimensione manichea, intollerante, vagamente paranoica, con un pantheon di guru intoccabili e una lista nera di nemici odiati, un insistito culto del complottismo, un'insana allergia per le posizioni sfumate e, sullo sfondo, un sordo e compiaciuto rancore. E temo che stia diventando ormai il problema di tutta la galassia "grillo-fatto-travaglio-santoro ecc ecc", per quanto condivisibili siano spesso e volentieri le loro battaglie.

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  7. Ach, non avevo messo il link? Ecco: http://img844.imageshack.us/i/lapaceeterna.jpg/

    Dunque, Myskin, a me è capitato di scrivere varie volte che ritengo che "le procedure democratiche" siano saltate da un pezzo, più o meno da quando si è lasciato che un signore di fatto monopolista nel settore dei media si candidasse alle elezioni. Il golpe, dal mio punto di vista, l'ha fatto lui: io mi limito a notare che di solito chi fa un golpe non abbandona il potere pacificamente; lo ha occupato con un gesto arbitrario e non se ne andrà finché qualcuno non compirà un altro gesto arbitrario.

    Non credo che saranno i carabinieri, o la polizia: l'ingenuità del professore ottuagenario per me è tutta lì; non credo nemmeno in assassini politici o roba del genere. Secondo me prima o poi chi vuole cambiare pagina dovrà smettere di invocare una costituzione o una legalità che nei fatti sono superati, e tirarlo giù con un gesto arbitrario, non previsto dalla Costituzione ma abbastanza tipico ultimamente nel mediterraneo, per cui si prende Ben Alì e lo si manda via (non credo che la Costituzione tunisina lo prevedesse), si prende Mubarak e lo si manda via, eccetera.

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  8. Comprendo la tua posizione, pur non condividendola nelle sue ultime conseguenze. In ogni caso, in Egitto e in Tunisia si è arrivati alla cacciata del capo del governo perché c'è stata la guerriglia urbana. Mi limito nuovamente a rilevare che c'è una certa differenza tra il parlare di guerriglia su un blog e il metterla in pratica. E, stando alla tua posizione, quest'ultima opzione mi pare l'unica percorribile, se si vuole prendere il discorso seriamente.
    Un saluto.

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  9. Leo, non per fare il solito guastafeste, ma visto che tacci d'ingenuita' Asor Rosa, in quel "lo si manda via", "si" e' riferito a chi?
    Se tu non mi ricordi particolarmente bello io non ti ricordo particolarmente bellicoso: se considero poi che nel frattempo hai messo su casa e panza, non ti ci vedo proprio sulle barricate.
    Gli egiziani, i tunisini eccetera rispetto a noi hanno mediamente:
    -piu' fame;
    -meno anni.
    Alla prima cosa verra' magari posto rimedio a breve, alla seconda no.

    tibi

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  10. Canna bianca era bellissimo, ci ho riso anch'io un sacco; ma pure "Frocky" non era da meno.
    Se poi hai buona memoria, ci fu anche su TuttiFrutti "Fabrizio Ialongo", il detective col dittongo che ascoltava solo blues. Bei tempi! :-)
    robxyz

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  11. Vedo che la discussione, tralasciando l'aspetto che ritenevo più interessante, e cioè il ruolo della satira, si è invece focalizzata sul merito delle dichiarazioni di Asor Rosa.
    Ora, il problema di Asor Rosa non riguarda primariamente l'utilizzo di certe procedure non istituzionali, ma piuttosto a nome e per conto di chi queste procedure sarebbero attuate.
    Non esiste un fronte del bene e uno del male, la somiglianza tra maggioranza ed opposizione è evidente, e come molti già sostengono da tempo, il successo di Berlusconi sta nell'assenza di alternative, ed egli forza le regole istituzionali in maniera palese, mentre tanta parte dell'opposizione lo faceva da tempo, ma in maniera più occulta: tutto qui.
    Devo citare il clamoroso risultato del voto segreto alla camera che ha recentemente dato sei voti in più al governo?
    Non è una parte, e tutta intera la classe dirigente italiana che andrebbe gettata via, e quindi non si capisce come possa esistere una risoòluzione dall'alto del problema Berlusconi.

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  12. I tuoi argomenti sono interessanti, ma cosa ne pensi sull'amore? Mi sa che è un tema che non hai mai trattato a quanto leggo e a me e alle mie amiche SaD interesserebbe saperlo! http://www.storieadistanza.com/

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  13. Non capisco . Metà post per approvare la reductio ad Mussolini di Berlusconi e l'altra metà per dire che la reductio ad Hitlerum di tutti gli altri è un idiozia .

    Ormazad

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  14. Al massimo sarebbe ad Mussolinum (Mussolinos)?

    Ma il caso di Mussolini mi sembra sensibilmente diverso.

    LuciaXX, magari sei solo un bot, ma hai colto nel segno, non riesco mai a trattare di amore quanto vorrei, ho sempre paura di risvegliarmi nel corpo di Alberoni.

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  15. Credo che vada tenuto conto che la vignetta, o anche la striscia non possano avere la stessa capacità di analisi di un discorso complesso. Se prendiamo per esempio la striscia che ti ha portato a scrivere questo post mi pare ovvio che non si riferisca a chi ha dei dubbi sull'intervento in Libia, ma a chi di dubbi proprio non ne ha mai, che non mi sembra sia il tuo caso.

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  16. Americani che intervengono per salvare ebrei da nazisti... sicuro che non era una vignetta di satira sulle riletture del presente alla luce della storia immaginario-cinematografica?

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  17. ..confermo che LuciaXX è un bot (ovvero è un messaggio automatico...) ..riguardo a Disegni, volevo solo dire che considero anche io uno "scivolone" la vignetta sul pacifismo...e sono rimasto stupito che non ci sia stato alcun dibattito e/o reazione da parte dei lettori/commentatori del Fatto.
    Ora che Di Pietro ha presentato una mozione "pacifista" ("panciafichista?") spero che se ne riparli. (è uscito ieri tra l'altro il Misfatto diretto proprio da Disegni..)

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  18. A quanto pare Travaglio desidera lettori del Fatto giustizialisti e de panza, che ridono per il Berlusca falliforme. Quanto a Disegni... beh ogni tanto al disegnatore di satira medio prende la forattinite. Desidera almeno una volta il grande successo facile e allora si mette a disegnare la manifestazione della "sinistra" a favore del valoroso poppolo cubbano. Poi magari si pente ma intanto, se non lo stomaco del pubblico becero, ha solleticato lo stomaco del vicedirettore...
    MemoryIsAVirus

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